Archivi tag: arte

no more art / massimo nota. 2022

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un articolo/manifesto sul sistema dell’arte e l’apocalisse culturale

di Emanuela Barilozzi Caruso https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2022/08/lettera-manifesto-emanuela-barilozzi-caruso/

rosaire appel: “seesongs”, the eyes look, and the eyes read

https://www.rosaireappel.com/seesongs.html

The eyes look, and the eyes read. I propose they can also listen – an act different from both looking and reading. To explore this possibility, I have put together a book of non-linguistic, non-pictorial visual material: Seesongs. The drawings in this book are progressions of visual marks, which could be called asemic music/ notation.
‘When the eye listens, the mind sings.’

—Rosaire Appel

https://www.rosaireappel.com/seesongs.html

a nizza, 6-7 ottobre, “sperimentazione e avanguardie. l’occhio attonito di noëmi blumenkranz-onimus e luciano caruso”

https://www.universite-franco-italienne.org/sperimentazione-e-avanguardie-l-occhio-attonito-di-noemi-blumenkranz-onimus-e-luciano-caruso-1134483.kjsp

Il progetto “RAG – Rileggere le Avanguardie” è stato lanciato nel 2016 a partire dagli archivi lasciati in eredità dalla famiglia di Noëmi Blumenkranz-Onimus all’Université Côte d’Azur. Il progetto beneficia quest’anno del bando Label scientifico UIF/UFI.

In questo convegno, ci si concentrerà sulla portata delle ricerche di Blumenkranz-Onimus e dello studioso Luciano Caruso in Francia e in Italia. Entrambi hanno lasciato un’impronta sul modo in cui gli studi sull’avanguardia, il futurismo e la neo-avanguardia vengono affrontati, e hanno intrapreso il lavoro di pubblicazione o ri-pubblicazione di documenti.

I partecipanti al convegno saranno chiamati ad analizzare le loro opere scientifiche, e artistiche nel caso di Caruso, per coglierne l’attualità. Sarà dato rilievo all’apertura internazionale delle riviste d’avanguardia e neo-avanguardia, e agli eventi internazionali.

Per maggiori informazioni scaricare il programma

DATE
6 ottobre 2022 – 7 ottobre 2022
6 ottobre 2022: dalle 10 alle 12
7 ottobre 2022: dalle 10 alle 12 e dalle 13:30 alle 15

POSIZIONE
Salle de Conseil, Campus Carlone, Nizza, Francia
A distanza: Zoom

https://www.universite-franco-italienne.org/sperimentazione-e-avanguardie-l-occhio-attonito-di-noemi-blumenkranz-onimus-e-luciano-caruso-1134483.kjsp

inaugurazione di “polline”, con opere di simone berti, caretto/spagna, jonathan vivacqua

Dopo la mostra I Giardini di Artemide, inaugurata lo scorso luglio sulle Dolomiti Ampezzane con interventi site-specific di Margherita Morgantin, Italo Zuffi e T-yong Chung, prosegue la terza edizione di Sentieri d’arte con POLLINE, un percorso espositivo allestito lungo le Prealpi lombarde dei Comuni di Centro e Alta Valle Intelvi, al confine tra Como e il Canton Ticino.

La mostra, che si aprirà al pubblico domenica 9 ottobre, vedrà intervenire gli artisti Simone BertiCaretto/Spagna e Jonathan Vivacqua con installazioni inedite lungo un percorso ad anello che coinvolge il sentiero basso del Monte Generoso, il sentiero botanico di ERSAF e la strada agro-silvo-pastorale del Barco dei Montoni, passando per uno dei boschi di maggiociondolo tra i più estesi delle Alpi.

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Polline rientra nelle iniziative del Progetto MARKS, realizzato a valere sul Programma di Cooperazione V-A Interreg Italia-Svizzera 2014/2020, progetto a cura di Regione Lombardia e Canton Ticino; l’operazione è cofinanziata dall’Unione EuropeaFondo Europeo di Sviluppo Regionale, dallo Stato Italiano, dalla Confederazione elvetica e dai Cantoni

“the tragedy of acis and galatea”: mostra di danny avidan @ andrea festa fine art (roma) + talk con l’artista

La galleria Andrea Festa Fine Art (Roma, Lungotevere degli Altoviti 1) è lieta di condividere il nuovo appuntamento della mostra The Tragedy of Acis and Galatea, la prima esposizione personale in Italia dell’artista giamaicano d’origine ma italiano d’adozione, Danny Avidan, classe 1989, accompagnata da un testo critico a cura di Domenico de Chirico.

Giovedì 29 settembre alle 18:30 si terrà un Artist Talk: Luca Zuccala, Domenico de Chirico e Camilla Previ in conversazione con Danny Avidan: un dialogo che pone l’attenzione sulla relazione tra la pittura con la dimensione del mito e della tragedia.

“Le opere di Danny Avidan sono strati sedimentati e lacerati in cui ogni elemento guizza tra tutti gli altri per decantarne la trasformazione e la nascita, la distruzione e il fatuo.”

La mostra, organizzata in collaborazione con la galleria Tube Culture Hall, Milano, ha aperto al pubblico il 14 Settembre e sarà visitabile fino al 29 Ottobre 2022.

Andrea Festa Fine Art
Mobile: +39 339 1764 625
E-Mail: andreafestafineart@gmail.com
https://www.andreafestafineart.com
Lungotevere degli Altoviti,1 – 00186, Roma

antonio syxty legge jean le gac

dal 15 ottobre @ merano arte: “turning pain into power”

art exhibit: Turning Pain into Power

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TURNING PAIN INTO POWER
A cura di Judith Waldmann

15.10.2022 – 29.01.2023

Kunst Meran Merano Arte
Via Portici 163, Merano

La mostra TURNING PAIN INTO POWER, che Kunst Meran Merano Arte ospita dal 15 ottobre 2022 fino al 29 gennaio 2023, pone l’accento sul potenziale dell’arte nel risvegliare e incrementare la consapevolezza sulle ingiustizie sociali e politiche. La collettiva presenta una selezione di artist* che contrastano diverse forme di iniquità attraverso strategie forti, consapevoli e creative, affrontando tematiche quali il razzismo, la violenza di genere e la lotta alle discriminazioni, come ad esempio quelle rivolte contro la comunità LGBTQIA+.

La mostra si apre con un motto militante scritto a lettere rosse: “I won’t shut up”, che in inglese significa “non terrò la bocca chiusa”. Il lavoro, di Monica Bonvicini, si riferisce alla libertà di espressione, sancita dall’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che esprime quasi il dovere di “aprire la bocca” e non accettare in silenzio le ingiustizie. Le relazioni annuali di organizzazioni come Reporter Senza Frontiere, PEN International o FREEMUSE – defending artistic freedom fanno emergere in modo impressionante come, in molte zone del mondo, il diritto di far sentire la propria voce continui a non essere tutelato e come assumere delle posizioni critiche possa addirittura essere una fonte di pericolo.

Oltre alla parola, anche altre forme espressive – come gesti o simboli – possono diventare segni di resistenza collettiva. Giuseppe Stampone cattura un momento storico impresso nella nostra memoria collettiva riproducendolo con una biro: nel 1968, durante la premiazione alle Olimpiadi di città del Messico, l’atleta afroamericano Tommie Smith alza il pugno proponendo il saluto del movimento Black Power, un segno contro la discriminazione della popolazione afroamericana. A distanza di circa cinquant’anni, il gesto di inginocchiarsi proposto da molti atlet* in tutto il mondo come atto di solidarietà, in relazione al movimento Black lives matter, si ricollega a queste strategie di protesta pacifica.

Negli anni del nazionalsocialismo le persone omosessuali venivano marchiate con un triangolo rosa, il cosiddetto “Rosa Winkel”. Questo simbolo era cucito sulle casacche dei deportati nei campi di concentramento a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. “Kostüm Kakaduarchiv” (2022) di Philipp Gufler mostra come il “Rosa Winkel” sia stato adottato nella Germania postbellica, accompagnato dalla scritta “Gays against Oppression and Fascism”, come segno contro l’omofobia e contro l’oblio delle atrocità perpetrate dal nazionalsocialismo. Attraverso una contestualizzazione fornita da testimonianze dell’epoca – come ad esempio la foto dello striscione riportante: “Chi tace sui crimini contro le persone omosessuali, finisce per approvarli” – e da altri materiali documentari fotografici e testuali, il gioco di riferimenti e rimandi apre a riflessioni e ulteriori approfondimenti.

La violenza di genere è affrontata con particolare intensità anche nel lavoro di Regina José Galindo. Nel video esposto a Merano, “El dolor en un pañuelo” (1999), il corpo femminile vulnerabile, perché nudo, dell’artista diventa letteralmente una superficie di proiezione: su di esso, legato a un letto verticale, vengono infatti fatte scorrere diapositive che mostrano articoli di giornale sugli innumerevoli casi di violenza contro le donne in Guatemala. In questo modo l’artista rende il proprio corpo una piattaforma che porta all’attenzione dei visitatori e delle visitatrici i crimini commessi contro le donne, spronandoli a confrontarsi con questa tematica.

TURNING PAIN INTO POWER è pensata da Merano Arte come punto di partenza di un lavoro a lungo termine sui rapporti tra arte, attivismo e formazione, volto a indagare, mettere in discussione e contrastare i “punti ciechi”, cioè quelle forme di pregiudizio inconsapevoli, e i gli aspetti da cui scaturiscono le diverse forme di discriminazione.

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intervista a carmelo bene su “hamlet suite”

genova, palazzo ducale: “romanistan”, di luca vitone

Sandro Ricaldone

LUCA VITONE
Romanistan
27 settembre 2022

Palazzo Ducale, Sala Camino
ore 18:00, presentazione del volume

Cinema Sivori
ore 21:00, proiezione del film

partecipano: Anna Daneri, Daniele Caspar, Gennaro e Santino Spinelli

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cecelia chapman: “selected works” [asemics, drawings]

https://slowforward.files.wordpress.com/2022/09/cecelia-chapman_-selected-works-asemics-drawings.pdf

https://archive.org/details/cecelia-chapman-selected-works-asemics-drawings
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installance #0171: transparent fragment

installance n. : # 0171
type : asemic piece on a transparent fragment   
size : ~ cm 3,5 x 2,5
record : highres shot
additional notes : abandoned
date : Sept. 12th, 2022
time : 5:48pm
place :  Rome, via Pietro Cartoni
footnote : ---
copyright : (CC) 2022 differx

“le parole in bottiglia”: andrea bellini intervista gianfranco baruchello

su Antinomie

https://antinomie.it/index.php/2022/09/21/le-parole-in-bottiglia/

teresa macrì: “slittamenti della performance”, vol. 2

Sandro Ricaldone

teresa macrì_ slittamenti della performance_ vol. 2

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TERESA MACRÌ
Slittamenti della performance.
Volume 2. Anni 2000-2022
postmedia books, 2022
http://www.postmediabooks.it/2022/340slittamenti2/9788874903405.htm

Con il secondo volume di Slittamenti della performance, l’autrice conclude l’analisi sulle storie della performance art iniziata con il primo libro. Quest’ultimo saggio è dedicato alla discontinuità attivata negli ultimi due decenni, in cui l’attitudine performatica, scavalcando l’ortodossia degli anni Settanta si è rigenerata grazie all’innesto della delegated performance e all’appropriazione dello spazio pubblico. Rivitalizzata da nuovi comportamenti e differenti metodologie, la performance contemporanea offre delle visioni del mondo che vengono declinate sia attraverso le mega-produzioni istituzionali sia attraverso forme indipendenti e svincolate. Esse si interpellano sulla complessità dell’esistente. In un’avvincente indagine, l’autrice analizza i paradigmi dei più importanti artisti internazionali come Tino Sehgal, Nico Vascellari, Cesare Viel, Vanessa Beecroft, Sissi, Alessio Bolzoni, Anne Imhof, Marcello Maloberti, Ragnar Kjartansson, John Bock, Francesco Arena, Enzo Umbaca, Jacopo Miliani, Jeremy Deller, Francis Alÿs, Marinella Senatore, Theaster Gates e Andreco.
Avevamo lasciato le mirabilia della performance, nella sua breve ed eccentrica storia e nei suoi infiniti slittamenti, tra spinte rivendicative, azioni autolesioniste e pulsioni psicotiche, quasi sempre ripiegate in logiche solipsistiche. Questi ultimi due decenni evidenziano un progressivo scatto reinventivo oltre ad un’altrettanto insperata attenzione (soprattutto istituzionale) per il medium performatico e marcano, in maniera netta e inconfutabile, la discontinuità che tale medium traccia col passato. Un solco concettuale e metodologico che vuole rendere malleabile il senso del sé e del mondo ed insinuarsi per trasformarlo. (dall’introduzione al libro)

Teresa Macrì è critica d’arte, scrittrice e docente. Si occupa di cultura visuale. Tra gli ultimi libri pubblicati: Io mi manifesto (Gli Ori, 2022); Slittamenti della performance, Vol.1, Anni 1960-2000 (Postmedia Books, 2020); Pensiero discordante (Postmedia Books, 2018), Fallimento (Postmedia Books, 2017), Politics/Poetics (Postmedia Books, 2014). Insegna Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Roma. Collabora al quotidiano Il Manifesto.

Slittamenti della performance:
vol. 1 http://www.postmediabooks.it/2020/275performance/9788874902750.htm
vol. 2 http://www.postmediabooks.it/2022/340slittamenti2/9788874903405.htm
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san cataldo, 8 ottobre: total fluxus, 1962/2022

Total Fluxus 1962/2022 Vecchie Glorie
Quest’anno ricorre il 60° anniversario della nascita del movimento internazionale Fluxus. Anche l’Archivio di Comunicazione Visiva e Libri d’Artista di San Cataldo non poteva sottrarsi alla celebrazione di un doveroso omaggio ai protagonisti del Fluxus che hanno rivoluzionato il linguaggio dell’arte attraverso la contaminazione e l’ibridazione della pratica estetica dei molteplici linguaggi visivi e multimediali. Nell’ambito della diciottesima giornata del contemporaneo promossa dall’AMACI, l’Archivio di Comunicazione propone una mostra delle opere presenti in collezione dal titolo “Total Fluxus 1962/2022 Vecchie Glorie”, a cura di Calogero Barba.
Il movimento internazionale Fluxus, sostenuto da George Maciunas, nasce nel 1962 con il festival denominato Fluxus Internationale Festspiele Neuester Musik di Wiesbaden in Germania.
Dopo il primo festival tedesco diversi artisti provenienti da tutte le parti del mondo si unirono al movimento che praticava l’arte con una libertà operativa svincolata dal circuito chiuso del sistema dell’arte.