Archivi tag: Situazionismo

piero simondo: laboratorio situazione esperimento

Sandro Ricaldone

PIERO SIMONDO
Laboratorio Situazione Esperimento
a cura di Luca Bochicchio e Daniele Panucci
MuDA Centro esposizioni e Casa Museo Jorn
Albissola Marina
4 giugno -4 settembre 2022

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hp zimmer: tagebuch 1957-1965

Sandro Ricaldone

HP ZIMMER
» es gibt im Moment keine besseren Künstler als uns in Deutschland «
(There are no better artists than us in Germany at the moment)
Tagebuch 1957 – 1965
edited by Barbara Hess, Nina Zimmer
foreword by Matthias Mühling
Hatje Cantz, 2022

“I have kept a diary since my school days,” HP Zimmer remarked in 1984. This is also true of the time of the artists’ group SPUR he co-founded in 1957. He wrote to “seek my own point of view in the midst of often turbulent events and sometimes controversial debates.” This book presents representative excerpts from the manuscript, which was reviewed by the artist in the early 1990s. Stylistically aware and (self-) critical, Zimmer comments on the cultural and social climate of postwar Germany. He provides insights into the contemporary German art scene and its European network with close ties to the Situationist International. The debates recorded by Zimmer in his diaries – about painting and artistic freedom as well as revolution, boxing matches, crime series, and the threat of nuclear war – are still strangely relevant to us today.

HP ZIMMER (1936-1992) studied at the Hamburg Kunsthochschule and the Munich Kunstakademie in the late 1950s. SPUR, which he co-founded, was one of the first post-war avant-gardes groups in the Federal Republic. In 1982, HP Zimmer became a professor of painting at the Hochschule für Bildende Künste in Braunschweig.

edward john matthews: “arts and politics of the situationist international 1957-1972”

Sandro Ricaldone

EDWARD JOHN MATTHEWS
Arts and Politics of the Situationist International
1957-1972
Situating the Situationists
Lexington Books, 2021

Arts and Politics of the Situationist International contextualizes the SI within a comprehensive aesthetic and theoretical framework that integrates its concepts and practical activities with previous critical thinkers, political activists, artists, and poets. The SI belongs to a history of radical gestures and cultural practices concerned with re-imagining everyday life and overcoming alienation. This book regards the SI as a critical interdisciplinary endeavor in the history of consciousness, particularly as a moment in an ongoing western-European trajectory of aesthetic negation dating back to the early nineteenth century. The chapters search for origins of the SI in French Symbolist poetry, Dada and Surrealism, Hegelian-Marxism, and Lefebvrian social theory in an effort to provide a clearly-defined ‘something’ out of which the SI developed as an increasingly radical collective of artists, writers, and theorists.

bertrand cochard: “guy debord et la philosophie”

Sandro Ricaldone

BERTRAND COCHARD
Guy Debord et la philosophie
préface d’Étienne Balibar
Hermann, 2021

À la fin des années 1950, Guy Debord entreprend de confronter ses thèses et intuitions, initialement construites au sein des avant-gardes artistiques, avec la philosophie allemande. Il étudie Hegel et Marx, découvre le marxisme « hétérodoxe » (Karl Korsch, Georg Lukács, Anton Pannekoek), discute les théoriciens et commentateurs de son temps (Jean Hyppolite, Henri Lefebvre, Lucien Goldmann), et importe certains concepts issus de cette tradition (totalité, aliénation, marchandise, etc.) au sein de sa propre pensée. Quelles ont été les conséquences de ce « tournant » philosophique ? Comment l’étude de ce tournant peut-elle permettre de mettre en question la réduction de l’auteur de La Société du Spectacle à un sociologue critique de « la société de consommation » ? L’objectif de ce livre est de faire émerger la singularité de Guy Debord dans le champ philosophique, en plaçant notamment la question du temps au cœur de cette singularité.

 

guy debord: appunti preliminari

Sandro Ricaldone

GUY DEBORD
Appunti preliminari
Ortica editrice, 2021

Questi Appunti riguardano le lotte degli anni Sessanta e Settanta in Francia e in Italia, la Fronda, il cinema o la corruzione del linguaggio. Appunti che permettono di conoscere in modo più profondo il pensiero di Debord che, durante la seconda metà del secolo scorso, condusse un’incessante “guerra del tempo” dentro e contro la propria epoca, considerata come una glaciazione “spettacolare-mercantile” della storia. In questi inediti Appunti lo vediamo via via progettare e mettere a fuoco alcune delle proprie mosse teoriche, iperpolitiche, cinematografiche, linguistiche, autobiografiche, in particolare relative alla conduzione dell’Internazionale Situazionista, alla memoria storica del recente movimento delle occupazioni del maggio francese del 1968 come a quella della Fronda antiassolutistica del Diciassettesimo secolo, alla preparazione dei suoi lungometraggi cinematografici, alla progettazione di un dizionario critico della distruzione contemporanea del linguaggio comune, fino alla stesura di un resoconto della propria vita che per il fondo come per la forma di “confessione cinica” vessi e demoralizzi le autorità contemporanee. Questi Appunti incoraggiano un’ulteriore riflessione sull’evoluzione delle società contemporanee e sui mezzi per arrestarne il disastroso corso.

 

sandro ricaldone per slowforward

Un benvenuto particolarmente caloroso e felice a Sandro Ricaldone, uno dei maggiori studiosi italiani di arte contemporanea, avanguardie materiali verbovisivi e situazionismo, che – come visto nei giorni recenti attraverso vari post suoi – ha accettato di offrire la propria collaborazione come redattore a slowforward.

letizia goretti: “la vertigine del gioco. l’azione dell’internazionale situazionista tra arte e politica”

Sandro Ricaldone

LETIZIA GORETTI. La vertigine del gioco. L’azione dell’Internazionale situazionista tra arte e politica
Anteferma edizioni, 2021

Negli ultimi dieci anni sentiamo sempre di più parlare del movimento Internazionale situazionista (IS) e l’editoria continua ad arricchirsi di riflessioni e di studi sul gruppo. Questo libro non vuole essere una storia esaustiva dell’IS: sul mercato esistono già dei buoni libri di riferimento – anche se alcuni sono datati – e sarebbe inutile ripetersi. L’intento è invece di osservare il movimento da un altro punto di vista. Sulla base di uno spoglio nuovo di documenti in buona parte editi e alcuni inediti, lo studio ripercorre la storia del movimento situazionista attraverso il fenomeno del gioco e della rappresentazione non solo figurativa ma anche letteraria. Questa nuova lettura necessita comunque di un passaggio storico dei due movimenti antecedenti, il Lettrismo e l’Internazionale lettrista, e un confronto con le pratiche di questi gruppi. Dopodiché la storia prosegue ripercorrendo le tappe più importanti dell’IS, gli eventi più popolari e meno noti, focalizzando l’attenzione sul gioco e il suo funzionamento all’interno del gruppo.
Il gioco, concepito come atto creativo defunzionalizzato e come metafora, è la chiave per una reinterpretazione del movimento.

détournement & kitsch. les cartes postales de hp zimmer

Sandro Ricaldone

DÉTOURNEMENT & KITSCH
Les cartes postales de HP Zimmer
Texte de Jacopo Galimberti
Préface de Fabrice Flahutez
Presses Universitaires de Paris Nanterre

Entre 1957 et la fin de sa vie, l’artiste situationniste et membre du groupe Spur HP Zimmer détourne des centaines de cartes postales. Mêlant l’art d’avant-garde au kitsch le plus grotesque, ces oeuvres convoquent la pensée de Nietzsche pour critiquer la société du spectacle, sans renoncer à une vision hédoniste de la politique et de la vie. Savants et enjoués, les détournements de Zimmer cherchent à affirmer de nouvelles valeurs, transformant le kitsch en une arme redoutable contre le bon gout bourgeois.
Les cartes postales détournées, conservées dans les archives del’artiste, sont publiées pour la première fois dans leur intégralité, et complétées par un essai inédit.

presses-universitaires.parisnanterre.fr/index.php/produit/detournement-kitsch-les-cartes-postales-de-hp-zimmer-die-postkarten-von-hp-zimmer/

piero simondo, “laboratorio situazione esperimento”: dal 19 ottobre a torino

Piero Simondo, Senza titolo, 1962, monotipo su carta

PIERO SIMONDO. LABORATORIO SITUAZIONE ESPERIMENTO
a cura di Luca Bochicchio
Accademia Albertina – Torino
19 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022

Martedì 19 ottobre 2021 alle ore 18, nell’ipogeo della Rotonda di Talucchi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, aprirà al pubblico la mostra Piero Simondo. Laboratorio Situazione Esperimento, promossa dall’Archivio Simondo. Si tratta del primo approfondimento monografico e retrospettivo sull’opera di Piero
Simondo, tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista e particolarmente legato alla città di Torino, dove l’artista si è spento il 6 novembre 2020 e dove ancora oggi ha sede il suo archivio.

Nato a Cosio di Arroscia (Imperia) nel 1928, Piero Simondo frequentò l’Accademia Albertina di Torino dal 1949 (contemporaneamente alla Facoltà di Chimica) e lavorò incessantemente come artista e teorico, creando gruppi cooperativi artistici come il CIRA e i Laboratori Sperimentali all’Università di Torino.

Curata da Luca Bochicchio, direttore scientifico del MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina, la mostra offre per la prima volta un ampio sguardo sull’ampia produzione sperimentale dell’artista, dalle prime produzioni degli anni Cinquanta alle ultime degli anni Duemila.

Dopo l’anticipazione di Alba, presso la Chiesa di San Domenico (fino al 12 dicembre), la mostra di Torino costituisce la seconda tappa di una retrospettiva antologica sull’artista che si articolerà tra il Piemonte e la Liguria, regione in cui Simondo nacque nel 1928, e che oltre all’Accademia Albertina vedrà nel 2021 un evento collaterale a Casa Ramello, San Maurizio Canavese (a cura de La Bottega delle Nuove Forme). Nel 2022 il viaggio di questa mostra antologica proseguirà al MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina (maggio 2022), con due spin-off: al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (con opere di Simondo all’interno dell’allestimento Espressioni. Epilogo, gennaio 2022) e a Cosio di Arroscia (IM), con un evento nello Spazio Piero Simondo (estate 2022).

A integrazione della mostra sarà pubblicato un volume (coedizione Gli Ori-Albertina Press, con il contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC e Fondazione De Mari) in italiano e inglese, con la duplice funzione di documentare l’esposizione e proporre una riflessione sulla figura dell’artista, grazie a contributi di autorevoli studiosi di critica e storia dell’arte, filosofia e visual studies: Luca Avanzini, Paul Bernard, Luca Bochicchio, Franco Brunetta, Flaminio Gualdoni, Karen Kurcynski, Lisa Parola, Sandro Ricaldone, Maria Teresa Roberto, Marco Senaldi, Sara Tongiani.

L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 21 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022.

i fantasmi dell’immaginario / gianni emilio simonetti. 1971-2001

Gianni Emilio Simonetti: “Eravamo i banditi della speranza… oggi siamo i fantasmi dell’immaginario” (1971-2001)

da:
L’Arengario, ED.912 – Manifesti azioni edizioni
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la scomparsa di piero simondo

Testo di Sandro Ricaldone:

PIERO SIMONDO, il giovane uomo ritratto in questa foto del luglio 1957 (scattata da Ralph Rumney) a Cosio d’Arroscia, dove ospitava nella sua casa natale la riunione di artisti da cui nacque l’Internazionale situazionista, è scomparso questa notte a Torino, all’età di 92 anni.
Artista e animatore culturale infaticabile, prima dell’I.S. aveva fatto parte con Asger Jorn e Pinot Gallizio, con Elena Verrone (che sarebbe divenuta sua moglie) e Walter Olmo, del Movimento Internazionale per un Bauhaus Immaginista e attraversato da protagonista l’avventura del Laboratorio sperimentale di Alba.
Dopo la rottura con Guy Debord, aveva fondato il C.I.R.A., un gruppo cooperativo partecipato da operai FIAT ma anche da figure di spicco della cultura torinese come il professor Francesco De Bartolomeis, che più tardi lo chiamerà all’Università, ad organizzare i Laboratori artistici della Facoltà di Magistero, non a caso definiti, anch’essi, “sperimentali”. Qui, negli anni ’90, nella sua veste di docente di Metodologia e Didattica degli Audiovisivi, si era impegnato sul fronte della produzione di contenuti digitali, stimolando i suoi allievi a creare startup in quest’ambito.
Autore di molteplici pubblicazioni, fra cui “Il colore dei colori” (La Nuova Italia, 1990) e “Guarda chi c’era, guarda chi c’è. L’infondata fondazione dell’Internazionale situazionista” (Ocra Press, 2004), ha proseguito sino allo scorso decennio la sua attività pittorica, avanzata per fasi diverse, dagli straordinari “Monotipi” degli anni ’50 alle grandi “Topologie” del periodo successivo ai “Quadri Manifesto” realizzati negli anni ’70; procedendo poi con i cicli, più recenti, delle “Ipocraquelures”, degli “Ipofiltraggi” e dei “Nitroraschiati”, in un lavoro costantemente orientato alla ricerca di esiti in qualche modo affrancati dall’intenzionalità dell’autore, in traccia di quell'”immagine imprevista”, che dà il titolo al volume che accompagnava l’antologica allestita a Finalborgo nel 2011.
Una ricerca indipendente, fuori dagli schemi invalsi nelle correnti più note della contemporaneità, ma di grande rigore e respiro, sempre aliena da qualsiasi compromesso.

documenti per l’agitazione: secondo tributo a pinot gallizio (giuseppe garrera @ unavetrina)

www.unavetrina.it
[ 13-17 aprile 2018, via del Consolato 12, Roma ]

i situazionisti a cosio

cosio

 

continua qui:
http://www.alfabeta2.it/2014/07/27/calata-dei-situazionisti-cosio/

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