anti-100 years of cinema manifesto / jonas mekas. 1996

“As you well know it was God who created this Earth and everything on it. And he thought it was all great. All painters and poets and musicians sang and celebrated the creation and that was all OK. But not for real. Something was missing. So about 100 years ago God decided to create the motion picture camera. And he did so. And then he created a filmmaker and said ‘now here is an instrument called motion picture camera. Now go and film and celebrate the beauty of the creation and the dreams of human spirit, and have fun with it.’

But the devil did not like that. So he placed a money bag in front of the camera and said to the filmmakers ‘why do you want to celebrate the beauty of the world and the spirit of it if you can make money with this instrument?’ And, believe it or not, all filmmakers ran after the money bag. The Lord realized he had made a mistake. So some 25 years later, to correct his mistake, God created independent avant-garde filmmakers and said, ‘here is the camera. Take it and go into the world and sing the beauty of all creation and have fun with it. But you will have a difficult time doing it, and you will never make any money with this instrument.’

Thus spoke the Lord to Viking Eggeling, Germaine Dulac, Jean Epstein, Fernand Leger, Dmitri Kirsanoff, Marcel Duchamp, Hans Richter, Luis Bunuel, Man Ray, Cavalcanti, Jean Cocteau, and Maya Deren, and Sidney Peterson, and Kenneth Anger, Gregory Markopoulos, Stan Brakhage, Marie Menken, Bruce Baillie, Francis Lee, Harry Smith and Jack Smith and Ken Jacobs, Ernie Gehr, Ron Rice, Michael Snow, Joseph Cornell, Peter Kubelka, Hollis Frampton and Barbara Rubin, Paul Sharits, Robert Beavers, Christopher McLain, and Kurt Kren, Robert Breer, Dore O, Isidore Isou, Antonio De Bernardi, Maurice Lemaitre, and Bruce Conner, and Klaus Wyborny, Boris Lehman, Bruce Elder, Taka Iimura, Abigail Child, Andrew Noren and too many others. Many others all over the world. And they took their Bolex’s and their little 8 and Super-8 cameras and began filming the beauty of this world, and the complex adventures of the human spirit, and they’re having great fun doing it. And the films bring no money and do not do what’s called useful.

And the museums all over the world are celebrating the one hundredth anniversary of cinema, costing them millions of dollars the cinema makes, all going gaga about their Hollywoods. But there is no mention of the avant-garde or the independents of our cinema.

I have seen the brochures, the programs of the museums and archives and cinematheques around the world. But these say, ‘we don’t care about your cinema.’ In the times of bigness, spectaculars, one hundred million movie productions, I want to speak for the small, invisible acts of human spirit, so subtle, so small, that they die when brought out under the clean lights. I want to celebrate the small forms of cinema, the lyrical form, the poem, the watercolor, etude, sketch, portrait, arabesque, and bagatelle, and little 8mm songs. In the times when everybody wants to succeed and sell, I want to celebrate those who embrace social and daily tailor to pursue the invisible, the personal things that bring no money and no bread and make no contemporary history, art history or any other history. I am for art which we do for each other, as friends.

I am standing in the middle of the information highway and laughing, because a butterfly on a little flower somewhere in China just fluttered its wings, and I know that the entire history, culture will drastically change because of that fluttering. A super-8 millimeter camera just made a little soft buzz somewhere, somewhere on the lower east side of New York, and the world will never be the same.

The real history of cinema is invisible history. History of friends getting together, doing the thing they love. For us, the cinema is beginning with every new buzz of the projector, with every new buzz of our cameras. With every new buzz of our cameras, our hearts jump forward my friends.”

 

Jonas Mekas, February 11, 1996, American Center, Paris
from: https://www.matiasguerra.com/jonas-mekas-manifesto.php

due film ‘in memoriam’: omaggio a pierre martin. in rete sul sito della camera verde

Il Centro culturale LA CAMERA VERDE
presenta

IN MEMORIAM
Omaggio a Pierre Martin

con i film

ASTRAZIONE
e
À PROPOS DE PARIS

di
Giovanni Andrea Semerano

con
Pierre Martin

(2002-2003)

entrambi sul sito
lacameraverde.com

(+ http://www.lacameraverde.org/omaggio-martin.html)

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versione html dei frammenti dalla “scrittura celibe” vista da maurizio grande in marco ferreri

Scrittura celibe : vista da MG in MF

 

Dal saggio La scrittura celibe, di Maurizio Grande (nel libro a c. di Stefania Parigi, Marco Ferreri. Il cinema e i film, Marsilio, Venezia, 1995). [Tra parentesi quadre: annotazioni prese durante la lettura in biblioteca]

 

Idea di una “destituzione di rilievo delle procedure di montaggio”.

“L’inquadratura è celibe perché non ha bisogno di ‘accoppiarsi’ a un’altra inquadratura” (p. 4)

                                               [variazione sulla new sentence?]

“Le inquadrature non vengono concepite come elementi parziali di un insieme (la sequenza) da ricostituire mediante le operazioni di montaggio; esse per lo più insistono nel montaggio, restano un fuori-campo autosufficiente, un quadro sotto il film” (p.4)

                                               [un pensiero-testo sotto la sequenza di scrizioni, ma addirittura sotto il periodo, sotto e prima della frase, è l’idea che in altro contesto chiamerei microlettura]

                                               [elementi pressoché puntiformi, o piccoli segmenti, di senso]

“Il montaggio di Ferreri è congiuntivo, senza essere per questo meramente additivo: congiunge e non coniuga, accosta e non salda, avvicina e non fonde. In tal modo, le inquadrature non vengono ‘aspirate’ nelle operazioni di montaggio, bensì congiunte su una linea di contiguità che non è solo successione, ma è deriva metonimica dei circostanti” (p. 4)

“La macchina celibe è fredda, non dà né riceve; si è sottratta alla fatica delle trasformazioni, non subisce la metamorfosi della produzione” (p. 5)

Il reale come oggetto inorganico della visione (p. 5) Continue reading

omaggio a raffaello baldini: roma, casa delle traduzioni, 22 ottobre h 17.30

A Roma, il 22 ottobre alle 17:30
presso la Casa delle traduzioni,
in via degli Avignonesi 32,

Omaggio a Raffaello Baldini

Treno di parole
regia di Silvio Soldini (58′, 2018)
Un omaggio a Raffaello Baldini, poeta e drammaturgo romagnolo, che rivive attraverso le testimonianze di scrittori, poeti e artisti
impreziosite da immagini inedite di repertorio.

A seguire Simone Casetta, curatore della raccolta Compatto, il
quadruplo CD audio delle poesie di Baldini recitate dal poeta, e
Andrea Cortellessa presenteranno

COMPATTO
a cura di Simone Casetta (4 cd audio, Produttori Associati 2019)

Raffaello Baldini è stato un poeta e scrittore, nato a Santarcangelo
di Romagna nel 1924. Laureato in Filosofia a Bologna, nel 1955 si
trasferì a Milano e nel 1962 cominciò a lavorare come giornalista a
«Panorama». Debuttò ufficialmente come poeta nel 1976 con la raccolta
E’ solitèri, cui seguirono negli anni La nàiva (1982), Furistír (1988,
Premio Viareggio), Ad nòta (1995, Premio Bagutta), Intercity (2003).
Ha scritto anche per il teatro i monologhi: Zitti tutti! (1993), Carta
canta (1998), In fondo a destra (2003), La fondazione (2004). È morto
a Milano nel 2005.

roma, 21 giugno, accademia di san luca: giornata dedicata a stefano scodanibbio

venerdì 21 giugno 2019, in occasione della festa della musica,

Per STEFANO SCODANIBBIO 1956-2012

ore 17
proiezione del film
Cartoline per voci e contrabasso
omaggio a Stefano Scodanibbio
regia di Claudio Chianura
prod. Haze 2017

ore 18
presentazione del libro
Stefano Scodanibbio
Non abbastanza per me
Scritti e taccuini
a cura di Giorgio Agamben e Maresa Scodanibbio
Quodlibet 2019

intervengono
Andrea Cortellessa, Mario Gamba, Federico Capitoni

ore 19
concerto
Stefano Scodanibbio
“Only connect” 2001
per pianoforte

Stefano Scodanibbio
“Terre Lontane” 2003
per pianoforte e nastro magnetico
pianoforte Fabrizio Ottaviucci

Piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma

COMUNICATO STAMPA E ANNOTAZIONI SUI TRE MOMENTI DELL’OMAGGIO A SCODANIBBIO:
https://slowforward.files.wordpress.com/2019/06/scodanibbio21giu.pdf

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autoritratto di una marionetta, di gians: in camera verde dal 21 giugno

Centro culturale La camera verde
venerdì 21, sabato 22, domenica 23, martedì 25, mercoledì 26, giovedì 27 giugno 2019

ore 18:30 e 20:30
(si consiglia la prenotazione)

proiezione del film

AUTORITRATTO DI UNA MARIONETTA

di
Giovanni Andrea Semerano

con
Sergio Bini “Bustric”

e con
Giuliano Del Taglia, Gianluca Mei, Martina Alcini, Cristina Beccarini, Paola Biondi, Debora Brunialti, Danilo Tossini, Aryen Khalei, Giovanni Cozzani, Gregorio Aureli, Isabella Bernardini, Lorenzo Della Valle, Mattia Tauriello, Zahra Moyriane

e con la partecipazione straordinaria di
Enrico Ghezzi

Musiche
Matias Guerra

composizioni ed esecuzioni di
Matias Guerra

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un elenco assolutamente personale

Elenco assolutamente personale.

1. Ritratto di donna velata (1975)
2. Zaffiro e acciaio (1980)
3. Prigionieri delle pietre (1977)
4. Il segno del comando (1971, ma repl. negli anni ’80 – o fine ’70)
5. Sky (1975 e 1980)
6. Dov’è Anna? (1976)
7. L’amaro caso della baronessa di Carini (1975)
8. I sopravvissuti (1976 e 1979)
9. I racconti fantastici di Edgar Allan Poe (1979)
10. Ligabue (1977)
11. ESP (1973)
12. Belfagor ovvero Il fantasma del Louvre (1966 ma repl. 1975)
13. La vita di Leonardo da Vinci (1971)
14. Doctor Who (1980-81)
15. Saturnino Farandola (1977-78)
16. Il fauno di marmo (1977)
17. La dama dei veleni (1979)
18. La traccia verde (1975)
19. Extra (1976)

Stando solo al 1975: La donna velata, Sky, La baronessa di Carini, Belfagor, La traccia verde. Anche Gamma e Michele Strogoff sono del 1975, ma non li inserisco nell’elenco. Non inserisco nemmeno altri sceneggiati pure importanti per me, come Albert e l’uomo nero, e Sandokan, entrambi del 1976. Né A come Andromeda (1972). O, ancora precedente, l’Odissea (1968).

a roma, dal 3 al 13 novembre: “il sessantotto. il progetto e le forme di un cinema politico” / 2

il programma completo:
https://slowforward.files.wordpress.com/2018/11/il-sessantotto-3-13-novembre-2018.pdf

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medea / maria callas

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Maria Callas sul set di Medea (1969), di Pier Paolo Pasolini. Polaroid inedita scattata da Nadia Stancioff, assistente, segretaria e amica di M.C.

(Collezione Giuseppe Garrera)

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