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promemoria tictalk: oggi, “poesie color mogano”, di carlo bordini

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il video dedicato da mediumpoesia a “nuovo commento” (28 feb. 2021)

Nuovo Commento, è curato da Cecilia Bello Minciacchi, Pierpaolo Cipitelli, Stefano Colangelo, Ivan Schiavone

un incontro dedicato a “nuovo commento”, canale youtube di proposta e analisi di testi contemporanei

Oggi, 28 febbraio, alle ore 17:30, Davide Paone condurrà su MediumPoesia un incontro in streaming dedicato a Nuovo Commento, il canale youtube di testi di poesia e prosa contemporanea, particolarmente attento alla ricerca letteraria.

Nuovo Commento, è curato da Cecilia Bello Minciacchi, Pierpaolo Cipitelli, Stefano Colangelo, Ivan Schiavone.

L’incontro di https://www.mediumpoesia.com/ si svolge sul canale youtube 
youtube.com/watch?v=3llwJdGROoE&fbclid=IwAR1aFDgY5geIGuBTg2_UuyDOyMH3kPUgfwfHMi4mPzdSJDAjF5XPu80h880 
e fa parte della serie Medium Days: facebook.com/events/453717702449943/

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stefano colangelo su “una semplice”, di mg

un click qui per ascoltare Stefano Colangelo che parla di Una semplice, proseguendo poi con ulteriori osservazioni

dopo la prosa: il fascicolo 13 de “l’ulisse”

“L’Ulisse” n. 13, Dopo la prosa. Poesia e prosa nelle scritture contemporanee:
https://www.lietocolle.com/cms/img_old/l_ulisse_13.pdf
(pdf, free download)

marilina ciaco su benway series

https://benwayseries.wordpress.com/2020/11/24/una-collana-atipica-di-scritture-installative-il-caso-benway-series/
https://benwayseries.wordpress.com/2020/11/24/una-collana-atipica-di-scritture-installative-il-caso-benway-series/

10 novembre, ore 19:30, pietre d’inciampo. testi di amelia rosselli

martedì 10 novembre alle ore 19:30

la seconda parte di

Pietre d’inciampo. La poesia contemporanea di fronte ai disturbi linguistici e dell’apprendimento.

Anna Rita Chierici legge Amelia Rosselli

Interventi di Fiammetta Cirilli, Marco Giovenale e Pier Giorgio Solvi

all’indirizzo
meet.google.com/qfi-pbrb-yan
a cura di Cetta Petrollo Pagliarani

evento facebook:
https://www.facebook.com/events/370785880833771

 

 

[r] _ la coda (ingannata?) dell’occhio [differx. 2016]


La scrittura asemica e l’istante del (non) riconoscimento.

Non è forse scontato/ingenuo appuntarlo, pur marginalmente: per certi aspetti la scrittura asemantica – o meglio asemica – funziona da esposizione dell’ossatura di base del linguaggio in quanto tale. Il cenno della riconoscibilità senza la sostanza della sua realizzazione.
Un tratto di paesaggio noto percepito solo e sempre con la coda dell’occhio, e poi – visto frontalmente – estraneo (ma non del tutto, non più o non ancora).

oggi, 9 settembre, a roma, al museo macro in via nizza: un’opera di gino de dominicis commentata da giuseppe garrera

dalla Collezione Giuseppe Garrera
https://www.museomacro.it/it/agora-it/unopera-gino-de-dominicis/

lezione di G.G., alle 18:30

prenotazione obbligatoria sul sito del museo:
https://www.museomacro.it/it/prenotazione/

IMPORTANTE: assicurarsi che ci siano ancora posti disponibili

the working dead / differx. 2020

nazioneindiana.com/2020/03/14/la-radice-dellinchiostro/#marco-giovenale

in “La radice dell’inchiostro” (prima parte)

maurizio grande su cb (ma sulla *letteratura*, forse, in generale) (e la poesia…)

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mi riesce difficile pensare si possa dire meglio di così, meglio di questo frammento di Maurizio Grande (su CB ovviamente).

dire così, intendo, anche per la letteratura (poesia ecc.)

parlo o parlerei insomma di una SCRITTURA SENZA SPETTACOLO.
(o, forse, meglio: una scrittura senza lo spettacolo della scrittura).

nessun io, nessun Moi, semmai “il soggetto [dell’inconscio] meno la volontà“.
(più chiaro di così si ri-muore).

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fonte dell’immagine:
https://nuovoteatromadeinitaly.sciami.com/carmelo-bene-biografia-opere/maurizio-grande-automatico-autentico-carmelo-bene-linea-dombra-1995/

la stagione del revival / lamberto pignotti. 1976

Articolo spesso citato nelle bibliografie. Qui lo propongo per segnalare (nelle ultime righe) l’uso, evidentemente non sentito come eccezionale, dell’espressione “posia di ricerca”. È il 1976.

esce il nuovo numero (marzo 2020) di “rossocorpolingua”

esce il nuovo numero della rivista “Rossocorpolingua”:
http://www.rossocorpolingua.it/index.php?it/224/numero-1-marzo-2020

(e non nascondo che mi fa piacere che contenga un mio testo da Oggettistica, oltre a una ‘fotografia’ di una possibile bibliografia di e su Roberto Roversi, per come poteva apparire nel 1999-2000)

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(scrittura di) ricerca senza virgolette


Saranno almeno cinquanta-sessant’anni, più di mezzo secolo, che in Italia si parla di ricerca letteraria, così come – ovviamente – di teatro di ricerca; senza contare che in Francia l’espressione musique de recherche risale agli anni Quaranta del Novecento.

Estendendo il discorso, qui mi limito a un piccolissimo numero di esempi, delle dozzine che si potrebbero portare (e su cui uscirà altrove un mio articolo, prossimamente).

Alfredo Giuliani, il 3 ottobre del 1963 a Palermo già chiariva: “una cosa è la letteratura d’intrattenimento, altra cosa la letteratura di ricerca e di conoscenza”. La collana che Einaudi vara nel 1965, a tutti nota, si chiama “La ricerca letteraria”. L’espressione ha già almeno tre decenni nel momento in cui entra nel piano dell’opera Letteratura Italiana Einaudi, diretta da Alberto Asor Rosa (il tomo 4 del vol. 2 dell’opera, uscito nel 1996, dedicato al Novecento, si intitola precisamente La ricerca letteraria – anche se stringe il fuoco dello sguardo principalmente su Calvino).

La dizione “ricerca letteraria” nella rivista veronese «Anterem» appare per la prima volta con il numero doppio 11-12 dell’agosto-dicembre 1979.

Il libro Poesia italiana della contraddizione (a c. di Franco Cavallo e Mario Lunetta, Newton Compton, Roma 1989) fin dalle introduzioni sembra lasciare spazio a pochi dubbi, in termini di poetica. Ma anche limitandoci alla quarta di copertina troviamo, addirittura in grassetto e incorniciata da una quadratura rossa, questa descrizione: “Un’antologia di voci e di tendenze che opera una sistemazione provvisoria rispetto a quanto in un’area di ricerca avanzata si è fatto in poesia da parte di autori appartenenti a diverse generazioni”.

Dal 1993 al 2004, soprattutto per merito di Renato Barilli, si tengono a Reggio Emilia gli incontri di “RicercaRE”, poi trasposti, dal 2007 in poi e col titolo di “RicercaBO”, a San Lazzaro di Savena e poi a Bologna.

Nella rivista «Baldus» (1990-1996) le occorrenze di “ricerca” e “poesia di ricerca” non si contano.

Una storica, importante rivista come «Rendiconti», diretta da Roberto Roversi, riprende le pubblicazioni (dopo un’interruzione iniziata nel 1977) assumendo dal luglio 1992  il sottotitolo “Quadrimestrale di ricerca letteraria”. L’anno dopo, Renato Barilli e Filippo Bettini curano il volume 63/93. Trent’anni di ricerca letteraria. Convegno di dibattito e proposta, Elytra, Reggio Emilia 1993.

Per gli autori della mia generazione le espressioni, “ricerca”, “scrittura di ricerca”, “poesia di ricerca”, “ricerca letteraria” (o “in letteratura”), tra fine anni Ottanta e inizio del XXI secolo, erano di fatto fortemente percettibili come già ereditate da eredi, trasmesse a prescindere da noi. Solide.

Parla di «ricerca» (e convoca testi di autori di poesia e scritture così definibili) Paolo Zublena, nell’antologia da lui curata per il n. 135 (2005) di «Nuova Corrente».

Direi infine, senza altri addenda, che in questi ultimi vent’anni la ricerca, magari malvista, rivista, criticata, rimodulata, è stata presente come entità palesemente accolta dal e fissata nel contesto letterario.

Nonostante ciò, nell’anno 2020, ancora alcuni critici e studiosi sentono il bisogno di metterla tra virgolette. Poesia o scrittura “di ricerca”. Come se mettessero tra virgolette “computer”, o fotografia “digitale”. L’astio che li separa dalle punte sperimentali del Novecento è pressoché inscalfibile.