19 ottobre, inaugurazione di “immagini e parole”: piero varroni al museo andersen (roma)

Museo Hendrik Christian Andersen
via Pasquale Stanislao Mancini, 20 – Roma

IMMAGINI E PAROLE

PIERO VARRONI

Carte e Libri d’artista

 a cura di Maria Giuseppina Di Monte e Piero Varroni

Inaugurazione
Venerdì 19 ottobre 2018, ore 17:30

Mostra
20 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019

Il 19 ottobre 2018 alle ore 17:30 il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, in collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura, diretto da Flavia Cristiano, presenta al Museo Hendrik Christian Andersen, diretto da Maria Giuseppina Di Monte, la mostra “Immagini e parole / Piero Varroni / Carte e Libri d’Artista”. Una selezione antologica di opere-libro ideate e realizzate dall’artista tra il 1996 e il 2018, compresi i dieci numeri di “Rivista d’Artista”, alcuni libri concepiti per la mostra e diversi lavori su carta anch’essi recenti.

132 autori, dal 1996 al 2018, nelle edizioni Eos-Libri d’Artista, Roma

Claudio Abate, Claudio Adami, Carla Accardi, Fernando Aguiar, Anna Alessi, Andrea Aquilanti, Antonio Aportone, Navid Azimi Sajadi, Nanni Balestrini, Roberto Barni, Gianfranco Baruchello, Bizhan Bassiri, Giorgio Battistelli, Mirella Bentivoglio, Alessandro Bergonzoni, Marina Bindella, Julien Blaine, Irma Blank, Alberto Boatto, Gregorio Botta, Lorenzo Bruno, Massimo Bucchi, Franco Bugatti, Luciano Caruso, Gea Casolaro, Riccardo Caporossi, Franco Cavallo, Bruno Ceccobelli, Guido Ceronetti, M. Teresa Ciammaruconi, Simona Cigliana, Paula Claire, Silvia Colasanti, Bruno Corà, Andy Cross, Roberto Deidier, Gianni Dessì, Mario Diacono, Maria Dompé, Gillo Dorfles, Theo Eshetu, Marilù Eustachio, Bartolomé Ferrando, Stefano Ferrucci, Alfonso Filieri, Marco Fioramanti, Elmerindo Fiore, Giosetta Fioroni, Andrea Fogli, Giovanni Fontana, Pietro Fortuna, Biancamaria Frabotta, Giancarla Frare, Massimiliano Fuksas, Antonio Gatto, Marco Giovenale, Mimmo Grasso, Peter Greenaway, Pino Guzzonato, Jolanda Insana, Alfredo Jaar, Cheryl Kaplan, Marta Knobloch, Jannis Kounellis, Maria Lai, Miriam Laplante, Felice Levini, Laura Lilli, H. H. Lim, Dominique Lomré, Arrigo Lora-Totino, Carlo Lorenzetti, Adele Lotito, Mario Lunetta, Valerio Magrelli, Claude Maillard, Franco Marcoaldi, Stelio Maria Martini, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Vittorio Messina, Sabina Mirri, Giorgio Moio, Elisa Montessori, Hidetoshi Nagasawa, Giulia Napoleone, Guido Oldani, Luigi Ontani, John David O’Brien, Mimmo Paladino, José Luis Palazon, Giulio Paolini, Marina Paris, Claudio Parmiggiani, Luca Maria Patella, Elio Pecora, Vincenzo Perna, Mario Perniola, Annukka Peura, Daniele Pieroni, Lamberto Pignotti, Alfredo Pirri, Mimma Pisani, Vettor Pisani, Luisa Rabbia, Franco Rella, Rosella Restante, Gerhard Rühm, Gilberto Sacerdoti, Giuseppe Salvatori, Edoardo Sanguineti, Benz R. Schär, Angelo Scandurra, Vincenzo Scolamiero, Beppe Sebaste, Yun Jung Seo, Regina Silveira, Ettore Sottsass, Donatella Spaziani, Jürg Straumann, Guido Strazza, Chima Sunada, Wislawa Szymborska, Cesare Tacchi, Piero Varroni, Senja Vellonen, Enrique Vila-Matas, William Xerra, Noriko Yamamoto, Gaetano Zampogna, Andrea Zanzotto, Sergio Zuccaro.

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prove d’artista da/per “alfabeta”: la collezione della galleria civica di modena

Alfabeta 1979-1988. 
Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena
25 marzo – 7 maggio 2017
Galleria Civica di Modena

Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103 – Modenaa cura di Francesca MoraSabato 25 marzo alle 18:30 si inaugura nelle Sale superiori di Palazzo Santa Margherita la mostra Alfabeta 1979-1988. Prove d’artista nella collezione della Galleria Civica di Modena.
L’esposizione, realizzata anche grazie alla collaborazione di Fondazione Mudima, Milano, è dedicata alle 66 Prove d’artista realizzate da 49 autori per la storica rivista di informazione culturale “Alfabeta” tra il 1983 e il 1988.
Il nucleo di opere su carta (composto da disegni, collage, grafiche e fotografie), tra i primi ad entrare a far parte della collezione della Galleria Civica di Modena sul finire degli anni Ottanta, in seguito alla chiusura del mensile, si presenta come un prezioso e raro spaccato di quello che è stato un fenomeno culturale importante, mosso dallo spirito della neoavanguardia. Continue reading

un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica/asemica

Forse è non banale un appunto ulteriore sulla scrittura asemantica (o asemica), che potrebbe essere annotato a margine, a completamento e revisione di quanto scritto, riproposto o linkato nei giorni scorsi ma soprattutto qui.

L’appunto dovrebbe dire: al chiudersi degli anni Novanta, soprattutto negli Stati Uniti, un’idea di “asemic writing” nasceva in effetti da sgretolamento sillabico di scritture lineari, e dunque da una perdita di peso semantico, di singoli versi, spezzoni di frasi, prose, in alcuni autori che (ancora) non pensavano ad un versante specificamente grafico dei materiali abbracciabili dall’espressione “scrittura asemantica”.

Parlando dunque di sgretolamento sillabico, di microfratture interne a frasi leggibili, vediamo bene che (nel contesto statunitense di quel periodo) ci si trova di fronte alla precisa accezione in cui “asemic writing” viene recepita (erroneamente) oggi in Italia. Allora. Se io insisto nel sottolineare invece proprio e precisamente l’aspetto grafico (cfr. qui per intenderci) di ciò che è “asemic writing” non è soltanto per indicare il versante forse maggioritario che ha preso a diffondersi entro il movimento dell’asemic writing (grazie a Tim Gaze, per esempio) in seguito, ossia un versante prettamente legato a glifi, grafie, graffi, e non a spezzature di parole e frasi redatte in alfabeti (riconoscibili). Non è solo per questo. Io insisto sull’aspetto grafico anche perché, sebbene slegate dagli esperimenti di fine anni Novanta e inizio nuovo millennio, occorrenze e sperimentazioni molto precise e connotate (e proprio definite “scrittura asemantica”, cfr. Dorfles 1974) erano in campo in Italia e in Brasile già vari decenni prima. (Cfr. anche Caruso 1966 e Binga 1972-74).

Che non esista legame diretto o perfino indiretto di filiazione fra quelle esperienze grafiche e quel che è sorto e si è sviluppato tra USA, Australia e Italia negli ultimi quindici-vent’anni (sempre in ambito grafico, non alfabetico), non significa che non si possa dire che persone diverse, nell’arco di quasi un secolo, hanno dato nomi simili ad esperienze non dissimili.

Nel momento in cui – poi – in Italia si prende a misinterpretare l’espressione “scrittura asemantica” intendendola come scrittura alfabetica solo privata di significato (dunque non come una scrittura aliena a ogni alfabeto noto), è doppiamente importante sottolineare con precisione cosa è e cosa non è in campo, da diversi anni ormai, sotto l’etichetta “asemic writing” in Italia. (Personalmente, almeno dal 22 marzo 2008: cfr. qui e qui).

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[r] _ asemic writing / scrittura asemantica

In rete è stato più volte espresso – recentemente – interesse per la scrittura asemantica, o “asemic writing”. E si sono create delle confusioni, sul tema, che è opportuno dissipare.

Questa pagina, che se ben ricordo si deve principalmente a Michael Jacobson e Tim Gaze, è una buona summula, in tema: http://en.wikipedia.org/wiki/Asemic_writing.

In termini di interesse e importanza, per l’area italiana il primo riferimento che mi viene in mente è alle Scritture illeggibili di popoli sconosciuti, di Bruno Munari; il secondo è a Gillo Dorfles, che scrive sul lavoro di Irma Blank: http://gammm.org/index.php/2007/07/18/blank-dorfles.

Attraverso i motori di ricerca si possono trovare dozzine di blog e siti utili. I lettori curiosi si imbatteranno in molti materiali. Di nuovo in inglese, molto chiara è la pagina http://www.asemic.net/.

Un piccolo articolo – corredato da un’immagine di Rosaire Appel e una di Michael Jacobson – si può leggere ora a p. 41 del recentissimo numero (247, marzo-aprile 2013) de “l’immaginazione” (Piero Manni Editore).

mg

(*) le immagini di questa nota sono mie: quella in basso a destra viene da qui,
Quella in alto a sinistra è un asemic ring del 2011:
http://asemicnet.blogspot.it/2011/09/asemic-ring-differx-2011.html

(**) segnalo alcune interviste da The New Postliterate (blog di M.Jacobson):

Michael Jacobson @ SampleKanon
Michael Jacobson @ SCRIPTjr.nl
Michael Jacobson @ Full of Crow
Tim Gaze @ Full of Crow
Tim Gaze @ Commonline Journal
Marco Giovenale @ Suxulf
Marco Giovenale @ 3:AM Magazine
Marco Giovenale @ Moria

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irma blank’s asemic writing

Thanks to Nerida Newbigin (and Tim Gaze), an English translation of Gillo Dorfles’ text on Irma Blank’s “Scritture asemantiche” is now available. See the updated post @ gammm: http://gammm.org/index.php/2007/07/18/blank-dorfles/

(Courtesy Coromandel Valley Books, 2014)