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in poesia è il 1957, ecco uno schema degli eventi che ci aspettano quest’anno

CALENDARIO PERPETUO

2 gennaio – Si fondono le borse di San Francisco e Los Angeles.

25 marzo – A Roma, sei Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo) firmano il “Trattato di Roma”, atto istitutivo delle Comunità Economica Europea (CEE) e Comunità Europea dell’Energia Atomica (EURATOM)

Aprile – Esce On the road, di Jack Kerouac.

13 aprile – A Milano apre il primo punto di grande distribuzione organizzata (supermarket).
L’Egitto riapre il Canale di Suez.
In Italia esce il romanzo di Boris Pasternak Il dottor Zivago.


Tra giugno e novembre Pasolini e Sanguineti si scontrano sulle pagine di due fascicoli della rivista “Officina”. L’evento determina una frattura verticale e l’avviamento del loop della poesia contemporanea. Per l’anagrafe poetica il Paese cambia legittimamente il proprio nome in Ytalya. Il calendario si blocca e – sempre in poesia – da ora in poi dopo ogni 31 dicembre l’anno ricomincia sempre come 1 gennaio 1957.


4 luglio – Viene presentata la Fiat 500.

25 agosto – Muore Umberto Saba.

4 ottobre – L’Unione Sovietica lancia nello spazio lo Sputnik 1, primo satellite artificiale della storia, seguito il 3 novembre dallo Sputnik 2, con a bordo la cagnetta Laika.

1 novembre – Muore Clemente Rebora.

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dati (parzialmente) da:
https://www.frateindovino.eu/correva-anno/1957

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sul 1957 (che è, appunto, l’anno ytalyano eterno):

https://slowforward.net/2021/12/31/eterno-1957-ytalyano/

31 dic. 2021, auguri: in poesia, domani ricomincia il 1957

31 dic. 2021

Stiamo pronti. Nel novembre 2022 saranno apparentemente / inutilmente trascorsi 65 anni dal novembre 1957.
Ossia 65 anni dalla polemica Pasolini-Sanguineti sulle pagine di “Officina”. Il novembre 1957, come tutti sanno, non è mai uscito dal calendario cranico delle faune di bosco e sottobosco, ossia degli epigoni e sottoepigoni detentori o meglio eredi della distribuzione libraria (un tempo “editoria”) ytalyana.

In “poesia”, soprattutto, il 1957 non è proprio in grado di finire. Il fatto è inaggirabile. Per Mondadori in primis, ma a cascata per tutta o quasi tutta l’editoria grande, media, mediopiccola e piccola, ogni 31 dicembre la casella si inceppa e l’anno torna a essere il 1957.
C’è stato un lungo momento, soprattutto tra il 2003 e pochi anni fa, in cui una generazione, la mia, sembrava sicura che fosse ancora possibile rimettere gli orologi. Ma figuriamoci.
E sembra adesso – soprattutto leggendo i quasi-millennial che fanno capoccella dalla distribuzione contemporanea – che quel 1957 abbia trovato nuovi solidissimi alleati. Che si spingono con l’estro tutt’al più a fare i trasferelli da Sereni, Penna, Fortini, Pasolini. Ma stop. Non sia mai che si riesca ad entrare negli anni Sessanta del Novecento. Del secolo XXI non parliamo proprio.

(Mi riferisco ovviamente al mainstream, non alla ricerca letteraria),
In tutto ciò, l’appoggio dei destri seniores di quella polemica ha il suo peso. Li ritroveremo tutti domani mattina, sabato 1 gennaio 1957. Buon anno.
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emilio villa e l’ytalya. intorno alle origini di una canonizzazione problematica / aldo tagliaferri. 2019

un ringraziamento particolare ad Aldo Tagliaferri per aver concesso la ripubblicazione di questo testo (già comparso nel n. 22 della rivista online “L’Ulisse”, ottobre 2019). qui di séguito il pdf:

Fai clic per accedere a aldo-tagliaferri_-ytalya.pdf

bingo!

http://differx.blogspot.it/2015/06/bingo-no-seriamente.html

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mercato, distribuzione

Da poco è uscito il fascicolo 261 de «l’immaginazione» (Manni). Come sempre, consiglio la lettura. In particolare, noto che tanto A. Prete quanto L. Canali si interrogano, in due diversi interventi, sullo stato del mercato, sulla situazione intollerabile dell’editoria (e degli editor) e della distribuzione nel nostro paese.

Rimando sinteticamente a questo articolo, a cui (neanche sto ad aggiungere avverbio) non c’è (stata) risposta.

in margine a un’ennesima ennesima ennesima ennesima ennesima ennesima ennesima ristampa di Neruda

continua la rincorsa dell’editoria italiana alla retorica del ‘900. retorica sempre afferrata, sempre mostrata (ed) evidente, ma (anzi: di conseguenza) evidentemente sempre vendibile e venduta.

il successo e loop e trip di Neruda “significa” e per certi aspetti anche “determina” concretamente (distributivamente) l’insuccesso anzi il decesso della scrittura di ricerca, in lingua spagnola come nelle altre lingue.

l’italia è un paese di bande e fanfare, la complessità orchestrale non fa per lei.