conversazione fuori contesto: antonio loreto e massimiliano manganelli in “ex.it 2014”

da oggi, su gammm, è riproposto l’intervento che apre il libro Ex.it 2014:

Questo dialogo tra Antonio Loreto e Massimiliano Manganelli compare nel libro Ex.it 2014 (La Colornese, Colorno, Parma 2016), che raccoglie appunti e interventi dagli incontri del 17-19 ottobre 2014. Dalle note in incipit: “presso la Sala Civica e la Biblioteca Comunale di Albinea (Reggio Emilia) si svolge la seconda edizione di Ex.it – Materiali fuori contesto, tre giornate di incontri e dialoghi articolati in stanze comunicanti o, se si vuole, mondi abitati da diverse specie di pensiero, alla ricerca di un pensiero centrifugo”. Il libro “raccoglie le riflessioni critiche e gli interventi sollecitati dai materiali presentati durante la precedente edizione, pubblicati nel volume Ex.it 2013, e da quelli letti, performati e proiettati a ottobre 2014

in dialogo con un intervento di giovanna frene (poesia, storia, permanenza, impermanenza, rovine)

Condivido le osservazioni e trovo interessante il …passaggio del paesaggio (poetico) contemporaneo sotto i filtri possibili di Augé (e non solo), per come viene proposto da Giovanna Frene in questo articolo su La Balena Bianca.

Data per scontata una mia empatia di fondo per l’impianto generale del saggio, e per la sua evidente utilità (oltre che per la sensibilità che una volta di più l’autrice mette nel tenere unite storia di tutti e scrittura di alcuni, come poli entrambi positivi di due calamite che tendono a interagire ma spesso nella forma della opposizione: e allora interviene un gesto che ‘forza’ le due entità a misurarsi e avvicinarsi e ‘quasi’-aderire una con l’altra); ecco, data per scontata la necessità di analisi come queste, dicevo, esprimo tre perplessità circoscritte e facilmente elencabili, oltre che forse sviluppabili ulteriormente:

1) che la “critica si sia fossilizzata su questioni e su termini piuttosto desueti” è osservazione tanto fondata quanto essa stessa a rischio di risultare desueta, così numerose sono le volte che (per esempio da parte di alcune “scritture di ricerca”) si è invocato un passo diverso, diversi vocabolari per la critica (non tutta, anzi!). Forse una mossa opportuna (e… finalmente ulteriore) potrebbe essere quella di – fenomenologicamente – incontrare i testi nuovi. Spesso non italiani. E italiani. Che per altro, passati vari lustri dalla loro comparsa, non sono nemmeno più così marginali, dato che in notevole parte hanno comunque attirato a sé le attenzioni non solo della critica militante ma anche dell’accademia, addirittura della storiografia (talvolta) e di vari e variamente intrecciati percorsi antologici. In definitiva, se una parte della critica resta a tassonomie e modi espositivi rodati, spesso è perché questi la confortano tanto quanto gli oggetti di studio: oggetti testuali già identificati. (Spostarsi da quegli oggetti aiuta, aiuterebbe).

2) La “tecnologia informatica ha reso tutto eterno, memorizzabile, archiviabile: in pratica, non produce più rovine”? L’impressione è che accada qualcosa di simile, sì, ma che l’operazione produca un resto difficilmente riassorbibile dal discorso critico corrente, condiviso. Proprio perché il “soggetto” di questa minuziosa archiviazione è (il) “tutto”, succede che nulla sia veramente rintracciabile. Dunque: né come presenza viva (o efficacemente archiviata = reperibile), né come rovina ossia maceria visitabile e deprivata di identità e funzioni. E però, in quanto incavo, essa come traccia fantasmatica della rovina sembra r-esistere. Come dopo il passaggio del sole sotto l’orizzonte, un qualsiasi articolo o saggio o testo anche geniale lascia appena una luminescenza, un filo sdipanato e distante di memoria in chi l’ha letto, e poi più niente. È passato sotto l’orizzonte degli eventi dello schermo. È già a pagina 2, quella meno frequentata di google e di tutti i blog e siti. La pagina pressoché inesistente dei social network. Agisce come radiazione di fondo, altamente deperibile. I motori di ricerca potranno anche archiviare quella traccia, renderla “eterna”, ma se chi si pone alla ricerca di indizi non ha contezza del suo passaggio, ossia non sa che è esistita, ne ignorerà giocoforza il peso, il senso. Diciamo che solo il caso può riportarla a visibilità. Dove (e questo da 70 anni in qua è il danno sociale) visibilità bidimensionale ossia a schermo = esistenza. (Debord riposa, ma non in pace).

3) Cito: “Le vicende storiche del dopoguerra sono state pacifiche per le generazioni precedenti alla mia e per quelle venute dopo, e quindi apparentemente non abbiamo subito traumi”. Sottolineerei con grande energia quell'”apparentemente”, e lo confinerei a un numero circoscritto di persone (appartenenti alla mia generazione e a qualche altra fra le precedenti eccetera). Parlare di effettiva assenza di trauma è stata, in anni passati, una generalizzazione, temo. Ma questo apre altre osservazioni, che potrebbero includere di (peccare di) impostazioni tanto difendibili quanto soggettive; e attendo allora, per formularle meglio.

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19 maggio, fondazione primoli, “laboratorio-roma”: ultimo incontro _ giornata di studio

LABORATORIO-ROMA
Genealogie novecentesche – Tendenze della poesia degli anni 2000

Ciclo di incontro con i poeti contemporanei a Roma
A cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi

Giornata di studio 19 maggio, 9:30-18:00
Poesia al tempo dell’ultima modernità: modelli, risorse, realtà delle scritture nuove

La poesia italiana attraversa un momento di notevole vivacità. Tuttavia, non è facile individuarvi delle tendenze unitarie, per via di un crescente attraversamento dei confini tra un genere e l’altro, tra una forma e l’altra. Proprio questa crescente vitalità e, al tempo stesso, questa fisionomia sfuggente alle consuete categorie (anche in accordo con nuovi modelli letterari, in particolare statunitensi e francesi), rende particolarmente degno d’attenzione il panorama dei numerosi poeti letterariamente nati nei primi anni Duemila e oggi operanti a Roma, ben rappresentativi non solo della qualità ma anche della multiformità delle scritture poetiche di ambito italiano. Per questa ragione sembra utile proporre tali scritture ad un pubblico che, quando anche di intendenti, resta tuttavia lontano dalla poesia contemporanea, e in particolare dalle sue direzioni più recenti. Poiché decisivi restano i nodi con la tradizione, e anzi con la somma di tradizioni novecentesche, è sembrato opportuno proporre lezioni sugli autori del Novecento, cruciali e tuttora esemplari, oltreché centrali nei programmi scolastici, seguiti da incontri con alcuni poeti contemporanei, trascelti e raggruppati di volta in volta sulla base di un qualche tratto in comune, quanto a visione del mondo, concezione della forma, legame con le tradizioni.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI STUDI

Sessione 1 – Ore 10.00 – 11.30
Guido MAZZONI, Scrittura, soggetto, società
Andrea INGLESE, Moti di prosa in Francia (e Italia)
Florinda FUSCO, Scritture del fuori

Sessione 2 – Ore 12.00 – 13.30
Marco GIOVENALE, Una macchina di effetti. Alcuni pezzi di ricambio per descrizioni e teorie su scritture contemporanee
Giulio MARZAIOLI, Procedura come invito
Pasquale POLIDORI, L’infigurabile plastico. Verso, sponda e soluzione (del visibile)

Sessione 3 – Ore 15.00 – 16.30
Simona MENICOCCI, Politica e letteratura. Su alcune scritture epistemologicamente impegnate
Andrea CORTELLESSA, Expanded Poetry # 3. Conflitti di storie, conflitti di segni
Vincenzo OSTUNI, La poesia circostante: due visioni a confronto

Sessione 4 – Ore 17.00 – 18.00
Daniele POLETTI, Verso la nuova complessità. Come la scrittura può cambiare forma
Luigi SEVERI, Forme complesse e ibridazione: fenomeni di scavo in poesia

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su Facebook:
https://www.facebook.com/events/565369920513543

* Continue reading

asemic writing – scrittura asemantica / marco giovenale. 2013

articolo in “l’immaginazione”, n. 274, mar.-apr. 2013

materiale citato per l’incontro del 2 maggio 2018: CONCRETA – festapoesia,
incontro all’Accademia d’Ungheria, intervento su Scritture di ricerca e scrittura asemantica, h. 9:30 circa

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26 aprile, fondazione primoli, “laboratorio-roma”: roberto antonelli, elisa davoglio, simona menicocci, fabio teti, sara ventroni

LABORATORIO-ROMA
Genealogie novecentesche – Tendenze della poesia degli anni 2000

Ciclo di incontro con i poeti contemporanei a Roma
A cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi

giovedì 26 aprile
ore 16 – Il percorso: R. ANTONELLI, Tra Pasolini e Amelia Rosselli. Scrittura sperimentale e scrittura civile
ore 17.30 – L’incontro: Storia e scrittura: le forme del tragico, con ELISA DAVOGLIO / SIMONA MENICOCCI / FABIO TETI / SARA VENTRONI

La poesia italiana attraversa un momento di notevole vivacità. Tuttavia, non è facile individuarvi delle tendenze unitarie, per via di un crescente attraversamento dei confini tra un genere e l’altro, tra una forma e l’altra. Proprio questa crescente vitalità e, al tempo stesso, questa fisionomia sfuggente alle consuete categorie (anche in accordo con nuovi modelli letterari, in particolare statunitensi e francesi), rende particolarmente degno d’attenzione il panorama dei numerosi poeti letterariamente nati nei primi anni Duemila e oggi operanti a Roma, ben rappresentativi non solo della qualità ma anche della multiformità delle scritture poetiche di ambito italiano. Per questa ragione sembra utile proporre tali scritture ad un pubblico che, quando anche di intendenti, resta tuttavia lontano dalla poesia contemporanea, e in particolare dalle sue direzioni più recenti. Poiché decisivi restano i nodi con la tradizione, e anzi con la somma di tradizioni novecentesche, è sembrato opportuno proporre lezioni sugli autori del Novecento, cruciali e tuttora esemplari, oltreché centrali nei programmi scolastici, seguiti da incontri con alcuni poeti contemporanei, trascelti e raggruppati di volta in volta sulla base di un qualche tratto in comune, quanto a visione del mondo, concezione della forma, legame con le tradizioni.

Il programma completo degli incontri è qui:
https://slowforward.net/2018/02/01/laboratorio-roma-genealogie-novecentesche-tendenze-della-poesia-degli-anni-2000/

su facebook:
https://www.facebook.com/events/164690414152130

Tutti gli incontri si svolgeranno presso la FONDAZIONE PRIMOLI
via G. Zanardelli 1 – 00186 Roma

ingresso gratuito

Contatti
Tel. 06.68801136 / 0668801827
Web. www.fondazioneprimoli.it

12 aprile, fondazione primoli, “laboratorio-roma”: cecilia bello minciacchi, giulio marzaioli, fabio orecchini, michele zaffarano, pasquale polidori

LABORATORIO-ROMA
Genealogie novecentesche – Tendenze della poesia degli anni 2000

Ciclo di incontro con i poeti contemporanei a Roma
A cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi

giovedì 12 aprile
ore 16 – Il percorso: C. BELLO MINCIACCHI, Ungaretti e dintorni.
ore 17.30 – L’incontro: Poesia, installazione, dispositivo, con GIULIO MARZAIOLI / FABIO ORECCHINI / MICHELE ZAFFARANO e la partecipazione dell’artista PASQUALE POLIDORI

La poesia italiana attraversa un momento di notevole vivacità. Tuttavia, non è facile individuarvi delle tendenze unitarie, per via di un crescente attraversamento dei confini tra un genere e l’altro, tra una forma e l’altra. Proprio questa crescente vitalità e, al tempo stesso, questa fisionomia sfuggente alle consuete categorie (anche in accordo con nuovi modelli letterari, in particolare statunitensi e francesi), rende particolarmente degno d’attenzione il panorama dei numerosi poeti letterariamente nati nei primi anni Duemila e oggi operanti a Roma, ben rappresentativi non solo della qualità ma anche della multiformità delle scritture poetiche di ambito italiano. Per questa ragione sembra utile proporre tali scritture ad un pubblico che, quando anche di intendenti, resta tuttavia lontano dalla poesia contemporanea, e in particolare dalle sue direzioni più recenti. Poiché decisivi restano i nodi con la tradizione, e anzi con la somma di tradizioni novecentesche, è sembrato opportuno proporre lezioni sugli autori del Novecento, cruciali e tuttora esemplari, oltreché centrali nei programmi scolastici, seguiti da incontri con alcuni poeti contemporanei, trascelti e raggruppati di volta in volta sulla base di un qualche tratto in comune, quanto a visione del mondo, concezione della forma, legame con le tradizioni.

Il programma completo degli incontri è qui:
https://slowforward.net/2018/02/01/laboratorio-roma-genealogie-novecentesche-tendenze-della-poesia-degli-anni-2000/

su facebook:
https://www.facebook.com/events/164690414152130

Tutti gli incontri si svolgeranno presso la FONDAZIONE PRIMOLI
via G. Zanardelli 1 – 00186 Roma

ingresso gratuito

Contatti
Tel. 06.68801136 / 0668801827
Web. www.fondazioneprimoli.it