una lettura di mg da gianluca d’andrea

grazie a Gianluca D’Andrea, che sul suo blog dedica una articolata annotazione/interpretazione di alcune scritture contemporanee, concentrandosi in particolare su Shelter, e anche su lavori di Italo Testa: https://gianlucadandrea.com/2017/08/16/lettura-45-rocky-o-del-molteplice-individuale-un-racconto-6a-parte/

spiegarsi sulla ricerca

se non è sufficientemente chiaro che a me personalmente, nel contesto delle scritture in generale e delle scritture di ricerca in particolare, interessano materiali che fanno – con la pagina le parole le frasi – cose simili o paragonabili a o in sintonia con (e non dico uguali a) quelle che Miron Tee fa con questo video, bon, temo che non riuscirò mai a spiegarmi.

ma non è un problema. (ovviamente).

qualche tempo fa avevo pubblicato quella che potrebbe esser pensata come una piccola costellazione di post, sotto i tag vediamo se riesco a spiegarmi e messaggi ai poeti. quello che tanta scrittura (anche non di ricerca, ma anche sì) ha poi – e prima e sempre – prodotto in Italia mi sembra andare in direzioni (e felice sia, e felici siano) diversissime e ‘canoniche’, ordinate, che procedono, come Carmelo Bene diceva del cinema, per “attendibilità di racconto e scansione del logos” (cito a memoria).

tutto è legittimo, ma non tutto quel che è legittimo mi interessa, sarà sensato e immagino innocente confessarlo.

 

note su “delvaux”

Fabio Zinelli, annotazione su due poesie, in «Semicerchio», XLVIII-XLIX (2013/1-2), luglio (dicembre) 2013, pp. 142-143, nel contesto della rassegna antologica «How beautiful it is… (?)». Epifanie del lavoro nella poesia italiana di oggi.

Giulia Niccolai, Vicinissimo, recensione a Delvaux, in «il verri», n. 53, ott. 2013, pp. 167-168;

Giovanna Frene in ipoetisonovivi.com dal 18 mar. 2014: http://ipoetisonovivi.com/2014/03/18/giovanna-frene-consiglia-marco-giovenale/;

Sergio Rotino, in occasione della presentazione del libro presso IBS Bookshop, Bologna, 20 marzo 2014: https://slowforward.files.wordpress.com/2014/03/20-marzo-2014-delvaux-_-ibs-bookshop.pdf;

Cecilia Bello Minciacchi, recensione (saggio), in «Semicerchio», a. L, n. 2014/1, luglio 2014, pp. 85-86;

 

annotazioni su scritture: in “vibrisse”

grazie a Giulio Mozzi

head

http://vibrisse.wordpress.com/2014/10/01/la-formazione-dello-scrittore-15-marco-giovenale/

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su academia.edu

(Pur non essendo io un accademico) alcuni testi sono/saranno disponibili in academia.edu  :

interventi, saggi, annotazioni, articoli @ http://uniroma1.academia.edu/MarcoGiovenale/Papers

recensioni @ http://uniroma1.academia.edu/MarcoGiovenale/Book-Reviews

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7 segmenti e paragrafi su scritture “dopo il paradigma”

Art instead of being an object made by one
person is a process set in motion by a group
of people. Anything one says comes back
eventually as a mistake. There’s no use in
keeping accounts or records. If it’s
a good idea, it results in a permanent change.

Barrett Watten, Plasma (1979)

(1)

Ipotesi di definizione (perfettibile, già per logica): scritture estensive piuttosto che intensive. Di denotazione, non di connotazione, di oggetti più che di soggetto. (Di oggetti condivisi più che di soggetto dettante).

Scritture che hanno a disposizione sia un set o molti set di procedure, sia il comune handwriting. (O l’ascolto, il riuso, la citazione, l’assemblaggio eccetera).

§

(2)

Si potrebbe (o dovrebbe poter) dire che un titolo (di merito, anche) può essere:

poter prescindere dai ‘picchi’ di senso

(Di fatto, il senso è intenzionato dal lettore, il quale dunque è libero e non deve ammirare pose plastiche altrui). (O pose sadiane, tutte contro di sé).

Anche: sfrondando determinate isotopie o ricorrenze in un testo che pure le presenta, quel testo rimane o può (=è capace di) rimanere ugualmente godibile. Di per sé. Le isotopie non lo “giustificano”. (Possono certo essere ricchezze ulteriori, sì). (È forse qui il vecchio paradigma che avvalora coi propri ‘mezzi’ il nuovo).

§

(3)

Un classico delle divertenti vicende del paranormale: il registratore acceso nella stanza vuota cattura i bubbolii il respiro i soffi o la voce franca del fantasma. Continue reading