Tag Archives: Palestina

b’tselem calls israel’s policy of occupation “apartheid”

source: facebook.com/186525784991/posts/10160555848604992/

Yesterday, B’Tselem בצלם, the largest human rights group in Israel, published a paper declaring a shift in their language from describing Israel as a ‘prolonged occupation’ to describing it as apartheid. This is an important win for the Palestine movement and a demonstration of the power of Palestinian organizers who have for decades been calling the Israeli state what it is, an apartheid regime.

“Calling things by their proper name – apartheid – is not a moment of despair: rather, it is a moment of moral clarity, a step on a long walk inspired by hope. See the reality for what it is, name it without flinching – and help bring about the realisation of a just future.”

SEE https://www.theguardian.com/commentisfree/2021/jan/12/israel-largest-human-rights-group-apartheid

repression of speech and scholarship on palestine needs to end

https://www.aljazeera.com/opinions/2020/10/1/repression-of-speech-and-scholarship-on-palestine-needs-to-end/

ancora sull’impegno a salvare la scuola di gomme, in palestina

CHI DEMOLISCE UNA SCUOLA, DEMOLISCE IL FUTURO.

A partire dal 1 giugno, giorno in cui la sentenza sulla demolizione del villaggio beduino palestinese di Khan al Ahmar è divenuta esecutiva, i bimbi e le famiglie si trovano in una situazione di terribile stress e tensione. Ogni mattina potrebbe accadere l’irrevocabile. Il Governo Israeliano, infatti, potrebbe in qualsiasi momento ordinare di radere al suolo il villaggio abitato da circa 180 persone da oltre 60 anni. In questo luogo ha sede una piccola scuola che è diventata simbolo del diritto all’istruzione e della difesa dei diritti delle comunità beduine residenti nell’Area C della Palestina controllata da Israele.

In qualsiasi momento la scuola potrebbe essere distrutta. Per favore firma la petizione!

Si tratta della “Scuola di Gomme”, così chiamata perché realizzata su pneumatici usati, per fare fronte al divieto delle Autorità Israeliane di realizzare costruzioni in muratura nell’Area C. La scuola è stata realizzata da Vento di Terra e da altre Ong, ma non si tratta di una semplice costruzione: in quel luogo risiedono le speranze di un futuro migliore, di un futuro di pace, per oltre 170 bambini del villaggio e delle zone limitrofe. Minori che a causa delle limitazioni imposte dai militari e dell’isolamento dei villaggi dove risiedono non hanno alternative reali e rischiano di perdere il diritto all’istruzione primaria.

La demolizione della scuola di Khan Al Ahmar creerebbe un pericoloso precedente e un grave danno alla comunità locale, ponendo le basi per una sua rapida deportazione.

continua a leggere qui: https://www.change.org/p/salviamo-la-piccola-scuola-di-gomme-in-palestina-thetyreschool-saveourschool-europarl-it-antonioguterres-netanyahu

aggiornamenti preoccupanti sulla scuola di gomme

https://www.change.org/p/salviamo-la-piccola-scuola-di-gomme-in-palestina-thetyreschool-saveourschool-europarl-it-antonioguterres-netanyahu/u/25007702

Le notizie di maggio:
https://slowforward.net/2019/05/21/aggiornamenti-sulla-scuola-di-gomme/

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aggiornamenti sulla scuola di gomme

https://www.change.org/p/salviamo-la-piccola-scuola-di-gomme-in-palestina-thetyreschool-saveourschool-europarl-it-antonioguterres-netanyahu/u/24565029

un aggiornamento sulla scuola di gomme

https://www.change.org/p/13216725/u/23001465

violenze e tafferugli contro la scuola di gomme e gli abitanti del villaggio

“[…] Israele ha deciso di rendere effettiva già da oggi la dichiarazione di ‘area militare’ dell’intera zona, impedendo di fatto quindi l’accesso a qualsiasi persona. Oggi infatti era prevista la visita di una folta delegazione di consoli, a cui però è stato impedito l’accesso.
Stamattina sono arrivati a Khan al Ahmar i consoli di Italia, Francia, Svezia, Belgio, Norvegia, Svizzera, Finlandia. E’ stato intimato loro dai militari di andarsene, nessuno è potuto entrare nel villaggio. Hanno comunque incontrato la comunità, esprimendo loro solidarietà e ribadendo l’importanza del rispetto del diritto internazionale […]”

L’aggiornamento completo è qui:
https://www.change.org/p/13216725/u/22972294

Le conseguenze (fonte: facebook.com/MiddleEastEye)

salvare la scuola di gomme, in palestina

A partire dal 1 giugno, giorno in cui la sentenza sulla demolizione del villaggio beduino palestinese di Khan al Ahmar è divenuta esecutiva, i bimbi e le famiglie si trovano in una situazione di terribile stress e tensione. Ogni mattina potrebbe accadere l’irrevocabile. Il Governo Israeliano, infatti, potrebbe in qualsiasi momento ordinare di radere al suolo il villaggio abitato da circa 180 persone da oltre 60 anni. In questo luogo ha sede una piccola scuola che è diventata simbolo del diritto all’istruzione e della difesa dei diritti delle comunità beduine residenti nell’Area C della Palestina controllata da Israele.

In qualsiasi momento la scuola potrebbe essere distrutta. Per favore firma la petizione!

Si tratta della “Scuola di Gomme”, così chiamata perché realizzata su pneumatici usati, per fare fronte al divieto delle Autorità Israeliane di realizzare costruzioni in muratura nell’Area C. La scuola è stata realizzata da Vento di Terra e da altre Ong, ma non si tratta di una semplice costruzione: in quel luogo risiedono le speranze di un futuro migliore, di un futuro di pace, per oltre 170 bambini del villaggio e delle zone limitrofe. Minori che a causa delle limitazioni imposte dai militari e dell’isolamento dei villaggi dove risiedono non hanno alternative reali e rischiano di perdere il diritto all’istruzione primaria.

La demolizione della scuola di Khan Al Ahmar creerebbe un pericoloso precedente … [CONTINUA QUI]

AGGIORNAMENTO:
[…]
Si discute di un possibile, ennesimo intervento dell’Unione Europea e di importanti politici. L’assedio tuttavia si fa ogni giorno più stretto: ogni giorno la polizia entra nel campo, fa domande, osserva. Sembra misurare lo spazio disponibile per i malsognati progetti dei coloni della vicina Kfar Adumim. Sopra le teste vola un drone, esibizione di tecnologia in totale contrasto con la miseria dei tuguri beduini… L’impressione è che vengano catalogate e fotografate anche le pietre. E i beduini attendono, accolgono i visitatori, e, come tutti gli umani dotati di una coscienza, sperano…

[IL TESTO COMPLETO DELL’AGGIORNAMENTO E’ QUI]

noura erakat: “palestinians want to live. palestinians want freedom”

yaser murtaja, journalist

sopravvissuti alla shoah contro i massacri di gaza

Antonio Sparzani:

Forse tra i più titolati a celebrare un giorno della memoria sono i sopravvissuti alla barbarie nazista e i loro diretti discendenti. Per fortuna molti di loro si sono accorti che la barbarie può continuare se non ci si affretta a riconoscerla e a smascherarla. Per questo esiste il sito http://ijsn.net/ , nel quale la sigla è l’acronimo di International Jewish Anti-Zionist Network. Quella che segue è una non molto elegante ma corretta traduzione di quanto appare sul loro sito, a questo indirizzo:

In quanto sopravvissuti ebrei e discendenti di sopravvissuti del genocidio nazista, noi condanniamo senza equivoci il massacro di Palestinesi a Gaza e la contestuale occupazione e colonizzazione della Palestina storica … … … continua qui

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franco fortini sul “manifesto”, 24 maggio 1989

fortini

http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/21/21A20011008.html

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