Archivi tag: asemia

stamattina, un seminario sulle forme della scrittura e del libro contemporaneo, e l’asemic writing

All’Istituto svizzero di Roma, oggi, tra poco, continua la lecture sull’asemic writing, o “scrittura desemantizzata” (come diceva Tomaso Binga e come Jim Leftwich suggerisce di dire), e su alcuni aspetti e materiali di scritture sperimentali e verbovisive. Il seminario, a differenza di ieri, è riservato agli allievi della Summer School ospitati dall’istituto, ma presto qui o su facebook pubblicherò foto dei moltissimi oggetti, libri, plaquettes, esempi di esoeditoria et alia multa di cui parlerò.

Ospiti di ieri sono stati Giulio Marzaioli per e con Benway Series, e Sara Davidovics con la performance e libro Azimut.

this image actually means “good news”

Usually the adjective “asemic” (=signless) was linked by some dictionaries to “asemia” as a pathologic defaillance consisting in an impossibility of comprehending and expressing words, gestures, sounds. It was not related to the idea of asemic writing.

(E.g. https://www.collinsdictionary.com/it/dizionario/inglese/asemiahttps://www.collinsdictionary.com/it/dizionario/inglese/asemia)

So, …after twenty years of asemic writing movement, this Cambridge turn looks like a great achievement.

*

When the first (self-aware) asemic writing mags, sites, books and series started their journey, more than 20 years ago, the actual meaning of “a-semia” ( = a radical “absence of sign”, not an absence of semantic meaning) risked to put aside the very idea which grounded the practice of asemic writing.

On the contrary, now it seems that the use of the word “asemic” is better perceived as referred to an artistic practice, rather than a pathology. (according to Cambridge, at least..).

irma blank, “senza parole” (p420 gallery, bologna, 26 jan – 30 march 2013)

due regimi di folli

Una formazione sociale qualsiasi ha sempre l’aria di funzionare bene. Non c’è motivo perché non funzioni. È tuttavia c’è sempre un lato attraverso cui avvengono delle fughe e per cui si disfa. Non si sa mai se il messaggero arriverà a destinazione. E più ci si avvicina alla periferia del sistema, più i soggetti si trovano presi in una specie di tentazione: o sottomettersi ai significanti, obbedire agli ordini del burocrate e seguire l’interpretazione del grande prete, o essere trascinati altrove, al di là, vettore folle, tangente di deterritorializzazione. Seguire una linea di fuga, diventare nomadi, emettere quelle che Guattari poco fa chiamava particelle asignificanti.

Gilles Deleuze, Due regimi di folli, intervento del 1974, ripubblicato anche in Due regimi di folli e altri scritti. Testi e interviste 1975-1995.
Edizione italiana e traduzione a cura di D. Borca, Einaudi, Torino 2010, pp. 6-7.

“useless writing” / jim leftwich. 2001

uw

http://www.rastko.rs/rastko/delo/11607

_

pre-order copies of “the last vispo anthology” now

The Last Vispo Anthology: Visual Poetry 1998-2008 is being published by Fantagraphics Books and will arrive in stores by early November. You can PRE-ORDER copies now at http://www.fantagraphics.com/browse-shop/the-last-vispo-anthology-visual-poetry-1998-2008.html. Also, there will be an international schedule of launches and exhibits for The Last Vispo that will be posted in the coming months.

check out

the Facebook page – http://www.facebook.com/last.vispo

the website – http://www.thelastvispo.com/

*