Archivi categoria: segnalazioni e avvistamenti

link e materiali da/per “il cotone” (biblion/zacinto, 2021)

Marco Giovenale, Il cotone

Il cotone
Biblion/Zacinto, Milano 2021
collana Manufatti poetici, diretta da Paolo Giovannetti, Antonio Syxty e Michele Zaffarano

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scheda editoriale:
https://www.biblionedizioni.it/prodotto/il-cotone/

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Presentazione del libro @ La finestra di Antonio Syxty, 2 dicembre 2021, con interventi critici di Gian Luca Picconi:

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estratti dal libro su Niederngasse (sito):
http://www.niederngasse.it/rubriche/recensioni/il-cotone-marco-giovenale

(e instagram):
instagram.com/p/CY0pklbqQyM/

 

 

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história da poesia visual brasileira _ 2019

Thanks to Yuri Bruscky

Here’s the PDF file of the catalog of the exhibition História da Poesia Visual Brasileira (History of Brazilian Visual Poetry), held in Sesc Bom Retiro (São Paulo/SP, Brazil), in 2019. Curators: Yuri Bruscky, Paulo Bruscky, Adolfo Montejo Navas. The expo also included a sound poetry section.

https://www.academia.edu/49351891/Hist%C3%B3ria_da_Poesia_Visual_Brasileira_Cat%C3%A1logo_Sesc_Bom_Retiro_2019_

This publication was linked to a second (and summarized) version of the exhibition, which was originally held in 2016 at the Museu de Arte Moderna ALoísio Magalhães/Mamam (Recife/PE, Brazil) — and resulted in a more extensive book in terms of compiled works and republished historical/anthological texts (to be digitally available soon).

The pdf also here:

Fai clic per accedere a historia_da_poesia_visual_brasileira_cat.pdf

 

allegati all’immaginazione preventiva

https://slowforward.net/2019/12/15/19-dicembre-roma-macro-asilo-franco-falasca-e-lufficio-per-limmaginazione-preventiva/

https://slowforward.net/2018/11/06/49374/

https://slowforward.net/2019/06/08/19-giugno-franco-falasca/

3 nov. 2018

oei #92-93: lettrist corpus

New issue of OEI: #92–93: Lettrist Corpus: The Complete Magazines (1946–2016), 512 pages.
This special issue, guest edited by writer, curator and sound artist Frédéric Acquaviva, is the very first comprehensive publication on Lettrist magazines. It describes, shows and contextualizes all issues of all 119 magazines created between 1946 and 2016 in, or in connection to, Lettrism – this vibrant and dynamic French avantgarde movement whose publishing adventures and efforts have, until OEI #92–93, been far too little known.

https://www.oei.nu/w/3.htmlhttps://www.oei.nu/w/3.html

Paris release tonight at Didier Lecointre & Dominique Drouet (9, rue de Tournon, 75006 Paris)

tutto su mio padre / fabiana sargentini. 2003

https://www.audiovisiva.org/it/documentary/tutto-su-mio-padre

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il primo post del 2022 su gammm

https://gammmorg.wordpress.com/?p=9437

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coteni/carella. omaggio al quadrato. ancora oggi e domani al cantiere

Ancora oggi e domani, 29 e 30 dicembre, dalle 18 alle 21, a Roma, presso il Cantiere (via Gustavo Modena) vogliamo ricordare l’artista e amico Paolo Coteni scomparso improvvisamente il 18 dicembre 2021.

Paolo aveva progettato per il festival De natura sonorum un’installazione:
“Tributo a La Monte Young. Dream Variations“ poi rinominata dallo stesso Paolo Sulla linea del tramonto (un viaggio dentro e fuori il minimalismo).

Paolo Coteni, tra le altre cose docente d’Accademia, era un “Artista irregolare di Sound Art. Personaggio atipico del sistema culturale sopravvissuto clandestinamente al sistema accademico, nel silenzio ha continuato a sperimentare arte interattiva”.

Ringraziamo per la collaborazione Fabiana Sargentini per la proiezione del suo film Tutto su mio padre, che documenta il lavoro dell’Attico di Fabio Sargentini, e che si può vedere ancora oggi e domani al Cantiere.

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ingresso libero

evento a cura di
TEATROINSCATOLA

340.5573255   –   347.6808868

[Paolo Coteni adorava Autodiffamazione, di Simone Carella (cfr. la sedia sotto il proiettore). Al Cantiere, in sostanza, un omaggio a entrambi]

a page from “connect here” / rosaire appel. 2018

https://www.printedmatter.org/catalog/52347/

oggi, 19 dicembre, a roma: asemic writing & suoni che cambiano (m.giovenale e f.venerandi @ horti 14)

OGGI Nel contesto di DE NATURA SONORUM, ciclo di eventi a cura del Teatroinscatola, domenica 19 dicembre dalle ore 17, presso Horti 14 (via san Francesco di Sales 14),

Marco Giovenale parlerà di ASEMIC WRITING nel ‘900
e
Fabrizio Venerandi parlerà di SUONI CHE CAMBIANO

ASEMIC WRITING e SUONI CHE CAMBIANO

evento facebook: https://www.facebook.com/events/1080481409434002

sito del Comune di Roma: https://culture.roma.it/appuntamento/asemic-writing-suoni-che-cambiano/

*

Di ASEMIC WRITING si parla molto, ormai da più di un ventennio. È quella pratica artistica che prevede un tipo di scrittura priva di significato (ma tendenzialmente non di senso). Grafie, tracce e glifi asemici sembrano rimandare a una lingua storica, possibile, antica o moderna, ma il loro è un rinvio apparente: illudono la nostra “percezione del linguistico” mentre in verità rimandano sempre e soltanto a segni vuoti, non decifrabili; alfabeti inesistenti.
Come tali, sono anche non verbalizzabili: sfidano ogni tentativo di esser messi in voce. Sono elettivamente muti.
Ma cosa ha ‘preparato’ l’avvento dell’asemic writing a fine Novecento? L’incontro risalirà addirittura al 1918 e traccerà un percorso che dimostrerà tutt’altro che priva di radici la singolare arte della fuga dal significato linguistico.
Chi tra il pubblico vorrà, potrà inoltre sperimentare a piacimento e inviare, prima, durante o dopo il 19 dicembre, i propri segni asemici: all’indirizzo asemicwriting [at] yahoo.com. Alcuni materiali compariranno su un blog asemico già esistente.

SUONI CHE CAMBIANO / Una foresta di voci:
“Della terra, del corpo, del niente e delle sue parti” è un frammento da Isidoro di Siviglia che descrive il mondo. Il testo è però suscettibile di variazioni a seconda dei suoni che ci sono in sala e – variando – fa emergere il mondo interiore di Venerandi, lontano dalla rassicurante visione di Isidoro.
Venerandi farà a pezzi anche la voce di Giovenale che legge Isidoro e i suoni stessi del testo frammenteranno quelli del religioso.
“Una foresta di voci” è una ideale foresta di suoni all’interno della quale saranno invitati i presenti a navigare con lo smartphone. Ogni tronco manda un lemma.
Muoversi all’interno della foresta crea una poesia sonora.

*

Ulteriori INFORMAZIONI sul ciclo DE NATURA SONORUM (18-30 dicembre) sono qui:
http://www.teatroinscatola.it/de-natura-sonorum-terza-edizione-programma/
e qui:
https://slowforward.net/2021/12/08/roma-de-natura-sonorum-il-programma-completo/
e, volendo, si può vedere una video-sveglia qui: youtu.be/3XPnmCJceJg

*
http://www.teatroinscatola.it/info/

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roma, 19 dicembre: asemic writing & suoni che cambiano (m.giovenale e f.venerandi @ horti 14)

Nel contesto di DE NATURA SONORUM, ciclo di eventi a cura del Teatroinscatola, domenica 19 dicembre dalle ore 17, presso Horti 14 (via san Francesco di Sales 14),

Marco Giovenale parlerà di ASEMIC WRITING nel ‘900
e
Fabrizio Venerandi parlerà di SUONI CHE CAMBIANO

ASEMIC WRITING e SUONI CHE CAMBIANO

evento facebook: https://www.facebook.com/events/1080481409434002

sito del Comune di Roma: https://culture.roma.it/appuntamento/asemic-writing-suoni-che-cambiano/

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Di ASEMIC WRITING si parla molto, ormai da più di un ventennio. È quella pratica artistica che prevede un tipo di scrittura priva di significato (ma tendenzialmente non di senso). Grafie, tracce e glifi asemici sembrano rimandare a una lingua storica, possibile, antica o moderna, ma il loro è un rinvio apparente: illudono la nostra “percezione del linguistico” mentre in verità rimandano sempre e soltanto a segni vuoti, non decifrabili; alfabeti inesistenti.
Come tali, sono anche non verbalizzabili: sfidano ogni tentativo di esser messi in voce. Sono elettivamente muti.
Ma cosa ha ‘preparato’ l’avvento dell’asemic writing a fine Novecento? L’incontro risalirà addirittura al 1918 e traccerà un percorso che dimostrerà tutt’altro che priva di radici la singolare arte della fuga dal significato linguistico.
Chi tra il pubblico vorrà, potrà inoltre sperimentare a piacimento e inviare, prima, durante o dopo il 19 dicembre, i propri segni asemici: all’indirizzo asemicwriting [at] yahoo.com. Alcuni materiali compariranno su un blog asemico già esistente.

SUONI CHE CAMBIANO / Una foresta di voci:
“Della terra, del corpo, del niente e delle sue parti” è un frammento da Isidoro di Siviglia che descrive il mondo. Il testo è però suscettibile di variazioni a seconda dei suoni che ci sono in sala e – variando – fa emergere il mondo interiore di Venerandi, lontano dalla rassicurante visione di Isidoro.
Venerandi farà a pezzi anche la voce di Giovenale che legge Isidoro e i suoni stessi del testo frammenteranno quelli del religioso.
“Una foresta di voci” è una ideale foresta di suoni all’interno della quale saranno invitati i presenti a navigare con lo smartphone. Ogni tronco manda un lemma.
Muoversi all’interno della foresta crea una poesia sonora.

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Ulteriori INFORMAZIONI sul ciclo DE NATURA SONORUM (18-30 dicembre) sono qui:
http://www.teatroinscatola.it/de-natura-sonorum-terza-edizione-programma/
e qui:
https://slowforward.net/2021/12/08/roma-de-natura-sonorum-il-programma-completo/
e, volendo, si può vedere una video-sveglia qui: youtu.be/3XPnmCJceJg

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http://www.teatroinscatola.it/info/

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sul futuro “repertorio critico delle poete italiane”: una nota di viviana scarinci

continua qui:
https://vivianascarinci.blog/2021/12/02/qualcosa-sul-progetto-editoriale-repertorio-critico-delle-poete-italiane-presentato-presso-la-biblioteca-a-elio-pagliarani-di-roma/

oncurating issue 51: fluxus perspectives

Sandro Ricaldone

OnCurating, Issue 51
FLUXUS PERSPECTIVES
edited by Martin Patrick and Dorothee Richter
september 2021

contributions by Simon Anderson, Jordan Carter, Kevin Concannon, Ken Friedman, Natilee Harren, John Held Jr., Hannah B Higgins, Hanna B. Hölling, Natasha Lushetich, Billie Maciunas, Peter van der Meijden, Ann Noël, Martin Patrick, Dorothee Richter, Henar Rivière, Julia Robinson, Owen F. Smith, Weronika Trojanska, and Emmett Williams.

Although the Fluxus art (non-)movement is often read as a historical phenomenon, the breadth of its innovations and complexities actively thwarts linear and circumscribed viewpoints. The notion of Fluxus incorporates contradiction in challenging and enduringly generative ways. More than five decades after its emergence, this special issue of OnCurating entitled Fluxus Perspectives seeks to re-examine the influence, roles, and effects of Fluxus via a wide range of scholarly perspectives. The editors Martin Patrick and Dorothee Richter asked notable writers from different locations, generations, and viewpoints, all of whom having written about Fluxus before, to offer their thoughts on its significance, particularly in relation to contemporary art. With its emphasis upon events, festivals, and exhibitions, Fluxus may also be interpreted as an important, prescient forerunner of contemporary strategies of curating.

michel thévoz et la réédition du livre “les écrits bruts. le langage de la rupture”

Rencontre exceptionnelle avec Michel THÉVOZ, premier conservateur de la Collection d’Art Brut de Lausanne.
LE MERCREDI 8 DÉCEMBRE 2021 à 17h30
A l’occasion de la réédition du livre “Les écrits bruts. Le langage de la rupture”. Préface de Jean Dubuffet – Editions du Canoë, nov. 2021

À propos
“Derrière les murs de l’asile, ou dans la solitude de leur retraite, certains proscrits de notre société s’expriment par l’écrit, secrètement et assidûment. Exclus de l’échange social, tenus pour irresponsables, ils tiennent le langage de ceux qui n’ont plus rien à perdre, et qui n’ont plus à respecter les règles de communication : langage de la rupture et de l’intensité, qui transgresse insolemment la frontière entre l’écrire et le dessiner, et qui nous révèle l’envers de notre culture.”

+d’infos
https://www.hallesaintpierre.org/2021/11/12/les-ecrits-bruts/

“con i buoni sentimenti si fanno brutti libri?” – convegno compalit, 9-11 dicembre 2021

Con i buoni sentimenti si fanno brutti libri?

Etiche, estetiche e problemi della rappresentazione

Convegno annuale dell’Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura
http://www.compalit.it/convegni/con-i-buoni-sentimenti-si-fanno-brutti-libri/

Milano, 9-11 dicembre 2021

>>> Programma

>>> Sessioni parallele – Abstract

>>> Informazioni logistiche

Il tema

«È con i buoni sentimenti che si fa la cattiva letteratura». Come tutti i paradossi di tono wildiano, la celebre battuta di André Gide che dà il titolo all’edizione di Compalit 2021 è superba, ma semplifica eccessivamente il problema. Per millenni nessuno si sarebbe mai sognato di mettere in discussione, almeno ufficialmente, l’assunto che discorso estetico ed etica dominante dovessero procedere in parallelo, dalla Grecia antica a buona parte del diciannovesimo secolo compreso. È solo con l’insorgere dell’autonomia della sfera estetica, dai suoi prodromi tardo-settecenteschi alla sua esplosione modernista, che tra le due serie è venuta stabilendosi, se non un’aperta ostilità, quanto meno un’estraneità a geometria variabile. Un’estraneità, peraltro, oggi rimessa in discussione in moltissimi ambiti della ricerca artistica e dello studio a essa collegato: vasti settori degli studi culturali e di genere, il neoaristotelismo della scuola di Chicago che ha oggi la sua rappresentante più celebre in Martha Nussbaum, per non parlare del senso comune, della comunicazione giornalistica e di quella istituzionale. Per comprensibilissime ragioni, il male continua a non godere di buona stampa. La complicata dialettica tra estetica, etica e istituzioni di potere rimane un campo di battaglia più frequentato e segmentato che mai, ricco di stimoli così come anche fecondo di equivoci e di ritorni a un moralismo stucchevole perché rassicurante, incapace di porsi la questione fondamentale: il male, e dunque per converso il bene, di chi? Chi decide cosa è conforme alla morale corrente? Chi decide cosa la infrange? Chi decide quando è lecito o anche soltanto piacevole infrangerla? Per non parlare dell’implicito eurocentrismo del divorzio tra etica ed estetica spacciato come la specificità stessa del fenomeno estetico, idea che non aveva mai messo radici in altre culture prima che l’imperialismo europeo le colonizzasse. Continua a leggere

liliane giraudon: “polyphonie penthésilée” (p.o.l.)

Polyphonie Penthésilée, par son titre, poursuit une démarche d’écriture originale où les femmes sont au centre des textes et de leur production comme de leur détournement. Les textes de Polyphonie Penthésilée font état de cette « forme de guerre » dans le travail d’écriture poétique. Les moments de paix sont vécus comme si la guerre était fatiguée et se reposait pour mieux rebondir dans la langue. Ce long poème, entre divagation ou scénario, est le fruit d’un braconnage dans la vie de tout le monde. On y rencontre des morts plus vivants que les vivants, un homme y mord un chien, une femme aboie, partout la peur avec une pratique de vies jetables alliée à l’énigmatique beauté du monde. Tout le poème tente de répondre à la question : « Que fait le poème par ces temps de malheur ? » Penthésilée, reine des amazones, y chevauche dans sa petite armure peinte et dans la polyphonie des voix emmêlées. Elle tente de soulever une autre question : celle de savoir ce que les femmes font à la poésie quand après des siècles d’effacement, d’accès interdit, ce vide, cette non-mémoire pesant sur elles, corps et langue, il leur faut s’affronter au poème. Comment affronter le caractère redoutable de la littérature institutionnalisée. Comment inventer dans la langue des stratégies de pillages, détournements, inventions, découpages.

P.O.L.: http://www.pol-editeur.com/index.php?spec=livre&ISBN=978-2-8180-5339-3

Feuilleter le livre en ligne

pdf: https://storage.googleapis.com/cantookhub-media-eden/f4/f5edc9a9c7f9567fa022cfff78b1c17dfc28b9.pdf