oggi, 28 febbraio, allo studio campo boario: tavola rotonda sulle scritture asemiche

allo STUDIO CAMPO BOARIO
Roma, viale del Campo Boario 4/a

OGGI, giovedì 28 febbraio – ore 18:30 _ Manque de signe: discussioni & imbandigioni

SULLE SCRITTURE ASEMICHE
e i loro effetti sulle popolazioni

In una tavola rotonda,
Damiano Abeni, Silvia Bordini, Laura Cingolani, Alberto D’Amico, Giuseppe Garrera, Marco Giovenale, Fabio Lapiana, Fabrizio M. Rossi e Andrea Tomasini si confronteranno su scritture fuori registro, graffi e glifi, grafie anomale, strane, asemantiche o deliranti, scarabocchiate, incerte, maldestre, manchevoli, matte, tagliate, mostruose, illeggibili, buffe.

 
ingresso libero

27 e 28 febbraio, roma: due giornate asemiche allo studio campo boario

 

A Roma, presso lo Studio Campo Boario
(viale Campo Boario 4/a)

il 27 e 28 febbraio 2019

d u e _  g i o r n a t e _ a s e m a n t i c h e

a cura di Alberto D’Amico e Giuseppe Garrera
https://www.facebook.com/events/3041140479244940

mercoledì 27 febbraio – ore 18:30 _ presentazione di

ENCICLOPEDIA ASEMICA, di Marco Giovenale
(Asemic Encyclopaedia, IkonaLíber, 2019)

Nello Studio, in mostra e in libro, opere di M.G.

dialogo e presentazione di
Giuseppe Garrera e Ada De Pirro

 

materiali sonori di
Marco Ariano

 

La mostra di opere asemiche di M.G. sarà visibile presso lo Studio Campo Boario per una settimana ancora, dopo il 27 febbraio

[n.b.: all’inaugurazione della mostra si unisce inoltre un evento epocaleffimero, che M.G. svelerà tuttavia solo sul momento]
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editorialino intermedio e interrotto (gennaio 2019)

cambiare la lingua

Slowforward nasce nel 2003, e in tre periodi distinti (qui descritti) si è occupato, si occupa e prevede di occuparsi ancora per molto di scritture di ricerca, materiali anomali, margini della rete, margini delle scritture (nell)e intersezioni fra le arti, deviazioni e innovazioni ed errori, quindi glitch, non solo testuali, grafismi particolari, esperimenti di videoarte, semiosi interrotta, asemic writing. Tutto questo è, ovviamente, politica, anche.

Continuerà a fare i suoi percorsi nonostante il contesto politicamente e socialmente nero come quello presente, non smettendo di pensare la molteplicità, la complessità; proprio perché le semplificazioni, anche quelle bene intenzionate e ligie a una “didassi” (a volte anarchica e rigorosa, altre volte socialdemocratica, altre ancora deamicisiana), vanno in direzioni tanto plausibili quanto diverse. Alcune utili, perfino indispensabili, altre dignitose, pur se inclini al kitsch, altre nefaste, infine svianti.

Con ciò non si dice che complessità e ricerca siano sempre non nefaste. Anche e forse soprattutto in questa area selezionare – e selezionare se possibile severamente – è on top of the list, fra i compiti di un assai quantistico spazio web.

E parlare-riarticolare-differire, anche, è in cima: articolare differenze, all’interno e all’esterno delle increspature di segni di ciò che differenza già è (i parlanti = il linguaggio). Decidere e modulare un idioma o molti, iniettarli in più linguaggi, cambiarli (prassi nodale) in velocità. Fino a dover dichiarare la banalità di non rinunciare né a un’ipotassi antibarocca e anti-“estetica”, né a una paratassi nemica tanto del vocabolario forbito quanto di un ermetismo-preziosismo revenant tanto colto, tanto piacente-piacione al momento di angolare qualche brillìo di specchietto in direzione dell’accademia. (Di suo in verità sempre più spelacchiata e disarmata, asincrona e pure un po’ cornuta, l’università è di fatto un browser 1.0, che affoga nelle routine).

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