Archivi tag: Giuseppe Andrea Liberti

video di twentytwenty extended conference, sessione 11: g .a. liberti | j. valentini | m. paragliola

Giuseppe Andrea Liberti (Università degli Studi di Napoli Federico II), Oltre Marechiare. Tendenze della poesia napoletana contemporanea

Jordi Valentini (Università degli Studi di Torino), La giovane poesia nella Svizzera italiana. Percorsi e metodi

Michele Paragliola (Napoli), Per una nuova èpos. Il viaggio dei migranti

27 aprile: undicesima sessione di twentytwenty extended conference

20-20-convegno_2021martedì 27 aprile, alle ore 18:00 undicesima sessione di TWENTYTWENTY EXTENDED CONFERENCE Questi gli interventi:

Giuseppe Andrea Liberti (Università degli Studi di Napoli Federico II), Oltre Marechiare. Tendenze della poesia napoletana contemporanea

Jordi Valentini (Università degli Studi di Torino), La giovane poesia nella Svizzera italiana. Percorsi e metodi

 Michele Paragliola (Napoli), Per una nuova èpos. Il viaggio dei migranti

Tutti gli incontri si terranno sulla piattaforma Microsoft Teams, a cui sarà sempre possibile accedere tramite questo link. Il link sarà sempre disponibile anche sulla pagina web del convegno. Si può scaricare gratuitamente l’app Teams sul pc oppure accedere tramite browser (Google Chrome). È possibile consultare il programma e la descrizione dettagliata del progetto alla pagina del convegno.

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incontri a cura di Giulia Bassi e Stefano Milonia

il 1903 in italia, nei metri. e due addenda non italiani

Paolo Giovannetti: “A partire da una data quasi simbolica come il 1903, si vanno addensando libri e libretti di poesia in cui poeti giovanissimi, a volte meno che ventenni, smettono di scrivere con la metrica tradizionale e praticano forme in cui la relazionalità isosillabica classica è sostituita da altro. In italiano, prima del Novecento, non era permesso scrivere un testo in cui, ad esempio, un endecasillabo è seguito da un ottonario e poi da un novenario, e così via… Questo tipo di metrica era del tutto inaccettabile per la nostra tradizione. Poeti come Sergio Corazzini e Corrado Govoni invece cominciano a comporre così nel periodo appunto subito successivo al 1903. Usano frammenti della tradizione, ma li montano in modo personalissimo, ottenendo una sonorità nuova. E nel decennio abbondante che precede la prima guerra mondiale questo modo di scrivere sempre più libero, anche se mai del tutto slegato da indici metrici tradizionali, si va generalizzando. Clemente Rebora e Dino Campana (1913-1914) poetano in un modo del tutto nuovo rispetto al passato, e con la massima sicurezza. Giuseppe Ungaretti, il primo Ungaretti, è naturalmente versoliberista. Siamo arrivati al 1916, l’anno de Il Porto Sepolto“.
(Il brano viene da questa intervista del marzo 2016, a cura di Luca Vaglio: https://www.glistatigenerali.com/letteratura/la-poesia-oggi-e-unarte-concettuale-come-la-pittura/)

Aggiungo io: Hugo von Hofmannsthal pubblica la Lettera di Lord Chandos nel 1902.dubliners_wk
James Joyce scrive le proprie Epifanie tra il 1900 e il 1904.
Il 1904 è l’anno in cui inizia a scrivere i Dubliners.
Rivoluzioni.

alfabeta2.it/2015/04/19/gioco-e-radar-14-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-prima-parte-hofmannsthal/

alfabeta2.it/2015/04/26/gioco-e-radar-15-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-seconda-parte-joyce/

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oggi al teatro valle (roma): tutte le poesie di pagliarani @ teatro valle + margutta 70

facebook.com/events/2414472195259298/

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