S L O W F O R W A R D _ terza serie

Dopo i primi tre anni su piattaforma Splinder, e altri dieci su WordPress, Slowforward dal 2016 acquisisce un dominio (sempre grazie a WordPress), con estensione “.me”. E accoglie nuovi collaboratori. Altri se ne aggiungono nel 2017, e il dominio passa all’estensione attuale – tendenzialmente definitiva – “.net”.

Tutte queste novità in linea di massima comportano e meritano, penso, di essere segnalate come indicative di una terza serie del blog, ormai sito. La prima si chiude nel 2006, la seconda nel 2016. La terza è la presente.

All’interno di questo perimetro minimo, in questi quattordici anni (2003-2017) di cose ne sono successe in gran copia. Credo che solo un numero molto esiguo sia rammentato e commentato nell’intervista su SatisFiction che è possibile leggere (anche) qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2017/06/mgiovenale_intervistasatisfiction_def.pdf.

Il lavoro comune con gammm.org, l’uscita di Prosa in prosa, l’intensificarsi dei contatti con i mondi anglofono e francofono (Nioques, PennSound, la rivista e casa editrice svedese OEI) hanno via via precisato un campo, felicemente senza margini, perché aperto alle scritture di ricerca che in tutto il mondo – e non da pochi anni – si fanno.

L’idea che ci sia e si registri – al fondo dell’aria che si respira ormai nell’arte contemporanea e nella sperimentazione verbale e verbovisiva – un’estensione ormai globale di quel cambio di paradigma che gli anni Sessanta avevano solo avviato, è sempre meno incerta. Sempre più verificata, verificabile.

Solo contesti regressivi (non solo culturalmente) come quello italiano, di fatto, riarretrano a ogni giro di decennio verso i dualismi e le confessioni ottocentesche dell’attrezzatura teatral-cattolica dei suoi arcadi maggiori.

Slowforward – come gammm e ponte bianco – cerca di proseguire il lavoro legato alle scritture non assertive, al campo sterminato dei materiali verbovisivi (asemic writing, poesia concreta, poesia visiva), al glitch. Inaugurando un ulteriore ciclo di attività, insieme a Roberto Cavallera, Giuseppe Garrera, Silvia Tripodi, Michele Zaffarano, Luca Zanini.

MG

 

 

[r] _ inediti nuovi velivoli nell’universo visibile per sgomentare la fisica classica / differx. 2013

come è successo con altri pianeti, basta un elettrone senza carica tirato a biglia e il soggetto raggiunge la densità della banca, ma senza soldi dentro. questo tuttavia fa rilucente la libertà individuale. (più il digiuno, terza tappa della fornitura nota come “grattarsi la vita umana”).

la storia della materia è un affascinante interrogativo. come mai? non si sa nemmeno questo.

quanti interrogativi.

i maestri della segretissima, a suo tempo (dato mancante), fondarono dei livelli superiori a pompa di calore reversibile nelle loro teste. basta avere intorno un paio di persone in grado di stampare su raggi x, e gli astronomi ortodossi restano con un palmo di naso. gli gnomi.

grazie a questo metodo sono stati individuati i buchi neri sotto. ma innocui, inghiottono un atomo ogni sei milioni di anni, conta i mesi.

(c’è molta musica alterata).

non potendo misurarsi con la conoscenza con la c maiuscola, giù razioni di succo di mela. glucosio puro. in caso di fallout contengono un parente e smettono quando bussano col manico di scopa. rientrano in sé con molta discrezione. crostacei gnomi.

la scienza classica non ci arriverà mai, nonostante tutti i fallimenti delle candele copernicane. in movimento, quando fanno il presepe solare.

in passato non ci sarebbero state tutte queste assurde opposizioni, il rame per i regali sarebbe stato raccolto dalla minoranza. e varato un programma televisivo sugli usi basculanti del flauto.

con tenia 2 si stanno dirigendo verso la costellazione box. stando all’analisi matematica più avanzata, concettualmente non è sbagliato aspettarsi che la supernova appaia nei cieli australi all’inizio del 2014.

si capisce dai carristi che preparano i cestini e commissionano le calze cremisi.

appostiamoci coi binocoli (fa). facciamoci da noi l’improvvisata.