Dertritte Grimm : una serata per Riccardo Cavallo

 

Dertritte Grimm

Perché nulla vada perso

Una serata per Riccardo Cavallo

lunedì 20 novembre 2017 – ore 21

Fondazione Casa Delfino

corso Nizza 2- Cuneo

 

 

locandina 5-800

Lunedì 20 novembre 2017, alle ore 21.00 presso la Fondazione Casa Delfino, c.so Nizza 2, Cuneo, si svolgerà una serata dedicata a Riccardo Cavallo, scrittore, artista, critico d’arte e traduttore dal cinese, scomparso improvvisamente il 20 novembre 2016. Nell’occasione verrà presentato il libro “Atto unico in sette intervalli – Dertritte Grimm” che anticipa la futura pubblicazione di un volume antologico degli scritti di Riccardo Cavallo. A seguire, una performance del gruppo di danza “Impresa Odile” e letture di testi di, e per, Riccardo.

Per maggiori informazioni: info@fondazionedelfino.it – www.fondazionedelfino.it

Riccardo Cavallo (Cuneo, 1957-2016), scrittore, artista, critico d’arte, consulente editoriale e traduttore dal cinese, ha pubblicato prose, versi, testi su arte, letteratura e filosofia per diverse riviste e antologie italiane ed estere. Dal 2007 ha curato i blog recognitiones.blogspot.com, recognitiones-ii.blogspot.com, compostxt.blogspot.com, con successiva creazione di folioline.tumblr.com, microblog dedicato a visual poetry, scrittura asemantica ecc. Redattore di eexxiitt.blogspot.com, è presente in vari siti con installazioni verbo-visive ed asemantiche. Nel 2009 ha avviato una propria attività editoriale on-line: issuu.com/recognitiones.

Tra le sue pubblicazioni:
Anonyma, in “Gli occhi dello stupa”, anno V, n. 7/8, Torino, 1986
AA. VV., Figure d’arte, Pescara, 1991
Canto della cometa, in AA. VV., L’addomesticamento del bue, Salerno, 1990
Riccardo Cavallo, Cicli del Beccafumi, Boves, 1993
AA. VV., An anthology of asemic handwriting, New York, 2011
AA. VV., Exit, Reggio Emilia, 2013

Impresa Odile: Simona Agnese, Roberta Bernardi, Emiliana Razé, Laura Silvestri. Letture: Marinella Acquaroli, Carlo Razé.

gianluca garrapa: un ronzio devastante e altre cose blu

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“La scrittura di Gianluca Garrapa ha una caratteristica peculiare proveniente dalla sua formazione e dai suoi interessi lacaniani: la consapevolezza della supremazia del linguaggio nell’interpretazione del reale (e del trauma fondamentale della discrasia significante/significato). Si tratta di una posizione epistemologia ed ermeneutica che trascende ampiamente il fatto letterario, ma che ha su questo inevitabili ripercussioni. Va precisato che nella presente raccolta Lacan non è tematizzato, ma solo metabolizzato: l’esatto contrario di ciò che accade ne La casa del sonno di Coe. 
In questa prospettiva la parola è la potenza che permette a ciò che è di perseverare nell’essere (Spinoza e Nietzsche sul conatus); la potenza che va a creare l’opera e il mondo e lo fa con le caratteristiche sue proprie: abnorme energia plastica, poderosa fantasia, libera – financo arbitraria – costruzione di interazioni, situazioni, contesti, vicende. Ecco da dove viene la polimorfa molteplicità di questa raccolta, con le sue accelerazioni improvvise e folgoranti, il suo squarciare veli e teatri e andare a frugare dietro le quinte, il suo rappresentare ciò che non è abitualmente rappresentato e si atteggia a irrappresentabile e indicibile. In questa raccolta la parola vince la sfida che si propone: rappresentare l’irrappresentabile e dire l’indicibile”.

 

Andrea Zandomeneghi