tarkos nel nuovo numero (301) de “l’immaginazione”

per la rubrica gammmatica, un testo di Christophe Tarkos tradotto da Michele Zaffarano, in questo numero – sett./ott. 2017 – de “l’immaginazione” (Manni) http://www.mannieditori.it/rivista/limmaginazione

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questo l’indice del fascicolo: Continue reading

letture di mg al costarena (21 ottobre, bologna)

A Bologna, presso il CostArena, via Azzo Gardino 48
sabato 21 ottobre 2017, dopo le ore 16:00 (circa)

nel contesto di Riassunto di ottobre
 — reading a cura di Sergio Rotino, con L. ​​Canella, A. ​​Franceschini, A. ​​Greco, L. ​​Mazziotta, S. ​​Menicocci, R. ​​Morresi, L. Riviello, G. ​​Romagnoli, C. ​​Salvi, M. ​​Zaffarano, L. ​​Zanini (e me) —

nello spazio dedicato ai libri editi leggerò da
copertina_paziente strettoie_c

IL PAZIENTE CREDE DI ESSERE
(Gorilla Sapiens, 2016)

e

STRETTOIE
(Arcipelago Itaca, 2017)

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nella mattinata del 21 stesso, invece (poco dopo le 11 circa), sempre nello stesso contesto
leggo inediti da Oggettistica

https://www.facebook.com/events/302380626907291/

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novità dal premio pagliarani

ricevo e condivido questo comunicato ufficiale:

Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, giunto alla sua terza edizione, è lieto di comunicare i nominativi dei finalisti per la sezione Poesia edita, Poesia inedita e Premio alla carriera.

Per la sezione Poesia edita, queste le raccolte finaliste dell’edizione 2017 del premio Nazionale Elio Pagliarani: Primine di Alessandra Carnaroli (Edizioni del Verri), La primavera fa ridere i polli di Michelangelo Coviello (Edizioni del Verri), Strettoie di Marco Giovenale (Arcipelago Itaca), Controlli di Rosaria Lo Russo (Mille gru), Esercizi di vita pratica di Gilda Policastro (Edizioni Prufrock spa) e Power Pose di Michele Zaffarano (Edizioni del Verri).

La Presidente ha ammesso alla finale sei raccolte in quanto due di esse hanno avuto lo stesso punteggio in quinta posizione.

Per la sezione Poesia inedita, le raccolte finaliste sono: Laddove dovresti cominciare a cadere di Gianluca Garrapa, Archivio privato di Simone Marcelli e Il libro dei liquidi di Irene Santori.

Quest’anno il Premio alla carriera è attribuito a Carlo Bordini.

Presidente onorario per tutte le sezioni, per l’edizione 2017 del Premio, Giulia Niccolai, premio alla carriera nella seconda edizione del premio.

I vincitori delle varie sezioni, edita, inedita e progetti di traduzione, saranno proclamati il 6 novembre, nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà presso il Teatro Argentina di Roma.

Il premio è una delle attività dell’Associazione letteraria Elio Pagliarani dedicata allo studio della poesia contemporanea.

Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, nato nel 2015, ha per scopo il promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica.

Altre informazioni nel sito http://www.premionazionaleeliopagliarani.it

capti visual culture

una collaborazione fra varie università (e l’archivio del Mart) ha reso e sta rendendo disponibili per lettura in rete tante riviste di ricerca – soprattutto verbovisiva – degli anni ’60/’70 e successivi…

ho scoperto questo portale appena il mese scorso, grazie ad un post di Maurizio Spatola.

ecco l’indirizzo:
http://www.capti.it/index.php?ParamCatID=1&lang=IT

e (anche) su facebook:
https://www.facebook.com/Capti-Visual-Culture-323767121141157/

mobile:
https://m.facebook.com/Capti-Visual-Culture-323767121141157/

 (per dire, ho avuto modo di leggere in rete l’intero n. 1 di “Lotta poetica”. straordinariamente attuale, credo – ed è del giugno 1971: http://www.capti.it/index.php?ParamCatID=10&IDFascicolo=25&artgal=6&lang=IT)

[r] _ gli algoritmi e i versi

molto interessante questo articolo: https://ilrumoredellecose.wordpress.com/2017/09/04/la-poesia-che-non-si-doveva-scrivere/

ora, quattro appunti inescusabilmente estemporanei:

(1) come al solito (anche) gli scienziati si fissano con la poesia, magari con un certo tipo di poesia.

(2) la poesia (specie quella assertiva, esemplata nei passi citati) può eccome essere prodotta da algoritmi. che gli algoritmi non abbiano esperienze tattili/biografiche ma solo enciclopedie di dati non cambia il fatto che il lettore leggendo faccia lo stesso il proprio tratto di strada verso la produzione di senso, basandosi sul proprio bagaglio di esperienze, quindi rinvenendo=costruendo il proprio senso. (non svincolato da tradizione e collettività: proprio grazie all’enciclopedia di dati).

(3) l’equivalenza stabilita tra poesia ed emozione non è priva di storia, ma esistono anche altre equazioni, forse (nel testo su fa riferimento a poesie “più belle, dunque emozionanti“; corsivo mio).

(4) esiste una testualità (possibilmente, non necessariamente) libera da (anzi indifferente a) quei meccanismi associativi che vengono solitamente legati a filo doppio alla poesia, o al poetico. (vorrei/dovrei: riprendere quelle pagine di Macchine desideranti in cui si fa il punto sull’Anti-Edipo mettendo a fuoco elementi e dispositivi dissociativi).