sull’asemic writing / massimiliano manganelli. 2019

Sconcerta un po’ il fatto che a realizzare una scrittura asemica sia un poeta, cioè una persona abituata a maneggiare la parola, perché davanti a quei segni balza immediatamente all’occhio, anzi all’orecchio, la loro impronunciabilità. Non esiste una lingua in cui possano essere detti. L’esperienza della lettura viene dunque vanificata completamente e nessun suono si attiva, nemmeno nel nostro cervello, cosa che invece accade anche davanti a una scrittura alfabetica in una lingua sconosciuta, che siamo magari in grado di decifrare ma non di comprendere. Tale negazione dell’esecuzione, cioè dell’implicita performabilità della parola, può essere forse il programmatico compimento del percorso di una scrittura che si vuole pienamente installativa: abbandonare del tutto il terreno del dire e acquisire la condizione di puro oggetto (grafico). Il che, naturalmente, non vuol dire abbandonare la condizione di oggetto estetico, che invece viene persino rafforzata.
Dal punto di vista del fruitore, l’esperienza dell’asemic writing è nettamente proiettiva, rimanda al test di Rorschach o al Thematic Apperception Test. Data l’impossibilità di leggere e quindi di far risuonare quei segni, non resta che cercarvi qualcosa di visibile, al limite un rimando a qualcosa di esistente, una traccia di decifrabilità che è tuttavia individuale. E in tal modo si nega anche quel fattore comune che è costituito dalla lettura, giacché questa prevede l’universalità del codice, condiviso tra autore e fruitore.
Un altro degli elementi su cui riflettere è proprio il codice: esiste, almeno nella mente di chi quei segni li ha tracciati? E soprattutto, si tratta di un codice? Il termine “asemica” mi pare appropriato perché, in termini rigidamente saussuriani, questi non sono segni, innanzitutto perché non rimandano a un significato e in secondo luogo perché non sono articolati in un sistema. Diversamente, una scrittura asemantica (un esempio classico è Gadji beri bimba di Hugo Ball) è comunque eseguibile, perché conserva il significante.
Ora, l’evidente contraddizione tra i due termini asemic e writing – in teoria non può darsi una scrittura senza segni – reca con sé un’altrettanto evidente ironia: lo scopo è la negazione della scrittura (della parola) con i suoi stessi mezzi.

Massimiliano Manganelli

[in occasione dell’inaugurazione di
Enciclopedia asemica]

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(come) nasce la scrittura / mg. 2010

I. conclusione in forma di introduzione

a Uruk, circa cinquemila anni fa, la scrittura nasce da un appiattimento del segno sul segno. da una semplificazione che in effetti è una irrorazione di complessità.

nasce cioè da un’adesione del segno esterno di un contenitore al segno interno tridimensionale, che significa(va) gli oggetti della transazione.

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II. storia

0 _ le fasi, in sintesi:

A _ merci di scambio nel mondo reale: commercio

B _ tokens [ = oggettini, segnacoli] che li rappresentano: contabilità

C _ tokens inseriti nella bulla: registrazione e conservazione

D _ segnature scritte sulla bulla, a significare i tokens: “semplificazione”

E _ schiacciamento/fine della bulla: nasce la scrittura bidimensionale, su tavoletta di creta

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1 _ (da A a E)

ci sono persone che scambiano delle merci. cibo, bestiame, manufatti, tessuti.

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(2) fotografie da “scrivere liberi”, mostra di materiali verbovisivi e asemantici a l’aquila, a cura di giuseppe garrera e sebastiano triulzi

FRAMMENTI DALLA MOSTRA

Foto (C) Martina Sconci, (C) MUSPAC – L’Aquila


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(1) fotografie da “scrivere liberi”, mostra di materiali verbovisivi e asemantici a l’aquila, a cura di giuseppe garrera e sebastiano triulzi

DURANTE IL MONTAGGIO

Foto di Giuseppe Garrera
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ricerca sull’inizio del segno

Ricerca sull’inizio del segno

in differxit (http://www.differxit.blogspot.it/2013/12/ricerca-sullinizio-del-segno-differx.html)
e scribd (http://www.scribd.com/doc/192120270/differx-ricerca-sull-inizio-del-segno)

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some works by sergio uzal

http://sergio-uzal.blogspot.it/2013/05/galerias_10.html

http://sergio-uzal.blogspot.it/2013/05/cuaderno-x_2658.html

http://sergio-uzal.blogspot.it/2013/05/galerias_16.html

http://sergio-uzal.blogspot.it/2013/07/galerias_4517.html

http://sergio-uzal.blogspot.it/2013/05/galerias.html

http://sergio-uzal.blogspot.it/2013/04/gale_22.html

http://sergio-uzal.blogspot.it/2013/04/galerias_4704.html

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segni paralleli

http://www.nazioneindiana.com/2010/11/11/la-nascita-della-scrittura-i/

http://www.nazioneindiana.com/2010/11/15/la-nascita-della-scrittura-ii/

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http://www.galeriedohyanglee.com/ks-les-objets-qui-parlent

[thanks to Rachel Defay-Liautard]