dec. 14th, 2018: postwar narratives of collecting, royal netherlands institute

 

Why do we collect, how do we legitimise it for ourselves or for others, and what does that say about our culture? Collecting as a practice has been studied from various perspectives, beginning with Julius von Schlosser who in 1908 regarded it as a characteristic trait of the human soul – collecting objects was part of an inborn urge. Based on Lacan, Mieke Bal sustained the same in her famous essay on collecting, but then from a narrativist perspective – each collection is an on-going narrative for the collector as an individual by which means (s)he sublimates anxieties. Meanwhile, the collecting of contemporary art has attracted a lot of scholarly and critical attention in the last decades, but the discussion of this phenomenon decidedly deviated from the psychological perspective by focusing on the economic aspects of the art markets and their global development, the postcolonial situation, interculturality and the rise of the non-western artist. While the former, psychological perspective suggests that collecting does not change over time, the latter strand of research starts from the assumption that indeed collecting has very recently changed, quite radically even, turning into a global phenomenon.

The present workshop, organized by Arnold Witte, aims to open up a new perspective by building on both traditions but confronting the underlying assumptions. It starts with the observation that after 1945 the acquisition of contemporary art works became ever more important for a growing public – thanks to new buyers and as a result of government policies in industrialized countries – and institutions such as museums who increasingly collected contemporary art. Furthermore, new actors appeared on the scene, such as auction houses and corporate art collections. Businesses started to buy or commission contemporary art in order to embellish their employees’ offices or show it to a wider public. Belonging to this latter group are also non-profit institutions such as hospitals, which embraced art as part of their medical philosophy. Finally, artists and galleries were confronted with new expectations and adjusted their art and strategies to this new situation by incorporating, avoiding or refuting these narratives.

All these changes created the need for new legitimations that took the form of narratives, invented to justify the act of collecting for individuals, institutions and governments. It could also lead to counter-narratives, in the form of an art that defied the market, as in the case of (early) Arte Povera. These narratives also have implications for how then and now art was and is defined. This workshop aims to explore these narratives and their dynamics, by mapping the various motives formulated by actors in the field of collecting between 1945 and the early 2000s, in order to explore in what ways the act of collection adapted to the ideologies of the post-war era.

Programme:
14:00 to 19:00 Continue reading

libri per bambini con il culto dell’immagine: 5 dicembre, fondazione pastificio cerere

libribambini

http://fondazionemalaspina.org/projects/books-for-children-with-the-cult-of-the-image/

http://www.pastificiocerere.it/mostre-attivita/libri-per-bambini-con-il-culto-dellimmagine/

 

roma, 29 novembre: 1978-79 @ simon tanner

Siamo all’ultimo incontro dedicato al decennio ’68 ’78, e per l’occasione abbiamo invitato Paolo MORANDO, l’autore di Dancing Days – 1978 1979 i due anni che hanno cambiato l’Italia, Laterza 2009, proprio perché è di questo che vorremmo parlare.
Ma sarà una bella occasione per ricordare il “Concerto per Demetrio STRATOS” del 14 giugno 1979 a Milano
e il “Festival della poesia” a Castelporziano il 30 giugno 1979.
A nostro avviso sono questi questi gli eventi che chiudono definitivamente il decennio.
Vogliamo ringraziare il nostro amico Davide PEDRIZZETTI che per l’occasione ha offerto 6 scatti fatti a quel concerto da suo padre
Paolo PEDRIZZETTI (al quale lui non poté partecipare per un banale raffreddore estivo).
Ma saremo anche in compagnia di Giuseppe GARRERA per parlare di libri, dell’amore per questi , del piacere di leggerli, collezionarli e cercarli …

Chiuderemo la serata ascoltando la poesia Affanculo, di Aldo PIROMALLI – rivisitata e letta da Giacomo GABRIELI accompagnato da Lorenzo ZICCOLELLA alla chitarra.

oggi, 9 novembre, inaugurazione di “costellazione 2”: beuys, viaggi in italia. a cura di giuseppe garrera e maria gazzetti

Costellazione 2

Beuys: Viaggi in Italia Recuperi di storie tedesche girando per Roma

Una mostra della Casa di Goethe, a cura di Giuseppe Garrera e Maria Gazzetti

10 Novembre 2018 – 20 gennaio 2019

Via Del Corso 18

Inaugurazione: OGGI, venerdì 9 novembre 2018, 19.00 – 21.00

La Casa di Goethe presenta con “Costellazione 2” la seconda puntata di esposizioni che raccontano storie e tesori tedeschi rinvenuti a Roma.
Il progetto ideato da Giuseppe Garrera e a cura di Giuseppe Garrera e Maria Gazzetti, direttrice della Casa di Goethe, è pensato in primo luogo come un omaggio a Walter Benjamin, alla flânerie, al collezionismo, alle tante storie, ai tanti segni e passaggi di civiltà dispersi, in una metropoli, nei luoghi di scarico, robivecchi, cenciaioli, rigattieri, antiquari.

Si tratta di ritrovamenti tedeschi avvenuti a Roma: di tesori che come collezionisti, passeggiatori, bibliofili, si sono recuperati, “salvati”, in giro per Roma da case sgomberate di famiglie, studiosi e viaggiatori tedeschi: ruderi, segni, resti di naufragi che testimoniano passioni e tesori perduti (Roma, come la Parigi di Benjamin, è ancora piena di bancarelle, mercatini, rivenditori in cui vanno a finire tuttora innumerevoli librerie e suppellettili di case di appassionati). Si tratta quindi di oggetti orfani, nostoi, perdite: alla realizzazione della “Costellazione” sovrintendono le leggi del caso e il girovagare.

Questa seconda puntata è dedicata interamente a ritrovamenti e recuperi in giro per Roma legati alla figura e all’opera di Joseph Beuys (Krefeld 1921 – Düsseldorf 1986): oggetti, feticci, pubblicazioni, spie, ricordi, segni d’affetto dell’immenso artista tedesco recuperati spesso fortunosamente in mercati, rigattieri, biblioteche dismesse e che testimoniano e ripercorrono non solo la devozione, il seguito e la diffusione del suo operare e della sua carismatica presenza, ma anche e soprattutto il legame straordinario di Beuys col nostro paese, il suo sogno politico dell’Italia, il progetto di rifondare qui da noi, attraverso l’arte, una civiltà alternativa all’ottusità delle ideologie e del Capitale, con Capri, Napoli, Foggia, Roma, Venezia, Bolognano, di volta in volta, come modelli e paradigmi di esistenza e splendore, nella consapevolezza permanente della catastrofe e della nostra condizione di esuli. Continue reading

roma, 9 novembre, “costellazione 2”: beuys, viaggi in italia. a cura di giuseppe garrera e maria gazzetti. dal 10 novembre alla casa di goethe

Costellazione 2

Beuys: Viaggi in Italia Recuperi di storie tedesche girando per Roma

Una mostra della Casa di Goethe, a cura di Giuseppe Garrera e Maria Gazzetti

10 Novembre 2018 – 20 gennaio 2019

Via Del Corso 18

Inaugurazione: Venerdì, 9 novembre 2018, 19.00 – 21.00

La Casa di Goethe presenta con “Costellazione 2” la seconda puntata di esposizioni che raccontano storie e tesori tedeschi rinvenuti a Roma.
Il progetto ideato da Giuseppe Garrera e a cura di Giuseppe Garrera e Maria Gazzetti, direttrice della Casa di Goethe, è pensato in primo luogo come un omaggio a Walter Benjamin, alla flânerie, al collezionismo, alle tante storie, ai tanti segni e passaggi di civiltà dispersi, in una metropoli, nei luoghi di scarico, robivecchi, cenciaioli, rigattieri, antiquari.

Si tratta di ritrovamenti tedeschi avvenuti a Roma: di tesori che come collezionisti, passeggiatori, bibliofili, si sono recuperati,  “salvati”, in giro per Roma da case sgomberate di famiglie, studiosi e viaggiatori tedeschi: ruderi, segni, resti di naufragi che testimoniano passioni e tesori perduti (Roma, come la Parigi di Benjamin, è ancora piena di bancarelle, mercatini, rivenditori in cui vanno a finire tuttora innumerevoli librerie e suppellettili di case di appassionati). Si tratta quindi di oggetti orfani, nostoi, perdite: alla realizzazione della “Costellazione” sovrintendono le leggi del caso e il girovagare.

Questa seconda puntata è dedicata interamente a ritrovamenti e recuperi in giro per Roma legati alla figura e all’opera di Joseph Beuys (Krefeld 1921 – Düsseldorf 1986): oggetti, feticci, pubblicazioni, spie, ricordi, segni d’affetto dell’immenso artista tedesco recuperati spesso fortunosamente in mercati, rigattieri, biblioteche dismesse e che testimoniano e ripercorrono non solo la devozione, il seguito e la diffusione del suo operare e della sua carismatica presenza, ma anche e soprattutto il legame straordinario di Beuys col nostro paese, il suo sogno politico dell’Italia, il progetto di rifondare qui da noi, attraverso l’arte, una civiltà alternativa all’ottusità delle ideologie e del Capitale, con Capri, Napoli, Foggia, Roma, Venezia, Bolognano, di volta in volta, come modelli e paradigmi di esistenza e splendore, nella consapevolezza permanente della catastrofe e della nostra condizione di esuli. Continue reading