lots of asemic books are actually available

Michael Jacobson:

Here is an updated list of almost all the asemic writing books available at Amazon. Asemic writing is a wordless open semantic form of writing which often appears as abstract calligraphy, non-verbal writing, illegible writing, or damaged writing. This list also contains all Post-Asemic Press titles (7 so far) and other related works published by other presses.
Authors and their works included on the list are by Tim Gaze, Michael Jacobson, O Mayeux, Anneke Baeten, Volodymyr Bilyk, Rosaire Appel, Spencer Selby, Mirtha Dermisache, Federico Federici, Sam Roxas-Chua, Denise Lach, Jose Parla, Lucinda Sherlock, Xu Bing, Henri Michaux, Brion Gysin, Timothy C. Ely, Jay Snodgrass, Israel F Haros Lopez, Paul A. Toth, Max Ernst, Luigi Serafini, Rory Link, and The unknown author of The Voynich Manuscript.

https://www.amazon.com/hz/wishlist/ls/OTSFXTYKWW8T?&sort=default

https://www.facebook.com/groups/76178850228/permalink/10156823723440229

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asemic writing – scrittura asemantica / marco giovenale. 2013

articolo in “l’immaginazione”, n. 274, mar.-apr. 2013

materiale citato per l’incontro del 2 maggio 2018: CONCRETA – festapoesia,
incontro all’Accademia d’Ungheria, intervento su Scritture di ricerca e scrittura asemantica, h. 9:30 circa

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asemic writing: “offline and in the gallery”, an asemic writing exhibit at minnesota (march 10th – may 28th, 2017)

Featuring Asemic Writing & Book Art from: Tim Gaze, Rosaire Appel, Luigi Serafini, Carlos M. Luis, Israel F Haros Lopez, Paul A Toth, Alain Satié, Jose Parlá, John M. Bennett, Marco Giovenale, Cecil Touchon, Scott Helmes, Derek Beaulieu, Brion Gysin, Satu Kaikkonen, Cheryl Penn, Raymond Queneau, Logan K. Young, Steve McCaffery, Xu Bing, Geof Huth, Gene Kannenberg Jr., Christopher Skinner, Max Ernst, Timothy Ely, Charles Stein, Gazaliel, Lucinda Sherlock, Volodymyr Bilyk, Catherine M. Bennett, Henri Michaux, Spencer Selby, Jim Leftwich, Louise Tournay, Abdourahamane Diarra, Joe Maneri, Michael Jacobson, Robyn Ellenbogen, Donna Maria De Creeft, Marilyn R Rosenberg, Francesco Aprile, Bill Beamer, Nuno De Matos, Lynn Alexander, Tony Burhouse, Scott Ross, Axel Calatayud,  Henry Denander, Jean-christophe Giacottino, Lin Tarczynski, Tom Cassidy, Ricky Brett, Edward Kulemin, Phil Openshaw, Kerri Pullo, Anneke Baeten, Benji Friedman, Laura Ortiz, John McConnochie, Kimm Kiriako, Sam Roxas Chua, Steven J Fowler, Tatiana Roumelioti, Ekaterina Samigulina & Yuli Ilyshchanska, Nico Vassilakis, mIEKAL aND, the unknown author of  The Voynich Manuscript, all the authors & artists in Asemic Magazine, everyone in John Moore William’s asemic issue of The Bleed, & including everyone in Paul A. Toth’s ALPHA BET A TEST: The Eye Am Eye Asemic Anthology: Language In The Act of Disappearing.

http://thenewpostliterate.blogspot.it/2017/02/asemic-writing-offline-and-in-gallery.html

un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica/asemica

Forse è non banale un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica (o asemica), che potrebbe essere annotato a margine, a completamento e revisione di quanto scritto, riproposto o linkato nei giorni scorsi ma soprattutto qui.

L’appunto dovrebbe dire: al chiudersi degli anni Novanta, soprattutto negli Stati Uniti, un’idea di “asemic writing” nasceva in effetti da sgretolamento sillabico di scritture lineari, e dunque da una perdita di peso semantico, di singoli versi, spezzoni di frasi, prose, in alcuni autori che (ancora) non pensavano ad un versante specificamente grafico dei materiali abbracciabili dall’espressione “scrittura asemantica”.

Parlando dunque di sgretolamento sillabico, di microfratture interne a frasi leggibili, vediamo bene che (nel contesto statunitense di quel periodo) ci si trova di fronte alla precisa accezione in cui “asemic writing” viene recepita (erroneamente) oggi in Italia. Allora. Se io insisto nel sottolineare invece proprio e precisamente l’aspetto grafico (cfr. qui per intenderci) di ciò che è “asemic writing” non è soltanto per indicare il versante forse maggioritario che ha preso a diffondersi entro il movimento dell’asemic writing (grazie a Tim Gaze, per esempio) in seguito, ossia un versante prettamente legato a glifi, grafie, graffi, e non a spezzature di parole e frasi redatte in alfabeti (riconoscibili). Non è solo per questo. Io insisto sull’aspetto grafico anche perché, sebbene slegate dagli esperimenti di fine anni Novanta e inizio nuovo millennio, occorrenze e sperimentazioni molto precise e connotate (e proprio definite “scrittura asemantica”, cfr. Dorfles 1974) erano in campo in Italia e in Brasile già vari decenni prima. (Cfr. anche Caruso 1966 e Binga 1972-74).

Che non esista legame diretto o perfino indiretto di filiazione fra quelle esperienze grafiche e quel che è sorto e si è sviluppato tra USA, Australia e Italia negli ultimi quindici-vent’anni (sempre in ambito grafico, non alfabetico), non significa che non si possa dire che persone diverse, nell’arco di quasi un secolo, hanno dato nomi simili ad esperienze non dissimili.

Nel momento in cui – poi – in Italia si prende a misinterpretare l’espressione “scrittura asemantica” intendendola come scrittura alfabetica solo privata di significato (dunque non come una scrittura aliena a ogni alfabeto noto), è doppiamente importante sottolineare con precisione cosa è e cosa non è in campo, da diversi anni ormai, sotto l’etichetta “asemic writing” in Italia. (Personalmente, almeno dal 22 marzo 2008: cfr. qui e qui).

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[r] _ asemic writing / scrittura asemantica

In rete è stato più volte espresso – recentemente – interesse per la scrittura asemantica, o “asemic writing”. E si sono create delle confusioni, sul tema, che è opportuno dissipare.

Questa pagina, che se ben ricordo si deve principalmente a Michael Jacobson e Tim Gaze, è una buona summula, in tema: http://en.wikipedia.org/wiki/Asemic_writing.

In termini di interesse e importanza, per l’area italiana il primo riferimento che mi viene in mente è alle Scritture illeggibili di popoli sconosciuti, di Bruno Munari; il secondo è a Gillo Dorfles, che scrive sul lavoro di Irma Blank: http://gammm.org/index.php/2007/07/18/blank-dorfles.

Attraverso i motori di ricerca si possono trovare dozzine di blog e siti utili. I lettori curiosi si imbatteranno in molti materiali. Di nuovo in inglese, molto chiara è la pagina http://www.asemic.net/.

Un piccolo articolo – corredato da un’immagine di Rosaire Appel e una di Michael Jacobson – si può leggere ora a p. 41 del recentissimo numero (247, marzo-aprile 2013) de “l’immaginazione” (Piero Manni Editore).

mg

(*) le immagini di questa nota sono mie: quella in basso a destra viene da qui,
Quella in alto a sinistra è un asemic ring del 2011:
http://asemicnet.blogspot.it/2011/09/asemic-ring-differx-2011.html

(**) segnalo alcune interviste da The New Postliterate (blog di M.Jacobson):

Michael Jacobson @ SampleKanon
Michael Jacobson @ SCRIPTjr.nl
Michael Jacobson @ Full of Crow
Tim Gaze @ Full of Crow
Tim Gaze @ Commonline Journal
Marco Giovenale @ Suxulf
Marco Giovenale @ 3:AM Magazine
Marco Giovenale @ Moria

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“asemic magazine”: new issue (tim gaze ed.)

After a long delay, a new edition of Asemic magazine is available, printed on demand in Adelaide, Australia, using environmentally friendly ink & papers. Price: $AU15 + postage.

To buy: http://www.digitalprintaustralia.com/bookstore/fiction/other/asemic-15.html

Contributors: Elynn Alexander, Roberto Altmann, anonymous, Rosaire Appel, Roy Arenella, Roland Barthes, Billy Bob Beamer, Tori Bedford, Volodymyr Bilyk (Володимир Білик), Jeff Crouch, Marc van Elburg, karen eliot, Jesse Ferguson, Tim Gaze, Marco Giovenale, Rob Grant, Janet Hawtin, Christine Huber, Ronald D. Isom, Satu Kaikkonen, Evgenij V. Kharitonov (Евгений В. Харитоновъ), Eduard Kulemin (Эдуард Кулёмин), Sveta Litvak (Света Литвак), Constança Lucas, Serse Luigetti, Billy Mavreas, Willi Melnikov (Вилли Мельников), Andrei Molotiu, Sheila E. Murphy, Moulid Nidouissadan, Fernando Ocampo, Marilyn R. Rosenberg, Ruan, Shmuel, Christopher Skinner, Tommasina Bianca Squadrito, Carol Stetser, Morgan Taubert, Miron Tee, Mike Di Tommaso, Troylloyd & Emma Viguier.

A short sample (the first 6 pages) can be viewed here.

irma blank’s asemic writing

Thanks to Nerida Newbigin (and Tim Gaze), an English translation of Gillo Dorfles’ text on Irma Blank’s “Scritture asemantiche” is now available. See the updated post @ gammm: http://gammm.org/index.php/2007/07/18/blank-dorfles/

(Courtesy Coromandel Valley Books, 2014)

“signs and symbols” (october 2013)

Signs and Symbols
October, 2013, Art exhibit at the General Store Community Arts Centre
in the Adelaide Hills of South Australia (organisers: Tim Gaze & Marisa Ala Dea)

Here’s the whole book/pdf of the works (Tim Gaze, ed.):
http://asemicwriting.files.wordpress.com/2013/12/signs-and-symbols-mail-art-catalogue.pdf
[ 152 Mb ]

@ scribd:
http://www.scribd.com/doc/190979576/SignsSigns-and-Symbols-Mail-Art-Catalogue

General Store’s Facebook:
https://www.facebook.com/GeneralStoreCommunityArtGroupInc

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“signs and symbols” – exhibition in south australia

6 link per riprendere alcuni temi

https://slowforward.wordpress.com/2013/09/10/nel-nuovo-numero-di-alfabeta-ora-in-edicola/

https://slowforward.wordpress.com/2013/06/13/per-riprendere-alcuni-temi-di-ex-it-e-rieti/

http://eexxiitt.blogspot.it/2013/09/andrea-inglese-verso-una-letteratura.html

https://slowforward.wordpress.com/2013/09/11/an-appreciation-of-flarf-sharon-mesmer-2013/#more-31669

https://slowforward.wordpress.com/2013/09/10/corrado-costa-benway-zona-verri/

http://www.amazon.com/Anthology-Asemic-Handwriting-Michael-Jacobson/dp/9081709178/

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jim leftwich e la “pansemic playhouse”

In questi anni recenti, oltre a lavorare in numerosi ambiti verbovisivi, e ovviamente nelle aree della poesia concreta e visiva, del glitch, della fotografia, del collage e della mail-art, Jim Leftwich ha ospitato materiali altrui, organizzando veri e propri archivi in rete, tutti o quasi tutti legati ai molti blog a cui collabora, ma soprattutto alle sue pagine http://www.flickr.com/photos/textimagepoetry/ e http://textimagepoem.blogspot.com e ai vari festival e iniziative (collab fests, o marginal arts festivals) di arte e di scritture sperimentali ai quali ha preso parte, a Roanoke (Virginia), la città in cui vive.

L’accumulo di materiali, altrui e propri, che questi anni di lavoro (e i precedenti) hanno portato è impressionante. Molti – degli anni 2005-07 – sono archiviati in un’apposita pagina allestita grazie a John M. Bennett dalla Ohio State University: http://library.osu.edu/finding-aids/rarebooks/TextImagePoemArchive.php.

Molti altri, specificamente di Leftwich, sono spread all over the world, diffusi ovunque nel mondo sia in forma cartacea (spedizioni, invii) sia in blog e siti i più diversi. Anche una superficiale ricognizione su google testimonierà della straordinaria diffusione di opere di Leftwich, o di sue collaborazioni (collab works).

Da circa due anni, da luglio 2011 ad oggi, anche con periodi in cui l’attività di postaggio è quantitativamente minore, Jim Leftwich sta inoltre pubblicando sul suo già ricchissimo e generoso spazio flickr una serie intitolata Pansemic Playhouse. Si può prendere visione dei vari “set” che la compongono a partire dalla pagina citata sopra:

http://www.flickr.com/photos/textimagepoetry/sets/?&page=1

Una playhouse è una casa giocattolo, una casa dei giochi. Nel progetto e idea di una simile casa “pansemantica” molti elementi assai felicemente e positivamente convergono. Per ragionarne, direi di tenere presente sullo sfondo, come elemento differenziale, l’orizzonte della “asemic writing”, ossia della scrittura asemantica. Leftwich, per altro, è stato uno dei primi statunitensi a occuparsi di asemic writing in maniera sistematica, a partire dagli ultimi anni del Novecento (in colloquio con John Byrum e Tim Gaze).

In Pansemic Playhouse, al contrario che nella scrittura asemantica, e – davvero – in rapporto differenziale netto con questa, Leftwich espone/sovraespone, accumula e moltiplica immagini e materiali anche casualissimi (classico e ritornante è lo scatto assolutamente random da cellulare) in cui tutto è semantico, tutto acquista un rilievo di senso, in qualche modo. E, questo, non volontaristicamente, ma come una sorta di emersione (data per oggettiva anche se conscia del fatto che oggettiva non sarà mai) dell’evidenza di senso di ogni nostra percezione. (Insisto: a specchio e differenza dei percorsi asemantici di alcuni segni grafici).

Leftwich è perfettamente cosciente del ‘brutto’ e del ‘non riuscito’ in alcuni scatti e immagini, ma quel che a lui interessa è il versante ‘costruttivo’ dello sguardo stesso di chi apre immagini e sequenze. Al centro del meticoloso progetto di una casa/catasta pansemantica sta insomma un’idea legata all’affioramento non casuale ma quasi cronometrico, prevedibile, inevitabile, di un costante microrilievo di senso, una traccia aggiunta possibile, che sta dunque proprio al fondo di ogni – veramente ogni – cosa ed esperienza). (Tutto ciò ha in parte anche interessanti – pur se non inediti – risvolti etici).

Il progetto di flusso visivo che conserva numerose versioni di uno stesso frame è in fondo analogo al sistema di varianti moltiplicate (e variazioni non necessariamente infinitesimali) apprezzabile nel vasto progetto testuale – e visivo – di Six Months Ain’t No Sentence, per adesso diviso in 50 libri gratuitamente scaricabili dall’indirizzo differxhost seguente: https://app.box.com/s/l76xlrg78e5s8evbi4c4. Altro tassello del colossale lavoro di sperimentazione di Leftwich.

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alcuni link aggiornati:
http://jimleftwichtextimagepoem.blogspot.it/2013/09/pansemic-playhouse-1-600-jim-leftwich.html

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