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4 settembre, wegil (roma): giovanna zapperi, “gli strumenti dell’autonomia”

4 settembre 2021 | 19:00 – 20:45
all’interno di CRATERE
WEGIL – Hall
(Largo Ascianghi 5, Roma)
intervento teorico

Giovanna Zapperi è scrittrice, saggista e docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Ginevra con all’attivo numerose pubblicazioni su critica d’arte, femminismo e cultura visiva.

Nel CRATERE_WEGIL di Short Theatre 2021, interviene con Gli strumenti dell’autonomia, lecture che indaga il cinema documentario e sperimentale realizzato da artiste donne nell’Italia degli anni ‘60 e ‘70, dunque la presa di parola contro dinamiche minorizzanti. In un contesto in cui il cinema si basava sul controllo maschile della tecnologia e sull’appropriazione delle energie e dell’immaginazione delle donne – così scriveva Dacia Maraini nel 1978 –, autrici e registe hanno rovesciato questi meccanismi, reclamando la tecnologia per loro stesse.

Partendo dall’intreccio tra autorappresentazione, soggettività e produzione cinematografica, Giovanna Zapperi traccia una mappa di questioni interconnesse, come l’emergere della donna come soggetto politico nell’Italia del dopoguerra, il rapporto tra cinema e autocoscienza, e l’importanza (anche politica) delle amicizie, delle alleanze e dell’intimità tra donne.

shorttheatre.org/eventi/giovanna-zapperi/
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luglio ’60 / carlo bordini

Nel 1960 ci fu un tentativo di instaurare in Italia un governo di destra, il governo Tambroni. Era un monocolore democristiano appoggiato dai neo fascisti dell’MSI. Questo governo voleva essere una risposta a una ripresa operaia che era cominciata in Italia nell’anno precedente, e che si esprimeva in una forte ripresa degli scioperi dopo gli anni bui del dopoguerra.

Il governo Tambroni si caratterizzò subito per provvedimenti illiberali (divieto di alcune manifestazioni e di alcuni comizi) e in questo clima fu permesso ai neofascisti, che si erano ricostituiti in partito da poco, di tenere un loro congresso a Genova.

Ora, Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, era una città antifascista sul serio. C’erano ancora i partigiani che quindici anni prima avevano cacciato i tedeschi dalla città. Si fece una grande manifestazione a cui parteciparono partigiani, portuali e la base del partito comunista. La polizia cercò di disperdere la manifestazione e ne nacque una grande battaglia in cui i portuali, gente molto dura, sconfissero nettamente la polizia. Molti poliziotti furono feriti e a molti di loro furono sottratte le armi. Questo avvenne il 30 giugno. La sera di quel giorno i partigiani tornarono ad accamparsi in montagna, nelle colline intorno a Genova, e accesero fuochi che si vedevano dalla città. Da questo episodio nacque l’insurrezione del Luglio 60.

Vi furono manifestazioni in tutta Italia. La polizia sparò e uccise diversi manifestanti. A Roma i partigiani furono caricati dalla polizia a cavallo. L’insurrezione si propagò da città a città, da notizia a notizia. Dopo alcuni giorni i sindacati indissero uno sciopero generale. Il governo Tambroni si dimise e da allora cominciò in Italia la lunga serie dei governi di centrosinistra che bene o male dettero all’Italia una democrazia più o meno normale.

Si tratta dunque di un episodio fondamentale nella storia recente italiana. Se non ci fosse stata la reazione di Luglio 60 la storia sarebbe stata molto diversa: l’Italia sarebbe tornata a una forma di fascismo strisciante e mascherato. I nuovi governi di centro sinistra non fecero miracoli, ma nazionalizzarono l’energia elettrica, fecero una riforma agraria che portò alla scomparsa della mezzadria e alla formazione di una vasta piccola proprietà contadina. Le lotte sindacali e politiche si svilupparono in un clima relativamente permissivo.

Luglio 60 non fu organizzato dal Partito Comunista. Nacque spontaneamente e si diffuse spontaneamente. Vi partecipò la base del PCI, ma il partito non prese mai una posizione netta. Non diresse le lotte. I giornali del PCI facevano articoli di fuoco che suscitavano la rabbia e l’indignazione, ma non davano indicazioni di lotta. La gente si riuniva, discuteva e partecipava.

Il PCI fece molta retorica sui “giovani dalla maglietta a strisce” che avevano partecipato a Luglio ’60 e salvato la democrazia, ma pian piano la cosa venne dimenticata. Nessuno ne parlò più. Nessuno si riferì più a quel periodo. Oggi nessuno ne sa nulla.

Luglio ’60 non diventò un punto di riferimento per nessuna forza politica. Non se ne parlò più, né per esaltarlo né per esecrarlo. Credo che questo dipenda dal fatto che fu un movimento che sfuggì di mano a tutti, e che potrebbe diventare un esempio pericoloso. Fu utilizzato e messo in disparte: sarebbe invece opportuno, oggi, ricordarne l’esistenza.

Post scriptum. Quando questo avvenne io avevo 22 anni. Non ho nulla da cambiare a quanto ho scritto, ma voglio aggiungere una considerazione: se non ci fosse stata la sinistra democristiana, che si alleò coi socialisti, e formò il centro-sinistra, l’esito della vicenda sarebbe stato diverso.

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[da una mail circolare, con fotografie, di Carlo Bordini, 1 agosto 2018]

1 giugno, webinar su operaviva magazine

Martedì 1 giugno, ore 18:00 – Un incontro webinar su OperaViva Magazine. Con Alfonso Amendola, Nicolas Martino, Ilaria Bussoni, Viviana Vacca, Giovanna Chicca Ferrara, Peppe Il Console.

Per seguire l’incontro: https://urly.it/3d762 
(si accede con Microsoft Teams)

lo stage non è un lavoro

da firmare subito:

https://www.change.org/p/lo-stage-non-%C3%A8-lavoro-vogliamo-diritti

improvisations against propaganda / jim leftwich. 2017 [moria books]

Jim Leftwich, Improvisations Against Propaganda (2017)

brecce: voci dall’america latina

da Radio quarantena, a cura di Geraldina Colotti

https://www.spreaker.com/user/11689128/brecce-voci-dellamerica-latina_8

la liberazione di nasrin sotoudeh

https://www.change.org/p/libert%C3%A0-per-nasrin-giuseppeconteit-italymfa-federicamog-salviamonasrin/u/28036241

poesía contra el bloqueo (argo libri). presentazione con gli autori e gli editori cubani e venezuelani

“Un giorno prima della chiusura delle elezioni statunitensi abbiamo presentato il primo ebook della casa editrice Argolibri, Poesia contra el bloqueo, in collaborazione con: – Vadell Hermanos Editores – Rete europea di sostegno al Venezuela, con l’Unión Nacional de Escritores y Artistas de Cuba – Red de Intelectuales y Artistas en Defensa de la Humanidad – Brics – Psuv Italia – Conaicop Europa L’ebook è acquistabile al seguente indirizzo: https://bit.ly/35E7UH4

Intervengono: 🇨🇺 Da Cuba ▪️Alex Pausides, pluripremiato poeta, curatore della parte cubana dell’antologia, membro del Comitato organizzatore del Festival Internazionale della Poesia dell’Avana 🇻🇪 Dal Venezuela: ▪️William Castillo, Viceministro del Ministero contro il bloqueo ▪️Valentina Vadell, editrice venezuelana ▪️Giordana García, coordinatrice di un’antologia in Venezuela ▪️Celenia Arreaza Montserrat, poeta, ha partecipato all’ebook con una poesia ▪️Nathaly Perez e Lionel Ruiz, cantautori-poeti, 🇮🇹 Curatori dell’edizione: ▪️Geraldina Colotti, curatrice e poeta ▪️Gabriele Frasca, curatore e poeta ▪️Valerio Cuccaroni, direttore editoriale Argolibri

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Entrevista a la intelectual Giordana García: una poeta contra el bloqueo

traduzione italiana:
https://www.bricspsuv.com/2020/11/02/2333/

 

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intervista a William Castillo:
https://tinyurl.com/yxjgym9l

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poesía contra el bloqueo

ebook, 2020, argolibri
https://www.argonline.it/prodotto/poesia-contra-el-bloqueo-oltre-cento-voci-cubane-italiane-e-venezuelane-contro-il-blocco-a-cuba-e-venezuela/

oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a cuba e venezuela

a cura di geraldina colotti, gabriele frasca, lucidi

 

 

repression of speech and scholarship on palestine needs to end

https://www.aljazeera.com/opinions/2020/10/1/repression-of-speech-and-scholarship-on-palestine-needs-to-end/

baobab experience: la solidarietà non va in vacanza

Ultimi giorni per sostenerci

Cari tutte e tutti,

sono gli ultimi giorni utili per sostenere la raccolta fondi che abbiamo lanciato nel mese di agosto attraverso Produzioni dal Basso, prima piattaforma di crowdfounding nata in Italia, per poter affrontare l’estate con un po’ di risorse in più da dedicare alle nostre attività.

Al link https://www.produzionidalbasso.com/project/baobab-experience-la-solidarieta-non-va-in-vacanza/ troverete tutti i dettagli della nostra iniziativa.

Molti di voi hanno risposto con la consueta generosità, e ve ne siamo, ancora una volta, profondamente grati.

L’estate è finita, ci attendono nuove stagioni e Baobab Experience sarà ancora presente per continuare con le attività già messe in campo: assistenza medica, cibo, vestiario pulito, una sistemazione per la notte, assistenza legale nonché servizi di formazione e inserimento lavorativo per una efficace emancipazione dalla condizione di bisogno e una reale autodeterminazione.

Abbiamo bisogno di voi, per far sopravvivere e dare forza alla nostra idea comune di fratellanza e alla ostinata rivendicazione della libertà umana al movimento.

Grazie ancora, di tutto!

Baobab Experience
Produzioni Dal Basso
#assistenza #assistenzamedica #assistenzalegale #cibo #vestiario #vestiti #alloggiamenti #formazione #lavoro #crowdfunding

sostenere baobab experience: concretamente

Sostieni Baobab Experience

Baobab Experience è dal 2015 in strada a Roma, a sopperire le mancanze delle Istituzioni nella tutela delle persone migranti.

A oggi, più di 90.000 persone hanno ricevuto assistenza nei campi informali, allestiti dalla nostra associazione con mezzi donati dalla cittadinanza e dalla rete di solidarietà trasversale con le altre associazioni attive sul territorio. Sono donne, uomini e bambini in transito verso altri paesi europei o persone richiedenti asilo in Italia e che a Roma, dopo viaggi estenuanti segnati da abusi e violenze, sono abbandonati in strada e costretti ad aspettare tempistiche impossibili prima di poter accedere alle pratiche legali. L’esperienza del Baobab ha reso finora possibile che gli ultimi e gli invisibili ricevessero cure mediche, cibo, vestiario pulito, una sistemazione per la notte, assistenza legale nonchè servizi di formazione e inserimento [continua a leggere qui ]

“defiant muses” @ Monoskop

Defiant Muses: Delphine Seyrig and the Feminist Video Collectives in France, 1970s-1980s (2019) [English, Spanish]

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ancora sull’impegno a salvare la scuola di gomme, in palestina

CHI DEMOLISCE UNA SCUOLA, DEMOLISCE IL FUTURO.

A partire dal 1 giugno, giorno in cui la sentenza sulla demolizione del villaggio beduino palestinese di Khan al Ahmar è divenuta esecutiva, i bimbi e le famiglie si trovano in una situazione di terribile stress e tensione. Ogni mattina potrebbe accadere l’irrevocabile. Il Governo Israeliano, infatti, potrebbe in qualsiasi momento ordinare di radere al suolo il villaggio abitato da circa 180 persone da oltre 60 anni. In questo luogo ha sede una piccola scuola che è diventata simbolo del diritto all’istruzione e della difesa dei diritti delle comunità beduine residenti nell’Area C della Palestina controllata da Israele.

In qualsiasi momento la scuola potrebbe essere distrutta. Per favore firma la petizione!

Si tratta della “Scuola di Gomme”, così chiamata perché realizzata su pneumatici usati, per fare fronte al divieto delle Autorità Israeliane di realizzare costruzioni in muratura nell’Area C. La scuola è stata realizzata da Vento di Terra e da altre Ong, ma non si tratta di una semplice costruzione: in quel luogo risiedono le speranze di un futuro migliore, di un futuro di pace, per oltre 170 bambini del villaggio e delle zone limitrofe. Minori che a causa delle limitazioni imposte dai militari e dell’isolamento dei villaggi dove risiedono non hanno alternative reali e rischiano di perdere il diritto all’istruzione primaria.

La demolizione della scuola di Khan Al Ahmar creerebbe un pericoloso precedente e un grave danno alla comunità locale, ponendo le basi per una sua rapida deportazione.

continua a leggere qui: https://www.change.org/p/salviamo-la-piccola-scuola-di-gomme-in-palestina-thetyreschool-saveourschool-europarl-it-antonioguterres-netanyahu