repost di slowforward.net

n.b.: a differenza che in passato, dal 1 agosto 2018 i post di slowforward.net non vengono pubblicati in automatico sul mio profilo https://www.facebook.com/differx, ma sulla pagina fb di slowforward:

https://www.facebook.com/slowforwarddifferx/

linklists project

Maybe you’ve already noticed that http://slowforward.net is posting lists of links.

Here they are (and will be): https://slowforward.net/tag/linklist/

Now:
Just contribute to this living archive of stuff on line. Send your own list to Slowforward.
(Links to your blogs and sites).

Slowforward has already published links to works of Billy Bob Beamer, Jim Leftwich, differx, Márton Koppány, Crank Sturgeon, Mark Young, John M. Bennett, Tomislav Butkovic.

Slowforward owes the idea of this ongoing project to Jim Leftwich.

And also: support net (neutrality). Spread lists. Store works. Open http://archive.org accounts. Publish stuff on line. Send lists to Slowforward. Publish lists in your personal sites and blogs.

S L O W F O R W A R D _ terza serie

Dopo i primi tre anni su piattaforma Splinder, e altri dieci su WordPress, Slowforward dal 2016 acquisisce un dominio (sempre grazie a WordPress), con estensione “.me”. E accoglie nuovi collaboratori. Altri se ne aggiungono nel 2017, e il dominio passa all’estensione attuale – tendenzialmente definitiva – “.net”.

Tutte queste novità in linea di massima comportano e meritano, penso, di essere segnalate come indicative di una terza serie del blog, ormai sito. La prima si chiude nel 2006, la seconda nel 2016. La terza è la presente.

All’interno di questo perimetro minimo, in questi quattordici anni (2003-2017) di cose ne sono successe in gran copia. Credo che solo un numero molto esiguo sia rammentato e commentato nell’intervista su SatisFiction che è possibile leggere qui oppure qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2017/06/mgiovenale_intervistasatisfiction_def.pdf.

Il lavoro comune con gammm.org, l’uscita di Prosa in prosa, l’intensificarsi dei contatti con i mondi anglofono e francofono (Nioques, PennSound, la rivista e casa editrice svedese OEI) hanno via via precisato un campo, felicemente senza margini, perché aperto alle scritture di ricerca che in tutto il mondo – e non da pochi anni – si fanno.

L’idea che ci sia e si registri – al fondo dell’aria che si respira ormai nell’arte contemporanea e nella sperimentazione verbale e verbovisiva – un’estensione ormai globale di quel cambio di paradigma che gli anni Sessanta avevano solo avviato, è sempre meno incerta. Sempre più verificata, verificabile.

Solo contesti regressivi (non solo culturalmente) come quello italiano, di fatto, riarretrano a ogni giro di decennio verso i dualismi e le confessioni ottocentesche dell’attrezzatura teatral-cattolica dei suoi arcadi maggiori.

Slowforward – come gammm e ponte bianco – cerca di proseguire il lavoro legato alle scritture non assertive, al campo sterminato dei materiali verbovisivi (asemic writing, poesia concreta, poesia visiva), al glitch. Inaugurando un ulteriore ciclo di attività, insieme a Roberto Cavallera, Giuseppe Garrera, Silvia Tripodi, Michele Zaffarano, Luca Zanini.

MG

 

 

welcome on board

Benvenuti a Silvia TripodiMichele Zaffarano e Giuseppe Garrera, qui su Slowforward.

Da novembre 2016 Slowforward conta inoltre fra i propri collaboratori Roberto Cavallera e Luca Zanini (testi di L.Z. possono essere trovati qui, e una sua nota biobibliografica è qui). Da giugno 2017

intervista a satisfiction: un primo pdf

purtroppo per problemi tecnici la pagina del sito SatisFiction con l’intervista è inaccessibile.

la propongo dunque qui in forma molto semplice (senza immagini):

https://slowforward.files.wordpress.com/2017/06/mgiovenale_intervistasatisfiction_def.pdf

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a bologna domani

​alla Facoltà di Lettere, via Zamboni, dalle 15 alle 17, intervento sull’esperienza di alcune riviste letterarie: 

http://www.letterebeniculturali.unibo.it/it/corsi/insegnamenti/insegnamento/2016/420411

con Stefano Ghidinelli e Marco Giovenale.

incontro organizzato dal laboratorio ‘Sistema periodico’, nell’ambito dei corsi di Stefano Colangelo.