la canzonetta / la poesia

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TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA. QUANDO LA CANZONETTA DIVENNE POESIA

“Un’avventura straordinaria della poesia e della canzone italiane degli anni Sessanta e Settanta.
Poeti e scrittori come Italo Calvino, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia e poi Roberto Roversi, cominciano a ragionare intorno alla necessità di utilizzare la canzonetta leggera, la musica, il mercato del vinile, per creare prodotti di altissima qualità e popolari insieme.
Fondare una canzone d’autore capace di raccontare il reale e di parlare del mondo e degli uomini. Una canzone leggera, ma non necessariamente sciocca.
Siamo agli albori della storia della canzone autoriale”.

Grazie a LAZIOcrea e alla Regione Lazio che hanno sostenuto la realizzazione dell’evento…

Un ringraziamento davvero speciale a Massimiliano Valeriani, che ha creduto nell’idea e l’ha sostenuta!

l’andirivieni. due incontri e relative – separate – annotazioni (cristina annino, carlo selan)


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Il 29 giugno si è svolto, a cura de “La balena bianca”, un incontro online con Cristina Annino. Fra le varie questioni emerse durante gli interventi e il confronto, ho sottolineato per mia memoria una parte in cui l’autrice parlava del suo processo di scrittura, che si realizza attraverso appunti e materiali anche occasionali, poi riveduti elaborati assemblati. Un discorso assolutamente (ed esplicitamente) estraneo all’idea classica di ispirazione, e semmai direi vicino ad alcune modalità compositive di tanta scrittura di ricerca. Se non vicino, non troppo lontano.

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Il 30 giugno, la pagina facebook di “Poesia del nostro tempo” ha realizzato una videointervista a Carlo Selan. Mi è sembrato interessante il suo riferimento al ‘quasi’, all’incompletezza e alla lateralità della parola, convocate o meglio ancora realizzate dalla pagina. Per me personalmente (ma direi che è eredità nodale del Novecento) ha i connotati del fondativo. È la semplicissima ombra ineliminabile anzi precondizione di conoscenza e linguaggio.

Trovavo – così – decisamente singolare, non buffa e però involontariamente allegorica, la situazione per cui – soprattutto a 8′ 30” dalla fine dell’intervista, ossia proprio nel momento in cui quel tema veniva affrontato – il collegamento facebook saltasse caparbio e disturbante, rendendo la comunicazione complicata. (Ma non impossibile, o almeno non impensabile).

Del resto questa ondivaga minaccia o possibilità o effettiva sconnessione si dà pressoché sempre, in tanti tempi e frammenti di tempi, e certo anche con altre piattaforme. Ed è una costante delle linee internet, anche e proprio delle più veloci. Nuovamente: da sempre. Se pensiamo poi che la stessa storia della radio e del telefono ne è tessuta, fatta com’è di “Pronto?” – “Chi? Cosa?” – “Ti sento lontano” – “Mi ricevi?” – “Che dicevi?” – “È disturbato” – “Mi ritorna la voce, c’è eco” – “Passo, non ti sento” – “Sei qui?” – “Ripeti” – “Non ti sento più” – “Se n’è andato”…

Questo interminabile andirivieni e aggiustarsi delle frequenze, delle presenze, dei fantasmi, e la perdita inevitabile e a volte radicale del contatto, oppure la ricomparsa di voci che si davano per disperse, la dissipazione della grana del discorso, il suo sgretolamento e resurrezione, sono non una scoperta del Novecento ma la conferma che il secolo scorso ha avuto il grato ingrato compito di trasformare una dissimmetria e intransitività e opacità dei linguaggi e della conoscenza in qualcosa come una forse non interamente formulabile legge naturale che riguarda tutti.

Né il discorso del glitch è poi così lontano da quanto si va annotando qui. Anzi.

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lunedì 29, per ‘giri di chiglia’: cristina annino

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Lunedì 29 giugno alle 18:30 si terrà il nuovo episodio di Giri di Chiglia, la rassegna di eventi poetici online de La Balena Bianca. L’incontro, che conclude la rassegna prima della pausa estiva, è un dialogo critico a più voci con Cristina Annino.

Intervengono Davide Castiglione, Michele Ortore, Pietro Roversi, Stefano Guglielmin. Il link alla videoconferenza uscirà sulla pagina fb della Balena.

active poetry / ewa partum. 1971-73

thx to Subjectiles

https://artmuseum.pl/en/filmoteka/praca/partum-ewa-active-poetry-poem-by-ewa

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The poetic work of Ewa Partum consisted in scattering single alphabet letters into a non-artistic space: be it the open air, sea, or an underpass. This gesture led to the deconstruction of a language whereupon grammatical, syntactic and semantic structures were used to determine certain patterns of an artistic statement. Her poems were shaped by coincidence, which made their language more open and process-orientated. The confrontation with the elements associated with femininity (water, wind) made it possible to face the patriarchal patterns rooted in the language.

The work belongs to the collections of Tate Modern in London, National Museum Reina Sofia in Madrid and Generali Foundation in Vienna.

References: Ł. Ronduda, Polish Art of the 70s. Avant-garde, Warsaw 2009.

per milli graffi: “salnitro”, un testo creato per audiobox, 1976

Milli Graffi

Salnitro, a sound poem created in Rome, at RAI studios, for the program Audiobox, directed by Pinotto Fava, 1976

complete recording (17:53): MP3

from: https://writing.upenn.edu/pennsound/x/Italiana.php

per milli graffi: le poesie in “aufgabe”, n. 7 (2008)

Milli Graffi in Aufgabe 7

(estate 2008: l’intero fascicolo è leggibile all’indirizzo media.sas.upenn.edu/jacket2/pdf/reissues/aufgabe/J2_Reissues_Aufgabe_07_2008.pdf)

Click to access milli-graffi-in-aufgabe-7.pdf

 

ma chi avrà spostato il formaggio? e ora i topi come fanno? / differx. 2020

kitsch e flarf irriflesso

Anni fa mi ero inventato il blog flarf.it per scrivere manipolare escogitare o semplicemente riportare (come oggetti trovati) materiali flarf, kitsch, pacchiani traslabili dalla / reperibili nella realtà dei quotidiani di carta e nelle conversazioni.

Poi con il tempo e col crescere delle sidebar di repubblica.it ho dovuto osservare che la realtà della comunicazione generalista era già di per sé interamente flarf, oltre l’immaginabile, overwhelmingly.

Produceva di suo. Macinava spazzature in quantità irrappresentabili, e in crescita esponenziale. E, inversamente proporzionale (rima inclusa), decresceva nei lettori la più semplice, immediata, tattile, capacità di vederlo, il kitsch.

[Di qui il ritorno del tragico, del sublime, del lacrimante, dall’iperbole all’iperbato, da Heine a Merini, a saggisti e traduttor de’ traduttor balenghi, sui cavallucci, tra le frasche, all’ombra dei cipressi e dentro l’urbe, con e senza grazie, new and old age, tutti scardanelli, il paese de(gl)i scardanelli, però come burle, però non avvertite come tali, però fitte di like].

Così, pure in versi & scritture, facebook stava dando visibilità a slavine di flarf irriflesso, incosciente, busti di similgesso pitturato con l’evidenziatore, cartelli e frecce alti levàti, colla scritta “qui poesia”, kitsch involontario quanto divertente, a volte addirittura inconsapevolmente funzionante come vettore di (sorridevole) senso.

Ho chiuso il blog, amen, e vari anni dopo ho poi svogliatamente ma fiduciosamente aperto una pagina flarf.it qui su facebook: https://www.facebook.com/flarfitalia/

Leggermente più memoriale, più ‘archivistica’ che militante. (Ormai non la battaglia ma la guerra è persa).

Bon.
Nel frattempo l’esplodere del meme come mattoncino di flarf isolato, oppure esperimenti come quelli di Luca Rizzatello con falsi autori e false copertine di libri iperlirici o comunque iperconnotati, ri-viralizzavano (meglio che rivitalizzare) tutta la faccenda, assai felicemente credo.

Vero è però che oggidì tutto, editoria, rete, clip di pop, plop di chip, pischiatrie, lotterie, toletterie per cani, pubblicità partitiche o meno, ministri e ministeri, cinesi e romanacci inversaciti, madonnari, nonsolopizza, cartoni, videogiochi e film, cantautori e grigliate condivise nel passato o nel futuro, erano sono saranno una festa del cattivo gusto. Pesanti o lievissimi.

E…

(Continua).

Fine.

adoro il segnale orario / ugo pierri. 2020

adoro il segnale orario !

 

radio elicona è la mia passione
cosa non pagherei per vedere quelle voci di persona!
sul monte analogo la vita è regolata da orologi svizzeri
lungo la china scivolano valanghe di note-fondo pagina
lunghi tappeti rossi srotolano uomini eccellenti
evacuano miracoli letterari

laureate vestali (bella dizione leggermente talvolta affettata)
irradiano iperboli a ruota libera (baciamano a destra e a manca)
sviolinano (basso continuo in sottofondo) significati-illazioni
bibliografano a piene mani
che par di stare al caffè dei letterati
in comode thonet riservate ai poeti
nel fumo di antiche turmac ovali e profumate

megafono culturale della classe dominante
il pomeriggio scorre tetrallegro
la radio ha un grande pregio
mentre l’ascolti puoi dedicarti ad altre occupazioni

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intervista a gaetano altopiano, a proposito del sito di scritture “il cucchiaio nell’orecchio”

D: Quando e perché nasce il sito Il cucchiaio nell’orecchio? Con quali caratteristiche, caratteri specifici (ed esigenze che li fondano)?

R: Dopo la chiusura del “Cric”, giornale fondato e diretto da Fulvio Abbate sul quale scrivevamo entrambi, io e Ciccio intendo, ultima esperienza online in ordine di tempo, Francesco Gambaro mi comunicò il desiderio di mettere in rete un suo personalissimo sito di scrittura, più per sé stesso e per gli amici per l’appunto che per un ipotetico pubblico di lettori, che dovessero venire, ovviamente sarebbero stati i benvenuti. Libertà assoluta dunque (la nostra) all’insegna del buon scrivere e del buon leggere quotidiano. Brani selezionati, chicche da intenditori, pop-letteratura, anarchia e strade laterali. Era il 2013 e ci siamo avventurati: lui avanti, inarrivabile per la verità, e io dietro come vicedirettore.

 

D: Quale ritratto disegneresti di Francesco Gambaro?

R: Su Youtube c’è una bella intervista di qualche minuto dove una giornalista chiede a Massimo Cacciari che ricordo avesse di Ezra Pound, che come sappiamo ha vissuto gli ultimi suoi anni a Venezia dove è sepolto nell’isola di San Michele. Cacciari afferma di averlo conosciuto negli anni della sua adolescenza. “Come lo ricorda lei, Ezra Pound? Che ricordo ha?” chiede la donna. Cacciari chiosa molto semplicemente con queste parole: “un profeta” – pausa – “assolutamente un profeta”. Francesco era un uomo di intelligenza superiore.  Era baciato dalla grazia. Siamo a quei livelli.

 

D: Inserirei qui un suo testo preso dal Cucchiaio. Riflettiamoci insieme se vuoi.

R: L’ultima pubblicazione di Francesco sul Cucchiaio prima di morire:

Francesco Gambaro
IO SONO JACK SMITH (II)

30 Aprile 2019

Non saluto alle spalle della gente. Io sono jack smith. Se ti giri dopo che ti ha detto addio non alzi la mano. Questo è il girato ma nel montaggio deve saltare quella cazzo di mano, mi spiego? Forse i ciechi li saluti con la mano? Si? Allora sei un Giufà. Giufà in fondo alla valle non è a vista di suo padre. Suo padre gli chiede: arriva l’acqua? Giufà fa sì con la testa. Ai ciechi grido nell’orecchio, fanculo cieco. Del resto non mi interesso, il sesto non è il il testo. I ponti possono saltare, i grilli finalmente riposare. Buh al congiuntivo. Mi dicono che sono troppo dentro di me, troppo indicativo, troppo io. Sbagliato. Non frequento il concetto, sono una congettura, una superficie liù, sconosco non conosco, fraintendo non centro, scontesto non contesto, buh, io sono jack smith, riparo valvole, dormo dentro una CGE mod. 365 sulla stazione di New York 1954 con coperta in ciliegio. Una specie di paremecio ma ho le mie onde. Ogni tanto mi addormento con la pipa spenta e sfrigolo la gola senza corrente. Per il resto non resto con le mani in mano. Mai senza mani mai. Faccio verdura. Faccio quello che ogni uomo di un condominio civile fa: non rubo la spazzatura. Io sono jack smith, amo i maglioni rossi, pochissimo i condomini. Come sto? Come può stare un avverbio: purtroppo bene.

 

D: Il sito ospita testi solitamente brevi. La brevitas è già in sé una poetica, o parte di una poetica, oppure esprime (più e meglio di altre caratteristiche) le poetiche che al sito interessano?
+
D: Quali sono queste ultime? L’inclinazione prevalente del Cucchiaio, e mi garba, mi sembra quella sperimentale, o comunque ‘non mainstream’. Posso però sbagliare…

R: Bè, in effetti, sul Cucchiaio si rema quasi esclusivamente controcorrente. E con colpi secchi e decisi. E il testo breve è il preferito. E’ stata la filosofia fondante del giornale ed è quello che il giornale predilige tuttora: tre testi al giorno da tracannare di colpo. C’è una ricerca metodica del petardo, del bombolone alla crema, del cortometraggio fulminante. Di tutto ciò che godi e si consuma subito. Anche se a volte qualche testo un po’ più lungo appare. E poi, vuoi mettere il piacere unico di impiattare il “mai visto prima”? l’esclusiva della “Primavoltità” insomma per dirla alla Bob Bazlen? Sul Cucchiaio scrive solo gente di talento. Poco conosciuta, magari, un po’ matta magari, ma di talento.

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*
QUI una nota biobibliografica di Gaetano Altopiano

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“5-6 minuti”: silvia tripodi, “ellora” – mp3 – lettura e annotazioni

quattro minuti circa di lettura di Silvia Tripodi + circa due minuti di veloci annotazioni frammentarie di Marco Giovenale, che ripercorrono e variano la scheda critica a suo tempo scritta per il libro:


ELLORA
di Silvia Tripodi

Ed. IkonaLíber, Collana Syn _ scritture di ricerca
http://www.ikona.net/silvia-tripodi-ellora/

con
4 minuti circa di lettura dell’autrice
+
circa 2 minuti di notille critiche
di Marco Giovenale, che ripercorrono e
variano la scheda editoriale

*

evento facebook:
https://www.facebook.com/events/603101517228013/

anteprima di testi:
https://youtu.be/ZbRPj-xtmao

per acquistare il libro (in cartaceo o ebook):
http://www.ikona.net/contatti/
https://www.bookrepublic.it/book/9788897778653-ellora/

“cosa significa?”
http://www.treccani.it/enciclopedia/ellora-o-elura_%28Enciclopedia-Italiana%29/
https://it.wikipedia.org/wiki/Ellora

la pagina fb:
https://www.facebook.com/tripodi.ellora.ikonaliber/

la collana Syn:
http://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/syn_scritture-di-ricerca/

*

Silvia Tripodi (1974) vive a Roma. Nel 2013 ha partecipato a RicercaBo. Suoi testi sono apparsi su gammm.org, Nazione Indiana, Nuovi Argomenti, e sulle riviste l’immaginazione, Atelier, OEI, L’Ulisse, VLNA, Nioques. Presente nell’antologia Totilogia (a cura di Daniele Poletti, Cinquemarzo 2014) e nella rassegna Ex.it. Materiali fuori contesto (Albinea, 2013: incontri e volume di testi). Nel 2014 ha vinto il Premio Lorenzo Montano (sezione poesia inedita) e nel 2015 la prima edizione del Premio Elio Pagliarani con la silloge Voglio colpire una cosa (Zona 2016). Presente nell’antologia La parola informe (a cura si Sonia Caporossi, Marco Saya, 2018) e in Nuove poesie italiane 2018, a cura di Matteo Marchesini (Elliot, 2019). Il suo precedente libro, Punu, è uscito nella collana Lacustrine curata da Renata Morresi (Arcipelago Itaca, 2018).

§

N.B.: l’iniziativa “5-6 minuti” non è una diretta ma – come si vede – già un podcast: consiste infatti nella
pubblicazione di un mp3 inedito, che rimane poi in rete stabilmente.

>>> con questo post si conclude il ciclo di presentazioni on line dedicate ai libri SYN <<<

 

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l’intervista instagram di antonio syxty a mg, canale tv mtm, 21 maggio 2020

 

questo lunedì, 25 maggio, qui su slowforward, i “5-6 minuti” dedicati ai libri della collana syn presentano: “ellora”, di silvia tripodi

Nel contesto della serie “5-6 minuti di”
(ciclo di mp3 di scritture di ricerca)
qui su https://slowforward.net, lunedì 25 maggio 2020
alle ore 18:00, un mp3 inedito di testi da e su


ELLORA
di Silvia Tripodi

Ed. IkonaLíber, Collana Syn _ scritture di ricerca
http://www.ikona.net/silvia-tripodi-ellora/

con
4 minuti circa di lettura dell’autrice
+
circa 2 minuti di notille critiche
di Marco Giovenale, che ripercorrono e
variano la scheda editoriale

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evento facebook:
https://www.facebook.com/events/603101517228013/

anteprima di testi:
https://youtu.be/ZbRPj-xtmao

per acquistare il libro (in cartaceo o ebook):
http://www.ikona.net/contatti/
https://www.bookrepublic.it/book/9788897778653-ellora/

“cosa significa?”
http://www.treccani.it/enciclopedia/ellora-o-elura_%28Enciclopedia-Italiana%29/
https://it.wikipedia.org/wiki/Ellora

la pagina fb:
https://www.facebook.com/tripodi.ellora.ikonaliber/

la collana Syn:
http://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/syn_scritture-di-ricerca/

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Silvia Tripodi (1974) vive a Palermo. Nel 2013 ha partecipato a RicercaBo. Suoi testi sono apparsi su gammm.org, Nazione Indiana, Nuovi Argomenti, e sulle riviste l’immaginazione, Atelier, OEI, L’Ulisse, VLNA, Nioques. Presente nell’antologia Totilogia (a cura di Daniele Poletti, Cinquemarzo 2014) e nella rassegna Ex.it. Materiali fuori contesto (Albinea, 2013: incontri e volume di testi). Nel 2014 ha vinto il Premio Lorenzo Montano (sezione poesia inedita) e nel 2015 la prima edizione del Premio Elio Pagliarani con la silloge Voglio colpire una cosa (Zona 2016). Presente nell’antologia La parola informe (a cura si Sonia Caporossi, Marco Saya, 2018) e in Nuove poesie italiane 2018, a cura di Matteo Marchesini (Elliot, 2019). Il suo precedente libro, Punu, è uscito nella collana Lacustrine curata da Renata Morresi (Arcipelago Itaca, 2018).

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N.B.: l’iniziativa “5-6 minuti” non è una diretta ma già un podcast: consiste infatti nella
pubblicazione di un mp3 inedito, che rimane poi in rete stabilmente.

>>> con questo mp3 si conclude il ciclo di presentazioni on line dedicate ai libri SYN <<<

 

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