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il 1903 in italia, nei metri. e due addenda non italiani

Paolo Giovannetti: “A partire da una data quasi simbolica come il 1903, si vanno addensando libri e libretti di poesia in cui poeti giovanissimi, a volte meno che ventenni, smettono di scrivere con la metrica tradizionale e praticano forme in cui la relazionalità isosillabica classica è sostituita da altro. In italiano, prima del Novecento, non era permesso scrivere un testo in cui, ad esempio, un endecasillabo è seguito da un ottonario e poi da un novenario, e così via… Questo tipo di metrica era del tutto inaccettabile per la nostra tradizione. Poeti come Sergio Corazzini e Corrado Govoni invece cominciano a comporre così nel periodo appunto subito successivo al 1903. Usano frammenti della tradizione, ma li montano in modo personalissimo, ottenendo una sonorità nuova. E nel decennio abbondante che precede la prima guerra mondiale questo modo di scrivere sempre più libero, anche se mai del tutto slegato da indici metrici tradizionali, si va generalizzando. Clemente Rebora e Dino Campana (1913-1914) poetano in un modo del tutto nuovo rispetto al passato, e con la massima sicurezza. Giuseppe Ungaretti, il primo Ungaretti, è naturalmente versoliberista. Siamo arrivati al 1916, l’anno de Il Porto Sepolto“.
(Il brano viene da questa intervista del marzo 2016, a cura di Luca Vaglio: https://www.glistatigenerali.com/letteratura/la-poesia-oggi-e-unarte-concettuale-come-la-pittura/)

Aggiungo io: Hugo von Hofmannsthal pubblica la Lettera di Lord Chandos nel 1902.dubliners_wk
James Joyce scrive le proprie Epifanie tra il 1900 e il 1904.
Il 1904 è l’anno in cui inizia a scrivere i Dubliners.
Rivoluzioni.

alfabeta2.it/2015/04/19/gioco-e-radar-14-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-prima-parte-hofmannsthal/

alfabeta2.it/2015/04/26/gioco-e-radar-15-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-seconda-parte-joyce/

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venerdì 9 giugno, incontro su “cercando la poesia perduta”, di luca vaglio

https://www.facebook.com/events/1942443635991414/

a Roma, venerdì 9 giugno, alle ore 18:30
presso la Libreria Assaggi
(via degli Etruschi 4)

dibattito sul libro di Luca Vaglio,
Cercando la poesia perduta
(Marco Saya, 2016)

Insieme all’autore interverrano Maria Grazia Calandrone, Marco Giovenale, Arturo Mazzarella e Guido Mazzoni.

Durante l’incontro si discuteranno i temi affrontati nel libro e più in generale quello della condizione attuale della poesia in Italia.

Luca Vaglio nel saggio-inchiesta Cercando la poesia perduta (Marco Saya Edizioni, 2016) propone un’analisi dedicata alla condizione, e alla possibile marginalizzazione recente, della poesia in Italia e con questo fine raccoglie punti di vista differenti sullo stato delle cose. Il libro ospita interventi di Mauro Bersani, Maria Grazia Calandrone, Biagio Cepollaro, Daniele Giglioli, Guido Mazzoni, Marco Ragazzi, Cesare Viviani e Paolo Zublena. Nell’intervista pubblicata nella seconda parte, il professore di letteratura italiana Paolo Giovannetti (Iulm) evidenzia nella poesia degli ultimi decenni un fenomeno simile a quello già capitato alle arti figurative, ovvero una tendenza alla concettualizzazione, a trarre, se così si può dire, legittimità e fondamento da supporti teorici esterni. Nell’intervista inoltre viene sviluppata un’ampia digressione storica che prende il via dalla rivoluzione del verso libero fino ad arrivare ai giorni nostri.

Luca Vaglio vive a Milano, dove lavora come giornalista. Ha pubblicato il saggio-inchiesta Cercando la poesia perduta (Marco Saya Edizioni, 2016) le raccolte di poesia Milano dalle finestre dei bar (Marco Saya Edizioni, 2013), La memoria della felicità (Zona, 2008) e il racconto In riva al Lario (Lite Editions, 2013).