Archivi categoria: archivi

on aime la poésie contemporaine / charles pennequin. 2013

ti lascio il posto / anonimo. 1945

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leaning strata / robert smithson. 1968

giulia niccolai a poetitaly, settembre 2014

Poeti a Corviale, per Poetitaly 
5 settembre 2014
Giulia Niccolai presentata da Andrea Cortellessa

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4 agosto: tutto spatola a pisa

All’interno della manifestazione pisana “Un fiume di libri in Piazza Cavallotti” (rassegna di editoria indipendente), il volume di Adriano Spatola, OPERA (a cura di Giovanni Fontana), edito da [dia•foria nel 2020, in collaborazione con dreamBOOK edizioni, avrà la sua prima vera, “fisica”, presentazione.

Saranno presenti all’evento: Giovanni Fontana (poeta e poliartista di rilievo internazionale); Bianca Maria Bonazzi (attiva collaboratrice dell’attività culturale di Spatola); Riccardo Spatola (figlio del poeta); Fabrizio Bondi (critico e accademico presso la Scuola Normale Superiore); Daniele Poletti (direttore del progetto culturale/editoriale [dia•foria); Stefano Mecenate (dreamBOOK edizioni).

OPERA è un libro fondamentale per ricostruire la nostra storia letteraria dagli anni ’60 agli ’80 e per valutare il lascito di uno dei poeti più importanti del Novecento.
Nella presentazione si parlerà dell’edizione del libro, della scrittura e dell’operato culturale di Adriano Spatola e dei progetti futuri, passando per l’ascolto di alcuni celebri pezzi di poesia sonora del nostro.

Evento facebook: https://facebook.com/events/s/presentazione-opera-di-adriano/370346311129890/

OPERA può essere acquistato scrivendo a:
info@diaforia.org
info@dreambookedizioni.it
http://www.diaforia.org
http://www.dreambookedizioni.it

il volto dei libri: a santa severa la mostra curata da giuseppe garrera e igor patruno

(nel comunicato, un’opera di Daniela Comani, 2016)

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Le leggendarie copertine di Bruno Munari, accanto a quelle espressamente concepite per libri da grandi artisti come Mario Schifano, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Mimmo Rotella. E poi le particolari vesti editoriali volute, desiderate e indicate da scrittori come Italo Calvino, Carlo Emilio Gadda, Elsa Morante, spesso con l’intento di trasmettere messaggi intimi, proibiti, o di alludere e colpire pericolosamente il lettore, fino ad arrivare a tutte le copertine, le varianti e le correzioni, che ricostruiscono la tormentata vicenda visiva italiana del Giovane Holden di Jerome David Salinger. È la celebrazione del libro come “oggetto di culto” da possedere, conservare e tramandare la mostra Il volto dei libri. Libri da vedere, allestita dal 23 luglio al 19 settembre al Castello di Santa Severa. A cura di Giuseppe Garrera e Igor Patruno, l’esposizione presenta [… continua qui]

 

 

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jim leftwich @ archive.org

https://archive.org/details/@textimagepoem

Six Months Aint No Sentence, Books 1 – 15, written between 04.24.2011 and 01.13.2012. Originally published by Marco Giovenale at differx hosts as Six Months Aint No Sentence, a Journal: texts and works by Jim Leftwich, 2011 – 2016 Books 1 – 187
https://app.box.com/s/l76xlrg78e5s8evbi4c4
Books 1 – 30 were published by Peter Ganick and Jukka-Pekka Kervinen at White Sky E-Books.

poetry, visual poetry, asemic writing, historiography, writing against itself, useless writing, journal, textimagepoem, trashpo, desemantized writing, 21st Century American epic, collage poem, ongoing research

immagini di casa balla / fotografie di alessandra caponi

28 luglio, h. 11, inaugurazione della sala italo calvino, nella biblioteca nazionale di roma

Inaugurazione Sala Calvino

Mercoledì 28 luglio 2021, alle ore 11:00, sarà possibile assistere online alla diretta streaming dell’inaugurazione della sala dedicata a Italo Calvino. Basterà connettersi alla diretta sulla pagina facebook della BNCR per partecipare all’evento alla presenza del Ministro della Cultura Dario Franceschini e della figlia di Italo Calvino, Giovanna.

Biblioteca Nazionale: Sala Calvino

Il Direttore della Biblioteca Andrea De Pasquale ha siglato con Giovanna Calvino una convenzione di comodato grazie alla quale la Biblioteca nazionale centrale di Roma diventa il luogo di conservazione del fondo archivistico e bibliografico di Italo Calvino, ma anche dei vari arredi, oggetti, quadri, presenti nell’abitazione di piazza di Campo Marzio 5, dove lo scrittore visse gli ultimi anni della sua vita. Si ricreano così le suggestioni del salotto della sua abitazione romana e il suo laboratorio di scrittura: non solo sono presenti le tre librerie bianche che conservano tutta la sua biblioteca nell’ordinamento originario con doppie file di libri a palchetto, ma anche le tre scrivanie che lo hanno accompagnato nel suo lungo percorso – quella di Torino, di Parigi e, infine, di Roma – con le macchine da scrivere. Ma è presente anche il tavolo del verde terrazzo da dove ha preso vita Palomar. Alle pareti suoi ritratti e le opere degli amici tra cui Toti Scialoja. E sparsi tra i mobili i tanti oggetti di tutta una vita, dei suoi viaggi e dei suoi rapporti, come la fotografia dell’amico Elio Vittorini sempre visibile sugli scaffali della sua libreria. Nello spazio verde prospiciente si attraversa un giardino dedicato al paesaggio ligure descritto in molte sue opere, che richiama anche la professione dei genitori, Mario Calvino ed Eva Mameli, insigni botanici, i quali per molti anni hanno diretto a Sanremo la stazione sperimentale di floricultura.

facebook.com/bncrm/

Fai clic per accedere a Calvino_cs.pdf

altre immagini: Continua a leggere

sound poetry etc _ episode 3 _ by tim gaze


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contents:

https://www.copperpiperadio.com.au/
[Italian sound poetry, poesia sonora, many colours / flavours / textures]
[Futurists & allies]
Giacomo Balla – Discussione sul futurismo di due critici sudaneisi 1:16
Futura Poesia Sonora
composed 1914, performed by Luigi Pennone, Arrigo Lora-Totino, Sergio Cena 1976
Mimmo Rotella 4:30
title? (track 16 La parola parlata) 2000
FT Marinetti – Dune, parole in libertà 5:57
Futura Poesia Sonora disc 1
composed 1914, this version performed by Luigi Pennone & Arrigo Lora Totino 1976
– Zang tumb tumb 2:06
youtube rip
composed 1914
Piermario Ciani – Comix 4:22
The Voice / La Voce 1983
co-founder of Luther Blissett shared name
[sparse]
Paolo Albani – Monologo narcisista 0:46
Verbivocovisual 2004
Patricia Vicinelli – Sette poemi excerpt 2:03
Momo: voci, suoni e rumori della poesia (voices, sounds and noises of poetry)
(longer version on FPS 5)
Alberto Vitacchio 3:04
track 24 La parola parlata
Eugenio Miccini – Commutazione di comunicazione de commutazione 1:56
Verbivocovisual 2004
Tomaso Binga – Oplà 3:29
Momo 2003
[golden age]
Giovanni Fontana – Voci 1 5:04
from Il gioco delle voci (the game of voices) 2000
– Maschera mitpoietica no 2 (Momo) 2:25
– da Frammenti d’ombre e penombre (Verbivocovisual) 4:34
Adriano Spatola – Ocarine (Verbivocovisual) 2:43
Arrigo Lora Totino – poesia liquida 6:33 (Fonemi) 2000
– Sussurli 1:33 (Out of Page) 2000
[dense]
Concento Prosodico (Sergio Cena / Arrigo Lora Totino / Roberto Musto / Laura Santiano)
Futura Poesia Sonora disc 5
– Vocali (version 1) 1:39
– Vocali (version 2) 1:14
Enzo Minarelli – eterne vocali – a (eternal vowels – a) 3:18
La Voix Liberee 2019
New Machine Voice – Animale macchine 11:33 (1990)
from delcementerio blog: “Experimental music and electronics performed by Marco Bertoni and
Enrico Serotti, accompanied by the voices of Manfred, Kathy Berberian and Demetrios Stratos.”
Luciano Berio – Thema – omaggio a Joyce 6:20
feat. Cathy Berberian 1958
Pâté de Voix 1 – side A track 2 3:39
(voice: Carla Bertola, Alberto Vitacchio, written by Pietro Porta) 3:39
Offerta Speciale cassette 1985
[multitracked / soundscapes]
Carla Bertola – track 25 La parola parlata 2:49
Carola Caruso – Frammento di improvvisazione 1:23
Momo
Gioconda Cilio & Stefano Maltese – Tra la vita e la notte 2:03 (in French)
(“Between life and night”) Momo
Luciana Arbizzani – Radix 5:26
Italian Sound Poetry cassette ca. 1980s
[high tech / electronic]
differx – speech on hay as ontology 1:09
Huellkurven 5 track 19 (ca. 2017)
Francesco Aprile (Zen Poems) – Intro 1:09 (2020)
Gian Paolo Roffi – Segni & segni a – Eclissi di segni 3:42
(“Signs & signs a – eclipse of signs”) Momo
[last]
Bruno Maderna – Invenzione su una voce 16:02
musical arrangement of a phonetic composition by poet Hans G Helms (1960)

la scomparsa di christian boltanski

https://www.corriere.it/cultura/21_luglio_14/morto-christian-boltanski-artista-memoria-a63a024e-e4ac-11eb-9ca3-9397dc78a855_amp.html

https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2021/07/14/e-morto-lartista-francese-christian-boltanski_b9a41388-9ddc-4815-b557-2d74e323861e.html

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/07/14/news/bologna_boltanski_e_l_installazione_per_ustica_dedicata_alla_citta_-310317437/

a santa severa: “il volto dei libri”, storie di copertine, grafiche, immagini

(nel comunicato, un’opera di Daniela Comani, 2016)

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memoria: la prima installance, 24 agosto 2010 / differx. 2021

la prima installance, 24 agosto 2010:
https://installance.blogspot.com/2010/08/installance-001-asemic-sibyl.html

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ora il vecchio blog è di nuovo in funzione (reso di nuovo visibile).
arriva fino al 15 giugno 2015.

dopo quella data, tutte le installance vecchie sono state caricate anche su slowforward, e le nuove vengono inserite solo su slowforward.

installance.blogspot.com, dunque, di nuovo visibile, resterà esclusivamente come archivio sequenziale. per ricostruire le vicende dal 2010 al 2015.

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su quale binario arriva il treno, e quando / differx. 2021

Alcune citazioni in corsivo da questo articolo  di Fabrizio Spinelli su RivistaStudio, e mie risposte o annotazioni:

Ci sono delle eccezioni, ovviamente, ma l’impressione è questa: che la poesia abbia smesso di vivere nel proprio tempo, di raccontare il proprio tempo, di cercare una forma adatta al proprio tempo – e che invece insista su problematiche unicamente formali, “poeticizzi” oppure al contrario esaurisca gli ultimi empiti di avanguardia, si richiuda in una lallazione autistica.

Insomma o in un’ampolla o nell’altra. Dalla clessidra non si esce, neanche quando ti capovolgono (e succede in continuazione).

La poesia, negli ultimi decenni (generalizziamo? Sì, generalizziamo), ha smesso di fare quello che tutta la poesia seria ha sempre fatto: cantare la condizione dell’uomo nel proprio tempo. E per un poeta nato negli anni ’70 o ’80 il problema non è secondario: come si fa? Come cantare l’ipermodernità capitalista, Amazon, il razzismo sistemico, le disuguaglianze sociali, l’ondata di femminicidi, come cantare Internet, i problemi di sostenibilità cognitiva del nuovo terziario diffuso, la crisi economica, Minecfrat, Tinder, la depressione, lo sport in tv?

Ma perché generalizzare? (E perché “cantare la condizione…”?; ma questa è un’altra faccenda).
Comunque, una botta di pubblicità biecamente autoreferenziale: “Le prose qui raccolte mostrano vicende e affermazioni al limite del surreale, e allo stesso tempo pienamente reali: parlano di alberi, democrazia, psicofarmaci, tasse, doppiaggio, Testaccio, corsi di chef, scatole nascoste, gente che ha il diritto di sapere, impiegati di banca in campagna, recintati. E poi ancora schermi, romanzi morali, mobili in vendita, Poseidone e altri dèi, microfoni e corrieri, locali di successo, per giovani, cantanti e carte di credito, YouTube, levrieri, interviste, e un generatore casuale di repubbliche” (https://ticedizioni.com/collections/chapbooks/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale). (Avrò cantato una qualche condizione? Boh. O sarò stato lallante & autistico? Chissà).

Sono domande che ogni poeta dovrebbe farsi, prima di comporre l’ennesimo testo breve dal significato altamente elusivo o l’ennesimo collage asemico che risponda al concetto di schizofrenia dell’uomo moderno secondo Deleuze e Guattari

Se per “collage” si intende qualcosa che riguarda la poesia o il montaggio di versi leggibili, vedo che continua adamantina la confusione tra “asemic writing” e scrittura lineare (di ricerca, che ovviamente equivale a incomprensibile o pervicacemente estranea alla “condizione dell’uomo” contemporaneo).
Quella tra scrittura lineare e asemic writing è una confusione (certo involontariamente) fake che si può far risalire al 2013, e che ormai si è memizzata, è diventata un luogo comune. Va corretta, comunque, sennò proseguirà a diffondersi. (Lo so: non sarà corretta, e lo so: proseguirà a diffondersi). (Peace).

Disamina finita.

Beh, insomma…

Ora parliamo di Claudia Rankine

Thumbs up.

…lo sperimentalismo di Liv Hejinian e di altri poeti in odore di L=A=N=G=U=A=G=E…

Occhio, non “Liv”: è “Lyn” Hejinian. Un’occhiata a slowforward non guasta: https://slowforward.net/?s=hejinian. Hejinian, in ogni caso è stata tradotta per (conosciuta e fatta conoscere da) quegli oscuri antilirici punk di gammm nel 2007 ed è presente anche in forma cartacea dal 2012 grazie alla collana ChapBooks di Bortolotti e Zaffarano, insieme a una robusta flottiglia di autori (non solo langpo) stranieri e italiani che (teste Picconi), sono assai assai meno interessati a una diatriba fra lirici e sperimentali, rispetto ad altre distinzioni e ramificazioni. (Che non sempre tutti i critici condividono, ma questo è il bello della letteratura). (O sarebbe. Se qualcuno mai leggesse).

§

Citazione in explicit (che – sono certo – verrà data per scontata, e daccapo verranno non effettivamente letti gli autori che vi sono nominati):

[…]
Tarkos semplicemente descrive quello che vede. Non ci dice ciò che dovremmo vedere. Simile anche in questo a [Corrado] Costa, non ha firmato in nostra vece un accordo retorico in base al quale venga deciso come noi stessi interpreteremmo i dati di realtà (di cui ci parla): parla, [Christophe] Tarkos, di un oggetto e nient’altro, non proietta sulla distanza che ci separa da lui le regole secondo le quali dovremmo, noi che leggiamo, funzionare.

Osserviamo il primo dei Sette anacronismi – scelti dal più ampio Anachronisme, P.O.L., Parigi 2001 – tradotti da Michele Zaffarano nella collana ChapBook di Arcipelago (http://gammm.org/index.php/chap/).
[…]
Brani come quelli di Costa (così come potremmo prenderne dal Porta di Partita, o dal Balestrini di Tristano, da testi di Mariangela Guatteri o Andrea Inglese) vengono additati dal cipiglio di chi non ama la scrittura di ricerca come testi… complessi, addirittura malati di “strutturalismo”, nostalgici di Laborintus, indecifrabili: oscuri. Ci si può legittimamente domandare cosa ci sia di indecifrabile in Retro di Costa, o in Tarkos, o nel brano di Ida Börjel Una storia senza chiasso, dalla serie Europeiska Midjemått, tradotto dall’inglese da Gherardo Bortolotti (cfr. http://gammm.org/index.php/2009/04/16/da-europeiska-midjematt-ida-borjel-2001-ii/)
[…]

[ da https://puntocritico2.wordpress.com/2013/11/19/costa-volta-il-nastro-unorigine-delle-scritture-nuove/,
già in «il verri», n. 52, giugno 2013, pp. 178-182 ]

Ah il 2013! Che anno ragazzi!

§

Uhm, dimenticavo:
https://slowforward.net/2020/08/25/antonio-syxty-legge-lyn-hejinian/

e

Gherardo Bortolotti, La scoperta dell’america (2007):
https://slowforward.net/2007/09/19/g-bortolotti-la-scoperta-dell-america/

“se vai in libreria trovi Bonnefoy, non Tarkos, Espitallier, né tutti i nomi che gammm.org traduce (sono parecchi). trovi il beato beatificato beat, non Derksen, ma nemmeno Bernstein, Hejinian, Silliman, Watten…” (2009):
https://slowforward.net/2009/12/20/note-sulla-prosa-un-commento-da-nazione-indiana/

Settembre 2010:
https://slowforward.net/2010/09/08/9punti/

Nel 2013 (daccapo) quanti leggevano le finalmente tradotte Hejinian, DuPlessis, Quintane?
https://slowforward.net/2013/02/27/7marzo-roma-nuovi-chapbook-arcipelago/
Nota bene: “noi” (gli incomprensibili asemici punk) non presentavamo questi libri nel baretto sotto casa, ma nella Sala Capizucchi del Centro di Studi italo-francesi, a Roma, in piazza Campitelli 3, a due passi dal Campidoglio, grazie a Luigi Magno, di e per l’Università RomaTre. Come del resto si era fatto nel 2012 con numerosi autori lì chiamati per un convegno; e poi nel 2014 con la presentazione degli atti. La presenza di Gleize a Roma (per il convegno del 2012) aveva perfino riscosso l’attenzione dell’allora ancora esistente “Unità”, ma in quanto a presenza di pubblico diciamo che non avevamo avuto propriamente un effetto stadio. Senza contare che nei mesi o anni successivi l’esistenza degli oggettivisti vecchi e nuovi avrebbe suscitato nel giornalismo cartaceo (e nella critica allitterante) una favolosa ondata d’indifferenza, e in siti e blog tutt’al più si sarebbe avuta qualche puntura piccata e un prevedibile malumore di sottobosco.

Il reale arriva, arriva sempre. Sono gli italiani (alcuni) a restare seduti su un altro binario.

§ § §

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