retrospettiva balestrini: presso il centro di poesia e scritture contemporanee (upter, roma, 25 settembre 2019)

Centro di Poesia e Scritture Contemporanee
(Upter, Roma, via Quattro novembre 157)

Video della retrospettiva su Nanni Balestrini tenuta a Palazzo Englefield il 25 settembre. Con noi a ricordare il poeta e l’uomo sotto la cui insegna è nato il nostro Centro, nell’ordine, Lidia Riviello, Tommaso Ottonieri, Vincenzo Ostuni, Maria Teresa Carbone, Guido Mazzoni, Sara Ventroni, Michele Zaffarano, Marco Giovenale, Massimiliano Manganelli, Franca Rovigatti, Andrea Cortellessa, video finale di Andrea Inglese.
Ringraziamo il Teatroinscatola per le riprese.

Upter – Università Popolare di Roma

Programma della terza edizione del corso “Verso dove? Orientarsi nella poesia”: https://www.upter.it/wp-content/uploads/Verso-dove-III_comp3.pdf

 

retrospettiva balestrini: lunedì 23 settembre all’upter (centro di poesia e scritture contemporanee)

facebook.com/events/2793501607347162

Il Centro di Poesia e Scritture Contemporanee dell’Upter – Università Popolare di Roma dedica una giornata commemorativa a Nanni Balestrini, grande poeta intellettuale e attivista del Novecento scomparso lo scorso maggio.

LUNEDÌ 23 SETTEMBRE 2019, ORE 17

Palazzo Englefield, via Quattro Novembre 157 – Roma

Ingresso libero

Presenta Valerio Massaroni
Introduce Marco Giovenale

Leggono
Maria Grazia Calandrone, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Elisa Davoglio, Massimiliano Manganelli, Giulio Marzaioli, Guido Mazzoni, Vincenzo Ostuni, Tommaso Ottonieri, Lidia Riviello, Franca Rovigatti, Sara Ventroni, Michele Zaffarano

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Upter – Università Popolare di Roma

GAMMM

upter, nuovo corso “orientarsi nella poesia contemporanea” + incontri di settembre e ottobre

In novembre, alla sede centrale dell’Upter (Roma, via Quattro novembre 157, Palazzo Englefield), presso il Centro di poesia e scritture contemporanee, si avvierà il terzo ciclo del corso “Verso dove? – Orientarsi nella poesia contemporanea”, a cura mia e di Valerio Massaroni. Il programma completo sarà in rete entro settembre.

Prima dell’inizio del corso (4 novembre) si avranno tuttavia almeno tre incontri, che volentieri qui segnalo:

ricordo di nanni balestrini: letture, testimonianze, materiali: a roma oggi, 19 giugno, al teatro argentina

Roma, Teatro Argentina
OGGI, mercoledì 19 giugno 2019

Dalle 17 alle 23, fra Sala Squarzina e Sala Grande, una kermesse

a cura di alfabeta2: conversazioni letture proiezioni performance e musiche

per Nanni Balestrini
«artista totale della parola» (1935-2019)

illustreranno la sua figura tra editoria e comunicazione, politica e società,

immagini e video, poesia e narrativa, musica e teatro.Sala

Intervengono fra gli altri, in ordine di apparizione (più o meno!):

Paolo Fabbri, Gino Di Maggio, Romano Luperini, Renato Parascandolo, Vittorio Pellegrineschi, Renato Barilli e Silvia Ballestra; Franco Berardi “Bifo”, Paolo Virno e Francesco Raparelli; Valentina Valentini, Michele Emmer, Paolo Bertetto, Gianfranco Baruchello, Carla Subrizi, Achille Bonito Oliva, Patrizio Peterlini e Manuela Gandini; Roberto D’Agostino; Alberto Capatti; Flavia Mastrella e Antonio Rezza; Fausto Curi e Niva Lorenzini; Rachel Kushner; Giovanni Fontana, Cecilia Bello Minciacchi, Marco Giovenale e Michele Zaffarano; Silvia Tripodi; Tommaso Ottonieri, Marco Palladini ed Emanuele Trevi; Gilda Policastro e Cetta Petrollo Pagliarani; Florinda Fusco e Franca Rovigatti; Maria Grazia Calandrone, Laura Cingolani, Fiammetta Cirilli, Elisa Davoglio, Fabio La Piana, Massimiliano Manganelli, Vincenzo Ostuni, Lidia Riviello e Sara Ventroni; Mario Gamba, Alvin Curran, Iaia Forte, Fabrizio Parenti con Josafat Vagni, Ilaria Drago con Luigi Cinque e Gianluca Ruggeri; Peppe Servillo

Conducono
Maria Teresa Carbone e Andrea Cortellessa

6 maggio: “quasi tutto in prosa” @ upter, con cecilia bello, luigi magno, massimiliano manganelli, vincenzo ostuni e mg, e il libro “quasi tutti”

 

Lunedì 6 maggio, col titolo Quasi tutto in prosa si terrà qui a Roma, all’Upter (via IV Novembre 157, aula 13, h. 17:30 – 19:30) un incontro aperto sulle scritture recenti e recentissime, partendo dal ‘pretesto’ del libro Quasi tutti (ed. Miraggi). In dialogo con Cecilia Bello Minciacchi, Luigi Magno, Massimiliano Manganelli, Vincenzo Ostuni). Coordina Valerio Massaroni.

Evento facebook:
facebook.com/events/621449058369957

sull’asemic writing / massimiliano manganelli. 2019

Sconcerta un po’ il fatto che a realizzare una scrittura asemica sia un poeta, cioè una persona abituata a maneggiare la parola, perché davanti a quei segni balza immediatamente all’occhio, anzi all’orecchio, la loro impronunciabilità. Non esiste una lingua in cui possano essere detti. L’esperienza della lettura viene dunque vanificata completamente e nessun suono si attiva, nemmeno nel nostro cervello, cosa che invece accade anche davanti a una scrittura alfabetica in una lingua sconosciuta, che siamo magari in grado di decifrare ma non di comprendere. Tale negazione dell’esecuzione, cioè dell’implicita performabilità della parola, può essere forse il programmatico compimento del percorso di una scrittura che si vuole pienamente installativa: abbandonare del tutto il terreno del dire e acquisire la condizione di puro oggetto (grafico). Il che, naturalmente, non vuol dire abbandonare la condizione di oggetto estetico, che invece viene persino rafforzata.
Dal punto di vista del fruitore, l’esperienza dell’asemic writing è nettamente proiettiva, rimanda al test di Rorschach o al Thematic Apperception Test. Data l’impossibilità di leggere e quindi di far risuonare quei segni, non resta che cercarvi qualcosa di visibile, al limite un rimando a qualcosa di esistente, una traccia di decifrabilità che è tuttavia individuale. E in tal modo si nega anche quel fattore comune che è costituito dalla lettura, giacché questa prevede l’universalità del codice, condiviso tra autore e fruitore.
Un altro degli elementi su cui riflettere è proprio il codice: esiste, almeno nella mente di chi quei segni li ha tracciati? E soprattutto, si tratta di un codice? Il termine “asemica” mi pare appropriato perché, in termini rigidamente saussuriani, questi non sono segni, innanzitutto perché non rimandano a un significato e in secondo luogo perché non sono articolati in un sistema. Diversamente, una scrittura asemantica (un esempio classico è Gadji beri bimba di Hugo Ball) è comunque eseguibile, perché conserva il significante.
Ora, l’evidente contraddizione tra i due termini asemic e writing – in teoria non può darsi una scrittura senza segni – reca con sé un’altrettanto evidente ironia: lo scopo è la negazione della scrittura (della parola) con i suoi stessi mezzi.

Massimiliano Manganelli

[in occasione dell’inaugurazione di
Enciclopedia asemica]

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