“coazione a mostrare. omaggio a romana loda”: a brescia dal 3 ottobre

La Galleria dell’Incisione (Via Bezzecca 4 – Brescia) e A Palazzo Gallery rendono omaggio a Romana Loda, coraggiosa gallerista che dagli anni Settanta ha svolto a Brescia un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’arte femminile.

Le mostre sono accompagnate da un catalogo con testo di Raffaella Perna.

Le gallerie bresciane Galleria dell’Incisione e A Palazzo Gallery rendono omaggio con due mostre parallele a Romana Loda, coraggiosa gallerista scomparsa nel 2010, che dagli anni Settanta ha svolto a Brescia un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’arte femminile.

“Le sue scelte curatoriali — scrive in catalogo Raffaella Perna — hanno contribuito a denunciare l’assenza delle donne nel contesto dell’arte italiana, e a porre in evidenza come tale emarginazione non fosse un dato naturale e immutabile, ma, viceversa, fosse legata a precise condizioni storiche, sociali e culturali”.

Prendendo spunto da “Coazione a mostrare”, prima mostra di sole donne organizzata da Romana Loda nel 1974, la Galleria presenta una scelta di lavori storici di Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Carla Cerati, Betty Danon, Amelia Etlinger, Elisabetta Gut, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Verìta Monselles, Gina Pane, Berty Skuber.

Una selezione di artiste “che hanno esposto nelle numerose mostre curate da Loda, in spazi pubblici e privati o nella sua galleria, e che con lei hanno condiviso progetti artistici e spesso esperienze di vita. Ma che soprattutto, come lei, hanno avvertito l’urgenza di impegnarsi fino in fondo nel mondo dell’arte, in un momento storico in cui in Italia essere donna e artista, come confida Ketty La Rocca a Lucy Lippard nel 1975, era ancora «di una difficoltà incredibile»”.

incisione.com/mostre/omaggio-a-romana-loda/

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“alfonso leoni, genio ribelle” al mic faenza, 1 ottobre 2020 – 19 gennaio 2021

Alfonso Leoni (1971)

Alfonso Leoni, il genio ribelle
Il MIC di Faenza dal 1 ottobre al 19 gennaio dedica una mostra a una meteora dell’arte, indiscusso talento e innovatore, per celebrare i 40 anni della sua scomparsa

Un assoluto protagonista dell’arte contemporanea, un genio talentuosissimo e ribelle, purtroppo prematuramente scomparso. Ad Alfonso Leoni, nel quarantesimo anno della sua scomparsa, è dedicata la prossima grande mostra del MIC di Faenza. Un lungo lavoro di ricerca, a cura di Claudia Casali, in collaborazione con l’Archivio Leoni, che raccoglie per la prima volta in una antologica tutto il lavoro dell’artista, con l’obbiettivo di analizzare la ricca e intensa produzione dedita non solo alla ceramica ma anche ai diversi linguaggi della contemporaneità (pittura, grafica, design, scultura).
Nonostante Alfonso Leoni viva in provincia (studia arte e ceramica all’Istituto d’Arte Ballardini in cui, dal 1961, divenne anche docente di Arti Plastiche) la sua ricerca artistica è costantemente controcorrente, proiettata al nuovo: a scardinare la ceramica da meri aspetti tecnici e funzionali per elevarla a materia scultorea.
Leoni è figlio del proprio tempo. Un periodo quello di fine anni ’60 e ’70 di lotte e contestazioni che in arte si traduce in neoavanguardia: pop art, nuovo realismo, happening, performance e minimalismo. Si aggiorna sull’arte contemporanea e guarda a Fontana, a Leoncillo e allo stesso tempo all’arte giapponese. Capisce che gestualità, azione e imperfezione (la wabi-sabi, bellezza dell’imperfetto della filosofia buddhista) sono temi quasi intrinsechi al suo mezzo prediletto: l’argilla.
Il critico Enrico Crispolti lo prese sotto la propria ala e scrisse: “Interessava a Leoni il gesto più che il prodotto”. Ricordiamo le azioni di protesta e le performance presentati alle due edizioni del 1974 e 1976 del Premio Faenza, dove nella prima espone le proprie opere coperte da un lenzuolo come gesto critico contro la competenza della giuria e, nella seconda, distribuisce ai visitatori argilla cruda mentre lui distrugge con un martello sue vecchie opere, per poi impastarle in una grande sfera. E, infine, le “macchine celibi” del 1972-73, una serie di carrarmati eseguiti a colaggio che erano un chiaro segno di contestazione contro la guerra.
La sua produzione esplora le possibilità di altri materiali come la carta, la pittura e il metallo anche applicate al design arrivando, a volte, a soluzioni precorritrici dei tempi. Ricordiamo il Premio Faenza del 1976. Le “Vetrine archeologiche” una sorta di ready made che confonde la diacronia della storia in un’operazione che, in piccolo, ricorda quella realizzata da Damien Hirst nel 2017 con la mostra Treasures from the Wreck of the Unbelievable di Venezia o la pratica, oggi molto comune, di riutilizzare materiale di scarto come gli sfridi di lamiera per realizzare sculture o riciclare fogli di carta e cancellare pagine di patinate riviste di moda.
E poi il design applicato all’industria. Avvia la collaborazione prima con le Maioliche Faentine, poi con le tedesche Villeroy & Boch e Rosenthal, che riconobbero immediatamente il suo talento, fornendo atelier e assistenti per realizzare le sue innovative idee.
Nella sua pur breve carriera Leoni ha lasciato un’impronta e una eredità fondamentali per tutto il mondo della ceramica faentino e non solo. “Leoni è stato in grado di porre al centro della riflessione la ceramica, come provocazione, come canto fuori dal coro, metafora di cambiamento intellettuale innanzitutto. – spiega la curatrice Claudia Casali – Egli è ripartito dalla ceramica riconsiderandola dal punto di vista concettuale quale materiale dell’arte contemporanea. Aveva compreso che la ceramica era materia tanto antica quanto attuale”.
Per l’occasione verrà pubblicata da Silvana editoriale un’ampia monografia di 380 pagine, con oltre 400 immagini, a ripercorrere un’intensa, breve, carriera artistica.

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roma, galleria d’arte moderna (via francesco crispi 24): sten + lex, “rinascita”, dal 17 settembre al 22 novembre

http://www.galleriaartemodernaroma.it/it/mostra-evento/sten-lex-rinascita

Galleria d’Arte Moderna,

Chiostro

In esposizione una selezione di opere formato medio-grande tra cui stencil poster e stampa su carta con sostegni di ferro, legno e vetro, e un’installazione stencil poster nel chiostro della Galleria.

Rinascita, rinnovamento e rigenerazione sono solo alcuni dei cardini ideali dello stile innovativo di Sten Lex, pionieri dello stencil poster, che li ha resi gli urban artists italiani più celebri a livello internazionale. La costante sperimentazione, che costituisce il segno della loro arte, ha condotto i due artisti all’invenzione dello “stencil poster”, una tecnica basata sulla combinazione di mezzi toni e stencil, che si ispira alle incisioni classiche e alle stampe odierne, designandoli come “incisori del nuovo millennio”.

Sten Lex sono gli artisti italiani di Urban Art più conosciuti a livello internazionale ed hanno partecipato a mostre e festival in tutto il mondo, tra cui il “Cans Festival” organizzato da Banksy.

Sten Lex sono conosciuti inoltre per la tecnica dello stencil poster, ideata dagli artisti stessi, che vede la matrice dello stencil come parte integrante dell’opera grazie a un lavoro d’intaglio, rimozione e di successiva rivelazione dell’opera.

L’installazione stencil poster di Sten Lex è realizzata in contemporanea alla mostra di Shepard Fairey, uno degli artisti di Urban Art più conosciuti a livello globale.

La mostra è organizzata in collaborazione con Wunderkammern Roma – Milano.

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“scripta manent”: images from the exhibit @ herlitzka + faria (until oct. 15th, 2020, in buenos aires)


artists:
Rafael Alberti, Emilia Azcárate, Álvaro Barrios, Delia Cancela, Ricardo Carreira, Guillermo Deisler, Mirtha Dermisache, León Ferrari, Carlos Ginzburg, Ferreira Gullar, Rafael Hastings, Luis Hernández Mellizo, Jaime Higa, Leandro Katz, Leopoldo Maler, Hernán Marina, Clemente Padín, Margarita Paksa, Karina Peisajovich, Herbert Rodríguez, Susana Rodríguez, Osvaldo Romberg, Juan Carlos Romero, Analía Sabán, Martín Weber, Yente, Horacio Zabala

lots of images here:
http://herlitzkafaria.com/es/exhibiciones/scripta-manent/obras

among them, several images of Mirtha Dermisache’s works:
http://herlitzkafaria.com/es/artistas/mirtha-dermisache/obras

io non dipingo, scrivo. la scrittura visuale di roberto sanesi (2010)

 

Un pdf con i materiali della mostra milanese Io non dipingo, scrivo. La scrittura visuale di Roberto Sanesi, a cura di Luigi Sansone. Ott.-nov. 2010, Biblioteca Comunale Centrale, Palazzo Sormani, Milano.

ia800409.us.archive.org/2/items/digitami_LO11336834/digitami_LO11336834.pdf
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https://archive.org/details/digitami_LO11336834

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dialogo sull’immortalità / tiziano lucci. 2019

 

Tiziano Lucci
DIALOGO SULL’IMMORTALITÀ
Estrazione e traduzione della parte verbale del quadro Urvasi e Gilgamesh di Gino De Dominicis.
The Independent – UnaVetrina – MAXXI – Macro Asilo.
Terza tappa.

>> TESTO <<<

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paola pitagora alla mitragliatrice di pino pascali (2), 1967 (collezione giuseppe garrera)

Paola Pitagora alla Mitragliatrice di Pino Pascali, Genova – Galleria La Bertesca, 1967. Arte Povera – Im spazio.

provino a contatto (particolare)

(collezione Giuseppe Garrera)

paola pitagora alla mitragliatrice di pino pascali, 1967 (collezione giuseppe garrera)

Paola Pitagora alla Mitragliatrice di Pino Pascali, Genova – Galleria La Bertesca, 1967. Arte Povera – Im spazio.

provino a contatto (particolare)

(collezione Giuseppe Garrera)

dal 25 giugno: opere scelte di ben vautier, in mostra presso “il ponte” (firenze)

Galleria Il Ponte – Firenze

Ben Vautier

Selected works – Opere scelte
on view from: 25 giugno

A cura di:
Andrea Alibrandi
25 giugno – 17 luglio 2020

 

Galleria Il Ponte
via di Mezzo, 42/b – 50121 Firenze
orario: lunedì / venerdì 15.30 – 19.00.
Sabato su appuntamento, chiuso i festivi
Telefono: (+39) 055 240617
Fax: (+39) 055 5609892

20 giugno: william xerra al ma*ga

Sabato 20 giugno riapre il #MuseoMaga.

facebook.com/maga.museo/videos/710938466146373/

“Manifesti” di William Xerra, curata da Lorena Giuranna, responsabile del Dipartimento educativo del MA*GA, è una delle due esposizioni che saranno inaugurate.

In mostra per la prima volta la serie di manifesti “Mento”, realizzati dall’artista piacentino nel 2003, ora nella collezione permanente del museo. Accanto a questi, sono esposte alcune opere in formato cartolina del 1973, del ciclo gli “Amori”, considerato alle origini di tutto il complesso lavoro sulla “menzogna” di Xerra e due video: “Mento a quest’ora” film del 2007 e “Un manifesto di William Xerra” del 2002 letto dal critico Pierre Restany, documento unico e toccante sui risvolti performativi del rapporto tra parola e immagine che da sempre connota l’opera dell’artista.

L’inaugurazione si terrà sabato 20 giugno alle ore 16.00 in diretta sul canale Facebook del MA*GA; a seguire, ingressi gratuiti contingentati a gruppi di 25 persone.

Per partecipare è obbligatorio prenotarsi via mail all’indirizzo progettispeciali@museomaga.it. fino a esaurimento posti.

i’mage, il viaggio dell’eroe / ilaria restivo

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Performance di Ilaria Restivo. Video proiettato il 23 ottobre 2019 in occasione della serie di eventi, mostre e performance “Doppia coppia”, presso lo Studio Campo Boario (Roma), a cura di Alberto D’Amico.