Archivi tag: Resistenza

il comitato 3 ottobre

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Il Comitato 3 Ottobre è un’organizzazione no-profit che si propone di sensibilizzare sui temi

 dell’integrazione e dell’accoglienza attraverso il dialogo con cittadini, studenti e istituzioni. C3O è nata in seguito al naufragio del 3 ottobre 2013, al largo delle coste di Lampedusa, in cui persero la vita 368 migranti. Da allora, C3O ha dato alla data del 3 ottobre un significato simbolico: non solo commemora le vittime di quel naufragio, ma ricorda anche le migliaia di persone che annegano regolarmente nel Mar Mediterraneo o che vengono bloccate ai confini orientali dell’Europa e che dovrebbero invece essere accolte in sicurezza e incluse nei processi di integrazione sociale.

Vuoi unirti ? Clicca qui: https://actionnetwork.org/forms/possiamo-ancora-contare-su-di-te?source=email&

Grazie! Insieme possiamo rendere l’Italia e l’Europa un posto migliore per tutti.

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Comitato Tre Ottobre is a non-profit organization founded in 2014 with the aim to make the 3rd of October a “Day of Remembrance and Reception” all across Europe, after the tragic shipwreck occurred in Lampedusa – Italy in 2013 where 368 people seeking asylum in Europe died. In the past years we’ve been advocating at a national and European level, working both with Italian institutions and the European Parliament on migration rights.

Join us here: https://actionnetwork.org/forms/possiamo-ancora-contare-su-di-te?source=email&

a milano occupato il liceo manzoni per la vittoria del centrodestra: “i fascisti non ci rappresentano”

 

13 aprile 1944, storia di una rappresaglia: oggi alle 14 su radio onda rossa

Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm

martedì 12 aprile 2022 – ore 14

QUEL MATTINO D’APRILE
13/04/1944 storia di una rappresaglia

di e con Germano Rubbi

https://youtu.be/KkpgceHmRt8
(intervista audio)

Lo spettacolo vuole ricordare il tragico episodio di rappresaglia tedesca avvenuto a Calvi dell’Umbria nella primavera del 1944, quando 16 civili furono fucilati nella pubblica piazza perché sospettati di collaborare con i partigiani. Uno degli innumerevoli episodi di vera e propria guerra preventiva nei confronti dei civili, organizzata e voluta con particolare ferocia dal comandante in campo delle forze armate tedesche dislocate in Italia.

https://archive.org/details/quel.mattino.d.aprile (durata 1h 08′)

1990-2020. la pantera siamo noi

! smettete, smettete !

il minimo è firmare: al quirinale meglio non mandarci certa gente

diciamo che è il minimo. firmate e fate girare: https://www.change.org/p/berlusconi-al-quirinale-no-grazie-174002e6-ef40-41cd-a968-8d385fb1ee52

appello all’europa contro la criminalizzazione delle ong palestinesi

Appello a Bruxelles contro la criminalizzazione delle Ong palestinesi

Decine di organizzazioni e sindacati hanno inviato un appello a Josef Borrell, Alto Rappresentante della politica estera dell’Unione Europea contro la messa fuorilegge di alcune Ong palestinesi da parte da Israele.

Qui di seguito il testo dell’appello e le organizzazioni che l’hanno sottoscritto.


Gentile Alto Rappresentante,

Come organizzazioni della società civile europea, vorremmo allertarla sulla gravissima situazione creata dalla criminalizzazione da parte Stato di Israele contro sei delle più importanti e riconosciute organizzazioni palestinesi per i diritti umani:

● Addameer Prisoner Support and Human Rights Association,
● Al Haq – Legge al servizio degli uomini,
● Bisan Centro di Ricerca e Sviluppo,
● Defense for Children International – Palestina,
● l’Unione dei Comitati del Lavoro Agricolo
● Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi

Dopo la loro classificazione come “terroristi” il 22 ottobre, e con la successiva ordinanza militare di interdizione del 7 novembre, sono in grave pericolo: i loro locali possono essere invasi o chiusi, le loro attrezzature confiscate, i loro dirigenti e personale arrestati ed il loro finanziamento potrebbe essere in pericolo. I servizi di protezione che forniscono alla popolazione palestinese, così come la loro capacità di informare gli organismi internazionali sulle violazioni dei diritti umani in Palestina, sono messi a repentaglio da questa decisione. L’Unione europea deve restare fedele ai propri valori e deve proteggerle.

La dichiarazione del portavoce di EEAS del 22 ottobre, non era commisurata alla gravità di queste minacce. Affermando di “prendere sul serio” le affermazioni delle autorità israeliane e chiedendo loro “chiarimenti”, essa dà peso ad accuse contro partners che l’Unione Europea conosce perfettamente da anni, e legittima l’idea che lo Stato di Israele avrebbe un motivo legittimo per porre questa questione.
Questo è doppiamente errato: in primo luogo perché queste organizzazioni sono soggette alla legge palestinese e lo Stato di Israele non ha alcun diritto di interferire nei loro affari, e in secondo luogo perché i leader israeliani che le accusano sono gli stessi che potrebbero essere implicati nei procedimenti della Corte Penale Internazionale, che a loro volta potrebbero essere basati sulle informazioni e sui fascicoli di indagine forniti da queste ONG.

Le chiediamo quindi prima di tutto una dichiarazione pubblica molto più chiara su questo tema. In particolare, le chiediamo di:
● respingere chiaramente le accuse israeliane e mettere in dubbio la loro legittimità,;
● rinnovare pubblicamente la Sua fiducia in queste organizzazioni per i diritti umani, che stanno svolgendo un lavoro straordinario ed indispensabile sul campo;
● chiedere formalmente al governo israeliano di annullare le sue decisioni di designarle come terroriste e successivamente metterle al bando;
● informare tutti i donatori e gli intermediari finanziari della ricusazione delle decisioni prese dallo Stato di Israele e della vostra fiducia nelle ONG in questione;
● ricevere ufficialmente, al Suo livello, i leader di queste ONG e assicurare loro il Suo pieno sostegno,
● sostenere pubblicamente e finanziariamente l’azione della Corte Penale Internazionale, compreso il caso della Palestina.
Al di là di questa indispensabile presa di posizione, è necessario agire.

Il primo ed immediato atto che puo’ compiere, insieme alla Commissione europea di cui è Vicepresidente, riguarda l’accordo per includere Israele nel programma di ricerca e sviluppo di Horizon Europe. Mentre si può immaginare che anche il semplice rispetto delle linee guida del luglio 2013 non sia stato approvato da Israele in buona fede, la Commissione probabilmente ha voluto compiere un “gesto positivo” nei confronti di Israele dichiarando il 18 ottobre la conclusione dei negoziati.
Conosciamo gli eventi successivi: quattro giorni dopo, lo Stato di Israele ha lanciato l’offensiva più grave della storia contro le organizzazioni palestinesi per i diritti umani. E pochi giorni dopo, il 30 ottobre, l’ambasciatore israeliano ha stracciato il rapporto del Comitato per i diritti umani dell’ONU alle Nazioni Unite.
In tale contesto, la firma di questo accordo, prevista per il 9 dicembre, sarebbe una vergogna per l’Europa.

Le chiediamo, signor Alto Rappresentante, di adottare le misure necessarie per sospendere la firma di questo accordo. Questa è una semplice misura di decenza.

Oltre a ciò, se lo Stato di Israele persiste nella sua posizione, dovranno essere prese misure più vincolanti.

  1. • European Coordination of Committees and Association for Palestine (ECCP) – Europe
  2. Fédération Internationale pour les droits humains – FIDH
  3. Trócaire – Ireland
  4. Sinn Féin – political party – Ireland
  5. Europe Ecologie Les Verts – political party – France
  6. Confédération générale du travail (CGT) – trade union – France
  7. FIOM-CGIL – trade union – Italy
  8. Irish Congress of Trade Unions – trade union confederation – Ireland
  9. Unite the Union, Ireland Region – trade union – Ireland
  10. UNISON Northern Ireland – trade union – Ireland
  11. People Before Profit – political party – Ireland
  12. Parti Communiste Français (PCF) – political party – France
  13. Parti de Gauche – political party – France
  14. Ensemble! – political party – France
  15. BIJ1 (Political party) – Netherlands
  16. Mouvement des Jeunes Communistes de France – political party France
  17. Confédération Paysanne – trade union – France
  18. Fórsa SENO Branch – trade union – Ireland
  19. Belfast and District Trades Union Council – trade union – Ireland
  20. Ireland-Palestine Solidarity Campaign – Ireland
  21. Trade Union Friends of Palestine – Ireland
  22. MOC – Movement of Christian Workers – trade union – Belgium
  23. Union syndicale Solidaires – trade union – France
  24. Craigavon Council of Trade Unions – trade union – Ireland
  25. Cairo Institute for Human Rights Studies (CIHRS) – MENA
  26. European Coordination Via Campesina – Europe
  27. European Trade Union Network for Justice in Palestine – Europe
  28. Sadaka – The Ireland Palestine Alliance – Ireland
  29. Ligue des droits de l’Homme (LDH) – France
  30. Suomen Rauhanpuolustajat – Finnish Peace Committee
  31. Defence for Children International – Switzerland
  32. Defence for Children International – Belgium
  33. Students for Justice in Palestine Dublin City University – Ireland
  34. Fédération Syndicale Unitaire (FSU) – France
  35. MRAP – France
  36. The Rights Forum – Netherlands
  37. Jewish Voice for Just Peace Ireland – Ireland
  38. Centre for Global Education – Ireland
  39. Cairde Palestine Belfast – Ireland
  40. Gaza Action Ireland – Ireland
  41. Academics for Palestine – Ireland
  42. MENA GROUP/Rete in difesa di (diritti umani e chi li difende) – Italy
  43. Association France Palestine Solidarité (AFPS) – France
  44. Union des Progressistes Juifs de Belgique (UPJB) – Belgium
  45. Association des Universitaires pour le Respect du Droit International en Palestine (AURDIP) – France
  46. British Committee for the Universities of Palestine – UK
  47. Plateforme des ONGs Françaises pour la Palestine – France
  48. Women’s International League for Peace and Freedom, Finland
  49. Humanitas-Centre for global learning and cooperation – Slovenia
  50. Association Belgo-Palestinienne – Belgium
  51. France Palestine Mental Health Network – France
  52. Viva Salud – Belgium
  53. Union Juive Française pour la Paix – France
  54. ICAHD Finland – Finland
  55. Deutscher Koordinationskreis Palastina Israel (KOPI) – Germany
  56. European Legal Support Center – Netherlands
  57. Comite Pour Une Paix Juste Au Proche Orient – Luxembourg
  58. Cultura è libertà, una campagna per la Palestina – Italy
  59. AssopacePalestina – Italy
  60. DocP – BDS Nederland – Netherlands
  61. Nederlands Palestina Komitee – Netherlands
  62. Buendnis fuer Gerechtigkeit zwischen Israelis und Palaestinensern e.V. BIP – Germany
  63. BDS Berlin- Germany
  64. Finnish-Arab Friendship Society – Finland
  65. Association pour le jumelage entre les camps de réfugiés palestiniens et les villes françaises (AJPF) – France
  66. Pand – Performars and Artists for Peace – Finland
  67. Društvo UP Jesenice – Slovenia
  68. Belgian Campaign for Academic and Cultural Boycott of Israel (BACBI) – Belgium
  69. Mouvement de la Paix – France
  70. Une Autre Voix Juive – France
  71. Association des Travailleurs Maghrébins de France – France
  72. Collectif Judéo Arabe et Citoyen pour la Palestine – France
  73. Fédération des Tunisiens pour une Citoyenneté des deux Rives (FTCR) – France
  74. Vrede vzw – Belgium
  75. Dynamo International – Belgium
  76. Les Femmes en Noir – France
  77. Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese – Italy
  78. Rete Antirazzista – Firenze, Italy
  79. Association France Palestine Solidarité Nîmes, France
  80. Association “Pour Jérusalem” – France
  81. Odv Salaam Ragazzi Dell’Olivo Comitato Di Tireste – Italy
  82. Forum Palestine Citoyenneté – France
  83. Comité de Vigilance pour une Paix réelle au Proche-Orient – France
  84. Assopace Palestina Firenze – Italy
  85. Chrétiens de la Méditerranée – France
  86. Associazione Cinema e Diritti – Italy
  87. Associazione di Amicizia Italo-Palestinese NLUS – Italy
  88. Comitato Pistoiese per la Palestina – Italy
  89. Donne in nero Italia – Italy
  90. COSPE – Italy
  91. CRED – centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia – Italy
  92. Campagna Ponti e non Muri di Pax Christi Italia – Italy
  93. Giuristi Democratici – Italy
  94. CPPI Saint-Denis [ Collectif Paix Palestine Israël] – France
  95. New Weapons Research Group – Italy
  96. Women in Black Vienna – Austria
  97. Slovene Philanthropy – Slovenia
  98. Not in Our Name – For a Just Peace in the Middle East – Czech Republic
  99. Collectif Faty Koumba – France
  100. La Courneuve Palestine – France
  101. Comité pour le Respect des Libertés et des Droits de l’Homme en Tunisie – France
  102. BDS Italia – Italy
  103. Stichting – Groningen-Jabalya – Netherlands
  104. UK-Palestine Mental Health Network – UK
  105. Wilpf – Finland
  106. Ipri-ccp – Italy
  107. Comunità delle Piagge – Italy
  108. Aderisco a nome del Comitato varesino per la Palestina – Italy
  109. Pro Palestina – Italy
  110. Stradafacendo – Italy

“gaza”, di garry keane e andrew mcconnell: film in streaming (gratuitamente) dal 5 al 7 novembre

È difficile immaginare che qualcuno viva una vita normale nella Striscia di Gaza: questo documentario irlandese è un meraviglioso ritratto di chi abita in quel luogo, gente comune che vive una vita piena nonostante le macerie causate dal perenne conflitto.

GAZA di Garry Keane e Andrew McConnell, in streaming dal 5 al 7 novembre con #IFFSilverStream

Prenota subito il tuo biglietto gratuito
https://bit.ly/IFF-Gaza

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letizia goretti: “la vertigine del gioco. l’azione dell’internazionale situazionista tra arte e politica”

Sandro Ricaldone

LETIZIA GORETTI. La vertigine del gioco. L’azione dell’Internazionale situazionista tra arte e politica
Anteferma edizioni, 2021

Negli ultimi dieci anni sentiamo sempre di più parlare del movimento Internazionale situazionista (IS) e l’editoria continua ad arricchirsi di riflessioni e di studi sul gruppo. Questo libro non vuole essere una storia esaustiva dell’IS: sul mercato esistono già dei buoni libri di riferimento – anche se alcuni sono datati – e sarebbe inutile ripetersi. L’intento è invece di osservare il movimento da un altro punto di vista. Sulla base di uno spoglio nuovo di documenti in buona parte editi e alcuni inediti, lo studio ripercorre la storia del movimento situazionista attraverso il fenomeno del gioco e della rappresentazione non solo figurativa ma anche letteraria. Questa nuova lettura necessita comunque di un passaggio storico dei due movimenti antecedenti, il Lettrismo e l’Internazionale lettrista, e un confronto con le pratiche di questi gruppi. Dopodiché la storia prosegue ripercorrendo le tappe più importanti dell’IS, gli eventi più popolari e meno noti, focalizzando l’attenzione sul gioco e il suo funzionamento all’interno del gruppo.
Il gioco, concepito come atto creativo defunzionalizzato e come metafora, è la chiave per una reinterpretazione del movimento.

sostegno a mimmo lucano

 

https://www.change.org/p/domenico-lucano-mimmo-siamo-con-te

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4 settembre, wegil (roma): giovanna zapperi, “gli strumenti dell’autonomia”

4 settembre 2021 | 19:00 – 20:45
all’interno di CRATERE
WEGIL – Hall
(Largo Ascianghi 5, Roma)
intervento teorico

Giovanna Zapperi è scrittrice, saggista e docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Ginevra con all’attivo numerose pubblicazioni su critica d’arte, femminismo e cultura visiva.

Nel CRATERE_WEGIL di Short Theatre 2021, interviene con Gli strumenti dell’autonomia, lecture che indaga il cinema documentario e sperimentale realizzato da artiste donne nell’Italia degli anni ‘60 e ‘70, dunque la presa di parola contro dinamiche minorizzanti. In un contesto in cui il cinema si basava sul controllo maschile della tecnologia e sull’appropriazione delle energie e dell’immaginazione delle donne – così scriveva Dacia Maraini nel 1978 –, autrici e registe hanno rovesciato questi meccanismi, reclamando la tecnologia per loro stesse.

Partendo dall’intreccio tra autorappresentazione, soggettività e produzione cinematografica, Giovanna Zapperi traccia una mappa di questioni interconnesse, come l’emergere della donna come soggetto politico nell’Italia del dopoguerra, il rapporto tra cinema e autocoscienza, e l’importanza (anche politica) delle amicizie, delle alleanze e dell’intimità tra donne.

shorttheatre.org/eventi/giovanna-zapperi/
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luglio ’60 / carlo bordini

Nel 1960 ci fu un tentativo di instaurare in Italia un governo di destra, il governo Tambroni. Era un monocolore democristiano appoggiato dai neo fascisti dell’MSI. Questo governo voleva essere una risposta a una ripresa operaia che era cominciata in Italia nell’anno precedente, e che si esprimeva in una forte ripresa degli scioperi dopo gli anni bui del dopoguerra.

Il governo Tambroni si caratterizzò subito per provvedimenti illiberali (divieto di alcune manifestazioni e di alcuni comizi) e in questo clima fu permesso ai neofascisti, che si erano ricostituiti in partito da poco, di tenere un loro congresso a Genova.

Ora, Genova, città medaglia d’oro della Resistenza, era una città antifascista sul serio. C’erano ancora i partigiani che quindici anni prima avevano cacciato i tedeschi dalla città. Si fece una grande manifestazione a cui parteciparono partigiani, portuali e la base del partito comunista. La polizia cercò di disperdere la manifestazione e ne nacque una grande battaglia in cui i portuali, gente molto dura, sconfissero nettamente la polizia. Molti poliziotti furono feriti e a molti di loro furono sottratte le armi. Questo avvenne il 30 giugno. La sera di quel giorno i partigiani tornarono ad accamparsi in montagna, nelle colline intorno a Genova, e accesero fuochi che si vedevano dalla città. Da questo episodio nacque l’insurrezione del Luglio 60.

Vi furono manifestazioni in tutta Italia. La polizia sparò e uccise diversi manifestanti. A Roma i partigiani furono caricati dalla polizia a cavallo. L’insurrezione si propagò da città a città, da notizia a notizia. Dopo alcuni giorni i sindacati indissero uno sciopero generale. Il governo Tambroni si dimise e da allora cominciò in Italia la lunga serie dei governi di centrosinistra che bene o male dettero all’Italia una democrazia più o meno normale.

Si tratta dunque di un episodio fondamentale nella storia recente italiana. Se non ci fosse stata la reazione di Luglio 60 la storia sarebbe stata molto diversa: l’Italia sarebbe tornata a una forma di fascismo strisciante e mascherato. I nuovi governi di centro sinistra non fecero miracoli, ma nazionalizzarono l’energia elettrica, fecero una riforma agraria che portò alla scomparsa della mezzadria e alla formazione di una vasta piccola proprietà contadina. Le lotte sindacali e politiche si svilupparono in un clima relativamente permissivo.

Luglio 60 non fu organizzato dal Partito Comunista. Nacque spontaneamente e si diffuse spontaneamente. Vi partecipò la base del PCI, ma il partito non prese mai una posizione netta. Non diresse le lotte. I giornali del PCI facevano articoli di fuoco che suscitavano la rabbia e l’indignazione, ma non davano indicazioni di lotta. La gente si riuniva, discuteva e partecipava.

Il PCI fece molta retorica sui “giovani dalla maglietta a strisce” che avevano partecipato a Luglio ’60 e salvato la democrazia, ma pian piano la cosa venne dimenticata. Nessuno ne parlò più. Nessuno si riferì più a quel periodo. Oggi nessuno ne sa nulla.

Luglio ’60 non diventò un punto di riferimento per nessuna forza politica. Non se ne parlò più, né per esaltarlo né per esecrarlo. Credo che questo dipenda dal fatto che fu un movimento che sfuggì di mano a tutti, e che potrebbe diventare un esempio pericoloso. Fu utilizzato e messo in disparte: sarebbe invece opportuno, oggi, ricordarne l’esistenza.

Post scriptum. Quando questo avvenne io avevo 22 anni. Non ho nulla da cambiare a quanto ho scritto, ma voglio aggiungere una considerazione: se non ci fosse stata la sinistra democristiana, che si alleò coi socialisti, e formò il centro-sinistra, l’esito della vicenda sarebbe stato diverso.

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[da una mail circolare, con fotografie, di Carlo Bordini, 1 agosto 2018]

1 giugno, webinar su operaviva magazine

Martedì 1 giugno, ore 18:00 – Un incontro webinar su OperaViva Magazine. Con Alfonso Amendola, Nicolas Martino, Ilaria Bussoni, Viviana Vacca, Giovanna Chicca Ferrara, Peppe Il Console.

Per seguire l’incontro: https://urly.it/3d762 
(si accede con Microsoft Teams)

lo stage non è un lavoro

da firmare subito:

https://www.change.org/p/lo-stage-non-%C3%A8-lavoro-vogliamo-diritti