da sabato 31: garutti, curran, spaziani @ loreto aprutino

No Man’s Land Foundation
presents
a permanent site-specific installation by


Alberto Garutti
and sound installations by
Alvin Curran and Donatella Spaziani
 
Saturday 31st October 2020 11:30 am
No Man’s Land, Contrada Rotacesta
Loreto Aprutino (PE), Italy


in collaboration with the Department of Architecture of the “G. d’Annunzio” University of Chieti-Pescara
curated by Zerynthia Association for Contemporary Art OdV

As in the forest individual trees, through complex relations, create a constant equilibrium between themselves, so in No Man’s Land the artistic installations, albeit pronouncing themselves singularly, coexist alongside each other in this “land of imagination open to all.” Yona Friedman


No Man’s Land Foundation will present, on Saturday 31st October at 11.30 am, the permanent site-specific installation by Alberto Garutti, entitled “tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora” (“all the steps I have taken in my life have led me here, now”). The piece consists of a stone slab from Majella placed in a field, upon which is inscribed that sentence which anyone can make their own. Installed in various cities since 2004, it creates each time invisible relationships and trajectories between the different places.
The Foundation, moreover, will present two sound installations:
“Gardening with John 1.1”, 2006, by Alvin Curran, a tribute to his friend John Cage using recordings made in the artist’s New York loft and samples of his well-known laugh.

latenze e spazi: un salto fra due tempi (filippo de pisis, marco ariano)

 
Le opere di De Pisis, che – sia chiaro – assai mi garbano, hanno anche qualcosa di angoscioso o comunque sorprendente e intenzionalmente “infantile” nella tecnica. Scherzando si direbbe che dipinga sempre con l’ultimo grammo di colore rimasto nel tubetto; con il pennello quasi secco. Osservazione fin troppo trita.
Riflettendo: questo modo di operare, che sembra semplicissimo, chiede e crea degli spiragli nel suo lavoro, dei vuoti sulla superficie pittorica. Superficie che – restando rappresentazione – si fessura, si incrina. Come se vedesse la materia per quello che è: un aggregato di mancamenti, di latenze, di spazi tra atomi.
I contorni cancellano gli sfondi, il cielo. Sono quasi aure (anti-mistiche). Il greve dei corpi e delle cose si sfalda, si punteggia di particole di non detto. (Non si può non immaginare in questa maniera di dipingere una velocità estrema del tratto, più intensivo che intenso. Per De Pisis approfondire vuol dire sorvolare in apparenza). (Doppia accezione di “in apparenza”).
Faccio un mostruoso e arbitrario salto di anni e di area, e penso al colpo trattenuto nella tecnica percussiva di Marco Ariano. (Appena posso pubblico in rete una mia annotazione su di lui uscita circa sei anni fa sul “verri”, dopo l’esperienza 2013 di “EX.IT – Materiali fuori contesto”).
Si tratta di un atto (non un’azione). Positivo e sottrattivo insieme. Va ‘visto’ e non solo ascoltato. Sta per essere e si trattiene un momento prima. (Un “saggio di letteratura arrestata”, citando Denis Roche, e ripensando a un articolo su alfabeta2 di pochi anni successivo). Si espone e scarta prima dell’arrivo dell’ascolto. Si sospende lasciando allo sguardo di eseguire il colpo di tamburo.
Ecco come sa fessurare la nostra attenzione, attraverso la cortina smagliata (e “smagliante”, daccapo in doppia accezione) dei suoni.
 

tre frammenti video dal “tiresia” // giuliano mesa / agostino di scipio / matias guerra

grazie a Matias Guerra:

innesti / alvin curran. 2019

Alvin Curran, INNESTI, concerto per grande conchiglia, shofar, tubi corrugati, pianoforte, tastiera midi e computer.
Prima esecuzione, 25 novembre 2019.

Luci: Aliberto Sagretti
Fonica: Giacomo De Caterini
Video: Federico Volpi
Presentazione di Guidarello Pontani

Evento del ciclo di happenings De Natura Sonorum (seconda edizione), eventi di musica acusmatica a cura di Federico Placidi, produzione e organizzazione di Teatroinscatola, con il contributo del Comune di Roma.
Mattatoio, Roma, rassegna “Contemporaneamente”, 2019.

https://www.facebook.com/pg/denaturasonorumroma
https://www.facebook.com/denaturasonorumroma/
http://www.teatroinscatola.it/

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Mentre suono i suoni del mondo intero, sento sotto le mie dita come se stessi facendo un innesto: i rami di un pino su di un’orchidea spontanea che spunta da una roccia in mezzo alle isole del Pacifico (o viceversa), oppure come se stessi tramutando un bambù in una felce delicata o in una rosa rara.

Nel corso degli ultimi settant’anni, ho ascoltato e raccolto suoni dovunque e qualunque, in ogni stagione dell’anno… creando così il mio personale vocabolario musicale. Presi da soli, questi suoni non significano nulla a meno che non vengano innestati con altri suoni; e anche così, continuano a non avere alcun significato né raccontano una storia. L’innesto, però, avviene sempre in tempo reale, in real time… e non so mai in anticipo quale mostro oppure sublime poesia, quale disastro oppure illuminazione, quale bugia oppure verità ne uscirà fuori. Come nel giardinaggio… innesti quello su questo e…

Alvin Curran, 30 ottobre 2019

https://www.mattatoioroma.it/pagine/i-concerti-al-mattatoio-de-natura-sonorum

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izikhotane @ great falls word festival turners falls (ma), october 2017, text by peter ganick

Izikhotane @ Great Falls Word Festival, Turners Falls, MA October 2017 text from Peter Ganick’s 2014 publication silence, in-action. [01 – 19] . Izikhotane is Ernest Brute on words + Object Echo on sound.

Izikhotane is the Avant-Garde in the age of Auto-Correct. Izikhotane is spoken word & sound.

de natura sonorum: roma, novembre e dicembre 2019 _ festival internazionale di musica elettroacustica

http://www.teatroinscatola.it/de-natura-sonorum-seconda-edizione/

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