file audio della presentazione di “enciclopedia asemica / asemic encyclopaedia”, 27 feb 2019, roma, studio campo boario / e concerto di marco ariano

Presentazione del libro di Marco Giovenale Enciclopedia asemica / Asemic Encyclopaedia (Edizioni IkonaLíber, Roma 2019).
Studio Campo Boario, Roma, 27 febbraio 2019. Incontro a cura di Alberto D’Amico e Giuseppe Garrera.
Interventi di Giuseppe Garrera, Ada De Pirro, Marco Giovenale.
Materiali sonori / concerto di Marco Ariano

Pagina del libro sul sito dell’editore:
http://www.ikona.net/marco-giovenale-enciclopedia-asemica-asemic-encyclopaedia/

Pagina facebook del libro:
https://www.facebook.com/giovenale.enciclopediaasemica.ikonaliber/

Annuncio / segnalazione:
https://slowforward.net/2019/02/21/27-e-28-febbraio-roma-due-giornate-asemiche-allo-studio-campo-boario/

follow the signs

cari TUMBLeRs, sia gammm.org che slowforward.net hanno due spazi (non di solo reblog, nelle intenzioni) che vi invito a seguire: https://gammm-org.tumblr.com/ e https://marcogiovenale.tumblr.com/
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#scritturediricerca #scritturenonassertive #ricercaletteraria #scritturadiricerca #glitch #poetry #poesia #prosainprosa #prosa #cambiodiparadigma

editorialino intermedio e interrotto (gennaio 2019)

cambiare la lingua

Slowforward nasce nel 2003, e in tre periodi distinti (qui descritti) si è occupato, si occupa e prevede di occuparsi ancora per molto di scritture di ricerca, materiali anomali, margini della rete, margini delle scritture (nell)e intersezioni fra le arti, deviazioni e innovazioni ed errori, quindi glitch, non solo testuali, grafismi particolari, esperimenti di videoarte, semiosi interrotta, asemic writing. Tutto questo è, ovviamente, politica, anche.

Continuerà a fare i suoi percorsi nonostante il contesto politicamente e socialmente nero come quello presente, non smettendo di pensare la molteplicità, la complessità; proprio perché le semplificazioni, anche quelle bene intenzionate e ligie a una “didassi” (a volte anarchica e rigorosa, altre volte socialdemocratica, altre ancora deamicisiana), vanno in direzioni tanto plausibili quanto diverse. Alcune utili, perfino indispensabili, altre dignitose, pur se inclini al kitsch, altre nefaste, infine svianti.

Con ciò non si dice che complessità e ricerca siano sempre non nefaste. Anche e forse soprattutto in questa area selezionare – e selezionare se possibile severamente – è on top of the list, fra i compiti di un assai quantistico spazio web.

E parlare-riarticolare-differire, anche, è in cima: articolare differenze, all’interno e all’esterno delle increspature di segni di ciò che differenza già è (i parlanti = il linguaggio). Decidere e modulare un idioma o molti, iniettarli in più linguaggi, cambiarli (prassi nodale) in velocità. Fino a dover dichiarare la banalità di non rinunciare né a un’ipotassi antibarocca e anti-“estetica”, né a una paratassi nemica tanto del vocabolario forbito quanto di un ermetismo-preziosismo revenant tanto colto, tanto piacente-piacione al momento di angolare qualche brillìo di specchietto in direzione dell’accademia. (Di suo in verità sempre più spelacchiata e disarmata, asincrona e pure un po’ cornuta, l’università è di fatto un browser 1.0, che affoga nelle routine).

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repost di slowforward.net

n.b.: a differenza che in passato, dal 1 agosto 2018 i post di slowforward.net non vengono pubblicati in automatico sul mio profilo https://www.facebook.com/differx, ma sulla pagina fb di slowforward:

https://www.facebook.com/slowforwarddifferx/

linklists project

Maybe you’ve already noticed that http://slowforward.net is posting lists of links.

Here they are (and will be): https://slowforward.net/tag/linklist/

Now:
Just contribute to this living archive of stuff on line. Send your own list to Slowforward.
(Links to your blogs and sites).

Slowforward has already published links to works of Billy Bob Beamer, Jim Leftwich, differx, Márton Koppány, Crank Sturgeon, Mark Young, John M. Bennett, Tomislav Butkovic.

Slowforward owes the idea of this ongoing project to Jim Leftwich.

And also: support net (neutrality). Spread lists. Store works. Open http://archive.org accounts. Publish stuff on line. Send lists to Slowforward. Publish lists in your personal sites and blogs.

S L O W F O R W A R D _ terza serie

Dopo i primi tre anni su piattaforma Splinder, e altri dieci su WordPress, Slowforward dal 2016 acquisisce un dominio (sempre grazie a WordPress), con estensione “.me”. E accoglie nuovi collaboratori. Altri se ne aggiungono nel 2017, e il dominio passa all’estensione attuale – tendenzialmente definitiva – “.net”.

Tutte queste novità in linea di massima comportano e meritano, penso, di essere segnalate come indicative di una terza serie del blog, ormai sito. La prima si chiude nel 2006, la seconda nel 2016. La terza è la presente.

All’interno di questo perimetro minimo, in questi quattordici anni (2003-2017) di cose ne sono successe in gran copia. Credo che solo un numero molto esiguo sia rammentato e commentato nell’intervista su SatisFiction che è possibile leggere qui oppure qui: https://slowforward.files.wordpress.com/2017/06/mgiovenale_intervistasatisfiction_def.pdf.

Il lavoro comune con gammm.org, l’uscita di Prosa in prosa, l’intensificarsi dei contatti con i mondi anglofono e francofono (Nioques, PennSound, la rivista e casa editrice svedese OEI) hanno via via precisato un campo, felicemente senza margini, perché aperto alle scritture di ricerca che in tutto il mondo – e non da pochi anni – si fanno.

L’idea che ci sia e si registri – al fondo dell’aria che si respira ormai nell’arte contemporanea e nella sperimentazione verbale e verbovisiva – un’estensione ormai globale di quel cambio di paradigma che gli anni Sessanta avevano solo avviato, è sempre meno incerta. Sempre più verificata, verificabile.

Solo contesti regressivi (non solo culturalmente) come quello italiano, di fatto, riarretrano a ogni giro di decennio verso i dualismi e le confessioni ottocentesche dell’attrezzatura teatral-cattolica dei suoi arcadi maggiori.

Slowforward – come gammm e ponte bianco – cerca di proseguire il lavoro legato alle scritture non assertive, al campo sterminato dei materiali verbovisivi (asemic writing, poesia concreta, poesia visiva), al glitch. Inaugurando un ulteriore ciclo di attività, insieme a Roberto Cavallera, Giuseppe Garrera, Silvia Tripodi, Michele Zaffarano, Luca Zanini.

MG