recensioni recenti a “scrivere disegnando” (ginevra) + proroga della mostra

SCRIVERE DISEGNANDO
Quand la langue cherche son autre
@ Centre d’Art Contemporain, Genève

EXHIBITION time will be EXTENDED:
it will be open until the 23rd of August

Curators : Andrea Bellini and Sarah Lombardi
Section documentaire : Sara De Chiara
Programme public : Étudiant·e·s Work.Master de la HEAD – Genève
avec la complicité de Pierre Leguillon, artiste et enseignant

En collaboration avec la Collection de l’Art Brut, Lausanne

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two recent reviews:

Daniel Horn @ Artforum
https://www.artforum.com/print/reviews/202004/writing-by-drawing-82570

Harry Burke @ Frieze
https://frieze.com/article/modernity-history-unwritten

& more:

Alexia Lanta Maestrati @ Le Journal des Arts
https://www.lejournaldesarts.fr/expositions/ecrire-en-dessinant-148895

Ginevra Bria @ domus
https://www.domusweb.it/it/arte/2020/01/21/ginevra-quando-la-lingua-cerca-il-suo-altro.html

Andrea Cortellessa @ doppiozero
https://www.doppiozero.com/materiali/scrivere-disegnando-incontri-ravvicinati-ginevra

Riccardo Venturi @ Flash Art
https://flash—art.it/article/on-view-riccardo-venturi/

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(scrittura di) ricerca senza virgolette


Saranno almeno cinquanta-sessant’anni, più di mezzo secolo, che in Italia si parla di ricerca letteraria, così come – ovviamente – di teatro di ricerca; senza contare che in Francia l’espressione musique de recherche risale agli anni Quaranta del Novecento.

Estendendo il discorso, qui mi limito a un piccolissimo numero di esempi, delle dozzine che si potrebbero portare (e su cui uscirà altrove un mio articolo, prossimamente).

Alfredo Giuliani, il 3 ottobre del 1963 a Palermo già chiariva: “una cosa è la letteratura d’intrattenimento, altra cosa la letteratura di ricerca e di conoscenza”. La collana che Einaudi vara nel 1965, a tutti nota, si chiama “La ricerca letteraria”. L’espressione ha già almeno tre decenni nel momento in cui entra nel piano dell’opera Letteratura Italiana Einaudi, diretta da Alberto Asor Rosa (il tomo 4 del vol. 2 dell’opera, uscito nel 1996, dedicato al Novecento, si intitola precisamente La ricerca letteraria – anche se stringe il fuoco dello sguardo principalmente su Calvino).

La dizione “ricerca letteraria” nella rivista veronese «Anterem» appare per la prima volta con il numero doppio 11-12 dell’agosto-dicembre 1979.

Il libro Poesia italiana della contraddizione (a c. di Franco Cavallo e Mario Lunetta, Newton Compton, Roma 1989) fin dalle introduzioni sembra lasciare spazio a pochi dubbi, in termini di poetica. Ma anche limitandoci alla quarta di copertina troviamo, addirittura in grassetto e incorniciata da una quadratura rossa, questa descrizione: “Un’antologia di voci e di tendenze che opera una sistemazione provvisoria rispetto a quanto in un’area di ricerca avanzata si è fatto in poesia da parte di autori appartenenti a diverse generazioni”.

Dal 1993 al 2004, soprattutto per merito di Renato Barilli, si tengono a Reggio Emilia gli incontri di “RicercaRE”, poi trasposti, dal 2007 in poi e col titolo di “RicercaBO”, a San Lazzaro di Savena e poi a Bologna.

Nella rivista «Baldus» (1990-1996) le occorrenze di “ricerca” e “poesia di ricerca” non si contano.

Una storica, importante rivista come «Rendiconti», diretta da Roberto Roversi, riprende le pubblicazioni (dopo un’interruzione iniziata nel 1977) assumendo dal luglio 1992  il sottotitolo “Quadrimestrale di ricerca letteraria”. L’anno dopo, Renato Barilli e Filippo Bettini curano il volume 63/93. Trent’anni di ricerca letteraria. Convegno di dibattito e proposta, Elytra, Reggio Emilia 1993.

Per gli autori della mia generazione le espressioni, “ricerca”, “scrittura di ricerca”, “poesia di ricerca”, “ricerca letteraria” (o “in letteratura”), tra fine anni Ottanta e inizio del XXI secolo, erano di fatto fortemente percettibili come già ereditate da eredi, trasmesse a prescindere da noi. Solide.

Parla di «ricerca» (e convoca testi di autori di poesia e scritture così definibili) Paolo Zublena, nell’antologia da lui curata per il n. 135 (2005) di «Nuova Corrente».

Direi infine, senza altri addenda, che in questi ultimi vent’anni la ricerca, magari malvista, rivista, criticata, rimodulata, è stata presente come entità palesemente accolta dal e fissata nel contesto letterario.

Nonostante ciò, nell’anno 2020, ancora alcuni critici e studiosi sentono il bisogno di metterla tra virgolette. Poesia o scrittura “di ricerca”. Come se mettessero tra virgolette “computer”, o fotografia “digitale”. L’astio che li separa dalle punte sperimentali del Novecento è pressoché inscalfibile.

 

frammento di paolo zublena su poesia in prosa / prosa in prosa

[…] Tuttavia il punto di svolta più percepibile lo possiamo collocare nel 2009, quando un gruppo di autori (Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Andrea Raos e Michele Zaffarano) grosso modo coetanei (nati tra il 1967 e il 1973) sente l’esigenza di far uscire un volume il cui filo rosso è proprio una nuova declinazione della poesia in prosa, che fin dal titolo viene rinominata Prosa in prosa (il volume esce non per caso nella collana fuoriformato diretta da Andrea Cortellessa presso Le Lettere). La prosa in prosa, anzi, la prose en prose è un’invenzione di Jean-Marie Gleize, cui i prosinprosatori italiani esplicitamente si richiamano. Gleize, collocandosi sulla linea di Ponge, di cui è anche studioso, ha definito (e praticato) la “prosa in prosa” come poesia che viene dopo la poesia, come un testo che vuole essere “letteralmente letterale”, non avere altro senso se non quello che propriamente dice. La littéralité di Gleize, insieme assenza di sovrasenso e riferimento all’evidenza della tipograficità alfabetica, conduce alla redazione di testi che sono sommamente chiari e enigmatici a un tempo. Enigmaticità che – secondo l’esempio dell’altro potente modello, quello della language poetry americana e più in generale delle varie modalità di poesia concettuale – può nascere dal contrasto tra la chiarezza del dettato e la necessità di interpretarlo secondo una collocazione pragmatica magari solo implicita (come nel ricorso a una postproduzione talvolta segnalata da indicatori peritestuali in Broggi), oppure dall’espressione di una pura evidenza delle cose che rimonta appunto a Ponge, Gleize, ma anche a Perec e alla sua rappresentazione dell’infraordinario. […]
 
Paolo Zublena, Poesia in prosa / Prosa in prosa (2015)
 
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un testo di silvia tripodi (per “l’intervallo di antonio syxty”)

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altri video:
https://www.youtube.com/channel/UC79xqbv4CwlSMxR9-msLOZA

kaldron, 15 (1982) on line @ archive.org

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free pdf: https://ia801400.us.archive.org/27/items/kaldron15–1982/kaldron%2015%20%281982%29.pdf

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“l’immaginazione” n. 316: free download

ricevo da Manni Editori e volentieri diffondo:

Il nuovo numero dell'”immaginazione” esce in questi giorni complicati e strani.

“l’immaginazione” è il nostro posto sicuro, è la nostra storia, la nostra passione e quella di tanti collaboratori preziosi, è un regalo che ci facciamo e vi facciamo da ormai 36 anni.

Per questo abbiamo deciso di rendere gratuito il pdf del numero 316 di marzo-aprile.

Lo potete scaricare qui, su Bookrepublic: http://bit.ly/imm316_ebook


In copertina: Ugo Carrega, La sega circolare – Omaggio a Magritte, 2005 – Le immagini: Bruno Gambarotta, Blanca Varela, Paolo Mauri, Martino Oberto con Ugo Carrega ed Ezra Pound, Giuseppe Marchiori – Prosa: Maurizio Maggiani, Rose da un euro e cinquanta; Bruno Gambarotta, Lanciare la lenza; Elisabetta Liguori, Money moneyPoesia: Giovanni Pacchiano, Irene Salvatori, Alberto Bertoni – Per Giuliano Scabia: Giuliano Scabia, Poesie; Laura Vallortigara, Scabia, narratore e poeta; Fabio Pusterla, Una forma di azione teatraleLe altre letterature: Blanca Varela, Parole per un canto. Traduzione e nota di Stefano Strazzabosco – Noterelle di lettura di Anna Grazia D’Oria: Giorgio Matticchio, Maria Pellegrini, “Cartevive”, Jolanda Insana, Vincenzo Consolo – L’intervista: A Paolo Mauri, a cura di Anna Grazia D’Oria – Per un libro: Su Ghosh, L’isola dei fucili (Ginevra Bompiani); Su Tellini, Metodi e protagonisti della critica letteraria (Laura Bardelli); Su Piumini, Storie per voce quieta (Milva Maria Cappellini) – Per Ugo Carrega: Giovanni Fontana, I sassi di CarregaDiario in pubblico di Romano Luperini – Il dinosauro di Piero Dorfles – Controcanto di Roberto Piumini e Monica Rabà – La kasa dei libri di Andrea Kerbaker – Variazioni in reminore di Renato Minore – Refrattari di Filippo La Porta – Pollice recto/pollice verso di Renato Barilli: Genovesi, o la rivincita dei lontani dal normale; Manzini, un altro giallista senza infamia e senza lodeCamera con vista di Sandra Petrignani – Il divano di Antonio Prete – Leggendo Rileggendo di Cesare Milanese – Visti e rivisti di Ivo Prandin – Qualcosa e qualcuno di Angelo Guglielmi – Gammmatica: Sonia Chiambretto, #DiventatePoliziottiCustodiDellaNostraPace. Traduzione di Michele Zaffarano – I libri Manni: Errico, Rizzelli, Anselmi, Cabona, Bozzetti – Le recensioni: Carandente, Giuseppe Pontiggia” (Marcello Carlino); Bianchi, Fortissimo (Anna Maria Carpi); Raboni, Meglio star zitti? (Stefano Carrai); Petrignani, Lessico femminile (Raffaele Cavalluzzi); Di Paolo, Lontano dagli occhi (Caterina Falotico Vitelli); Niero, Residenza fittizia (Paola Ferretti); Pugno, L’alea (Gianluca Garrapa); Belluomini, Nonostante tutto (Vincenzo Guarracino); Guarracino (a cura di), Poeti per l’infinito (Stefano Lanuzza); Quintavalla, Quinta vez (Luca Militello); Rondi, Due passi dall’inferno, con un occhio al paradiso (Guido Nicoli); Hide, Il monte del ricordo (Alberto Pellegatta); Traversi, Io non sono Clizia (Anita Piscazzi); Viviani, Ora tocca all’imperfetto (Giovanni Tesio)

http://www.mannieditori.it/rivista/limmaginazione

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