23 novembre, roma: presentazione del micro-corso sulle scritture di ricerca (e di altri corsi) allo studio campo boario

A Roma, presso lo Studio Campo Boario (viale del Campo Boario 4a), il pomeriggio del 2, 7 e 16 dicembre, si terranno tre incontri – per cinque ore complessive – di letture, osservazioni, percorsi attraverso scritture e prose di ricerca, ed esperienze verbovisive. Un micro-“corso” insomma. A mia cura. Chi è interessato a iscriversi, o è anche soltanto curioso, può mandare messaggi in privato al profilo facebook https://www.facebook.com/differx (oppure qui). Per una descrizione completa, si può leggere e scaricare questo PDF.

Il 23 novembre alle ore 18:00 si farà una presentazione (libera, aperta a tutti) del piccolo corso, nel contesto di un più ampio programma di incontri che si svolgeranno nello Studio (la locandina è leggibile qui).

Lo Studio Campo Boario si trova a Roma in viale del Campo Boario 4a.

Qui l’evento facebook: https://www.facebook.com/events/127351274607015/

le scritture di ricerca: una prima introduzione _ il 2, 7 e 16 dicembre, micro-corso presso lo studio campo boario (roma)

A Roma, presso lo Studio Campo Boario (viale del Campo Boario 4a), il pomeriggio del 2, 7 e 16 dicembre, si terranno tre incontri – per cinque ore complessive – di letture, osservazioni, percorsi attraverso scritture e prose di ricerca, ed esperienze verbovisive. Un micro-“corso” insomma. A mia cura. Chi è interessato a iscriversi, o è anche soltanto curioso, può mandare messaggi in privato al mio profilo facebook https://www.facebook.com/differx (oppure qui).

Per una descrizione completa, si può leggere e scaricare questo PDF.

Il 23 novembre alle ore 18:00 si farà inoltre una presentazione (libera, aperta a tutti) del piccolo corso, nel contesto di un più ampio programma di incontri che si svolgeranno nello Studio (la locandina è leggibile qui).

Lo Studio Campo Boario si trova a Roma in viale del Campo Boario 4a.

otoliths, issue #47

Otoliths issue forty-seven, the southern autumn issue, is now live.

It contains work from Mary Kasimor, M. Leland Oroquieta, Texas Fontanella, differx, Bill Yarrow, Jim Leftwich, Steve Dalachinsky, Vernon Frazer, Andrew Topel, Philip Byron Oakes, j4, Kyle Hemmings, Sanjeev Sethi, Karl Kempton, Robert van Vliet, Heath Brougher, hiromi suzuki & Márton Koppány, Kevin Tosca, Karen Downs-Barton, Demosthenes Agrafiotis, Seth Howard, Aurélien Leif, John M. Bennett, Lakey Comess, Drew B. David, Howie Good, Olivier Schopfer, Dah,  Raymond Farr, Carol Stetser, Adam Fieled, Joe Balaz, Martin Edmond, Jill Chan, Thomas M. Cassidy, osvaldo cibils, Neil Leadbeater, Christopher Barnes, Pete Spence, Ken Bolton, Dawn Nelson Wardrope, Ben Oost, Piet Nieuwland, Stephen Nelson, dan raphael, gobscure, Travis Cebula, Stuart Barnes, J.J. Campbell, Pearl Button, Nika + Jim McKinniss, Penelope Weiss, Brendan Slater, Jack Kelly, Bryony Bodimeade, Tony Beyer, Cecelia Chapman, William Allegrezza, David Baptiste Chirot, Willie Smith, Cheryl Penn, Obododimma Oha, Michael Brandonisio, Kenneth Rexroth, John Levy, Richard Kostelanetz & Igor Satanovsky, Luigi Coppola, Keith Nunes, Jesse Glass, Joseph Salvatore Aversano, David Lohrey, Scott MacLeod, Tom Beckett, Angad Agora, Jeff Harrison, Gregory Stephenson, Simon Perchik, wiggly jones, Michael Gould, Shloka Shankar, Volodymyr Bilyk, Marcia Arrieta, Cindy Hochman,  Bob Heman, Jack Galmitz, Jeff Bagato, Andrew Galan, Barnaby Smith, Edward Kulemin, Indigo Perry, Paul T. Lambert, John Pursch, Marilyn Stablein, J.D. Nelson, Carey Scott Wilkerson, Cherie Hunter Day, Bela Farkas, Menkah, Erik-John Fuhrer, Diane Keys, & Ishita Basu Mallik.

https://the-otolith.blogspot.it/2017/10/issue-forty-seven-southern-spring.html

 

[r] _ gli algoritmi e i versi

molto interessante questo articolo: https://ilrumoredellecose.wordpress.com/2017/09/04/la-poesia-che-non-si-doveva-scrivere/

ora, quattro appunti inescusabilmente estemporanei:

(1) come al solito (anche) gli scienziati si fissano con la poesia, magari con un certo tipo di poesia.

(2) la poesia (specie quella assertiva, esemplata nei passi citati) può eccome essere prodotta da algoritmi. che gli algoritmi non abbiano esperienze tattili/biografiche ma solo enciclopedie di dati non cambia il fatto che il lettore leggendo faccia lo stesso il proprio tratto di strada verso la produzione di senso, basandosi sul proprio bagaglio di esperienze, quindi rinvenendo=costruendo il proprio senso. (non svincolato da tradizione e collettività: proprio grazie all’enciclopedia di dati).

(3) l’equivalenza stabilita tra poesia ed emozione non è priva di storia, ma esistono anche altre equazioni, forse (nel testo su fa riferimento a poesie “più belle, dunque emozionanti“; corsivo mio).

(4) esiste una testualità (possibilmente, non necessariamente) libera da (anzi indifferente a) quei meccanismi associativi che vengono solitamente legati a filo doppio alla poesia, o al poetico. (vorrei/dovrei: riprendere quelle pagine di Macchine desideranti in cui si fa il punto sull’Anti-Edipo mettendo a fuoco elementi e dispositivi dissociativi).

oggettistica oggi

https://www.facebook.com/events/1303945439714769/

nuovi testi nuovi e nuovità le più diverse e nuove. au fond de l’inconnu. oggi oggettistica. h 18 circa. roma, campo boario. per una nuova fase dello specchio. per il pubblico della prosa. per farla finita col giudizio della poesia. eccetera.

vorrei mandare

vorrei mandare un messaggio a chi non vede quanto e come la scrittura anzi le scritture di ricerca siano diffuse, nel mondo, e come e quanto ereditino e rilancino (nella differenza e a volte frattura) tante acquisizioni novecentesche e – sì – non più novecentesche.

vorrei mandare messaggi non italiani a tanti italiani.

vorrei mandare un messaggio a quelli che maledicono la tecnologia che pure hanno in tasca e li abita e orienta.

vorrei mandare un’email a loro, e a chi non vede differenze col Novecento. un’email, vorrei mandare. stupirebbe.

e un messaggio, vorrei mandare, pure a quelli che dividono la semiosfera in due cromatismi fissi, ora temendo l’apocalisse di uno, ora augurando l’implosione all’altro.

vorrei mandare, mandare un messaggio, un messaggio di pace e gentilezza a chi facendo e perfino stampando poesia pensa di essere in cima alla catena alimentare del bello e del buono, e non vede lassù l’astronave vampiro, l’astronave arredata dell’ultima twitterina da due-tre milioni di followers.

vorrei mandare

questi e altri messaggi, ma no, ma perché, ma senti: e che sollievo… li ho già mandati.

ma li ho già mandati tutti.

da quasi dodici anni. con gammm. e da molti di più in altre sedi e con altri modi, l’ho fatto.

se i destinatari, chiamiamoli così, non odono (e invece odiano), è per difetto dell’antenna ricevente, non del segnale in uscita.

che sollievo… c’entrano i medici, la letteratura meno.

little lamb, who made thee?

l’innocenza spiega, spiega tutto.

c’è di mezzo: udito. e vista, neuroni, pace, percezioni, pace. va bene così.

non devo fare nulla! niente compiti a casa, niente esercizi. ho già fatto tutto. sono libero.

tana libera tutti

santo cielo che sollievo