upter, nuovo corso “orientarsi nella poesia contemporanea” + incontri di settembre e ottobre

In novembre, alla sede centrale dell’Upter (Roma, via Quattro novembre 157, Palazzo Englefield), presso il Centro di poesia e scritture contemporanee, si avvierà il terzo ciclo del corso “Verso dove? – Orientarsi nella poesia contemporanea”, a cura mia e di Valerio Massaroni. Il programma completo sarà in rete entro settembre.

Prima dell’inizio del corso (4 novembre) si avranno tuttavia almeno tre incontri, che volentieri qui segnalo:

“on endings”: july 8th, rome @ altroquando, meet allison grimaldi-donahue, julia hölzl and jennifer hope davy


JULY 8th, h 6pm
@ Altroquando
Rome, via del Governo vecchio 80

Join us for an evening of Poetry readings from the book ON ENDINGS by the authors and discussions while sipping a drink at the pub underneath Altroquando!

Allison Grimaldi Donahue is a writer and translator whose work as been featured in a number of journals and magazines, including The Literary Review, BOMB, The Brooklyn Rail, Mousse, Public Seminar, Tripwire and Words Without Borders. Her poetry bookBody to Mineral was published by Publication Studio Vancouver in 2016. She holds graduate degrees from Middlebury College, The University of Toronto and Vermont College of Fine Arts. She lives in Rome, Italy where she teaches creative writing and literary theory.

Julia Hölzl is an independent theorist and “thesis therapist” whose work tends to revolve around finitude, transience, and ending/s. She holds a PhD in Modern Thought from the University of Aberdeen as well as a PhD in Media and Communications from the European Graduate School (Saas-Fee/Switzerland), where she is also a Fellow. Julia has taught on a variety of topics in the humanities and social sciences at institutions in Austria, Germany, the UK, Thailand, and Hungary; most recently, she worked as a postdoctoral researcher at the Academy of Fine Arts Vienna. Latest publications include: “Horror vacui (‘That nothing is what there is’)” [in: Matt Rosen (Ed.), Diseases of the Head: Essays at the Intersection of Speculative Philosophy and Speculative Horror, punctum books; forthcoming ), “A(s) Step Not Beyond: Blanchot’s Écriture Fragmentaire” (Belgrade Journal of Media and Communications; in print), and “A Scandal for Thought” (FKW // Zeitschrift für Geschlechterforschung und visuelle Kultur, 63/2017).

Jennifer Hope Davy is an artist and writer whose practice centers on the overlooked, the everyday, and the murky space between cognition and visibility. Recent exhibitions and readings have been with miss read at House of World Cultures (Berlin), Tulsa Lit Fest, Philbrook Museum of Art, Massachusetts College of Art and Design (Boston), and FARM Cultura Park (Sicily). Recent published works include Pedestrian Stories, (Delere Press, 2014) and [Given, If, Then] A Reading in Three Parts (Punctum Press, 2015). She also has contributed essays and reviews to various art journals and catalogues. Davy received her BFA from the San Francisco Art Institute, her MA from the University of Texas (SA) and her PhD from the European Graduate School (CH), where she is also an advising fellow. Currently, she is in residence with the Tulsa Artist Fellowship where she is completing an audio play and photography collection, and beginning a novel. Staging Aporetic Potential, addressing staging and potentiality in critical theory and contemporary art, is forthcoming.

And our presenter is:
GIULIA CRISPIANI is a visual artist and writer based in Rome, where she is an editor for NERO Editions.

8 luglio, libreria in itinere (roma): carlo bordini tra poesia e narrativa

lunedì 8 luglio, ore 19:30
la Libreria in itinereun fiume di cultura

[ Porto di Ripa grande, Lungotevere Ripa = tra Ponte Palatino e Ponte Sublicio
= ingresso da Lungotevere Ripa / Porta Portese ]

presenta

Carlo Bordini tra poesia e narrativa

Difesa berlinese e altre follie

intervengono Raffaele Notaro e Rita Iacomino

con un audio di Sergio Carlacchiani

sarà presente l’autore

castel porziano, 1: intervento di carlo bordini all’incontro upter del 10 giugno 2019

Carlo Bordini

  Castel Porziano è stato un modo di gestire male (in senso soprattutto spettacolare) il ritorno alla poesia di quell’epoca.

Castel Porziano è del 79, nel periodo più acceso del movimento ribelle giovanile (gli autonomi) che già dopo il 77 cominciava a declinare. Cioè: a girare a vuoto. Ma girava. Moro fu ucciso il 9 maggio 1978. Quello fu l’inizio della fine e quindi Castel Porziano si situa in un momento in cui la contestazione e la ribellione giravano a vuoto. Tra poco sarebbe morto tutto. Politicamente, un frutto in ritardo, molto spettacolare ma già mezzo marcio. Gente esasperata e sconfitta nello stesso momento. Rabbia e depressione, o rabbia depressa.

Berlinguer morì improvvisamente (ci sono anche sospetti) sei anni dopo Moro. Si avvicina, in pieno riflusso, la seconda repubblica. A quell’epoca tutti noi giovani ribelli eravamo contro il compromesso storico tra Moro e Berlinguer. Qualcun altro era contro, purtroppo: anche gli americani e la democrazia cristiana. Senza il “provvidenziale” omicidio Moro forse il corso della storia sarebbe stato un po’ diverso.

Un’altra considerazione politica: la grande ondata rivoluzionaria mondiale, finita poi nel nulla, dura dal 1959 (rivoluzione cubana) al 73 (colpo di stato in Cile). Dal 73 in poi, soprattutto in Italia, una lunga coda di ribellioni in una situazione già persa. Qualcuno ha detto che in Francia il 68 è durato un mese, in Italia dieci anni.

Quindi Castel Porziano nasce a un passo dalla fine di tutto. Ma lasciamo perdere il momento politico e vediamo com’era la situazione della poesia in quegli anni.

Dopo il 68, in cui la contestazione giovanile aveva compresso la cultura tout court, e in cui era importante fare la rivoluzione e non era importante scrivere, negli anni 70 c’è un ritorno alla poesia, con una forte influenza del vissuto. Sullo sfondo figure carismatiche come Amelia Rosselli, Pasolini, ed altre figure di prima grandezza come Pagliarani, Caproni, Roversi e tanti altri. Sullo sfondo il gruppo 63 (ormai sono passati dieci anni) che, pur mantenendo per molti il suo prestigio, appare un po’ ingrassato, un po’ invecchiato. Nascono molti poeti giovani. Continue reading

luglio in umbria: poesiaeuropa all’isola polvese

facebook.com/152106755389080/posts/348663752400045/
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#Poesiæuropa is an event dedicated to #Europeanpoetry, which will take place in July 2019 (Saturday 13) on Polvese Island, in the middle of the Lake Trasimeno (Italy).

Poesiæuropa aims to discuss the cultural and political situation in Europe from the perspective of European poets, in order to reflect on the value of the cultural and spiritual roots of Europe, and to develop – together – a vision for the future.

MORNING: About #Translation
AFTERNOON: Dialogue on #Europe
EVENING: #Reading

With: Yari Bernasconi , Petr Borkovec, Jacob Blakesley, Vera Lucia de Oliveira, Albane Gellé, Nick Laird, Giorgi Lobzhanidze, Miguel Manso, Vicente Luis Mora, Els Moors, j

Franco Buffoni, Carlo Bordini, Elisa Biagini, Maria Borio, Maria Grazia Calandrone, Lorenzo Chiuchiù, Stefano Dal Bianco, Anna Maria Farabbi, Giovanna Frene, Massimo Gezzi, Stefano Giovannuzzi, Marco Giovenale, Andrea Inglese, Federico Italiano, Valerio Massaroni, Guido Mazzoni, Vincenzo Ostuni, Gilda Policastro, Laura Pugno, Antonio Riccardi, Italo Testa, Gian Mario Villalta, e altri…

Soon the program in detail

oggi, dalle ore 17, al wegil: roman poetry festival

Occhio ai poeti a Roma. Domenica 16 giugno 2019, dalle ore 17 in poi,

ROMAN POETRY FESTIVAL

ideato e curato da Igor Patruno

a largo Ascianghi 5, al WEGIL (che attualmente ospita la mostra “Poeti a Roma”,
strutturata e curata da Giuseppe Garrera e Igor Patruno)

facebook.com/events/2319159678409343

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Reading di poesia a 40 anni dal Primo Festival dei Poeti di Castelporziano del 1979

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wegil, roma, domani, 16 giugno: roman poetry festival

Roma, domenica 16 giugno, dalle ore 17:00 alle 22:00
WeGil – Largo Ascianghi, 5
Reading “Roman Poetry Festival” – con i poeti della scuola romana
ideato e organizzato da Igor Patruno
Omaggio a Valentino Zeichen e ad Alberto Toni
Intervista di Stefano Gallerani a Franco Cordelli

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