intervista a tomaso binga / bianca menna sulla scrittura asemantica: terzo articolo sul sito della rivista “segno”

http://www.rivistasegno.eu/le-scritture-desemantizzate-di-tomaso-binga/

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un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica/asemica

Forse è non banale un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica (o asemica), che potrebbe essere annotato a margine, a completamento e revisione di quanto scritto, riproposto o linkato nei giorni scorsi ma soprattutto qui.

L’appunto dovrebbe dire: al chiudersi degli anni Novanta, soprattutto negli Stati Uniti, un’idea di “asemic writing” nasceva in effetti da sgretolamento sillabico di scritture lineari, e dunque da una perdita di peso semantico, di singoli versi, spezzoni di frasi, prose, in alcuni autori che (ancora) non pensavano ad un versante specificamente grafico dei materiali abbracciabili dall’espressione “scrittura asemantica”.

Parlando dunque di sgretolamento sillabico, di microfratture interne a frasi leggibili, vediamo bene che (nel contesto statunitense di quel periodo) ci si trova di fronte alla precisa accezione in cui “asemic writing” viene recepita (erroneamente) oggi in Italia. Allora. Se io insisto nel sottolineare invece proprio e precisamente l’aspetto grafico (cfr. qui per intenderci) di ciò che è “asemic writing” non è soltanto per indicare il versante forse maggioritario che ha preso a diffondersi entro il movimento dell’asemic writing (grazie a Tim Gaze, per esempio) in seguito, ossia un versante prettamente legato a glifi, grafie, graffi, e non a spezzature di parole e frasi redatte in alfabeti (riconoscibili). Non è solo per questo. Io insisto sull’aspetto grafico anche perché, sebbene slegate dagli esperimenti di fine anni Novanta e inizio nuovo millennio, occorrenze e sperimentazioni molto precise e connotate (e proprio definite “scrittura asemantica”, cfr. Dorfles 1974) erano in campo in Italia e in Brasile già vari decenni prima. (Cfr. anche Caruso 1966 e Binga 1972-74).

Che non esista legame diretto o perfino indiretto di filiazione fra quelle esperienze grafiche e quel che è sorto e si è sviluppato tra USA, Australia e Italia negli ultimi quindici-vent’anni (sempre in ambito grafico, non alfabetico), non significa che non si possa dire che persone diverse, nell’arco di quasi un secolo, hanno dato nomi simili ad esperienze non dissimili.

Nel momento in cui – poi – in Italia si prende a misinterpretare l’espressione “scrittura asemantica” intendendola come scrittura alfabetica solo privata di significato (dunque non come una scrittura aliena a ogni alfabeto noto), è doppiamente importante sottolineare con precisione cosa è e cosa non è in campo, da diversi anni ormai, sotto l’etichetta “asemic writing” in Italia. (Personalmente, almeno dal 22 marzo 2008: cfr. qui e qui).

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galleria nazionale d’arte moderna (roma), 11 dicembre, “parole e immagini: la poesia visiva a firenze e a roma”

Giornata di studi

Parole e immagini: la poesia visiva a Firenze e a Roma

paroleimmagini

Mercoledì 11 dicembre 2013

Sala del mito, presso la

Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea

Viale delle Belle Arti 131 – Roma

Mercoledì 11 dicembre 2013 nella Sala del mito della Galleria nazionale d’arte moderna si terrà una giornata di studi dedicata a Parole e immagini: la poesia visiva a Firenze e a Roma. In occasione dei cinquant’anni dalla nascita del Gruppo ’70 la giornata di studi Parole e immagini: la poesia visiva a Firenze e a Roma, a cura di Raffaella Perna e Claudio Zambianchi, intende promuovere una riflessione sulle sperimentazioni verbovisive emerse in Italia nella prima metà degli anni Sessanta, concentrando l’attenzione sui contesti, particolarmente, vitali di Firenze e Roma. Attraverso il contributo di storici dell’arte, studiosi di letteratura e artisti si metteranno a fuoco i nodi critici al centro di questa area espressiva: l’esigenza di uscire dai confini delle singole discipline, l’analisi del rapporto tra arte e ideologia, la critica al sistema mass-mediatico e alla rappresentazione stereotipata del femminile e delle minoranze sono tra le questioni cardine affrontate, sotto i profili teorico ed estetico, dagli artisti legati all’esperienza di Gruppo ’70 e più in generale dalla poesia visiva italiana. La giornata di studi prevede l’intervento di alcuni studiosi – Marcello Carlino, Aldo Mastropasqua, Giorgio Patrizi, Giorgio Zanchetti – e di protagonisti di questa tendenza – Mirella BentivoglioTomaso BingaLucia MarcucciLamberto Pignotti, – che, con la loro testimonianza, contribuiranno a delineare gli scambi intercorsi tra la realtà romana e quella fiorentina, l’esperienza e gli sviluppi del Gruppo ’70, la posizione delle donne artiste all’interno della scena culturale italiana degli anni Sessanta.

La giornata di studi si realizza con il contributo della Galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze.

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Programma della giornata

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