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tecniche d’evasione, il catalogo | giuseppe garrera parla di endre tót, mail art, 1970

 

new music 38 / sarenco. 1971

cartolina / carlotta mismetti capua. 2020

di villa in villa / raffaella terribile. 2017

Di Villa in Villa

(Una poesia “scanasciuta” e ciottoli arcani)

di Raffaella Terribile
(già in “STEVE”, n. 50, 2017, pp. 46-9)

L’incontro con una poesia bellissima e ignorata di Emilio Villa avviene nel corso del consueto appuntamento che il Laboratorio di Modena regala ai suoi affezionati amici, in occasione della presentazione del numero 49 di Steve, con un contributo critico su Emilio Villa. Si tratta di “Omaggio ai sassi di Tot”, scritta nel 1949 e circolata pochissimo, oggi quasi dimenticata. Il “padrone di casa”, Carlo Alberto Sitta, la presenta ricordando come fu Adriano Spatola ad avvicinar-glisi un giorno, con fare da complottista, per passargli questo testo, scritto molti anni prima, ignoto quasi a tutti e ripreso, nel 1962, su “Bab ilu”.

Un testo che sconcerta e sorprende perché oggi, a distanza di quasi settant’anni, non ha ancora perso lo smalto della giovinezza, lo sberleffo dell’anarchia, il gusto della verbigerazione selvaggia, dell’accumulo descrittivo lussureggiante e barocco, propri dell’Emilio Villa in stato di grazia. Carlo Alberto Sitta legge e interpreta in maniera attoriale le immagini torrenziali che si accavallano l’una sull’altra, davanti a un pubblico attento ed emozionato, rapito dai salti di registro, dalle continue invenzioni linguistiche. Villa passa dai latinismi biblici ai preziosismi arcaici dell’italiano letterario, dai falsi francesismi al lessico dialettale lombardo. Dal basso al sublime, ogni registro linguistico è contemplato e compreso in un gioco funambolico che stordisce e diverte.

Il titolo appare misterioso, ma così non doveva essere per i primi lettori. Che cosa sono i sassi di Tot? Chi è Tot? Una divinità dell’antico Egitto? Un gioco di parole per indicare il Tutto indifferenziato? E i sassi sono forse sacri betili orientali? Niente di tutto questo. Per una volta Emilio Villa ha dato un titolo normale a quello che era un vero e proprio omaggio. Partiamo da Tot. Il nome di Amerigo Tot non dirà niente ai più, ma nel 1949 era un artista “sulla breccia”: magiaro, classe 1909, diploma a Budapest alla Scuola Superiore di Arti Applicate, specializzazione in Grafica, poi studi al Bauhaus a Dessau, con maestri come Klee, Kandinskij e Moholy-Nagy, e quindi alla scuola di Otto Dix a Dresda. Continue reading

al centro pecci di prato: musei di carta

da https://www.exibart.com/musei/centro-pecci-la-programmazione-2021-le-parole-di-cristiana-perrella/

Musei di carta. Storie di musei e archivi, opere e documenti

Progetto in collaborazione fra CID/Arti visive – Centro di informazione e documentazione del Centro Pecci di Prato e CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli

«Prosegue il programma di mostre ideato da Cristiana Perrella dedicato ad approfondire temi, periodi e linguaggi della collezione del Centro Pecci, affidandone la cura a un esperto invitato come guest curator e affiancato dal responsabile delle collezioni e archivi Stefano Pezzato.
Il progetto espositivo proposto rappresenta la prima collaborazione che mette in relazione i centri di ricerca di Rivoli e del Pecci (dopo una precedente collaborazione in occasione della mostra di Mario Merz nel 1990) ed è rivolto a investigarne funzioni pubbliche e metodologie di ricerca, portando l’attenzione del pubblico verso quei patrimoni di opere, documenti e conoscenze che gli archivi museali pubblici e privati conservano, studiano e promuovono e, quindi, analizzando l’articolato rapporto fra l’identità del museo e la dimensione dell’archivio.
Opere e documenti in mostra provengono, oltre che dalle collezioni del Centro Pecci (fra cui una selezione di libri d’artista relativi al progetto Di carta e d’altro, 1994, e di “Poesia Visiva” relativi ai progetti Primo Piano. Parole, azioni, suoni, immagini da una collezione privata, 2006; Parole contro 1963-1968. Il tempo della poesia visiva, 2009 e Controcorrente: riviste, dischi e libri d’artista nelle case editrici della poesia visiva italiana, 2012) e del Castello di Rivoli (fra cui una selezione di libri d’artista), anche da altri musei e archivi privati, partner del progetto e accostati per l’occasione ai due centri di ricerca museali pubblici: Archivio Schema, Collezione Palli, Fondazione Bonotto, Fondazione Morra, Collezione Gianni e Giuseppe Garrera».

“hanno paura di me!”: film su giancluca lerici / prof. bad trip (di Andrea Castagna e Carmine Cicchetti)

Versione integrale del documentario Hanno paura di me! Sanno che sono Punk e che vengo da Canaletto su Gianluca Lerici, il Prof. Bad Trip. Documentario di Andrea Castagna e Carmine Cicchetti. Interviste, immagini di repertorio, scritti inediti di Gianluca. Il documentario ripercorre la vita di Gianluca, le sue passioni, il suo modo di essere, la sua musica, la sua arte.

tecniche d’evasione: giuseppe garrera parla di sandor pinczehleyi (“five cobblestones”, 1976)

mart. “note sulla scultura”. robert morris

tecniche d’evasione: giuseppe garrera parla di katalin ladik

sembra / mirella bentivoglio. 1972-2007

Videorealizzazione di una parola ossia Parola fluida su pagina-schermo da Oggetto cinetico-luminoso (1972) a video verbale (2007).
Frammento.

(Collezione Garrera)

chiara fumai: “poems i will never release”, 2007-2017

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Chiara Fumai
Poems I Will Never Release, 2007–2017

In these uncertain times, the Centre d’Art Contemporain Genève is pleased to offer a virtual alternative to explore the exhibition Poems I Will Never Release, 2007–2017, the first retrospective dedicated to Italian artist Chiara Fumai (Rome, 1978 – Bari, 2017).

The exhibition originally meant to inaugurate earlier in November has finally opened to the public on November 28, 2020. Due to the inevitable impact of the pandemic on accessibility, the Centre wishes to make Chiara Fumai’s exhibition as widely visible as possible so that those unable to travel could discover her work.

The exhibition, curated by Francesco Urbano Ragazzi and Milovan Farronato in collaboration with Andrea Bellini, will be presented until February 28, 2021 at the Centre d’Art Contemporain Genève.

Poems I Will Never Release is now accessible through a 360° reconstitution of the Centre, punctuated with informative texts and videos in relation to the work of Chiara Fumai.

360° visit

To complement your virtual tour, we invite you to watch our introduction video: Chiara Fumai or a glossary of WomenDirected and narrated by Sofia Kouloukouri (artist and mediator at the Centre), this video dives into the feminine figures who marked history and inspired Chiara Fumai. Despite their strength and anger, these women have been either marginalized or forgotten. Among many others, the bearded woman Annie Jones, the “Circassian beauty” Zalumma Agra, the German terrorist Ulrike Meinhof, the illiterate medium Eusapia Palladino, or the feminist writer Carla Lonzi ­– all are present in the work of Fumai.

Watch the vidéo

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The Centre d’Art Contemporain is open!

The exhibition, curated by Francesco Urbano Ragazzi and Milovan Farronato in collaboration with Andrea Bellini, is also open to visitors until February 28, 2021 at the Centre d’Art Contemporain Genève.

For those able discover the exhibition in person, a series of sanitary measures has been put in place to offer the safest and most pleasant visit possible.

In addition, to raise awareness and promote access to culture, the exhibition has been extended until February 28 with free entrance.

Opening times & visits

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Chiara Fumai
Poems I Will Never Release, 2007-2017

Durant cette période incertaine, le Centre d’Art Contemporain Genève est heureux d’offrir une alternative virtuelle afin de pouvoir explorer l’exposition Poems I Will Never Release (« Ces poèmes que jamais je ne publierai »), la première rétrospective dédiée à l’artiste italienne Chiara Fumai (Rome, 1978 – Bari, 2017). Continue reading