Archivi categoria: experimental poetry

jim leftwich @ archive.org

https://archive.org/details/@textimagepoem

Six Months Aint No Sentence, Books 1 – 15, written between 04.24.2011 and 01.13.2012. Originally published by Marco Giovenale at differx hosts as Six Months Aint No Sentence, a Journal: texts and works by Jim Leftwich, 2011 – 2016 Books 1 – 187
https://app.box.com/s/l76xlrg78e5s8evbi4c4
Books 1 – 30 were published by Peter Ganick and Jukka-Pekka Kervinen at White Sky E-Books.

poetry, visual poetry, asemic writing, historiography, writing against itself, useless writing, journal, textimagepoem, trashpo, desemantized writing, 21st Century American epic, collage poem, ongoing research

sulla luna / marco giovenale. 2015-2021

Fai clic per accedere a mgiovenale_-sulla-luna_-02-dic-2015-18-lug-2021.pdf

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audio (da una versione precedente):
https://www.raiplayradio.it/audio/2019/06/3-sulla-Luna-Poeti-sulla-Luna-18822373-d7b7-4f1d-932f-960d4cd05f29.html

cfr.
https://slowforward.net/2019/07/24/sulla-luna-_-lettura-radio-tre/

il pdf:
slowforward.files.wordpress.com/2021/07/mgiovenale_-sulla-luna_-02-dic-2015-18-lug-2021.pdf

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minima oralia / gabriele stera. 2021

Minima Oralia di Gabriele Stera è un album di poesie di autori e autrici contemporanei/e sonorizzate tramite l’uso di voci elettroniche, accompagnato dalle grafiche di Ophelia Borghesan.

da/con/su testi di (in ordine di apparizione)
Carmen Gallo, Vincenzo Ostuni, Fabio Teti, Gilda Policastro, Gherardo Bortolotti, Gabriele Frasca, Alessandra Cava, Valerio Magrelli, Simona Menicocci, Marco Giovenale, Lello Voce, Sara Ventroni, Tommaso Ottonieri, Andrea Inglese

Minima Oralia è un esperimento di poesia e musica concentrato sull’universo delle voci elettroniche.
Si tratta di un mixtape di «spoken word» realizzato interamente con dispositivi di sintesi vocale, nell’intento di mettere la poesia alla prova di una forma di oralità minima, incarnata dalle voci standardizzate e monotone degli algoritmi di assistenza vocale. E, inversamente, di trasportare questi dispositivi vocali nell’universo della poesia e della musica sperimentale, per poterne osservare le qualità (ritmiche, tonali, espressive) nell’affrontare tecniche di scrittura varie e complesse.

sound poetry etc _ episode 3 _ by tim gaze


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contents:

https://www.copperpiperadio.com.au/
[Italian sound poetry, poesia sonora, many colours / flavours / textures]
[Futurists & allies]
Giacomo Balla – Discussione sul futurismo di due critici sudaneisi 1:16
Futura Poesia Sonora
composed 1914, performed by Luigi Pennone, Arrigo Lora-Totino, Sergio Cena 1976
Mimmo Rotella 4:30
title? (track 16 La parola parlata) 2000
FT Marinetti – Dune, parole in libertà 5:57
Futura Poesia Sonora disc 1
composed 1914, this version performed by Luigi Pennone & Arrigo Lora Totino 1976
– Zang tumb tumb 2:06
youtube rip
composed 1914
Piermario Ciani – Comix 4:22
The Voice / La Voce 1983
co-founder of Luther Blissett shared name
[sparse]
Paolo Albani – Monologo narcisista 0:46
Verbivocovisual 2004
Patricia Vicinelli – Sette poemi excerpt 2:03
Momo: voci, suoni e rumori della poesia (voices, sounds and noises of poetry)
(longer version on FPS 5)
Alberto Vitacchio 3:04
track 24 La parola parlata
Eugenio Miccini – Commutazione di comunicazione de commutazione 1:56
Verbivocovisual 2004
Tomaso Binga – Oplà 3:29
Momo 2003
[golden age]
Giovanni Fontana – Voci 1 5:04
from Il gioco delle voci (the game of voices) 2000
– Maschera mitpoietica no 2 (Momo) 2:25
– da Frammenti d’ombre e penombre (Verbivocovisual) 4:34
Adriano Spatola – Ocarine (Verbivocovisual) 2:43
Arrigo Lora Totino – poesia liquida 6:33 (Fonemi) 2000
– Sussurli 1:33 (Out of Page) 2000
[dense]
Concento Prosodico (Sergio Cena / Arrigo Lora Totino / Roberto Musto / Laura Santiano)
Futura Poesia Sonora disc 5
– Vocali (version 1) 1:39
– Vocali (version 2) 1:14
Enzo Minarelli – eterne vocali – a (eternal vowels – a) 3:18
La Voix Liberee 2019
New Machine Voice – Animale macchine 11:33 (1990)
from delcementerio blog: “Experimental music and electronics performed by Marco Bertoni and
Enrico Serotti, accompanied by the voices of Manfred, Kathy Berberian and Demetrios Stratos.”
Luciano Berio – Thema – omaggio a Joyce 6:20
feat. Cathy Berberian 1958
Pâté de Voix 1 – side A track 2 3:39
(voice: Carla Bertola, Alberto Vitacchio, written by Pietro Porta) 3:39
Offerta Speciale cassette 1985
[multitracked / soundscapes]
Carla Bertola – track 25 La parola parlata 2:49
Carola Caruso – Frammento di improvvisazione 1:23
Momo
Gioconda Cilio & Stefano Maltese – Tra la vita e la notte 2:03 (in French)
(“Between life and night”) Momo
Luciana Arbizzani – Radix 5:26
Italian Sound Poetry cassette ca. 1980s
[high tech / electronic]
differx – speech on hay as ontology 1:09
Huellkurven 5 track 19 (ca. 2017)
Francesco Aprile (Zen Poems) – Intro 1:09 (2020)
Gian Paolo Roffi – Segni & segni a – Eclissi di segni 3:42
(“Signs & signs a – eclipse of signs”) Momo
[last]
Bruno Maderna – Invenzione su una voce 16:02
musical arrangement of a phonetic composition by poet Hans G Helms (1960)

think fast and write poultry / differx. 2021

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2003-2015: espressioni che non vogliono (né volevano) venir fissate come “categorie”

da un post del 2015 in N.I.:
https://www.nazioneindiana.com/2015/10/12/qualche-asserzione-sparsa/

Se vado con la memoria a prima del 2005, precisamente al 2003-04 o anche precedentemente, rammento la mia ipotesi di una scrittura definita come coerente con una idea di “informale freddo” (a differenza della corrente tellurica/vulcanica dell’informale in arte, oltre mezzo secolo prima): cfr. Note di ricerca e ascolto di autori: un informale freddo – e una rete tesa ai punti, in «L’Ulisse», n. 1, giugno 2004, http://www.lietocolle.com/cms/img_old/ulisse_1.pdf. (ma cfr. anche http://www.italianisticaonline.it/2004/fortini/). Se andiamo al 2006, troviamo l’ipotesi – di Bortolotti e mia – di un differenziarsi (e forse vicendevole precisarsi) di “installazione” e “performance”: http://gammm.org/index.php/2006/07/16/tre-paragrafi-gbortolotti-mgiovenale/. Nel 2009 esce il volume collettivo Prosa in prosa (ex link: http://www.l elettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&TS02_ID=1502; attualmente: https://www.lelettere.it/libro/9788860873019, ma fuori catalogo) il cui titolo è formula che si deve a Jean-Marie Gleize. Nel 2010 o poco prima ha iniziato a diffondersi una mia fissazione: quella che tutti si sia incappati recentemente/felicemente in un evento avviatosi già coi primi anni Sessanta: un “cambio di paradigma” (cfr. il n. 43 del «verri», giugno, 2010, e poi https://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/cambio-di-paradigma/). Se andiamo al 2011 abbiamo “loose writing”, espressione che ho pensato di poter riferire soprattutto a gran parte del lavoro di Carlo Bordini, e ad altri autori: https://puntocritico2.wordpress.com/2011/01/25/quattro-categorie-piu-una-loose-writing/. (Di recente la collana Syn ha ospitato un testo di Alessandra Carnaroli che mi pare decisamente esemplare, in questi termini: http://www.ikona.net/alessandra-carnaroli-elsamatta/).

Infine: la coppia “assertivo” / “non assertivo” è rintracciabile daccapo sia nel testo Cambio di paradigma (2010, cfr. sopra) sia in un documento caricato nel marzo dello stesso anno sul mio blog: Prosa in prosa e gammm.org in (non)rapporto con le avanguardie storiche, https://slowforward.files.wordpress.com/2010/03/mg_nonrapp.pdf, così come in un dibattito su Absolute poetry, di cui si è purtroppo perso il link, temo; ma in cui mi riferivo alle prose in prosa come a testi che sono “non versi in prosa, non poème en prose, non prosa lirica, non narrazione, non epica, non prosa filosofica, non prosa d’arte, non prosa assertiva-artaudiana (Noël), non frammenti/aforismi che segmentano un pensiero (Bousquet, Cioran), non voyage/onirismo (Michaux)”. (E cfr. inoltre: https://slowforward.wordpress.com/2013/07/05/corrispondenza-privata-_-1-assertivo-non-assertivo/).

Bon. A valle di questo non richiesto iter mnemotecnico, tornando a quanto dicevo, ecco: “informale freddo”, “cambio di paradigma”, “loose writing”, “non assertività”, così come altre espressioni che mi è capitato di usare o addirittura coniare (penso anche a vocaboli inglesi: “installance”, “to drawrite”), non sono categorie, non vogliono essere scatole, definizioni. Vengono usate come tali, spesso. Ma sono, probabilmente, ambienti, costantemente dotati di tutti i comfort dubitativi degli ambienti che – da architetto deviante – escogito.

Abitare in un ambiente provvisorio e dubitante collide spesso con l’intento di mettervi radici, o di sedersi comodi. Il dubbio serve a questo: a non fermarsi troppo, e a non sentirsi troppo a proprio agio. Autori o critici stanziali, invece, si trattengono, o al contrario scappano a gambe levate come si fosse intenzionati a vender loro una casa infestata.

A scanso di equivoci (che rimarranno, temo) qui reinsisto: le espressioni sopra elencate sono espressioni, non scatole. Non vorrebbero essere categorie. Tuttavia sono e fanno “critica”, quindi sono a loro volta asseveranti, assertive (con quota d’ombra). È evitabile? Non credo.

(Ma si tratta di critica, appunto, non di prose o poesie…)
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“zong!”, di m. nourbese philip (benway series, 2021)

Marlene NourbeSe Philip,
ZONG! Come narrato all’autrice da Setaey Adamu Boateng.
Traduzione: Renata Morresi.
Traduzione di «Notanda» e di «Gregson vs Gilbert»: Andrea Raos.
Traduzione di «Ẹbọra»: Mariangela Guatteri.
Colorno : Tielleci, 2021. – 236 p. ; 26 cm.
(Benway Series ; 15).
978-88-98222-50-6
benwayseries.wordpress.com/2021/07/03/m-nourbese-philip-zong-benway-series-15/

Logo Canada ca

We acknowledge the support of the Canada Council for the Arts for this translation.

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La Zong era una nave inglese della compagnia Gregson, dedita alla tratta degli schiavi lungo le rotte atlantiche. Nel 1781, in navigazione dallAfrica verso la Giamaica, la nave trasportava 442 persone imprigionate nella stivaA causa di problemi legati al calcolo errato della rotta, allo scarseggiare delle scorte d’acqua, alle patologie di cui si temeva il propagarsi e alle condizioni critiche di chi era a bordo, il capitano e la sua ciurma decisero di gettare in mare parte del carico umano trasportato: prima le donne e i bambini, poi gli uomini. Scomparvero circa duecento persone. Al ritorno a Liverpool i proprietari intentarono una causa di risarcimento nei confronti dell’assicuratore.

A partire da quel che rimane dei verbali della causa (due pagine scarne), in Zong! l’autrice canadese M. NourbeSe Philip ha distillato ed espanso un’opera che cerca di riesumare quei defunti, anzi, come ci dice nelle note, di «esacquare» le loro spoglie sparse nell’Oceano. Philip dà forma a una storia che «non può essere narrata eppure deve essere narrata, ma solo tramite il suo de-narrare»

M. NourbeSe Philip, come Reznikoff, di formazione è avvocato. E Zong!, come Holocaust, è stato scritto sulla base di documenti legali. Ma Reznikoff partiva da 15.000 pagine e le concentra oltre il concepibile; Philip invece parte da due paginette scarse e le fa deflagrare in mille direzioni e dimensioni.
Due procedimenti in apparenza identici, in realtà opposti. Da una parte il nucleo di un pianeta, dall’altro una supernova – o un oceano.

[Andrea Raos]

 

the we grrr ironing think / jim leftwich and jeff crouch, 2021

https://archive.org/details/2021-the-we-grrr-ironing-think-jeff-crouch-jim-leftwich/mode/2up

here it is too:

Fai clic per accedere a 2021-the-we-grrr-ironing-think-jeff-crouch-jim-leftwich.pdf

(slowforward.files.wordpress.com/2021/07/2021-the-we-grrr-ironing-think-jeff-crouch-jim-leftwich.pdf)

per giuliano mesa: alcuni link

https://puntocritico2.wordpress.com/2013/07/16/loredana-magazzeni-intervista-a-giuliano-mesa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2013/03/21/parole-e-parentesi-comunicando-risposte-a-un-questionario-di-versodove-1998/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/05/14/domande-da-samuel-beckett/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/04/28/tre-lemmi-2007/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/04/26/dire-il-vero-appunti-2001/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/04/24/frasi-dal-finimondo/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/12/05/ad-esempio-la-scoperta-della-poesia/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/10/04/i-fuochi-e-lombra-su-edoardo-cacciatore/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/01/21/nel-camminare-accanto-piccola-fabrica-per-biagio-cepollaro/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/09/27/lultimo-dei-modernisti/

https://puntocritico2.wordpress.com/2013/06/07/lepoca-di-unepoche-giuliano-mesa-e-la-storia/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/08/15/il-campo-dopo-la-battaglia-la-poesia-di-giuliano-mesa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/07/04/recensione-a-giuliano-mesa-poesie-1973-2008-la-camera-verde-roma-2010/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/02/04/cosa-resta-giuliano-mesa-35-anni-di-poesia-qualcosa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/02/09/visione-voce-dovere-il-tiresia-di-giuliano-mesa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/03/04/recensione-a-giuliano-mesa-poesie-1973-2008-la-camera-verde-2010/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/12/17/il-canto-dellorrore-appunti-sul-tiresia-di-giuliano-mesa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/10/14/semantica-e-sintassi-beckettiana-in-gabriele-frasca-e-giuliano-mesa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/09/24/voce-residua-improvviso-per-giuliano-mesa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/09/15/mesa-e-di-ruscio-dittico-degli-insubordinati/

https://puntocritico2.wordpress.com/2016/01/11/le-poesie-italiane-di-questi-anni-2/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/08/29/bandella-del-libro-167-di-giuliano-mesa-la-camera-verde-2007/

https://puntocritico2.wordpress.com/2012/03/09/mesa/

https://puntocritico2.wordpress.com/2013/06/10/non-vorra-venirmi-a-dire-che-tiresia-e-lei-tiresia-narrativita-e-tragico/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/02/04/il-corpo-della-lingua-soluzioni-anti-liriche-della-poesia-contemporanea-italiana/

https://puntocritico2.wordpress.com/2011/01/13/per-a-delo/

 

post recenti su slowforward (10 luglio 2021)

Immagini dall’installazione di Ilaria Restivo, “beat/’beatarivoluzione’ _ 3-4 luglio 2021, Studio Campo Boario:
https://slowforward.net/?p=62169

Foto dal workshop del 7 luglio all’Istituto Svizzero di Roma, con materiali
verbovisivi, asemici, lineari, concrete poetry, scritture di ricerca:
https://slowforward.net/2021/07/10/foto-dal-workshop-del-7-luglio-2021-allistituto-svizzero-di-roma/

Video TicTalk sul libro “Il pacco”, di Antonio Syxty:
https://slowforward.net/2021/07/10/video-tictalk-sul-libro-il-pacco-di-antonio-syxty/

Su quale binario arriva il treno, e quando (risposte a un articolo di Fabrizio Spinelli):
https://slowforward.net/2021/07/08/su-quale-binario-arriva-il-treno-e-quando-differx-2021/

Sveglietta dell’8 luglio 2021: la poesia e la stretta (di mano):
https://slowforward.net/2021/07/08/sveglietta-dell8-luglio-2021-la-poesia-e-la-stretta/

Dal 23 luglio, al castello di Santa Severa: “Il volto dei libri. Libri da vedere”:
https://slowforward.net/2021/07/08/dal-23-luglio-al-castello-di-santa-severa-il-volto-dei-libri-libri-da-vedere/

Sveglia #6, ai supporter del mainstream:
https://slowforward.net/2021/07/07/sveglia-6-ai-supporter-del-mainstream/

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slowforward.net si può scrivere anche t.ly/Tx43,
si può seguire su Telegram: t.me/slowforward,
oppure su FacebookTwitterTumblr,
e il canale YouTube è t.ly/9DSE

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foto dal workshop del 7 luglio 2021, all’istituto svizzero di roma

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see facebook.com/differx/posts/10158173011597212

+ slowforward.net/2021/07/07/stamattina-un-seminario-sulle-forme-della-scrittura-e-del-libro-contemporaneo-e-lasemic-writing/

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video tictalk sul libro “il pacco”, di antonio syxty

su quale binario arriva il treno, e quando / differx. 2021

Alcune citazioni in corsivo da questo articolo  di Fabrizio Spinelli su RivistaStudio, e mie risposte o annotazioni:

Ci sono delle eccezioni, ovviamente, ma l’impressione è questa: che la poesia abbia smesso di vivere nel proprio tempo, di raccontare il proprio tempo, di cercare una forma adatta al proprio tempo – e che invece insista su problematiche unicamente formali, “poeticizzi” oppure al contrario esaurisca gli ultimi empiti di avanguardia, si richiuda in una lallazione autistica.

Insomma o in un’ampolla o nell’altra. Dalla clessidra non si esce, neanche quando ti capovolgono (e succede in continuazione).

La poesia, negli ultimi decenni (generalizziamo? Sì, generalizziamo), ha smesso di fare quello che tutta la poesia seria ha sempre fatto: cantare la condizione dell’uomo nel proprio tempo. E per un poeta nato negli anni ’70 o ’80 il problema non è secondario: come si fa? Come cantare l’ipermodernità capitalista, Amazon, il razzismo sistemico, le disuguaglianze sociali, l’ondata di femminicidi, come cantare Internet, i problemi di sostenibilità cognitiva del nuovo terziario diffuso, la crisi economica, Minecfrat, Tinder, la depressione, lo sport in tv?

Ma perché generalizzare? (E perché “cantare la condizione…”?; ma questa è un’altra faccenda).
Comunque, una botta di pubblicità biecamente autoreferenziale: “Le prose qui raccolte mostrano vicende e affermazioni al limite del surreale, e allo stesso tempo pienamente reali: parlano di alberi, democrazia, psicofarmaci, tasse, doppiaggio, Testaccio, corsi di chef, scatole nascoste, gente che ha il diritto di sapere, impiegati di banca in campagna, recintati. E poi ancora schermi, romanzi morali, mobili in vendita, Poseidone e altri dèi, microfoni e corrieri, locali di successo, per giovani, cantanti e carte di credito, YouTube, levrieri, interviste, e un generatore casuale di repubbliche” (https://ticedizioni.com/collections/chapbooks/products/la-gente-non-sa-cosa-si-perde-giovenale). (Avrò cantato una qualche condizione? Boh. O sarò stato lallante & autistico? Chissà).

Sono domande che ogni poeta dovrebbe farsi, prima di comporre l’ennesimo testo breve dal significato altamente elusivo o l’ennesimo collage asemico che risponda al concetto di schizofrenia dell’uomo moderno secondo Deleuze e Guattari

Se per “collage” si intende qualcosa che riguarda la poesia o il montaggio di versi leggibili, vedo che continua adamantina la confusione tra “asemic writing” e scrittura lineare (di ricerca, che ovviamente equivale a incomprensibile o pervicacemente estranea alla “condizione dell’uomo” contemporaneo).
Quella tra scrittura lineare e asemic writing è una confusione (certo involontariamente) fake che si può far risalire al 2013, e che ormai si è memizzata, è diventata un luogo comune. Va corretta, comunque, sennò proseguirà a diffondersi. (Lo so: non sarà corretta, e lo so: proseguirà a diffondersi). (Peace).

Disamina finita.

Beh, insomma…

Ora parliamo di Claudia Rankine

Thumbs up.

…lo sperimentalismo di Liv Hejinian e di altri poeti in odore di L=A=N=G=U=A=G=E…

Occhio, non “Liv”: è “Lyn” Hejinian. Un’occhiata a slowforward non guasta: https://slowforward.net/?s=hejinian. Hejinian, in ogni caso è stata tradotta per (conosciuta e fatta conoscere da) quegli oscuri antilirici punk di gammm nel 2007 ed è presente anche in forma cartacea dal 2012 grazie alla collana ChapBooks di Bortolotti e Zaffarano, insieme a una robusta flottiglia di autori (non solo langpo) stranieri e italiani che (teste Picconi), sono assai assai meno interessati a una diatriba fra lirici e sperimentali, rispetto ad altre distinzioni e ramificazioni. (Che non sempre tutti i critici condividono, ma questo è il bello della letteratura). (O sarebbe. Se qualcuno mai leggesse).

§

Citazione in explicit (che – sono certo – verrà data per scontata, e daccapo verranno non effettivamente letti gli autori che vi sono nominati):

[…]
Tarkos semplicemente descrive quello che vede. Non ci dice ciò che dovremmo vedere. Simile anche in questo a [Corrado] Costa, non ha firmato in nostra vece un accordo retorico in base al quale venga deciso come noi stessi interpreteremmo i dati di realtà (di cui ci parla): parla, [Christophe] Tarkos, di un oggetto e nient’altro, non proietta sulla distanza che ci separa da lui le regole secondo le quali dovremmo, noi che leggiamo, funzionare.

Osserviamo il primo dei Sette anacronismi – scelti dal più ampio Anachronisme, P.O.L., Parigi 2001 – tradotti da Michele Zaffarano nella collana ChapBook di Arcipelago (http://gammm.org/index.php/chap/).
[…]
Brani come quelli di Costa (così come potremmo prenderne dal Porta di Partita, o dal Balestrini di Tristano, da testi di Mariangela Guatteri o Andrea Inglese) vengono additati dal cipiglio di chi non ama la scrittura di ricerca come testi… complessi, addirittura malati di “strutturalismo”, nostalgici di Laborintus, indecifrabili: oscuri. Ci si può legittimamente domandare cosa ci sia di indecifrabile in Retro di Costa, o in Tarkos, o nel brano di Ida Börjel Una storia senza chiasso, dalla serie Europeiska Midjemått, tradotto dall’inglese da Gherardo Bortolotti (cfr. http://gammm.org/index.php/2009/04/16/da-europeiska-midjematt-ida-borjel-2001-ii/)
[…]

[ da https://puntocritico2.wordpress.com/2013/11/19/costa-volta-il-nastro-unorigine-delle-scritture-nuove/,
già in «il verri», n. 52, giugno 2013, pp. 178-182 ]

Ah il 2013! Che anno ragazzi!

§

Uhm, dimenticavo:
https://slowforward.net/2020/08/25/antonio-syxty-legge-lyn-hejinian/

e

Gherardo Bortolotti, La scoperta dell’america (2007):
https://slowforward.net/2007/09/19/g-bortolotti-la-scoperta-dell-america/

“se vai in libreria trovi Bonnefoy, non Tarkos, Espitallier, né tutti i nomi che gammm.org traduce (sono parecchi). trovi il beato beatificato beat, non Derksen, ma nemmeno Bernstein, Hejinian, Silliman, Watten…” (2009):
https://slowforward.net/2009/12/20/note-sulla-prosa-un-commento-da-nazione-indiana/

Settembre 2010:
https://slowforward.net/2010/09/08/9punti/

Nel 2013 (daccapo) quanti leggevano le finalmente tradotte Hejinian, DuPlessis, Quintane?
https://slowforward.net/2013/02/27/7marzo-roma-nuovi-chapbook-arcipelago/
Nota bene: “noi” (gli incomprensibili asemici punk) non presentavamo questi libri nel baretto sotto casa, ma nella Sala Capizucchi del Centro di Studi italo-francesi, a Roma, in piazza Campitelli 3, a due passi dal Campidoglio, grazie a Luigi Magno, di e per l’Università RomaTre. Come del resto si era fatto nel 2012 con numerosi autori lì chiamati per un convegno; e poi nel 2014 con la presentazione degli atti. La presenza di Gleize a Roma (per il convegno del 2012) aveva perfino riscosso l’attenzione dell’allora ancora esistente “Unità”, ma in quanto a presenza di pubblico diciamo che non avevamo avuto propriamente un effetto stadio. Senza contare che nei mesi o anni successivi l’esistenza degli oggettivisti vecchi e nuovi avrebbe suscitato nel giornalismo cartaceo (e nella critica allitterante) una favolosa ondata d’indifferenza, e in siti e blog tutt’al più si sarebbe avuta qualche puntura piccata e un prevedibile malumore di sottobosco.

Il reale arriva, arriva sempre. Sono gli italiani (alcuni) a restare seduti su un altro binario.

§ § §

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today and tomorrow: two events @ the summer school of the swiss institute in rome

Summer School at the Swiss Institute in Rome is taking place.
Here are two public events.

Monday, 5.7.2021, h. 15:30 – 17:45
Rules – Transitions from obvious to unobvious nonsense

A Conversation – Una conversazione (in Italiano), with:

Giuseppe di Giacomo – Università La Sapienza, con Nils Röller

Simona Ferrari – Zurich University of the Arts (MFA),  ludwig’sfloor, 2020 video projection (5 min. loop)

This event is public via Zoom: 
https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_UW1qgVwLTSeUrLe9ekigXQ

and

Tuesday, 6.7. 2021, h. 16:00 – 20:00
From semic to asemic: Writing-Artists-Books

h. 16:00-16:15 – Welcome Adrian Brändli – Nils Röller

h. 16:15-16:30 – Giulio Marzaioli – Benway Series (Opening a translated book)

h. 16:30-17:00 – Presentation of books of the participants

h. 17:30-18:00 – Sara Davidovics– Rome (Azimut.  Libro di vetro e performance)

h. 18:15-18:30 Nils Röller – Zurich University of the Arts (Mundunculum -Dieter Roth’s book)

h. 18:30-19:15 – Marco Giovenale – Rome (Asemic Writing)

h. 19:15-20:00 Apero / Ricevimento / Books from the MFA/ZHdK

This event is public at the Istituto Svizzero and via Zoom: 
https://www.istitutosvizzero.it/conferenza/from-semic-to-asemic-writing-artists-books/

(to attend in presence, please confirm your intention here)

§

Istituto Svizzero – ROME, Villa Maraini
Via Ludovisi 48 – 00187 Roma
(Entrance in Via Liguria 20)

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