traslochi sulla soglia / andrea tomasini. 2020

Per cambiare casa non è necessario andare ad abitare altrove. La si può cambiare – modificare rispetto a come è ora- rimanendoci, purché la si ripensi.

Ad esempio, con sensibilità affilata dalla fantasia, si può immaginare il luogo dove adesso sorge senza l’edificio che ora lo occupa e percorrere con la mente le fasi costruttive della casa dove si alloggia, ponendo ascolto ai rumori dei lavori eseguiti e alle voci di chi l’ha lavorata. Pensare a chi l’ha costruita e a chi vi ha vissuto prima di noi è già cambiarla, perché così la si osserva con occhi nuovi: si viaggia da prima a dopo, da un tempo all’altro, di stanza in stanza, semplicemente per il fatto di dimorarvi, standoci differentemente.

Casa cambia sempre, semplicemente vivendoci – arricchendola di proprie tracce da aggiungere alle tracce di chi ci ha preceduto, cioè abitandola. Abitare, abitudine, habitus: così la si cambia d’abito e ci si vive secondando ciascuno le stagioni della propria vita.

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link per christophe tarkos

A sostegno & manforte dell’intervento che Andrea Inglese ha pubblicato ieri in “Alias”, l’inserto culturale del “manifesto”, sul lavoro testuale di Christophe Tarkos (lavoro in relativamente piccola ma ottima parte tradotto in italiano anche per le edizioni Tic da Michele Zaffarano), aggiungo qui di séguito dei link ‘tarkosiani’ che credo utili:

 

una prosa breve su “mirino”

https://mirinolit.wordpress.com/2020/06/22/tutta-vita-by-marco-giovenale/

facebook.com/mirinolit/posts/121706786243473

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3 prose da “oggettistica” (e altre) nel verri

Tre testi dal tutt’ora inedito Oggettistica sono nel n. 72 (feb. 2020) del “verri”, pp, 94-97. La rivista è scaricabile o leggibile interamente online: https://slowforward.net/2020/04/12/il-verri-n-72-febbraio-2020-la-poesia-fa-male/, https://archive.org/details/verri_72_la_poesia_fa_male/mode/2up, https://slowforward.files.wordpress.com/2020/04/verri_72_la_poesia_fa_male.pdf

Altri erano già usciti nel n. 66 (feb.2018), ossia nel numero monografico dedicato a Nanni Balestrini. (Si può consultare l’indice qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2018/05/verri66_balestrini.pdf).

intervista a gaetano altopiano, a proposito del sito di scritture “il cucchiaio nell’orecchio”

D: Quando e perché nasce il sito Il cucchiaio nell’orecchio? Con quali caratteristiche, caratteri specifici (ed esigenze che li fondano)?

R: Dopo la chiusura del “Cric”, giornale fondato e diretto da Fulvio Abbate sul quale scrivevamo entrambi, io e Ciccio intendo, ultima esperienza online in ordine di tempo, Francesco Gambaro mi comunicò il desiderio di mettere in rete un suo personalissimo sito di scrittura, più per sé stesso e per gli amici per l’appunto che per un ipotetico pubblico di lettori, che dovessero venire, ovviamente sarebbero stati i benvenuti. Libertà assoluta dunque (la nostra) all’insegna del buon scrivere e del buon leggere quotidiano. Brani selezionati, chicche da intenditori, pop-letteratura, anarchia e strade laterali. Era il 2013 e ci siamo avventurati: lui avanti, inarrivabile per la verità, e io dietro come vicedirettore.

 

D: Quale ritratto disegneresti di Francesco Gambaro?

R: Su Youtube c’è una bella intervista di qualche minuto dove una giornalista chiede a Massimo Cacciari che ricordo avesse di Ezra Pound, che come sappiamo ha vissuto gli ultimi suoi anni a Venezia dove è sepolto nell’isola di San Michele. Cacciari afferma di averlo conosciuto negli anni della sua adolescenza. “Come lo ricorda lei, Ezra Pound? Che ricordo ha?” chiede la donna. Cacciari chiosa molto semplicemente con queste parole: “un profeta” – pausa – “assolutamente un profeta”. Francesco era un uomo di intelligenza superiore.  Era baciato dalla grazia. Siamo a quei livelli.

 

D: Inserirei qui un suo testo preso dal Cucchiaio. Riflettiamoci insieme se vuoi.

R: L’ultima pubblicazione di Francesco sul Cucchiaio prima di morire:

Francesco Gambaro
IO SONO JACK SMITH (II)

30 Aprile 2019

Non saluto alle spalle della gente. Io sono jack smith. Se ti giri dopo che ti ha detto addio non alzi la mano. Questo è il girato ma nel montaggio deve saltare quella cazzo di mano, mi spiego? Forse i ciechi li saluti con la mano? Si? Allora sei un Giufà. Giufà in fondo alla valle non è a vista di suo padre. Suo padre gli chiede: arriva l’acqua? Giufà fa sì con la testa. Ai ciechi grido nell’orecchio, fanculo cieco. Del resto non mi interesso, il sesto non è il il testo. I ponti possono saltare, i grilli finalmente riposare. Buh al congiuntivo. Mi dicono che sono troppo dentro di me, troppo indicativo, troppo io. Sbagliato. Non frequento il concetto, sono una congettura, una superficie liù, sconosco non conosco, fraintendo non centro, scontesto non contesto, buh, io sono jack smith, riparo valvole, dormo dentro una CGE mod. 365 sulla stazione di New York 1954 con coperta in ciliegio. Una specie di paremecio ma ho le mie onde. Ogni tanto mi addormento con la pipa spenta e sfrigolo la gola senza corrente. Per il resto non resto con le mani in mano. Mai senza mani mai. Faccio verdura. Faccio quello che ogni uomo di un condominio civile fa: non rubo la spazzatura. Io sono jack smith, amo i maglioni rossi, pochissimo i condomini. Come sto? Come può stare un avverbio: purtroppo bene.

 

D: Il sito ospita testi solitamente brevi. La brevitas è già in sé una poetica, o parte di una poetica, oppure esprime (più e meglio di altre caratteristiche) le poetiche che al sito interessano?
+
D: Quali sono queste ultime? L’inclinazione prevalente del Cucchiaio, e mi garba, mi sembra quella sperimentale, o comunque ‘non mainstream’. Posso però sbagliare…

R: Bè, in effetti, sul Cucchiaio si rema quasi esclusivamente controcorrente. E con colpi secchi e decisi. E il testo breve è il preferito. E’ stata la filosofia fondante del giornale ed è quello che il giornale predilige tuttora: tre testi al giorno da tracannare di colpo. C’è una ricerca metodica del petardo, del bombolone alla crema, del cortometraggio fulminante. Di tutto ciò che godi e si consuma subito. Anche se a volte qualche testo un po’ più lungo appare. E poi, vuoi mettere il piacere unico di impiattare il “mai visto prima”? l’esclusiva della “Primavoltità” insomma per dirla alla Bob Bazlen? Sul Cucchiaio scrive solo gente di talento. Poco conosciuta, magari, un po’ matta magari, ma di talento.

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QUI una nota biobibliografica di Gaetano Altopiano

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l’intervista instagram di antonio syxty a mg, canale tv mtm, 21 maggio 2020

 

“5-6 minuti”: simona menicocci, “glossopetrae” – mp3 – letture e annotazioni

tre minuti circa di lettura di Simona Menicocci, con materiali sonori di Luca Venitucci + circa due minuti di annotazioni frammentarie di Marco Giovenale, che ripercorrono e variano la scheda critica a suo tempo scritta per il libro:


GLOSSOPETRAE
di Simona Menicocci

Ed. IkonaLíber, Collana Syn _ scritture di ricerca
http://www.ikona.net/simona-menicocci-glossopetrae-tonguestones/

con
3 minuti circa di lettura dell’autrice
strettamente connessa a materiali sonori
da una presentazione-performance con
improvvisazioni di Luca Venitucci
+
circa 2 minuti di notille critiche
di Marco Giovenale, che ripercorrono e
variano la scheda editoriale

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evento facebook:
https://www.facebook.com/events/2578851612387422

anteprima di testi:
https://issuu.com/ikonaliber/docs/glossopetrae_anteprima
https://www.nazioneindiana.com/2017/01/15/glossopetrae/

per acquistare il libro (in cartaceo o ebook):
http://www.ikona.net/contatti/
https://www.bookrepublic.it/ebook/9788897778424-glossopetrae-tonguestones-ikonaliber/

“cosa significa?”
https://slowforward.net/2017/02/18/glossopetrae-glossopetrae/

la pagina fb:
https://www.facebook.com/menicocci.glossopetraetonguestones.ikonaliber/

la collana Syn:
http://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/syn_scritture-di-ricerca/

*

Simona Menicocci (1985) lavora a Roma come insegnante privata. Ha pubblicato: alcuni testi nel volume antologico Ex.It – Materiali fuori contesto (Tielleci, 2013); Il mare è pieno di pesci (Benway Series, 2014); Manuale di ingegneria domestica (Arcipelago, 2015); glossopetrae / tonguestones (IkonaLiber, 2017); Saturazioni (dia°foria, 2019); H24 – doveva essere un film (Blŏnk, in corso di pubblicazione). Ulteriori suoi testi sono apparsi in riviste, litblogs e web-zines tra cui L’Ulisse, Nazione Indiana, alfabeta2, Il caffè letterario, utsanga; in traduzione svedese nella rivista OEI e in traduzione francese nelle riviste Nioques e La tête et les cornes. Dal 2015, assieme a Fabio Teti, è curatrice di prove d’ascolto, un laboratorio periodico di scritture contemporanee.

§

Prossimo appuntamento: Damiano Abeni, from the dairy of jonas & job, inc., pigfarmers, 11 maggio, ore 18, slowforward.net

 

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N.B.: l’iniziativa “5-6 minuti” non è una diretta ma già un podcast: consiste infatti nella
pubblicazione di un mp3 inedito, che rimane poi in rete stabilmente.

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questo lunedì, 4 maggio, qui su slowforward: i “5-6 minuti” dedicati alla collana syn presentano simona menicocci, “glossopetrae / tonguestones”

Nel contesto della serie “5-6 minuti di”
(ciclo di mp3 di scritture di ricerca)
qui su https://slowforward.net, lunedì 4 maggio 2020
alle ore 18:00, un mp3 inedito di testi da e su


GLOSSOPETRAE
di Simona Menicocci

Ed. IkonaLíber, Collana Syn _ scritture di ricerca
http://www.ikona.net/simona-menicocci-glossopetrae-tonguestones/

con
3 minuti circa di lettura dell’autrice
strettamente connessa a materiali sonori
da una presentazione-performance con
improvvisazioni di Luca Venitucci
+
circa 2 minuti di notille critiche
di Marco Giovenale, che ripercorrono e
variano la scheda editoriale

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evento facebook:
https://www.facebook.com/events/2578851612387422

anteprima di testi:
https://issuu.com/ikonaliber/docs/glossopetrae_anteprima
https://www.nazioneindiana.com/2017/01/15/glossopetrae/

per acquistare il libro (in cartaceo o ebook):
http://www.ikona.net/contatti/
https://www.bookrepublic.it/ebook/9788897778424-glossopetrae-tonguestones-ikonaliber/

“cosa significa?”
https://slowforward.net/2017/02/18/glossopetrae-glossopetrae/

la pagina fb:
https://www.facebook.com/menicocci.glossopetraetonguestones.ikonaliber/

la collana Syn:
http://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/syn_scritture-di-ricerca/

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Simona Menicocci (1985) lavora a Roma come insegnante privata. Ha pubblicato: alcuni testi nel volume antologico Ex.It – Materiali fuori contesto (Tielleci, 2013); Il mare è pieno di pesci (Benway Series, 2014); Manuale di ingegneria domestica (Arcipelago, 2015); glossopetrae / tonguestones (IkonaLiber, 2017); Saturazioni (dia°foria, 2019); H24 – doveva essere un film (Blŏnk, in corso di pubblicazione). Ulteriori suoi testi sono apparsi in riviste, litblogs e web-zines tra cui L’Ulisse, Nazione Indiana, alfabeta2, Il caffè letterario, utsanga; in traduzione svedese nella rivista OEI e in traduzione francese nelle riviste Nioques e La tête et les cornes. Dal 2015, assieme a Fabio Teti, è curatrice di prove d’ascolto, un laboratorio periodico di scritture contemporanee.

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N.B.: l’iniziativa “5-6 minuti” non è una diretta ma già un podcast: consiste infatti nella
pubblicazione di un mp3 inedito, che rimane poi in rete stabilmente.

 

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“5-6 minuti”: alessandra carnaroli, “elsamatta” – mp3 – letture e annotazioni

due minuti circa di lettura di Alessandra Carnaroli + poco più di due minuti di annotazioni frammentarie di Marco Giovenale, che ripercorrono e variano la scheda critica a suo tempo scritta per il libro:

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ELSAMATTA

di Alessandra Carnaroli

Ed. IkonaLíber, Collana Syn _ scritture di ricerca

con
2 minuti circa di lettura dell’autrice e
poco più di 2 minuti di notille di Marco Giovenale
che ripercorrono e variano la scheda editoriale
(http://www.ikona.net/alessandra-carnaroli-elsamatta/)

EVENTO FACEBOOK:
https://www.facebook.com/events/215530336410732/

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anteprima di testi:
https://issuu.com/ikonaliber/docs/elsamatta_anteprima

per acquistare il libro (in cartaceo o ebook):
http://www.ikona.net/contatti/
https://www.bookrepublic.it/book/9788897778363-elsamatta/

la pagina fb:
https://www.facebook.com/carnaroli.elsamatta.ikonaliber/

la collana Syn:
http://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/syn_scritture-di-ricerca/

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Alessandra Carnaroli (1979) ha pubblicato: una silloge in 1° non singolo (sette poeti italiani) con una nota di A. Nove (Oèdipus, 2006), Taglio intimo (Fara editore, 2001), Femminimondo, con una nota di T.Ottonieri (Polimata, 2011), Elsamatta, collana «Syn. Scritture di ricerca» diretta da M. Giovenale (ikonaLíber, 2015, finalista al Premio Pagliarani 2016), Primine, con una nota di A. Cortellessa (edizioni del verri, 2017, finalista al Premio Marazza 2018, finalista Premio Pagliarani 2017) ed Ex-voto, collana croma K diretta da I. Schiavone (Oèdipus, 2017, primo classificato Premio Bologna in Lettere – Dislivelli, 2018, finalista al Premio Montano 2018 e al Premio Città di Trento-Oltre le mura 2018), Sespersa, con una nota di H. Janeczek (Vydia editore, 2018) finalista al Premio Trivio 2018, In caso di smarrimento / riportare a, con prefazione di Silvia De March, ( Il Canneto editore, 2019), finalista del premio Fortini 2019. Poesie con Katana (Miraggi Edizioni 2019) è la sua pubblicazione più recente. È stata finalista del Premio A. Delfini nel 2005 con la raccolta Scartata  e nel 2013 con Annamatta e del premio Miosotis 2011 (d’If edizioni) con Prec’arie. Prose e racconti sono inclusi in diverse antologie, riviste e pubblicazioni online. Una sezione monografica sul suo lavoro è stata pubblicata sul n. 65 de “il verri” (ottobre 2017).

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prossimo appuntamento:
Simona Menicocci, glossopetrae, 4 maggio, ore 18, slowforward.net

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causalità inversa: sono le esigenze sociali a ‘originare’ i dispositivi / marco giovenale. 2020

 

Dalla partecipazione a KatÀstrofi – Stati di eccezione, su Argo WebTV, seconda puntata, dal titolo “Il virus è un linguaggio?”: https://youtu.be/njCBQbkFKZc
«Vorrei operare qui un rovesciamento, una catastrofe. Come è successo a suo tempo con la nascita della fotografia, come è successo con la nascita del digitale, come succede normalmente, non c’è forse un incremento tecnologico, uno strumento che poi cambia il nostro modo di percepire le cose e quindi ci mette in condizione di affrontare meglio una serie di realtà. È semmai il contrario, sono le esigenze socialmente già cambiate in un corpo che è vivo e che esiste e resiste alle aggressioni esterne a creare i desideri, i codici, le necessità che poi vengono interpretate da un tecnico che organizza e sistema una realtà tecnica che dà voce a queste esigenze. Nel 1839, una serie di persone (e poi tutto il mondo, ma chiaramente quelli che ricordiamo e che si sono incisi nella storia sono Niépce e Daguerre) stava sperimentando qualcosa per fissare la luce su carta, per disegnare la figura umana e non-umana sulla carta. Così in qualche maniera è successo a ridosso della nascita del sistema internet, del sistema digitale, così è successo per la nascita di Facebook, che era nato evidentemente con altri desideri e altre funzionalità, e che poi è stato interpretato da qualcuno che ha creato un sistema [un dispositivo] che a sua volta ha retroagito sui desideri delle persone e sulle identità delle persone, e così probabilmente succederà con la poesia, soltanto che non lo sappiamo ancora»