le mani di lamin / marco trulli [disegno di davide dormino]

Piccola storia, accaduta ieri qui a Viterbo. Si tratta di una storia come
mille altre, ma penso che bisogna continuare a raccontarle queste storie e
a condividerle sempre di più.

Marco Trulli

È successa questa cosa.

Un ragazzo, uno dei tanti richiedenti asilo o rifugiati, che ogni giorno frequenta la nostra sede per cercare un posto dove stare, un aiuto per ottenere un documento o qualche indirizzo buono per cercare lavoro, oggi ha bussato forte alla nostra porta.

Aveva ferite, ustioni, piaghe sulla maggior parte del corpo.

Era tutto dolorante, si lamentava e non riusciva a fare nulla.

Io non c’ero, me lo hanno raccontato.

Me lo ha raccontato Annamaria che lo ha portato subito al pronto soccorso, dove è stato riconosciuto come codice giallo e medicato d’urgenza.

Lamin, questo il suo nome, è un ragazzo gambiano rimasto vittima del rogo dell’accampamento di Borgo Mezzanone, nel foggiano, dove il trenta ottobre è scoppiata una bombola di gas e Badary Secka, un altro ragazzo gambiano, è morto per le ustioni riportate.

Lamin non ha documenti, bruciati anche quelli. Lamin è stato accolto per diverso tempo in un Centro di Accoglienza Straordinaria a Vetralla, vicino Viterbo.

Il 26 Ottobre è uscito dal progetto di accoglienza avendo ottenuto il permesso umanitario, poco più che carta straccia secondo le nuove norme del cosiddetto Decreto Salvini.

Lamin allora è partito per cercare lavoro come bracciante, come tanti fanno, nel foggiano. Ha trovato un posto con altri gambiani a Borgo Mezzanone, nei pressi del Cara, dove

ha fatto il bracciante per soli due giorni, Lamin.

La notte del trenta Ottobre c’è stato l’incendio e da allora le sue mani non possono lavorare, non possono stringere altre mani, non gli permettono neanche di essere uno dei tanti sfruttati delle campagne foggiane.

Lamin è stato dimesso dall’ospedale di Brindisi ieri, dopo essere stato in cura al centro grandi ustioni.

Senza documenti, senza nessun affetto e con la pelle ustionata.

Lamin ha preso un autobus, ha attraversato mezza Italia ed è tornato nel viterbese, dove forse ha qualche amico, o forse ha sentito in giro che qualcuno poteva aiutarlo.

E oggi è piombato da noi, da Arci Solidarietà Viterbo.

Annamaria ha postato una foto di queste mani sul suo profilo facebook.

Non riesco a guardarle. Eppure è l’impotenza che mi ha suscitato questa foto a farmi venire voglia di raccontare questa storia.

Allora ho chiesto a Davide Dormino di disegnarle e dopo 5 minuti lui mi ha mandato su whatsapp un disegno tutto bruciato di matite e acquerelli.

Queste mani incrociate ci interrogano su ciò che non stiamo facendo.

Su come pensiamo di sopravvivere ad un decreto che sta incendiando il paese di odio.

Quelle mani stanno lì ad aspettare qualcosa, un segnale, un aiuto, una reazione.

disegno di Davide Dormino.jpg

Mille o diecimila Lamin sono in giro per il nostro paese, sono stati sgomberati e non avranno tutele, né diritti o un letto su cui dormire stanotte.

Le storie ci piombano dentro casa, ci bussano alla porta sempre più forte. Dobbiamo continuare a raccontarle queste storie che ci esplodono tutte intorno, perché quando passerà questo frastuono potremo dire di averlo sconfitto anche con le nostre mani.

Lamin è stato dimesso dal pronto soccorso.

Per stasera Alou e Tapa, due altri richiedenti asilo, si sono offerti di ospitarlo.

Dai social è nata una gara di solidarietà e ci sono diverse persone che vogliono ospitarlo. Bisognerà ripartire da qui.

_

spiegazione del decreto

cito: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10218053686437739&id=1354063128

Provo a spiegarlo nel modo più semplice e lineare possibile.

La “Legge Salvini” ha eliminato il permesso di soggiorno per “protezione umanitaria”.
E ha disposto che i titolari di un permesso per “protezione umanitaria” vengano allontanati immediatamente dagli SPRAR.

Gli SPRAR sono dei centri di accoglienza più piccoli rispetto ai CAS, sono dei posti dove si cerca di fare realmente integrazione: si insegna la lingua, si tenta di inserire gli immigrati nel tessuto sociale della comunità.

Dal giorno alla notte, decine di migliaia di immigrati REGOLARI, con un permesso di soggiorno in tasca, al momento vengono sbattuti in mezzo a una strada.
Uomini, donne e bambini.
Gente che, fino ad oggi, aveva un tetto sulla testa, qualcosa da mangiare in tavola e la prospettiva di essere inserita nel nostro paese, si ritrova di colpo senza niente in mano.

Stiamo parlando di immigrati REGOLARI, con un permesso di soggiorno dato per motivi umanitari.
Quelli che Salvini definisce “suoi fratelli”.

Lo ripeto ancora una volta, nel caso in cui non si fosse capito: DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE, tutte qui REGOLARMENTE, alle quali viene tolto di colpo TUTTO.
Capito?
Bene, andiamo avanti.

Quelle stesse persone, quando il loro permesso di soggiorno scadrà, non potranno rinnovarlo, perché la Legge Salvini ha ELIMINATO la “protezione umanitaria”.
Quindi, si ritroveranno a diventare non solo dei senzatetto, ma anche dei CLANDESTINI.
Senza possibilità di lavorare regolarmente, senza diritti, senza neanche essere rimpatriati perché, come ho già avuto modo di spiegare, non ci sono né i fondi per farlo né gli accordi con i paesi di provenienza.

Decine di migliaia di CLANDESTINI in più che dovranno delinquere o lavorare in nero per vivere.
Clandestini creati da lui e a cui lui, poi, darà la colpa di tutto.

Nel frattempo, a Codroipo, paese noto al mondo per essere l’anagramma di una bestemmia, la giunta leghista dispone che vengano vietati i bambolotti con la pelle scura e gli strumenti musicali “non italiani” dai giochi dei bambini dell’asilo locale.
Lo scopo è quello di eliminare i riferimenti alle “diverse culture” dalla formazione dei bambini.
I bambolotti con la pelle scura.
Stiamo messi così.

Questa è l’Italia oggi.
Un posto senza anima, senza valori reali, senza futuro.
Un posto chiuso, ignorante, incattivito e ringhiante come il pupazzo dell’interno.

Un posto che puzza di morte.

oggi e domani: il festival 4 di deriveapprodi, “l’invasione degli altricorpi”

oggi e domani: PROGRAMMA
facebook.com/events/305223716980479/?active_tab=about

Festival 4 di DeriveApprodi
«L’invasione degli altricorpi»

Roma, 1-2 dicembre 2018
Nuovo Cinema Palazzo,
piazza dei Sanniti 9a

Il festival di DeriveApprodi è arrivato alla sua quarta edizione.
A sei mesi di distanza dall’appuntamento bolognese torniamo a Roma in un quartiere, San Lorenzo, che nelle scorse settimane è stato al centro di un contraddittorio e drammatico dibattito sul degrado e sul disagio dell’abitare nell’ambiente iper-urbano.

È sotto gli occhi di tutti un progressivo immiserimento culturale che ha cominciato a produrre nelle relazioni sociali degenerazioni ripugnanti.
Occorre innanzitutto capire. E occorre farlo al più presto, per poter sperare di ricominciare a produrre movimenti di resistenza alle ormai massificate paranoie razziste sull’invasione degli «altricorpi», paranoie sulle quali specula elettoralmente la strafottenza bullista del neofascismo liberale.

Nel suo quarto di secolo di vita DeriveApprodi ha costruito e sedimentato una piccola biblioteca di saperi risultati utili a chi ha alimentato i cicli di lotta che si sono succeduti dalla Pantera universitaria del ’90 a oggi. I festival non sono per noi eventi banalmente mondani e propagandistici ma appuntamenti politici nei quali verificare il senso del continuare a progettare collettivamente prototipi mentali, armamentari teorici, immaginari trasformativi.

Questa edizione: Continue reading

fine del pudore: xenofobia manifesta

il pudore tra gli uomini è finito
(Tirteo)
 
Global Compact, il governo italiano sospende il patto Onu sull’immigrazione 
https://www.tpi.it/2018/11/29/global-compact-immigrazione-italia/
 
Il governo italiano ha deciso di rinunciare al documento (firmato 2 anni fa) che la portava a impegnarsi su questi fronti:
– lotta alla xenofobia
– lotta allo sfruttamento
– contrasto del traffico di esseri umani
– potenziamento dei sistemi di integrazione
– assistenza umanitaria
– programmi di sviluppo
– procedure di frontiera nel rispetto del diritto internazionale, a iniziare dalla Convenzione sui rifugiati del 1951
 
DI CONSEGUENZA L’ITALIA DI QUESTO GOVERNO PER LOGICA È, evidentemente,
 
– xenofoba
– favorevole allo sfruttamento
– favorevole al traffico di esseri umani
– nemica dell’integrazione
– nemica dell’assistenza umanitaria
– contraria ai programmi di sviluppo
– come minimo disinteressata (se non ostile) alle procedure di frontiera nel rispetto del diritto internazionale, a partire dalla Convenzione sui rifugiati del 1951
_

artisti per riace: dichiarazione, incontro, intervista, pagina facebook

Nei giorni scorsi si è venuto a creare qualcosa di simile a un vero e proprio gruppo o movimento, legato al modello e all’esperienza di Riace come concreto realissimo luogo e segno di resistenza a quanto il razzismo, le politiche di esclusione e più in generale la disastrosa politica delle destre in Italia e nel mondo stanno facendo.

Qui è possibile scaricare il documento sulla base del quale un eterogeneo insieme di persone (artisti traduttori attori scrittori registi eccetera) si è confrontata e unita, e si sta unendo, nel nome di Riace e del lavoro svolto dal suo sindaco Domenico Lucano: Diachiarazione_per_Riace

Qui un’intervista su Artribune:
L’artista Eugenio Tibaldi mobilita il mondo dell’arte intorno al caso Riace. È nato come una riflessione dell’artista Eugenio Tibaldi intorno al caso Riace, poi è diventato un movimento. Che si concretizzerà nelle giornate del 17 e del 18 novembre in una andata in Calabria. L’intervista.

La pagina facebook: https://www.facebook.com/artistiperriace/

_

 

unesco / interculturalità

L’Unesco è, per sua originaria vocazione, assertrice di interculturalità. La sua Conferenza generale ha adottato il 20 ottobre 2005 (con i soli voti contrari di Usa e Israele) la Convenzione “sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali”, entrata in vigore il 18 marzo 2007, grazie anche alla rapidità con cui tutti gli stati membri dell’UE l’hanno ratificata