dialogo sull’immortalità / tiziano lucci. 2019

 

Tiziano Lucci
DIALOGO SULL’IMMORTALITÀ
Estrazione e traduzione della parte verbale del quadro Urvasi e Gilgamesh di Gino De Dominicis.
The Independent – UnaVetrina – MAXXI – Macro Asilo.
Terza tappa.

>> TESTO <<<

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materiali e archivi per emilio villa

https://www.facebook.com/notes/costa-villa-bene/materiali-di-emilio-villa-3-biblioteche-archivi-specifici/564566864224936/

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30 luglio: “deleuze, o dell’essere chiunque chiunque”, di vincenzo ostuni

ostuni_30luglio_industrie_fluviali

https://facebook.com/events/s/vincenzo-ostuni-e-tic-edizioni/280350000080789/

Dopolavoro fluviale, 30 luglio 2020 presso Industrie Fluviali – via del Porto Fluviale, 35 (Roma):

ore 18.00: aperitivo
ore 19.00: presentazione di “Deleuze, o dell’essere chiunque chiunque” di Vincenzo Ostuni – Tic Edizioni
con
Vincenzo Ostuni
Marco Giovenale
Luigi Severi

ore 21.00: Cinestabilimento Fluviale a cura di Zaelia Bishop ed Emanuele Napolitano

Gli accessi sono limitati: prenota tramite WhatsApp al numero 3203177559. Per accedere è necessaria la mascherina (acquistabile anche in sede). All’ingresso verrà rilevata la temperatura corporea e fornito gel per sanificazione.

 

le differenze con “la poesia”

  

Da quasi vent’anni e più fittamente dal 2006 si fanno esempi. Però sembra ancora difficile per tantissimi percepire le differenze con “la poesia”, e avvertire le identità (senza per questo rubricarle come ostili).

E pazienza, continueranno le proposte, le uscite.

Low. Una trilogia – Bortolotti

Anacronismo – Tarkos

rava vavàra, episode #23: july 21st, h. 12:10

Rava vavàra, episode 23 will be broadcasted next Tuesday (July 21st = tomorrow) through Archipel Radio, at 12:10 CET in Berlin 88,4 FM and Potsdam 90,7 FM, live streaming on archipel.community/radio.
The broadcast features Lynn Book, Lale Rodgarkia-Dara, Marco Giovenale, Valentina Vetturi, Mikhail Bogdanov and others.

After the broadcast, just listen to the audio file here: http://ravavavara.art/episode23

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(video from “L’Amant Double”, François Ozon: facebook.com/Ravavavara/videos/287434129344307)

 

ossidiana / differx. 2020

con Þolso

c(onm)e
comme con polso plus compulsivo
compulsiamo (e) compensiamo co-pensiamo il
“diario degli eventi”
ne sfuggisse mica
con: esfoliante

perdiprende — il suo
nome vuol dire artiglio

l’archivolto va finito

 

 

phonè, delirio. riascolto

Per l’ennesima volta: da riascoltare, rivedere:

In incipit la distinzione Tolomeo/Copernico (e la presa d’atto che nonostante tutto, “in vent’anni”, ancora il sistema dominante, anzi unico, almeno in Italia, è quello tolemaico).
Poi la brevissima introduzione di Maurizio Grande, molto precisa nell’enunciare la separazione e incompatibilità tra Io e soggetto. (Più che chiaramente evidente in La voce di Narciso, Il Saggiatore, 1982: cfr. la nota di M.G. riportata nelle Opere, Bompiani, 1995 e 2008 [3], pp.993-994).

Nel video soprattutto riascoltare da 4′ 35”: tutto.

Qui solo un frammento:
“il soggetto è bambino, quindi onnipotente, è un altro fatto (da non confondersi con l’io), che non rappresenta, non vuole conflittualità a teatro, non vuole dialettica non vuole mediare nulla, non vuole educare, ma soprattutto è capace di diseducare. Ecco, ecco l’indisciplina della poesia a teatro”.

opera con dispensa di avere senso / giuseppe chiari. (collezione giuseppe garrera)

Giuseppe Chiari, opera con dispensa di avere senso, tecnica mista, cm 15 x 20

(collezione Giuseppe Garrera)

responsabilità in editoria


Torno a segnalare questo video, youtu.be/fXeTQ54-Jcg, e gli ottimi interventi di tutti gli interlocutori, per Corrado Costa e per le sue poesie giovanili pubblicate da Argo (https://www.facebook.com/argoesplora/).

Inoltre, per chi fosse interessato, segnalo e sottolineo che nel video, da 38’ 33’’ a 47’ 36’’, stringo il focus dell’attenzione su alcune scelte editoriali del passato, e sul perché una certa storia della poesia contemporanea è andata (dal punto di vista appunto editoriale/distributivo) in un certo modo e non in un altro.

Non credendo alla Provvidenza, ho ancora idea che a fare la storia siano le scelte circoscritte di persone precise, o gruppi di persone, e che di queste scelte sia opportuno prima o poi che gli attori si prendano la responsabilità. (Serenamente, s’intende, ci mancherebbe).