Archivi tag: differx

la scrittura di ricerca non esiste, non è mai esistita / differx. 2021

(probabilmente è un trailer. il film completo durerebbe qualche settimana)

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“altre istruzioni”, di mg: oggi su ‘il cucchiaio nell’orecchio’

ilcucchiaionellorecchio.it/2021/06/altre-istruzioni/

(i testi precedenti di mg si trovano tutti qui:
ilcucchiaionellorecchio.it/category/autori/marco-giovenale/)

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lettura al c.s. brancaleone, 29 maggio: testi da “delle osservazioni”, “la gente non sa cosa si perde” e dall’inedito “oggettistica”

Testi da Delle osservazioni (Blonk, 2021), https://www.blonk.it/book/delle-osservazioni/
e
La gente non sa cosa si perde (TIC, 2021), https://ticedizioni.com/collections/vetrina/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale

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due prose dalla raccolta inedita OGGETTISTICA

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La lettura si è svolta nel contesto delle iniziative legate al Premio Massimo Ferretti, rassegna di eventi culturali dedicati alla memoria dell’opera del poeta, nata da un’idea di Furio Testa e Alessandro Contadini. Con la partecipazione di polisemie.it, del centro sociale Brancaleone, e del Liceo scientifico statale Nomentano.
Patrocinio del Municipio Roma III e di Biblioteche Di Roma. Riprese video di Lab-TV (
https://www.lab-tv.net/).

Il reading da cui il frammento è preso si è svolto presso il c.s. Brancaleone (Roma, via Levanna) nel pomeriggio del 29 maggio 2021.

La cura della rassegna di letture è di Stefano Bottero, Christian Raimo, Gilda Policastro, Rossano Astremo, Graziano Graziani, e della redazione di Polisemie.

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cestio, inglesi / differx. 2021

un frame unico dell’intera pellicola dell’eternità è comunque di 23”.
circa.
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(CC) 2021 differx

video su “l’mage, treesome”, di ilaria restivo, 2020-21, mixed media / differx. 2021

Nel contesto della mostra collettiva “Il Paradiso e le sue rappresentazioni”, organizzata presso lo Studio Campo Boario di Alberto D’Amico nel 2020 e conclusasi nel maggio 2021, Ilaria Restivo espone il suo lavoro “I’mage, treesome”, composto da elementi sonori e visivi (proiezione, oggetti). Questo video non vuole esserne una documentazione ma un ‘ambientamento’, tentato da differx.

I’mage, treesome
Installazione video, suono, acquario
Fino al 30 maggio
@ Studio Campo Boario
viale del Campo Boario 4a, Roma
informazioni:
facebook.com/Studio-Campo-Boario-1900087130079262/about/

1221_1 / differx. 2020

ai canali ! ai canali !

iscrivetevi ai canali, carissim*:

mg (tipo Rai1):
https://www.youtube.com/channel/UCUN9mDuP3m6UsVdj50Kgo4Q

slowforward (una specie di Rai2):
https://www.youtube.com/channel/UCF4pbAEEAcjwznYErB-SUvg

differx (sicuramente una roba simile a Rai3):
https://www.youtube.com/user/differx

(n.b.: ogni riferimento a tv ed entità realmente esistenti ma soprattutto esistite è puramente casuale o frutto di giuoco)

recent posts @ repository magazine (cecil touchon, editor)

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Watch this ZOOM conversation I have with Michelle Moloney King; Editor of Beir Bua Press
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Essay for an exhibition held April 15, 2016 — June 15, 2016
Following up on the first article: On Being an Artist

una possibile logica dell’installance (e qualche ‘prossimità’) / differx. 2021

image by Stefan Brüggemann

image by Stefan Brüggemann

visual-poetry.tumblr.com/post/164221946826/by-stefan-br%C3%BCggemann

…ma ‘invece’, che cos’è un’installance? (termine che ho coniato nel 2010)
cfr. https://medium.com/repository/installance-aug-23rd-2010-755e30d8e3ba

ovvero (originariamente) https://installance.blogspot.com/p/host-lost-derive-river-01.html

e anche
https://operavivamagazine.org/installance/

recentemente, Johannes Bjerg: https://slowforward.net/2021/06/03/drawing-an-eye-on-a-stone-so-it-can-see-the-sky-johannes-s-h-bjerg-2021/.

ipotesi di prossimità: l’installance come opera abbandonata e persa (differx) secondo la lezione dei Sassi nel Tevere, di Emilio Villa (1949), e l’opera che si realizza quando manca, come nelle “zone di sensibilità pittorica immateriale” di Yves Klein (1957: cfr. il dattiloscritto delle Règles rituelles de la cession des zones de sensibilité picturale immatérielle, qui ovvero qui), o nel cubo nel cilindro invisibile di Gino De Dominicis (1969: terza foto in questa sequenza); o quando è distrutta ed eventualmente ‘recuperata’ in frammenti, cfr. Jean Tinguely (Homage to New York, 1960), e John Baldessari (Cremation Project, 1970); o infine irrecuperabile (Robert Barry, 1969).

poi ecco la dichiarazione di Stefan Brüggemann, sopra mostrata; ma è utile ricordare anche il lavoro di Cesare Pietroiusti, prima di Banksy.

Klein:

http://www.yvesklein.com/en/films/view/86/yves-klein-propositions-monochromes-galerie-colette-allendy-suite/

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De Dominicis:

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Tinguely:

https://www.moma.org/calendar/exhibitions/3369

Fai clic per accedere a moma_press-release_326185.pdf

“[…] During its brief operation, a meteorological trial balloon inflated and burst, colored smoke was discharged, paintings were made and destroyed, and bottles crashed to the ground […]”
(https://www.moma.org/collection/works/81174)

 

Jean Tinguely_ Homage to New York

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Baldessari:

John Baldessari, The Cremation Project, 1970 (https://magazine.artland.com/artists-who-destroyed-their-own-work/)

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sull’argomento cfr. anche:

– Burning Man, operazione collettiva del 1986, https://en.wikipedia.org/wiki/Burning_Man

https://www.nytimes.com/2019/03/11/t-magazine/artists-destroy-past-work.html

http://www.unclosed.eu/rubriche/osservatorio/recensioni-attualita/171-la-didascalia-mancante.html

https://slowforward.net/2011/12/11/alighiero-boetti-2/

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Guarda che siamo di Eleusi. […] Qui il più severo e il più vero inventore sono io, che ho inventato la poesia distrutta, data in pasto sacrificale alla Dispersione, all’Annichilimento: sono il solo che ha buttato il meglio che ha fatto: quello che s’è consumato nella tasca di dietro dei calzoni scappando di qua e di là, quello scritto sui sassi buttati a Tevere, quello stampato da un tipografo che non c’è più, quello lasciato in una camera di via della croce. Solo così si poteva andare oltre la pagina bianca: con la pagina annientata.

Emilio Villa, da un appunto (“risalente alla fine degli anni Settanta o all’inizio degli Ottanta”, cfr. A.Tagliaferri, Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa, DeriveApprodi, Roma 2004, p. 183)

§

 

Da “Il clandestino. Vita e opere di Emilio Villa”, di Aldo Tagliaferri (DeriveApprodi, Roma 2004, p. 206)

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“E nel 1980, avendo esposto in una galleria di Brescia le mûra di t;éb;é (poesie scritte in greco antico su lastre di plexiglas), [Emilio Villa] ha tagliuzzato i testi della sua traduzione in italiano e ne ha messo i frammenti entro sacchetti che poi ha appeso accanto alle lastre. Dunque ha scritto in una lingua morta, ha tradotto in una lingua stentatamente viva, e ha esposto la morta, la lingua impossibile, nascondendo sotto gli occhi di tutti la viva, facendo tornare indietro il senso di quelle parole, impedendole a noi, lasciando ogni cosa inascoltata”.

Nanni Cagnone, in Cognizione di Emilio Villa [1989],
in Emilio Villa poeta e scrittore, a cura di Claudio
Parmiggiani, Milano, Mazzotta, 2008, p. 336

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Cecilia Bello Minciacchi nell’introduzione all'”Opera poetica” di Emilio Villa, da lei curate per L’Orma, Roma 2014

cos’è un’installance e come mai il 23 agosto 2010 ne ho scritto

il “cos’è” sì. ma il “come mai” forse non si trova qui; tuttavia quella pagina, quella strana specie di manifesto che ho scritto in quella data, la riscriverei ora: https://mgiovenale.medium.com/installance-aug-23rd-2010-755e30d8e3ba
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sveglia #5, ancora su carlo bordini

one letter letter / differx. 2021

podcast dell’intervista di andrea penna a marco giovenale, radiotre suite, 27 apr. 2021

per ascoltare, cliccare sull’immagine (l’intervista comincia poco oltre la metà del podcast)
oppure cliccare qui (l’intervista inizia subito):
 

 

installance #0155: asemics on broken cellphone screencover

installance n. : # 0155
type : asemic writing on a broken screencover of an a40 samsung cellphone
size : cm 14 x 6,20
records : highres shot
additional notes : abandoned
date : Apr. 27th, 2021
time : 11:48am
place : Rome, via G.F.Ingrassia
footnote : ---
copyright : (CC) 2021 differx