l’andirivieni. due incontri e relative – separate – annotazioni (cristina annino, carlo selan)


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Il 29 giugno si è svolto, a cura de “La balena bianca”, un incontro online con Cristina Annino. Fra le varie questioni emerse durante gli interventi e il confronto, ho sottolineato per mia memoria una parte in cui l’autrice parlava del suo processo di scrittura, che si realizza attraverso appunti e materiali anche occasionali, poi riveduti elaborati assemblati. Un discorso assolutamente (ed esplicitamente) estraneo all’idea classica di ispirazione, e semmai direi vicino ad alcune modalità compositive di tanta scrittura di ricerca. Se non vicino, non troppo lontano.

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Il 30 giugno, la pagina facebook di “Poesia del nostro tempo” ha realizzato una videointervista a Carlo Selan. Mi è sembrato interessante il suo riferimento al ‘quasi’, all’incompletezza e alla lateralità della parola, convocate o meglio ancora realizzate dalla pagina. Per me personalmente (ma direi che è eredità nodale del Novecento) ha i connotati del fondativo. È la semplicissima ombra ineliminabile anzi precondizione di conoscenza e linguaggio.

Trovavo – così – decisamente singolare, non buffa e però involontariamente allegorica, la situazione per cui – soprattutto a 8′ 30” dalla fine dell’intervista, ossia proprio nel momento in cui quel tema veniva affrontato – il collegamento facebook saltasse caparbio e disturbante, rendendo la comunicazione complicata. (Ma non impossibile, o almeno non impensabile).

Del resto questa ondivaga minaccia o possibilità o effettiva sconnessione si dà pressoché sempre, in tanti tempi e frammenti di tempi, e certo anche con altre piattaforme. Ed è una costante delle linee internet, anche e proprio delle più veloci. Nuovamente: da sempre. Se pensiamo poi che la stessa storia della radio e del telefono ne è tessuta, fatta com’è di “Pronto?” – “Chi? Cosa?” – “Ti sento lontano” – “Mi ricevi?” – “Che dicevi?” – “È disturbato” – “Mi ritorna la voce, c’è eco” – “Passo, non ti sento” – “Sei qui?” – “Ripeti” – “Non ti sento più” – “Se n’è andato”…

Questo interminabile andirivieni e aggiustarsi delle frequenze, delle presenze, dei fantasmi, e la perdita inevitabile e a volte radicale del contatto, oppure la ricomparsa di voci che si davano per disperse, la dissipazione della grana del discorso, il suo sgretolamento e resurrezione, sono non una scoperta del Novecento ma la conferma che il secolo scorso ha avuto il grato ingrato compito di trasformare una dissimmetria e intransitività e opacità dei linguaggi e della conoscenza in qualcosa come una forse non interamente formulabile legge naturale che riguarda tutti.

Né il discorso del glitch è poi così lontano da quanto si va annotando qui. Anzi.

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“l’acqua tende alle rive”, di rossella or


http://www.editricezona.it/lacquatendeallerive.htm

Rossella Or è tra i protagonisti dell’avanguardia teatrale romana degli anni Settanta. Ha lavorato con Memè Perlini, Simone Carella, Giuliano Vasilicò, Giorgio Barberi Corsetti, Leo De Berardinis, Mario Prosperi, e ha successivamente realizzato una serie di opere di cui ha curato anche testo e regia. Nel 2000 è stata protagonista del film Estate Romana di Matteo Garrone e ha recitato in Regina Coeli, diretta da Nico D’Alessandria. Ha pubblicato poesie sulle riviste “Nuovi argomenti”, “Le voci della luna”, “Italian poetry”, “Inchiostri”. L’acqua tende alle rive è il suo primo libro.

“tutte le poesie” di elio pagliarani: presentazione alla bnc il 13 novembre

mercoledì 13 novembre alle ore 17
Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala 1
ELIO PAGLIARANI, TUTTE LE POESIE (1946-2011)
a cura di Andrea Cortellessa (il Saggiatore 2019)
saluti di Eleonora Cardinale, Biblioteca Nazionale Centrale
introduce Cetta Petrollo Pagliarani
intervengono MARIANNA MARRUCCI, FRANCESCO MUZZIOLI e TOMMASO
OTTONIERI, letture di SARA VENTRONI

“l’incipit dell’infinito” leopardiano: registrazione dell’incontro sul libro di giuseppe garrera e sebastiano triulzi (upter, 14 ott. 2019)

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l’incontro:
https://slowforward.net/2019/10/10/14-ott-incipit-infinito/

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castel porziano, 1: intervento di carlo bordini all’incontro upter del 10 giugno 2019

Carlo Bordini

  Castel Porziano è stato un modo di gestire male (in senso soprattutto spettacolare) il ritorno alla poesia di quell’epoca.

Castel Porziano è del 79, nel periodo più acceso del movimento ribelle giovanile (gli autonomi) che già dopo il 77 cominciava a declinare. Cioè: a girare a vuoto. Ma girava. Moro fu ucciso il 9 maggio 1978. Quello fu l’inizio della fine e quindi Castel Porziano si situa in un momento in cui la contestazione e la ribellione giravano a vuoto. Tra poco sarebbe morto tutto. Politicamente, un frutto in ritardo, molto spettacolare ma già mezzo marcio. Gente esasperata e sconfitta nello stesso momento. Rabbia e depressione, o rabbia depressa.

Berlinguer morì improvvisamente (ci sono anche sospetti) sei anni dopo Moro. Si avvicina, in pieno riflusso, la seconda repubblica. A quell’epoca tutti noi giovani ribelli eravamo contro il compromesso storico tra Moro e Berlinguer. Qualcun altro era contro, purtroppo: anche gli americani e la democrazia cristiana. Senza il “provvidenziale” omicidio Moro forse il corso della storia sarebbe stato un po’ diverso.

Un’altra considerazione politica: la grande ondata rivoluzionaria mondiale, finita poi nel nulla, dura dal 1959 (rivoluzione cubana) al 73 (colpo di stato in Cile). Dal 73 in poi, soprattutto in Italia, una lunga coda di ribellioni in una situazione già persa. Qualcuno ha detto che in Francia il 68 è durato un mese, in Italia dieci anni.

Quindi Castel Porziano nasce a un passo dalla fine di tutto. Ma lasciamo perdere il momento politico e vediamo com’era la situazione della poesia in quegli anni.

Dopo il 68, in cui la contestazione giovanile aveva compresso la cultura tout court, e in cui era importante fare la rivoluzione e non era importante scrivere, negli anni 70 c’è un ritorno alla poesia, con una forte influenza del vissuto. Sullo sfondo figure carismatiche come Amelia Rosselli, Pasolini, ed altre figure di prima grandezza come Pagliarani, Caproni, Roversi e tanti altri. Sullo sfondo il gruppo 63 (ormai sono passati dieci anni) che, pur mantenendo per molti il suo prestigio, appare un po’ ingrassato, un po’ invecchiato. Nascono molti poeti giovani. Continue reading

corrado costa: “la moltiplicazione delle dita” (argo, luglio 2019)

Corrado CostaLa moltiplicazione delle dita
ed. ARGO
“Nei sogni, quando uno non sogna, è bene che faccia finta di sognare” (Corrado Costa)

La moltiplicazione delle dita – con una lettera di Fortini e una Lettera Smarrita – raccoglie per la prima volta insieme tutti gli scritti e disegni di Corrado Costa apparsi su “Il Caffè Letterario e Satirico”, 11 prose sperimentali e 40 disegni.

https://www.argonline.it/prodotto/la-moltiplicazione-delle-dita/

 

oggi, dalle ore 17, al wegil: roman poetry festival

Occhio ai poeti a Roma. Domenica 16 giugno 2019, dalle ore 17 in poi,

ROMAN POETRY FESTIVAL

ideato e curato da Igor Patruno

a largo Ascianghi 5, al WEGIL (che attualmente ospita la mostra “Poeti a Roma”,
strutturata e curata da Giuseppe Garrera e Igor Patruno)

facebook.com/events/2319159678409343

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Reading di poesia a 40 anni dal Primo Festival dei Poeti di Castelporziano del 1979

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occhio ai poeti a roma il 16 giugno 2019, al wegil

Occhio ai poeti a Roma. Domenica 16 giugno 2019, dalle ore 17 in poi,

ROMAN POETRY FESTIVAL

ideato e curato da Igor Patruno

a largo Ascianghi 5, al WEGIL (che attualmente ospita la mostra “Poeti a Roma”,
strutturata e curata da Giuseppe Garrera e Igor Patruno)

facebook.com/events/2319159678409343

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Reading di poesia a 40 anni dal Primo Festival dei Poeti di Castelporziano del 1979

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oggi, 23 novembre, alla libreria empiria (roma): “non si vorrebbe mai finire”, materiali sonori di luca venitucci per le poesie di carlo bordini

a Roma, OGGI, 23 novembre 2018, alle ore 18:30 @ Empirìa, Via Baccina 79 – Roma

“Non si vorrebbe mai finire”

Un concerto di composizioni originali e improvvisazioni estemporanee ispirato alle poesie di Carlo Bordini

Luca Venitucci: ideazione, fisarmonica e voce

Con la sua poesia, Carlo Bordini riesce a dare corpo ad una dimensione insieme quotidiana ed abissale, perpetuamente al confine tra dicibile e indicibile, nella quale la massima familiarità si unisce ad un senso di perdita, vertigine, intensa fragilità. In questa performance musicale si prova ad evocare una medesima dimensione a partire dall’interazione tra musica e lettura, tentando di fare in modo che tra testo e suono si generi un contrappunto estemporaneo, irrisolto, sospeso fra consonanza e dissonanza, in cui la parola poetica si trasformi in ritmo musicale e intenzione melodica.

https://www.facebook.com/events/976712019180135/

Empirìa, Via Baccina 79 – Roma
Tel. 06 6994 0850
La performance avrà inizio alle ore 18:30.

 

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libreria empiria (roma), 23 novembre: “non si vorrebbe mai finire”, materiali sonori di luca venitucci per le poesie di carlo bordini

Roma, 23 novembre 2018, alle ore 18:30 @ Empirìa, Via Baccina 79 – Roma

“Non si vorrebbe mai finire”

Un concerto di composizioni originali e improvvisazioni estemporanee ispirato alle poesie di Carlo Bordini

Luca Venitucci: ideazione, fisarmonica e voce

Con la sua poesia, Carlo Bordini riesce a dare corpo ad una dimensione insieme quotidiana ed abissale, perpetuamente al confine tra dicibile e indicibile, nella quale la massima familiarità si unisce ad un senso di perdita, vertigine, intensa fragilità. In questa performance musicale si prova ad evocare una medesima dimensione a partire dall’interazione tra musica e lettura, tentando di fare in modo che tra testo e suono si generi un contrappunto estemporaneo, irrisolto, sospeso fra consonanza e dissonanza, in cui la parola poetica si trasformi in ritmo musicale e intenzione melodica.

https://www.facebook.com/events/976712019180135/

Empirìa, Via Baccina 79 – Roma
Tel. 06 6994 0850
La performance avrà inizio alle ore 18:30.

 

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testi letti in occasione dell’open day del 31 ottobre all’upter


https://www.facebook.com/groups/gruppo.centro.poesia.scritture/permalink/184057795874259/

questo l’indirizzo del post, nel gruppo facebook legato al Centro di poesia e scritture contemporanee dell’Upter, dove è possibile leggere e scaricare il pdf dei testi letti in occasione dell’open day del 31 ottobre, dedicato al corso “Verso dove? – Orientarsi nella poesia contemporanea“, che inizierà il 5 novembre prossimo.

Informazioni e iscrizioni attraverso il sito Eppela:
https://www.eppela.com/it/projects/20423-centro-di-poesia-e-scritture-contemporanee

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