Archivi categoria: cinema

un video ritrovato: “image in”, di vittorio armentano, con testo di emilio villa

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GAMMM è estremamente felice di presentare domani un documentario che si pensava perduto, e che il regista che lo ha realizzato, VITTORIO ARMENTANO, ha potuto reperire grazie alla disponibilità della Cineteca di Bologna. Si tratta di IMAGE IN, video dedicato al lavoro di uno studio pubblicitario, e girato a Londra nel 1969 per la Documento film, con testo di EMILIO VILLA, fotografia di Renato Tafuri, montaggio di Carla Simoncelli, musica di Egisto Macchi.

Il video può essere visto a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre (giorno di nascita di Emilio Villa) su https://gammm.org, o sul canale YouTube del sito.

Accompagnano l’opera due interventi inediti: un saggio di Chiara Portesine su Villa e una breve nota sul video di Marco Giovenale. Entrambi leggibili da domani sempre su https://gammm.org

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Un ringraziamento particolare va ad Aldo Tagliaferri, il cui appoggio e sensibilità (per tacere del pluridecennale lavoro su Villa) sono stati fondamentali per condurre alla pubblicazione del video.

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4 settembre, wegil (roma): giovanna zapperi, “gli strumenti dell’autonomia”

4 settembre 2021 | 19:00 – 20:45
all’interno di CRATERE
WEGIL – Hall
(Largo Ascianghi 5, Roma)
intervento teorico

Giovanna Zapperi è scrittrice, saggista e docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Ginevra con all’attivo numerose pubblicazioni su critica d’arte, femminismo e cultura visiva.

Nel CRATERE_WEGIL di Short Theatre 2021, interviene con Gli strumenti dell’autonomia, lecture che indaga il cinema documentario e sperimentale realizzato da artiste donne nell’Italia degli anni ‘60 e ‘70, dunque la presa di parola contro dinamiche minorizzanti. In un contesto in cui il cinema si basava sul controllo maschile della tecnologia e sull’appropriazione delle energie e dell’immaginazione delle donne – così scriveva Dacia Maraini nel 1978 –, autrici e registe hanno rovesciato questi meccanismi, reclamando la tecnologia per loro stesse.

Partendo dall’intreccio tra autorappresentazione, soggettività e produzione cinematografica, Giovanna Zapperi traccia una mappa di questioni interconnesse, come l’emergere della donna come soggetto politico nell’Italia del dopoguerra, il rapporto tra cinema e autocoscienza, e l’importanza (anche politica) delle amicizie, delle alleanze e dell’intimità tra donne.

shorttheatre.org/eventi/giovanna-zapperi/
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the wonder ring / stan brakhage

corrado costa in tutto e per tutto

«in questi film di notte / si vede come se fosse giorno.»

Corrado Costa
Poesie edite e inedite (1947-1991)
Opere poetiche II
a cura di Chiara Portesine
Argolibri

Ora disponibile in libreria

Dopo anni di attesa, grazie al lavoro di ricerca della studiosa Chiara Portesine (curatrice del volume) e al prezioso lavoro di archivio e catalogazione della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, l’opera in versi di Corrado Costa viene raccolta e pubblicata, per la prima volta, in Poesie edite e inedite (1947-1991) dalla casa editrice Argolibri di Ancona, pubblicazione che ricade proprio nel trentennale della scomparsa del noto poeta e artista; il volume, di quasi cinquecento pagine, inserito in un più ampio progetto di pubblicazione dell’opera omnia dell’autore, accoglie tutte le poesie edite in volume, dallo Pseudobaudelaire (1964), esordio poetico di più ampia fattezza civile, passando al manuale erotico (così lo presentava Adriano Spatola) e parasurrealista di Le nostre posizioni (1972), sino alla magia filmica della parola poetica di The complete films (1983) (“preferirei essere inserito nella categoria cinema, e non in quella poesia”, soleva dire lo stesso Costa), quelle sparsamente distribuite in rivista dagli anni ’40 agli anni ’90, e una corposa, preziosissima, sezione di inediti, tra cui le brevi raccolte Pseudo-pseudobaudelaire, Tutto il cinema di Corrado Costa. Poemi in bianco e nero e poesie a colori , e la riproduzione fotografica della splendida “poesia-collage” Data una superficie d’acqua.
Nell’appendice sono inoltre presenti molti interventi critici, oltre all’introduzione firmata da Aldo Tagliaferri, che ha sempre accompagnato negli anni l’operato di Costa (anche in viaggi inimmaginabili, come quello nella Libia di Gheddafi, citato nel testo), tra cui gli scritti di Milli Graffi, Marco Giovenale, Gian Luca Picconi, un ricordo di Paul Vangelisti, traduttore dell’opera del poeta in lingua inglese, la nota di Giulia Niccolai, che, con Adriano Spatola e lo stesso Costa, diede vita ad una delle più incredibili fucine artistiche e culturali del secondo novecento italiano, proprio presso la casa-officina di Mulino di Bazzano, mentre un ritratto in versi del poeta, riportato in quarta di copertina, è dovuto al compianto Nanni Balestrini, amico e sodale di tante iniziative, opere a quattro mani e due voci, e di memorabili scorribande poetiche.

https://www.argonline.it/

jonas mekas: the velvet underground’s first appearance (& much more), 1964

artiste italiane e immagini in movimento

Il volume si propone come contributo alla storicizzazione e alla lettura critica delle artiste italiane in relazione al cinema sperimentale e alle arti elettroniche, dalla seconda metà degli anni Sessanta a oggi, con particolare attenzione ai temi dello sguardo femminile inteso come antiegemonico e sovversivo, del ruolo delle donne negli apparati produttivi, della specificità dell’autorialità femminile. I saggi – dedicati a Daniela Bertol, Giosetta Fioroni, Ida Gerosa, Laura Grisi, Federica Marangoni, Martina Melilli, Marisa Merz – e le interviste a Pia Epremian De Silvestris e Rosa Foschi si concentrano su casi studio particolarmente significativi per riflettere attorno ai temi dell’autobiografia, dell’autorappresentazione, delle genealogie e, per attrazione o distanza, della dimensione simbolica femminile nonché della politicità, in un’angolatura – quest’ultima – che problematizza la militanza.

http://mimesisedizioni.it/libri/arti/aurora/artiste-italiane-e-immagini-in-movimento.html

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hope is a chain of submission: 4 films_ free+online till today or may 14th_ thx to the centre d’art contemporain genève

HOPE IS A CHAIN OF SUBMISSION (Partie I)
Une proposition de Stéphanie Moisdon
Avec les œuvres de Marion Scemama, Sturtevant, Bernadette Corporation & Dominique Gonzalez-Foerster

« Hope is a chain of submission », cette phrase qui a valeur de manifeste résonne avec force dans l’essai sur David Wojnarowicz de Marion Scemama. Elle affecte et innerve l’ensemble de cette sélection proposée par Stéphanie Moisdon, centrée sur des œuvres complexes, ni documentaires, ni fictives. Toutes font différemment l’expérience du chaos, d’un monde qui n’est jamais donné, traversé par les tensions de la révolte et du vivant, du sexe et de la pensée, habité par des figures enragées. Parce qu’il fallait se demander comment revoir ou faire voir ces expériences filmiques qui mobilisent le concept de rage, d’amour, de lutte, de disparition et à travers elles, envisager le contemporain de la crise comme le site d’élaboration non-linéaire d’un temps collectif historique. Les films présentés sont :

Marion Scemama
Self-Portrait in 23 Rounds, A Chapter in David Wojnarowicz’s Life (1989-1991)
2018, 118 min

Sturtevant
Dark Threat Of Absence
2002, 14 min 37

Bernadette Corporation
Get Rid of Yourself
2003, 61 min

Dominique Gonzalez-Foerster
Atomic Park
2004, 9 min

ENGLISH: Continua a leggere

tic talk di aprile: 12, 19, 26

con

Alessandro Broggi, Agostino Bertani, Fiammetta Cirilli

pettini o forchette? / alberto d’amico. 1985

musiche di Fabrizio De Rossi Re e Lucio Gregoretti

aldis / giuseppe m. gaudino. 1985

canale telegram di slowforward: materiali di ricerca (scritture, audio, arte)

è nato un canale Telegram per materiali e aggiornamenti legati alla ricerca artistica, musicale, testuale, video, che integra e amplia il lavoro che slowforward sta facendo da 18 anni.

chi è interessato alla sperimentazione recente (o, in certi casi, ‘storica’/storicizzata) può iscriversi e seguire il link https://t.me/slowforward

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questa domenica, l’ultima, per l’azzurro scipioni

hurlements en faveur de sade / guy debord. 1952

gammmorg.files.wordpress.com/2007/02/GuyDebord_Urla.pdf

2012. Michele Zaffarano aveva impaginato il testo riportando (in misura cronometricamente ragionevole) anche le alternanze di schermo nero e schermo bianco che sono nel film di Debord.
In questo modo, scaricando il pdf e tenendo premuto il testo di avanzamento (con visualizzazione non a scorrimento, ma pagina per pagina) si ha – in piccolo, in tempo proporzionato ma breve – l’esatta sequenza delle alternanze stesse del film.
In pratica, “si assiste” al film.

Che comunque è visibile qui:

georges perec: films (1965-1980)

ubu.com/film/perec.html