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house rituals / jukka-pekka kervinen. 2013

oggi, h. 20:15, intervista online a mg per “incontri all’isolotto”

Oggi, sulla pagina fb https://www.facebook.com/peter.genito, alle ore 20:15, Peter Genito, nella serie degli “incontri all’isolotto” organizzati dall’Arci, dal Centro per il libro e la lettura, nel contesto del Maggio dei libri e del LetturaDay, intervista Marco Giovenale su  scritture di ricerca, prosa in prosa, materiali installativi, per quanto riguarda il
versante della letteratura; e sull’asemic writing per quanto attiene al versante artistico / visivo.

video del tic talk dedicato a “cose e altre cose”, di fabio lapiana

il libro:
https://ticedizioni.com/collections/chapbooks/products/cose-e-altre-cose-fabio-lapiana
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scarabocchio sulla pellicola: conferenza di philippe-alain michaud a villa medici

SCARABOCCHIO SULLA PELLICOLA
Conferenza n°5 del ciclo dedicato alla mostra Gribouillage / Scarabocchio

con
Philippe-Alain Michaud
Giovedì 19 maggio – Ore 18:30
Sala Michel Piccoli, Villa Medici

Viale della Trinità dei Monti 1 – Roma (metro A Spagna)
Conferenza in francese senza traduzione
Durata: 1 ora
Evento gratuito, posti limitati.

Prenotazione anticipata obbligatoria al link
https://www.eventbrite.it/e/billets-conference-5-avec-philippe-alain-michaud-gribouille-sur-le-film-328172271097

Ultima conferenza legata alla mostra  Gribouillage / Scarabocchio. Da Leonardo da Vinci a Cy Twombly  in corso nei saloni di Villa Medici fino al 22 maggio 2022.

Giovedì 19 maggio alle ore 18:30 presso la Sala Michel Piccoli dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Philippe-Alain Michaud, curatore associato della stessa esibizione, approfondirà il tema dello scarabocchio d’autore sulla pellicola, rivisitando i legami tra cinema e disegno. Il relatore si baserà in particolare sulla selezione di tre film:  Bouts d’essais pour un film sur Jackson Pollock, di Hans Namuth (1951); Work in progress di Teri Wehn Damisch, (1995) e La pluie (Projet pour un texte) di Marcel Broodthaers (1969). Continua a leggere

i novissimi a cogolin: quattro video

Cogolin, 5-12 luglio 1986: Festival International de Poésie de Cogolin, a cura Julien Blaine: edizione dedicata ai Novissimi, nel venticinquennale della rivoluzionaria antologia.

 

la finestra di antonio syxty incontra gian luca picconi, scrittore e saggista, su “la cornice e il testo. pragmatica della non-assertività” (tic, 2020)

 

carmelo bene: il canale youtube nihil nihills

https://www.youtube.com/channel/UCAV3XX2e8Hzg3Ejldm22LZA/videos

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burroughs: the movie / howard brookner. 1983

crypto klepto / asylums. 2022

It’s the sound of the Web2 and Web3 paradigm shift reorganised using the William Burroughs cut-up technique.

https://www.nme.com/news/music/asylums-share-unhinged-new-track-crypto-klepto-3216118

cb: cattivo e delinquente, il poeta

da https://www.facebook.com/groups/Percheilcinemaitalianoecosibrutto/permalink/10166326338255361/

video del tic talk del 28 aprile: silvia tripodi, “totem”

il libro: https://ticedizioni.com/products/totem-silvia-tripodi

poem / gary barwin. 2022

“l’attore in quanto soggetto, non l’attore in quanto io” / cb nel 1988

rivista ancora. la puntata di Mixer Cultura del 15 febbraio ’88. andrebbe tutta trascritta (qualcuno lo ha fatto?) per rendersi conto di come e quanto l’Italia comunicante e comunicata sia il posto sbagliato per.

si può sostituire qualsiasi cosa. (come del resto i figuranti convocati a misinterpretare sarebbe stato possibile e lecito sostituirli con altri, altrettanto diafani).

Raboni stravaccato & ghignettino sul suo poltro-girello, lettore e latore del Corsera, perfino peggio della miseria di Davico Bonino. Tian che parla di “pubblico” e non gli viene da ridere. La sua spalla nemmeno va nominata, parla da sé e troppo.

ma proprio sagome disperse, irritazioni elettriche dello schermo. nel nebbione.

da ascoltare ci sono Grande, Manganaro, semmai; sarebbero stati, anzi, semmai. perché la scuola della comunicativa Rai non vi trova diletto, evidentemente. quattro battute e gli levano l’inquadratura.

allora.
presteranno orecchio – dopo più di trent’anni – i poeti e i guitti almeno a CB, che qui trascrivo da 5′ 16” in avanti? (ec)come dubitarne!

Dicevo appunto… dopo circa quattro secoli di teatro di testo a monte, ecco finalmente la scrittura di scena. Una volta il testo veniva (viene tutt’ora ahimé in occidente) riferito, si impara a memoria… Cioè è un teatro del detto, del già detto, e non del dire, e non del dire che sconfessa il detto e si sconfessa anche in quanto dire; cioè: si tende delle trappole, il dire, al dire stesso. Non è mai un dire del medesimo, comunque. Quindi: la scrittura di scena è tutto quanto non è il testo a monte. È il testo sulla scena. Il testo ha la medesima importanza che può avere il parco lampade, la musica, un pezzo di legno di cantinella qualunque, un barattolo… Questo è il testo nella scrittura di scena, chiaramente affidata alla superbia dell’attore; dell’attore in quanto soggetto, non più dell’attore in quanto io, cioè in quanto immedesimazione in un ruolo. Mi pare sia molto chiaro.

imparassero i poeti (ma non imparano) e i loro critici, e gli editori, la distinzione fra soggetto e io. non so più quante volte ripetuta, qui su slowforward e altrove.

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dicourse / material. 1980 (from “temporary music”, 1979-1981)