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castel sant’elmo: novecento a napoli. il gruppo 58

leggere (la poesia di) emilio villa nel 2020. cosa si trova, cosa no


Qualche sommaria e certo incompleta annotazione su ciò che (specie in poesia) si può leggere di Emilio Villa deve partire senza dubbio da quello che sicuramente è il libro maggiore dell’Opera poetica, curato da Cecilia Bello Minciacchi, uscito per L’Orma, ora esaurito. La pagina sul sito è questa: https://www.lormaeditore.it/libro/9788898038442. (Suggerimento: scrivete, scrivete in molti, all’Orma, perché lo ristampi).

Il testo delle Opere poetiche I (curato da Aldo Tagliaferri), uscito per la Coliseum di Nanni Cagnone, e anche l”aureo libretto” – che definirei quasi una dichiarazione di poetica – intitolato Conferenza (stessa cura), uscito per la Coliseum di Giorgio Mosci, si reperiscono ormai purtroppo solo nei siti di librerie di modernariato.

Si può ordinare, da Empiria, Zodiaco (a cura di Tagliaferri e Bello): http://www.empiria.com/libro.asp?id=81. Contiene in massima parte testi non in italiano.

La scrittura della Sibilla è una valida antologia di testi, con saggi, pubblicata nel 2014 da Diaforia: si trova sia in versione online https://issuu.com/diaforia/docs/ebook_emilio_villa/79 (pdf qui: http://www.diaforia.org/floema/files/2014/05/Ebook-Emilio-Villa.pdf), sia come volume stampato (fortemente accresciuto rispetto alla versione in rete), scrivendo in questo caso a Diaforia/Floema, ossia a info@diaforia.org.
Cfr. inoltre qui: https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1481532261892814&substory_index=0&id=157773254268728

Per De Piante Editore Srl è acquistabile il libretto pregiato di un’invettiva, La danza dei cadaveri. La fiera dei venduti: https://www.depianteditore.it/libro-emilio-villa/.

Cercando su IBS o altri siti si trovano ulteriori cose acquistabili. Non poesie, ma chiaramente altrettanto importanti, a partire da L’arte dell’uomo primordiale (uscito per Abscondita e tutt’ora in commercio) o Pittura dell’ultimo giorno. Scritti per Alberto Burri (Le Lettere).

Su Villa, a partire dalla biografia Il clandestino, i materiali raggiungibili attraverso la grande distribuzione sono mappabili da qualsiasi sito generalista. Qui si vede la solo parzialmente confortante schermata che si ottiene su IBS digitando il nome dell’autore nel campo del titolo.

Suggerisco, per i fuori catalogo (di & su Villa), di consultare Abebooks, che raccoglie non pochi librai antiquari, e dà un po’ il polso della situazione anche in termini di prezzi (spesso ovviamente alti, per opere più o meno rare, anche di o su artisti a lui in qualche modo legati: e sono numerosissimi).

Poche ma significative pagine dal catalogo Mazzotta curato da Claudio Parmiggiani, Emilio Villa poeta e scrittore (anche questo fuori stampa; era uscito nel 2008 in occasione di una grande mostra a Reggio Emilia), sono nel pdf pubblicato dall’Archivio Maurizio Spatola: http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_protagonisti/P00020.pdf. Altro pdf reperibile nello stesso archivio è quello che raccoglie materiali dal numero monografico 1975 di “Uomini e idee” curato da Caruso e Martini: http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_protagonisti/P00019.pdf. (Ovviamente in tutto l’archivio sono disponibili riviste e fascicoli che possono contenere contributi di Villa).

Tre ultime segnalazioni: non si può non citare il fondamentale numero monografico che “il verri” ha dedicato a E.V.: https://www.ilverri.it/index.php/la-rivista-del-verri/edizione-dal-1996/su-emilio-villa-detail (temo fuori catalogo). Nel 2007, la rivista non sperimentale “Atelier” dedica a Villa un fascicolo monografico decisamente da leggere: è scaricabile all’indirizzo https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/08/Atelier-45-XII-marzo-2007.pdf. Piccolo prezioso catalogo è poi quello che Skira (sempre a cura di Tagliaferri) ha pubblicato nel 1996 con il titolo Emilio Villa. Opere e documenti: cfr. http://www.fondazioneberardelli.org/book.php?id=1913. Daccapo fuori catalogo, ma non irreperibile, cercando.

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Per un quadro dei molti materiali villiani, per conoscere l’ampiezza dei suoi interessi e l’enorme lavoro svolto, si consulta infine sempre con estremo piacere la ‘mappatura’ del fondo Emilio Villa presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Il pdf completo e aggiornato è a questo indirizzo: http://panizzi.comune.re.it/allegati/NuovoinventarioVilla_2018.pdf.

 

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19 ottobre, inaugurazione di “immagini e parole”: piero varroni al museo andersen (roma)

Museo Hendrik Christian Andersen
via Pasquale Stanislao Mancini, 20 – Roma

IMMAGINI E PAROLE

PIERO VARRONI

Carte e Libri d’artista

 a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Piero Varroni

Inaugurazione
Venerdì 19 ottobre 2018, ore 17:30

Mostra
20 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019

Il 19 ottobre 2018 alle ore 17:30 il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, in collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura, diretto da Flavia Cristiano, presenta al Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte, la mostra “Immagini e parole / Piero Varroni / Carte e Libri d’Artista”. Una selezione antologica di opere-libro ideate e realizzate dall’artista tra il 1996 e il 2018, compresi i dieci numeri di “Rivista d’Artista”, alcuni libri concepiti per la mostra e diversi lavori su carta anch’essi recenti.

132 autori, dal 1996 al 2018, nelle edizioni Eos-Libri d’Artista, Roma

Claudio Abate, Claudio Adami, Carla Accardi, Fernando Aguiar, Anna Alessi, Andrea Aquilanti, Antonio Aportone, Navid Azimi Sajadi, Nanni Balestrini, Roberto Barni, Gianfranco Baruchello, Bizhan Bassiri, Giorgio Battistelli, Mirella Bentivoglio, Alessandro Bergonzoni, Marina Bindella, Julien Blaine, Irma Blank, Alberto Boatto, Gregorio Botta, Lorenzo Bruno, Massimo Bucchi, Franco Bugatti, Luciano Caruso, Gea Casolaro, Riccardo Caporossi, Franco Cavallo, Bruno Ceccobelli, Guido Ceronetti, M. Teresa Ciammaruconi, Simona Cigliana, Paula Claire, Silvia Colasanti, Bruno Corà, Andy Cross, Roberto Deidier, Gianni Dessì, Mario Diacono, Maria Dompé, Gillo Dorfles, Theo Eshetu, Marilù Eustachio, Bartolomé Ferrando, Stefano Ferrucci, Alfonso Filieri, Marco Fioramanti, Elmerindo Fiore, Giosetta Fioroni, Andrea Fogli, Giovanni Fontana, Pietro Fortuna, Biancamaria Frabotta, Giancarla Frare, Massimiliano Fuksas, Antonio Gatto, Marco Giovenale, Mimmo Grasso, Peter Greenaway, Pino Guzzonato, Jolanda Insana, Alfredo Jaar, Cheryl Kaplan, Marta Knobloch, Jannis Kounellis, Maria Lai, Miriam Laplante, Felice Levini, Laura Lilli, H. H. Lim, Dominique Lomré, Arrigo Lora-Totino, Carlo Lorenzetti, Adele Lotito, Mario Lunetta, Valerio Magrelli, Claude Maillard, Franco Marcoaldi, Stelio Maria Martini, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Vittorio Messina, Sabina Mirri, Giorgio Moio, Elisa Montessori, Hidetoshi Nagasawa, Giulia Napoleone, Guido Oldani, Luigi Ontani, John David O’Brien, Mimmo Paladino, José Luis Palazon, Giulio Paolini, Marina Paris, Claudio Parmiggiani, Luca Maria Patella, Elio Pecora, Vincenzo Perna, Mario Perniola, Annukka Peura, Daniele Pieroni, Lamberto Pignotti, Alfredo Pirri, Mimma Pisani, Vettor Pisani, Luisa Rabbia, Franco Rella, Rosella Restante, Gerhard Rühm, Gilberto Sacerdoti, Giuseppe Salvatori, Edoardo Sanguineti, Benz R. Schär, Angelo Scandurra, Vincenzo Scolamiero, Beppe Sebaste, Yun Jung Seo, Regina Silveira, Ettore Sottsass, Donatella Spaziani, Jürg Straumann, Guido Strazza, Chima Sunada, Wislawa Szymborska, Cesare Tacchi, Piero Varroni, Senja Vellonen, Enrique Vila-Matas, William Xerra, Noriko Yamamoto, Gaetano Zampogna, Andrea Zanzotto, Sergio Zuccaro.

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archivio libri d’artista: a milano dal 19 al 30 novembre

ARCHIVIO LIBRI D’ARTISTA / ARTIST’S BOOKS ARCHIVE
di Fernanda Fedi e Gino Gini
Palazzo Galloni – Alzaia Naviglio Grande 66 – 20144 Milano

19 – 30 novembre 2017

POESIA VISIVA
libri d’artista dagli anni Settanta al contemporaneo
Mostra dedicata a Carla Roncato – Galleria Libreria Derbylius Milano

Inaugurazione: domenica 19 novembre 2017 ore 11
Introduzione di Gino Gini sull’evoluzione della Poesia Visiva nel Libro d’Artista

In esposizione opere-libro appartenenti all’Archivio di artisti della Poesia Visiva che hanno collaborato con Derbylius: Adriano Accattino, Vincenzo Accame, Carlo Belloli, Mirella Bentivoglio, Gianfranco Baruchello, Irma Blank, Tomaso Binga, Ugo Carrega, Luciano Caruso, Sergio Cena, Betty Danon, Liliana Ebalginelli , Alberto Faietti, Fernanda Fedi, Gio Ferri, Giovanni Fontana, Kiki Franceschi, Gianni Gangai, Gino Gini, Arrigo Lora Totino, Lucia Marcucci, Stelio Maria Martini, Eugenio Miccini, Enzo Miglietta, Miles, Giulia Niccolai, Anna Oberto, Martino Oberto, Luca Patella, Michele Perfetti, Lamberto Pignotti, Sarenco, Luigi Tola, Rodolfo Vitone, Emilio Villa, William Xerra e Julian Blaine, Jean-François Bory, Gyorgy Galantai, Klaus Groh, Dick Higgings, Dieter Roth…

L’Archivio è aperto tutti i giorni su appuntamento
info: fernanda-fedi [at] tiscali.it
gino-gini [at]libero.it

un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica/asemica

Forse è non banale un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica (o asemica), che potrebbe essere annotato a margine, a completamento e revisione di quanto scritto, riproposto o linkato nei giorni scorsi ma soprattutto qui.

L’appunto dovrebbe dire: al chiudersi degli anni Novanta, soprattutto negli Stati Uniti, un’idea di “asemic writing” nasceva in effetti da sgretolamento sillabico di scritture lineari, e dunque da una perdita di peso semantico, di singoli versi, spezzoni di frasi, prose, in alcuni autori che (ancora) non pensavano ad un versante specificamente grafico dei materiali abbracciabili dall’espressione “scrittura asemantica”.

Parlando dunque di sgretolamento sillabico, di microfratture interne a frasi leggibili, vediamo bene che (nel contesto statunitense di quel periodo) ci si trova di fronte alla precisa accezione in cui “asemic writing” viene recepita (erroneamente) oggi in Italia. Allora. Se io insisto nel sottolineare invece proprio e precisamente l’aspetto grafico (cfr. qui per intenderci) di ciò che è “asemic writing” non è soltanto per indicare il versante forse maggioritario che ha preso a diffondersi entro il movimento dell’asemic writing (grazie a Tim Gaze, per esempio) in seguito, ossia un versante prettamente legato a glifi, grafie, graffi, e non a spezzature di parole e frasi redatte in alfabeti (riconoscibili). Non è solo per questo. Io insisto sull’aspetto grafico anche perché, sebbene slegate dagli esperimenti di fine anni Novanta e inizio nuovo millennio, occorrenze e sperimentazioni molto precise e connotate (e proprio definite “scrittura asemantica”, cfr. Dorfles 1974) erano in campo in Italia e in Brasile già vari decenni prima. (Cfr. anche Caruso 1966 e Binga 1972-74).

Che non esista legame diretto o perfino indiretto di filiazione fra quelle esperienze grafiche e quel che è sorto e si è sviluppato tra USA, Australia e Italia negli ultimi quindici-vent’anni (sempre in ambito grafico, non alfabetico), non significa che non si possa dire che persone diverse, nell’arco di quasi un secolo, hanno dato nomi simili ad esperienze non dissimili.

Nel momento in cui – poi – in Italia si prende a misinterpretare l’espressione “scrittura asemantica” o “asemica” o “asemic”, intendendola come scrittura alfabetica solo privata di significato (dunque non come una scrittura aliena a ogni alfabeto noto), è doppiamente importante sottolineare con precisione cosa è e cosa non è in campo, da diversi anni ormai, sotto l’etichetta “asemic writing” in Italia. (Personalmente, almeno dal 22 marzo 2008: cfr. qui e qui).

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