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totò e titina glitched. la direzione del futuro

un post di miron tee del 2018

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h̪̜̝͖̖̃͌͂͋ͥ̏̐̂̚ͅ-to jest _ aktywne: zdradliwe, małyWielki palec Serca małego: unieważniony, małoBrzdąka SercemObfitym: wskaźnik zerowy, to dyrektor: hipoteza zerowa, wygiął się w łuk To rozpoznaje: [“Od końca”, “Ba każdego”], alternatywna Nazwa: “”, jest _ nieprzyjacielem _ posłańcem _ nosicielem : podrobionego}, “100000101467510”: {bibelotyzm: “100000101467510”, imię: “Doskonały ŁącznikLuksusu”, pierwsze imię: “Doskonały”, marność: “ser gio co lubi się sam”, kciuk w Sercu: 1 / p 32 x 32 /
2̵̡̣͇̖̩͠0̵̙9̜̟̤̕͢ͅ5̰͉̝̠͍͘͟3̸͙̼͍̩̰̮̯͍5͈̗͖͉̩͡9̝̟̠̞͚̣̯̗͘͠9̶͖̙̯̣̳̟̺̼͕͎͜1̸̡̜̯̱̱̮̥7̶̥̥̣̲̳̳͙͝9̢̛̰̺͓̩̼̞̹̺͞3̧̙͚̳͇̟̜͓͓͟7̶̪̺̠̞͠8̜̫͔̲͚̝̬̱͡3҉̬̝͖̫̲̪5̫̻͈̪͈͞9̨͖͕̜͇̠̼̟̗7̖͇̩̻͖̀͞3̨̛͈̺0̧̻̼̼̝̤͓͜1̹̲͡6̧͓̼̙̀̕7̷̖̺͚̭͖2̥̬̼̖̳̙͘҉̫͘7̵̝̱̺͓̪̝͚́0̪̞͚̹̪̻̝̰1̰̳͉̩̘͈͝5̸̧͍͓4̵̤̹̝̯͇͓͠͞6̠̖̦͡2̘̖̩͞5̵̶̢̞̤͉̭̦6͚͇̫̖̪͔̤͙̺6̴̥̯̝͟͠4̷̵҉̻̫̲̤̫̤̺̺͉8͚͕͚̠͖1̜3͈͖͎̬́4҉̼̀7̶͇͔̫̀6͖̬̣͕̕͞6҉̯͇̥͎͎5̷̷̻͇͖
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specjalnymAktemPewności”, płeć: 2, i 18 nakładek na Płeć: 1, typ: “przyjaciel”, jest _ przyjacielem: prawda, jest _ aktywnym: fałszowaniem, m Brzęczącego Serca Obfitości: częstotliwość, m Grzechoczącego Serca Hojności: taśmy stalowe pokryte metalem
s̢͜p͏̀e̛͝cj̴̸͝a̸lny͢m̕͟A̛͞ķ̨t̀҉e̕͜m̨P̵̷̸e̡͞w̛͟n͝oś̴͟c̶i̵”҉,̶̡̡ ̷̶͜p̵̛ł̵̀͢e̕ć̨͟͜: ͝2̸̕,̨͘ ̧̀i̵̛ ̡́1̨͢͡8͘ n͡aķł̸̷a͢d͏̕e͘k̨ ̢nà͡ ̵͟P̷̛̛łe̢͟ć̷̨:̴̵ ̶1̢,͠ ̢͜ty͞p̢͏:͏̢ ̧͝”̶p͘ŗz̕y̵j̵҉a͏͠c̶͢͠i̶̕e̡l҉̡͘”́͠,̵̵̕ ̴j̕e͞s҉t͘ ̴̴͞ ͡ṕ̸͢r̢z̢͏͏y̡̧j̢̨a͏̵̸c͜͢͡i҉èl̶̨͘ę̡m͡:̴̛̛ ̵͘p͞r͝a̵̧͝w̢̕d̶a̶͝,̷̵̕ ̨͡j̢e̵͡s̨͢t̷̷ ̢͟͡ ̀͠ą̛kt͜͟y̧wn̡͠y͘m:́͟ ͘f͢ał̷̛s̢z̀͠o͢͡w͟a̕̕͜n̨͘ì̷e͢m҉̵͟,̢́ ̛͘m҉͘ ̢҉Br̷z̶̛͜ę͜ćzą̨͞çe҉g̷͠o͠ S̸e̶̡̛rc҉͝a҉͜͢ ̡͡O҉b̀҉f͡i̶͘͠t̵o̶͝śc͏ì̶̸:̴̷ ̨͢çzę͡ş͘͞t͠͠o̢͠tl͞i̡͢ẁo̷̸ść̨́͠,͘ ͜͡m͟ ̛͟G̴̛͝r҉ź̕̕e̵c̶̡ho̵͜c̢z̨̕͘ą̢c͏̧e͟g̛͜͡o̸͡͡ ̨Ś͞er̕͜͟ć̴á͘ ̶̴̸H̛͘͢o̵̕j̛̛n̷ờś̡̕͏c̶̛i̧:͘ ̀͝t͡a̴͡ś҉͡m̵y̧͟͢ ̸͜s̛t͘͝a҉͟l̵òwe͏ ̛p̢̛ok̨r̢y̷҉t͢͠e̛͢ m̵͏e̸͡tą̧͞ĺ͏͘e͘͝ḿ͠
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canale telegram di slowforward: materiali di ricerca (scritture, audio, arte)

è nato un canale Telegram per materiali e aggiornamenti legati alla ricerca artistica, musicale, testuale, video, che integra e amplia il lavoro che slowforward sta facendo da 18 anni.

chi è interessato alla sperimentazione recente (o, in certi casi, ‘storica’/storicizzata) può iscriversi e seguire il link https://t.me/slowforward

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un / andrea astolfi. 2021

(CC) differx

“glitchasemics” @ new year’s eve

http://postasemicpress.blogspot.com/2020/05/glitchasemics-by-marco-giovenale-is.html

Glitchasemics

https://postasemicpress.blogspot.com/2020/09/note-su-glitchasemics-di-marco.html

https://slowforward.net/2020/05/19/glitchasemics-by-mg/

http://eexxiitt.blogspot.com/2020/05/glitchasemics-post-asemic-press.html

amazon.it/GLITCHASEMICS-Marco-Giovenale/dp/1734866209

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antonio syxty intervista mg sulle reti della ricerca letteraria

un post del 31 agosto 2018 – ricordando nanni balestrini

un post del 2018:

In un saggio di qualche anno fa (“Riambientarsi, ma anche difendersi”, leggibile qui: https://goo.gl/Dd1Sh8) parlavo del “cambio di paradigma”, nella scrittura, come di un (ri)allenamento dello sguardo a percepire il passaggio del senso. Come – dopo la nascita e i primi percorsi della fotografia – l’occhio di tutti ha a suo tempo disimparato a pensare ad alcune rappresentazioni classiche del galoppo, anche grazie alle fotografie di Muybridge.
Chi oggi volesse resettare sguardo e ascolto del testo, incontrando uno dei massimi autori italiani (del secondo Novecento e di oggi), può fare un salto all’OFF, in via Giovanni da Castel Bolognese 85, alle 19:30, per ascoltarlo leggere.
Torneremo a verificare con lui che il cambiamento, i flussi testuali, l’imprevisto, sono il motore inaggirabile della ricerca letteraria. E sarà evidente l’ulteriore salto/scarto laterale che ogni sua pagina imprime ad ascolto e lettura, come se – ovviamente – lo stesso Muybridge non funzionasse in pieno, come esempio, ma dovessimo inserire un ulteriore ‘glitch’ (disturbo, sorpresa, picco di senso) nell’orizzonte che attraversiamo: http://soulfulsock.tumblr.com/post/40443825979 (la fonte dell’immagine gif+glitch qui riprodotta).

forbidden dance / yogurtaesthetics. 2020

 

abilitarci a un silenzio interiore / mariangela guatteri. 2020

Il post del 1 luglio su Sloforward  (https://slowforward.net/2020/07/01/landirivieni/) mi ha fatto venire in mente il testo a p.79 del libro Figurina enigmistica:

Visualizing data is like photography [6]
(Millivan e Sullivan si fanno un viaggio)

ciò che veramente mi ha colpito, però, era sapere che le linee non rappresentano coste o fiumi o confini politici ma i veri rapporti umani dove sei? a casa sto arrivando qui dietro alle tue spalle dove sei? non c’è campo dove è andato? dove è adesso? non è raggiungibile Tolstoj il traffico è residuo avete lasciato la Slovenia e siete entrati in Croazia dovete andare a votare è ora di rivolgersi verso la Mecca per pregare

1941 Varsavia a occidente, 1809 Varsavia a oriente , XIV sec. non c’è Varsavia. Registrazioni: “Avete lasciato la Germania e siete entrati in Polonia” [7]

apt-get install anarchy 

Sconnessione, scrivi, “in tanti tempi e frammenti di tempi”;  “la perdita inevitabile e a volte radicale del contatto, oppure la ricomparsa di voci che si davano per disperse, la dissipazione della grana del discorso, il suo sgretolamento e resurrezione”,  mi rende in modo magnifico la frammentazione della dimensione umana e la possibilità di un’autentica riconnessione. Via da schemi di pensiero, via dalle gabbie percettive, via dai cliché.

Penso che la questione difficile del “soggetto” possa essere affrontata proprio a partire dal discorso del glitch che pone in primo piano il disturbo della dimensione individuale dell’umano. L’umano che si pensa in quanto “individuo” è in realtà un essere diviso, scisso da un movimento del reale che lo comprende ma in cui non riesce, in ultima istanza, a sentirsi e a pensarsi.

coaxial arts

https://m.twitch.tv/coaxialarts/profile

l’andirivieni. due incontri e relative – separate – annotazioni (cristina annino, carlo selan)


*
Il 29 giugno si è svolto, a cura de “La balena bianca”, un incontro online con Cristina Annino. Fra le varie questioni emerse durante gli interventi e il confronto, ho sottolineato per mia memoria una parte in cui l’autrice parlava del suo processo di scrittura, che si realizza attraverso appunti e materiali anche occasionali, poi riveduti elaborati assemblati. Un discorso assolutamente (ed esplicitamente) estraneo all’idea classica di ispirazione, e semmai direi vicino ad alcune modalità compositive di tanta scrittura di ricerca. Se non vicino, non troppo lontano.

* *
Il 30 giugno, la pagina facebook di “Poesia del nostro tempo” ha realizzato una videointervista a Carlo Selan. Mi è sembrato interessante il suo riferimento al ‘quasi’, all’incompletezza e alla lateralità della parola, convocate o meglio ancora realizzate dalla pagina. Per me personalmente (ma direi che è eredità nodale del Novecento) ha i connotati del fondativo. È la semplicissima ombra ineliminabile anzi precondizione di conoscenza e linguaggio.

Trovavo – così – decisamente singolare, non buffa e però involontariamente allegorica, la situazione per cui – soprattutto a 8′ 30” dalla fine dell’intervista, ossia proprio nel momento in cui quel tema veniva affrontato – il collegamento facebook saltasse caparbio e disturbante, rendendo la comunicazione complicata. (Ma non impossibile, o almeno non impensabile).

Del resto questa ondivaga minaccia o possibilità o effettiva sconnessione si dà pressoché sempre, in tanti tempi e frammenti di tempi, e certo anche con altre piattaforme. Ed è una costante delle linee internet, anche e proprio delle più veloci. Nuovamente: da sempre. Se pensiamo poi che la stessa storia della radio e del telefono ne è tessuta, fatta com’è di “Pronto?” – “Chi? Cosa?” – “Ti sento lontano” – “Mi ricevi?” – “Che dicevi?” – “È disturbato” – “Mi ritorna la voce, c’è eco” – “Passo, non ti sento” – “Sei qui?” – “Ripeti” – “Non ti sento più” – “Se n’è andato”…

Questo interminabile andirivieni e aggiustarsi delle frequenze, delle presenze, dei fantasmi, e la perdita inevitabile e a volte radicale del contatto, oppure la ricomparsa di voci che si davano per disperse, la dissipazione della grana del discorso, il suo sgretolamento e resurrezione, sono non una scoperta del Novecento ma la conferma che il secolo scorso ha avuto il grato ingrato compito di trasformare una dissimmetria e intransitività e opacità dei linguaggi e della conoscenza in qualcosa come una forse non interamente formulabile legge naturale che riguarda tutti.

Né il discorso del glitch è poi così lontano da quanto si va annotando qui. Anzi.

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2 0 1 2 / mariangela guatteri. 2012