Archivi tag: scrittura

bruno corà: “mario diacono. ‘diaconia’. la scrittura e l’arte”

Macro, 13 ottobre 2021

three works / marie orensanz

Sandro Ricaldone

Principio transfer, 1978
Energie IV, 1981
Untitled, 1989

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Marie Orensanz débuta sa carrière artistique en étudiant la peinture avec deux des artistes fondateurs du Modernisme Argentin : Emilio Pettoruti et Antonio Seguí. En tant que membre actif de la scène artistique de Buenos Aires dans les années 60 et 70, elle participa aux expositions et activités culturelles organisées par l’Instituto Torcuato Di Tella, et s’impliqua dans le Centro de Arte y Comunicación. Elle s’installa en 1972 à Milan. La proximité de Carrara et ses carrières de marbre initia ses premières productions utilisant comme matière la pierre. Elle a depuis continué à travailler avec des fragments de marbre, les transformant en livres et sculptures. Selon les mots de Christina M. Harrison, « Orensanz utilise des fragments matériels et symboliques -de marbre, de lignes, de signes- pour représenter des pensées. … Selon la conception d’Orensanz, l’interprétation de ce travail dépend de l’intersection des fragments avec les pensées et expériences du spectateur. »

En 1975, Marie Orensanz s’installa à Paris et fut plus tard naturalisée Française. Trois ans plus tard, elle écrivit un « Manifeste du Fragmentisme » dans lequel elle présenta la base conceptuelle de ses travaux. Écrit en Espagnol, Anglais et Français, le Manifeste proclame : « le Fragmentisme recherche l’intégration d’une partie dans un tout ; il la transforme aux bout de plusieurs lectures en un objet non terminé et illimité, traversant le temps et l’espace. »

https://www.schoolgallery.fr/talents/marie-orensanz/

“charta” (1997): di & su magdalo mussio

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fino al 24 luglio, a parma: remo gaibazzi e la scrittura nelle arti visive

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Palazzo del Governatore, a Parma, fino al 24 luglio ospita Variazione nella ripetizione. Gaibazzi e la scrittura nelle arti visive, a cura di Francesco Tedeschi e Andrea Piazza.
La mostra prende in considerazione l’ultima fase produttiva di Remo Gaibazzi (1915-1994) e dedica un’intera sezione al dialogo dell’artista con colleghi che condivisero alcune sue tematiche: la ripetizione e il ritmo; la scrittura e la sua negazione; il segno come materia. Tra gli altri, Gastone Novelli, Piero Dorazio, Enrico Castellani, Roman Opalka, Emilio Isgrò, Alighiero Boetti, Dadamaino, Vincenzo Agnetti, Irma Blank, Eros Bonamini.

Maggiori informazioni:
https://www.remogaibazzi.net/exhibition/variazione-nella-ripetizione/

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Remo Gaibazzi: lavoro come scrittura, scrittura come lavoro
Tavola rotonda del 24 giugno 2022

Registrazione della tavola rotonda tenutasi presso il Palazzo del Governatore di Parma. Interventi di Andrea Calzolari, Arturo Carlo Quintavalle, Francesco Tedeschi, Giorgio Zanchetti

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Remo Gaibazzi e la scrittura nelle arti visive

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La mostra, ad ingresso libero, proseguirà fino al 24 luglio 2022 con i seguenti orari:
dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00,
il sabato e la domenica dalle 9.00 alle 19.00 con orario continuato.
Chiuso lunedì

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https://www.remogaibazzi.net/
https://www.facebook.com/associazionegaibazzi/

julia born: “all capitals” @ macro _ fino al 9 ottobre 2022

Sandro Ricaldone

JULIA BORN
All Capitals
MACRO – Roma
21 giugno – 9 ottobre 2022

La designer Julia Born, seguendo il suo interesse per le diverse forme di scrittura come mezzo di espressione, ha raccolto i frammenti di un vocabolario diffuso in tutta la città di Roma, trasformando le pareti della sezione IN-DESIGN del MACRO in un’esposizione monumentale di iscrizioni, segni, etichette, impronte, scarabocchi e disegni trovati, sia ufficiali che anonimi e non autorizzati.

Le parole sono legate allo scorrere del tempo, perché di fronte a loro siamo portati a riconoscere, con una certa umiltà, che sopravvivranno, riconfigurandosi costantemente. Ma quale idea di tempo, o di tempi, stiamo considerando? “Scolpire qualcosa nella pietra” significa renderla immobile e immutabile, ma non atemporale. Per sottolineare questo paradosso, nomi, parole e testi di rilevanza storica sono affiancati nel progetto espositivo da segni e tracce mobili del paesaggio romano come gli stormi di uccelli o le crepe in cui a volte capita di inciampare sui marciapiedi.

Le parole raccolte dalla designer seguendo il suo impulso personale non aspirano a rappresentare l’intera storia della città e delle trasformazioni che ha subito. Si tratta piuttosto di un montaggio di vocabolari destinati a mettere in luce il potere della parola scritta, l’attribuzione di un titolo o della proprietà di un luogo, la relazione tra potere e spazio pubblico, la volontà di lasciare una traccia. Il titolo della mostra, All Capitals, indica come questi temi siano enfatizzati dalla scelta della designer di selezionare solo frammenti scritti in maiuscolo.

Nella maggior parte dei casi riprodotte nelle loro dimensioni originali, le scritte sulle tre pareti della sala travolgono il visitatore con la loro monumentalità sottolineando una nuova sensazione di distanza e vicinanza. Estrapolate appunto dai loro contesti, le parole si distaccano dal loro significato primario invitando il pubblico ad assumere un ritmo di posizioni alterne: istintive, cogliendo l’impatto visivo di frammenti linguistici trasformati in immagine, e di distanza critica, analizzando loro monumentalità incise e scomposte.

La mostra sarà accompagnata da un booklet che presenta le schede informative dei frammenti verbali selezionati al fine di restituire al pubblico uno strumento che illustri le storie dietro a ognuno di essi. Parte della pubblicazione sono anche due brevi saggi di Salvatore Lacagnina e Ari Ray, figure incontrate a Roma dalla graphic designer.

disco / luciano caruso. 1979

Disco
Luciano Caruso
1979, Firenze
Scrittura con inchiostri vegetali e china su disco di gesso
Writing with vegetable inks and black ink on a chalk disk
Ph: Ana Mireles
https://www.archiviolucianocaruso.org/

la mostra sulla carta coreana hanji è stata prolungata fino al 22 maggio

Alle luce del grandissimo numero di visitatori al Museo Bilotti per la mostra di arte contemporanea sull’Hanji “CartaCoreana”, la mostra continuerá fino al 22 maggio 2022.

Si possono consultare le informazioni sulla mostra al link https://italia.korean-culture.org/it/759/board/524/read/112445

Museo Bilotti – Roma, Viale Fiorello La Guardia, 6

ghezzi + sanguineti_ fare-disfare_ shock-montaggio

idem: indicazioni per la scrittura (e la sua storia, remota e recente), anzi, le scritture

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dallo stesso video citato nel post precedente

“le nüshu. une écriture secrète, un acte d’indépendance féminine” (jérôme lefebvre)

https://www.facebook.com/groups/76178850228/permalink/10159715061260229/

À Jiangyong, un canton éloigné de la province du Hunan (sud de la Chine), « Nvshu », une écriture syllabique chinoise exclusivement destinée aux femmes, a été inventée il y a des centaines d’années.
Les thèmes abordés en Nvshu étaient étroitement liés à la vie des femmes, couvrant des questions telles que le mariage et la vie de famille, le travail, les interactions sociales, la culture et les divertissements, les coutumes, les croyances religieuses et la moralité. Ils traitaient également d’émotions telles que le bonheur, la colère et le chagrin.
Seule écriture sexuée au monde, Nvshu se caractérise par une police carrée et des traits fins en forme de fourmis. Dans le passé, les messages Nvshu étaient souvent écrits sur des morceaux de papier, des éventails ou des mouchoirs pour transmettre secrètement des informations à d’autres femmes.
Les œuvres de Nvshu sont rares. Les plus anciennes encore datent de la dynastie Ming (1368-1644), car la coutume était de brûler toutes les œuvres de Nvshu de l’écrivaine après sa mort.

(Via Media Chine)

subjectile talks, #01: hugo bernard

autour de la question du signe et de l’écriture

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Premier épisode de la série d’entretiens Subjectiles Talks (récemment créée par Martina Stella), avec l’artiste lettriste Hugo Bernard.

Subjectiles Talks est un canal vidéo basé sur la diffusion d’entretiens avec des artistes contemporains. La plateforme partage la démarche, le travail et les réflexions d’artistes dont la pratique considère l’écriture, la surface et le signe comme centrales ou pertinentes.

First episode of the interview series Subjectiles Talks, with the lettrist artist Hugo Bernard.

Subjectiles Talks (a series recently created by Martina Stella) is a video channel focused on contemporary artist’s interviews. The platform aim is to share works and ideas of artists in whom practice the act of writing, the surface and the sign appear to be central or relevant.

For more infos and details about Subjectiles
https://martinastella.com/subjectiles/
https://www.facebook.com/subjectiles
https://www.instagram.com/ems_studio___/

For more infos and details about Hugo Bernard and Musée Extd.
http://hugobernard.com/
http://musee-extd.com/

© Ems Studio 2020

aperture e chiusure facilitate. (notilla su lessici e altro) — 3 apr 2021

Leggo o ascolto, in queste settimane ma ormai da qualche anno, da parte di giovani o giovanissimi autori, testi non ironici connotati dalla più assoluta non coscienza dell’esistenza di cliché retorici e lessicali non resuscitabili se non — appunto — in forma ironica.
Rimango ovviamente di sasso, e i sassi si possono o scagliare o usare per qualche costruzione. Provo per un’ennesima volta la seconda strada.
L’invocazione o rivendicazione (che appartiene da che mondo è mondo a tutte le [ogni volta] nuove generazioni) è quella del diritto all’uso di tutto, di tutte le forme, le tradizioni, i vocaboli, i metri, i generi & degeneri. Ossia insomma tutte le cose che chiunque in prima battuta ha desiderato rivendicare all’altezza dei propri tredici-quattordici anni. Perfino con qualche carica elettrico-ormonale sensata. In fondo certe retoriche hanno centinaia di anni di storia, c’è di che emozionarsi.
Farò dunque la parte del laido Laio castrante, qualche momento prima di incontrare il mio destino, dicendo alle maestranze della fanciullezza che si tratta di errore, in una percentuale prossima a 100 su 100. Sono bellissimi i progetti di grondaie che fanno salire l’acqua, ma quando piove ti servono le altre, sennò si ingolfa il tetto e ti crolla casa.
Lessico, quindi, per prima cosa. Cosa si può fare? Accostarsi alla littéralité cercando di capire che non è il magazzino delle banalità. Evitare l’aulico, il dannunziano, ma pure l’anti-dannunzianesimo montaliano, ormai (e il “se” montaliano, per dire: ma qui siamo già alla sintassi). Tenere a debita distanza debiti e iperbati, inversioni, anafore persuasissime di colpire al cuore. Bon. Almeno questi passi, i primi dopo il girello e il sonaglino.
Per il resto, ogni ghibellino faccia la sua arte, e ogni guelfo pure. Ma per favore partendo dal minimo tollerabile.

1 giugno, webinar su operaviva magazine

Martedì 1 giugno, ore 18:00 – Un incontro webinar su OperaViva Magazine. Con Alfonso Amendola, Nicolas Martino, Ilaria Bussoni, Viviana Vacca, Giovanna Chicca Ferrara, Peppe Il Console.

Per seguire l’incontro: https://urly.it/3d762 
(si accede con Microsoft Teams)

abstraction and calligraphy towards a universal language

da un post di Sandro Ricaldone:

Abstraction and Calligraphy
Towards a Universal Language
Louvre Abu Dhabi
17 February – 12 June 2021
In collaboration with Centre Pompidou

What’s the driving force behind Cy Twombly’s emotive expressions? Behind Kandinsky’s vibrant canvases?
Abstract artists set out to form a universal language that could be understood by all. That idea was influenced by the calligraphy of Asia and North Africa.
There was something about eastern script that fuelled the imagination of western artists. The Arab world was full of signs and symbols they could draw from. Both raw and precise, expressive and restrained, calligraphy unlocked a new way for them to express the inexpressible: emotion, empathy, ideas.
For visitors of all ages, this exhibition is a rare chance to appreciate masterworks by Henri Matisse, Paul Klee, Joan Miró, Lee Ufan, André Masson, Dia Azzawi and Jackson Pollock, alongside contemporary works by Sanki King, Mona Hatoum, and a monumental installation by eL Seed.
In this first exhibition of 2021, we explore masterworks from the Centre Pompidou, Guggenheim Abu Dhabi and others – many shown here for the very first time – and discover how East and West come together on the same canvas.

Image: Nasser Al Salem, An Adornment of Stars , 2014

facebook.com/story.php?story_fbid=10222501944275107&id=1165115780

quando dicevo (e dico) che tumblr…

quando dicevo (e ancora dico) che la letteratura, smarginando da tutte le parti, diventa veramente contemporanea (anche) nei post, e che gammm ha intercettato questa cosa prima ancora di nascere nel 2006, e che magari (sia prima che) adesso gli scrittori che preferiamo sono persone di tutte le età che mettono cose assurde o weird – comunque felici & produttrici di senso – su tumblr o altre piattaforme.
ecco. dicevo.

l’immagine è uno screenshot da
vedurnan.tumblr.com (8 nov. 2020)

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