[r] _ semplicità delle sibille e della poesia concreta e visiva

   
stante il superamento di molte necessità tipografiche, e considerando la diffusione delle stampanti a basso costo, e le tecnologie legate alla riproduzione e diffusione delle immagini attraverso rete e dispositivi cellulari, un testo visivo può vivere grazie alla semplice addizione: matita + carta + ‘moltiplicatore’ elettronico.
il moltiplicatore può essere un cellulare, una webcam, uno scanner, una macchina fotografica digitale. la diffusione è data da una connessione web, o da una stampante. da una fotocopiatrice. eccetera.
e: di fatto la persistenza del testo – o della traccia – è perfino esterna alla sua registrazione e archiviazione. la sua indipendenza dai ‘mezzi’ è già scritta nell’ordine delle cose.

 

il semplice incontro con la traccia da parte di un osservatore è un altro segmento di vita della traccia, aggiunto.
  

[r] _ “aufgabe” (numeri 1-13 e monografico sull’italia, n. 7 del 2008)

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Nel 2008 esce un numero della rivista statunitense “Aufgabe” (Litmus Press) sulla poesia italiana. La cura di questo fascicolo è di Jennifer Scappettone.

Tutti i numeri della rivista (ciascuno monografico/antologico: sulla Francia, la Germania, il Giappone ecc. ecc.) sono ora – grazie soprattutto a E. Tracy Grinnell – disponibili e liberamente scaricabili in pdf dal sito di Jacket2https://jacket2.org/reissues/aufgabe

§

L’indice del n. 7 dedicato all’Italia può essere consultato qui:
https://slowforward.files.wordpress.com/2017/03/aufgabe_07_2008_index.pdf

L’intero fascicolo si può scaricare dal sito di Jacket2:
https://media.sas.upenn.edu/jacket2/pdf/reissues/aufgabe/J2_Reissues_Aufgabe_07_2008.pdf

(oppure qui su Slowforward)

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[r] _ cantiere: bruno snell, eraclito

Già Schleiermacher (fr. 10 della sua numerazione, p.333) traduce: “Il signore, il cui oracolo si trova presso i Delfii (sic), non spiega né nasconde ma accenna (deutet an)”. E da allora questa traduzione: “accenna” si è conservata. Ma così la proposizione non presenta una contraddizione? Se Apollo “accenna” soltanto, allora evidentemente esiste per lui un’effettiva univocità che per una qualche considerazione egli tace: dunque egli nasconde qualcosa. Ma Eraclito dice esplicitamente che egli non nasconde nulla. E poi semaíno non significa mai “accennare”. Esso significa: dare un segno. Del resto esso viene impiegato anche con particolare riferimento a segni divini. Ma qui cosa potrà significare questo: egli dà un sema?

Si richiami soltanto alla memoria di quale specie erano gli oracoli cui Eraclito può riferirsi. In Erodoto leggiamo che quando a Delfi Creso si informò sulla progettata campagna contro i Persiani, gli fu fatta la seguente profezia (Erodoto, I 53): “se tu oltrepassi l’Ali, distruggerai un grande impero”. Questo è un tale […] oracolo “a doppio taglio e a due facce” (come dice una volta Luciano, Juppiter Tragoedus 43) che non esprime chiaramente ma neppure nasconde, bensì – questo è decisivo – che dà il senso e il senso contrario. La risposta del dio presenta un sema, un simbolo, che semplicemente c’è.

E semaínein è il termine proprio per “significare” (bedeuten). Qui abbiamo il collegamento con il logos di Eraclito. Anche il logos, il senso, semaínei, non parla univocamente come il nume ma neppure nasconde nulla, bensì c’è in quanto sema e “significa”. Questo logos è effettivamente simbolo del mondo, poiché anch’esso semplicemente c’è, indifferenziato e unitario, come l’universale.

I giovani pescatori che si cercavano i pidocchi si sono rivolti all’indirizzo di Omero in questo modo (fr. 56): “quante cose abbiamo viste e prese, tante lasciamo; quante non ne abbiamo né viste né prese, tante con noi rechiamo”. Ma Omero non ha intuito il doppio senso, così come Creso non ha compreso la duplicità di senso dell’oracolo. E così anche gli uomini si lasciano ingannare dalla gnosis ton phaneron (conoscenza delle cose evidenti). La storia che narra come Omero sia morto di disperazione per la sua confusione di fronte a questa proposizione di sicuro non è granché spiritosa. Ma Eraclito la riprende, perché è un esempio semplice e ben conosciuto per ciò che considera come l’essenziale del logos. Chi nel linguaggio non vede nient’altro che uno strumento, per fissare e trasmettere una determinata conoscenza, non comprenderà mai qualcosa del senso profondo del mondo, così come esso appare nel linguaggio, e del significato autentico del logos. In Eraclito, quindi, la predilezione per i giochi di parole non è mai soltanto uno scherzo spiritoso, bensì un richiamo costante a questa singolare essenza duplice del logos, che ha significato univoco e tuttavia duplice.

Bruno Snell, Die Sprache Heraklis (1926)
Tr.it. di B.Maj: B.S., Il linguaggio di Eraclito, Corbo, Ferrara 1989, pp. 24-26

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[r] _ cantiere: “beckett, proust”

La memoria involontaria è esplosiva, “una deflagrazione immediata, totale e deliziosa”. Essa risuscita, e non soltanto l’oggetto passato, ma anche qualche cosa di più, perché qualche cosa di meno; di più perché isola l’utile, l’opportuno, l’accidentale, perché nella sua fiamma ha distrutto l’Abitudine e tutte le sue opere, e nella sua luce ha rivelato ciò che la falsa realtà dell’esperienza non potrebbe mai rivelare e non rivelerà mai – il reale.

Samuel Beckett, Proust (1931)

tr. it. di C.Gallone: S.B., Proust, Sugar, Milano 1962 (rist. Sugarco 1978, 1994: p.44)

[r] _ le collage : une lecture épistémocritique du réel

Magali Nachtergael, « Le collage : une lecture épistémocritique du réel », Acta fabula, vol. 11, n° 10, Notes de lecture, Novembre-Décembre 2010, URL : http://www.fabula.org/revue/document6020.php, page consultée le 06 avril 2014.

iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #7: appunti da un saggio (tutt’ora) in costruzione

da http://puntocritico.eu/?p=4397
(2012)

[…]

I. Per datare i cambiamenti: alcuni indizi

I.1.

L’impressione è che da circa mezzo secolo noi tutti siamo fuori da un “paradigma”. In occidente, almeno. (Paradigma è vocabolo sentito alternativamente o troppo invadente o troppo poco inclusivo, eccessivamente blando; dunque lo si assumerà come signum arbitrario da variare; al momento lo uso come puro termine convenzionale, e provvisorio).

Se un cambio di paradigma c’è stato (perfino in Italia), di fatto ci troviamo adesso in un altro/differente (o entro una serie di altri), che invece appunto ci include e determina. Siamo (nati) in un diverso paradigma che include/informa percezioni reazioni relazioni nel contesto o panorama occidentale, e nei testi che vi si producono. Tutto o moltissimo è cambiato intorno a noi e in noi anche per via di quel che è stato scritto e sentito e percepito e fatto e detto dall’inizio degli anni Sessanta. A me sembra che si sia pienamente (e contortamente) dentro un mutamento, o mutazione avvenuta e ancora in atto: ci siamo letteralmente nati, è stato la nostra placenta.

Eviterei di parlare di Modernismo come di Postmoderno. Anche se parlare, invece, di paradigmi è quanto meno fumoso. Ma qui non scrivo un “saggio”; qui semmai si dà per avviata (con puntini di sospensione all’inizio e alla fine) una sequenza di ipotesi e domande, più che risposte; si ragiona operando su un terreno che il ragionamento stesso tenta di preparare a un viaggio verso definizioni in larga parte da elaborare. Continue reading

iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #6: riambientarsi (ma anche difendersi)


(n.b.: secondo Scribd questo saggio è stato letto circa 6400 volte. Tutte le volte inutilmente?)

iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #5: sviste riviste

in riferimento a quanto scrivo, e per intendersi, viste le sviste (recenti e non recenti) che noto, torno a compitare:

questa è probabilmente definibile scrittura di ricerca o poesia di ricerca (in instabile equilibrio sul margine pre- e post-paradigma):
https://slowforward.wordpress.com/lyrikline/
http://www.nazioneindiana.com/2010/09/22/sette-testi-da-shelter/
https://slowforward.files.wordpress.com/2013/06/quattro-poesie-da-delvaux_-_n-i-2013_.pdf

questi sono esempi – diversi fra loro – di un tipo di prosa che descriverei in termini di oscillazione tra flarf e prosa in prosa (ma NON si tratta di cut-up e NON si tratta di googlism):
http://www.alfabeta2.it/2011/04/21/dall%e2%80%99infanzia-all%e2%80%99eroismo-4-steps/
https://mosstrill.wordpress.com/2015/07/30/marco-giovenale-translated-by-linh-dinh/ (da Quasi tutti, ed.Polimata 2010: mp3)
http://eexxiitt.blogspot.it/2011/06/e-ma-co-differx.html
https://slowforward.wordpress.com/2013/06/26/gran-gran-conclusioni-2/

questi che seguono sono, in tutta evidenza, esempi di found text (NON sought, NON cut-up, NON googlism):
http://www.alfabeta2.it/2011/04/07/cvd/
http://eexxiitt.blogspot.it/2011/06/annotazione-di-poetica.html
https://slowforward.wordpress.com/2013/07/08/guarda-e-stupendo-non-ce-nemmeno-un-cliche-nel-tuttolibri-del-6-luglio/

qui, esempi di prosa in prosa (nonostante gli a-capo dei primi due testi):
https://slowforward.wordpress.com/2013/03/03/4da/
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/09/feel-so-differx-2012.html
http://gammm.org/index.php/2010/09/20/4-da-shelter/

qui siamo in area di googlism, con alcune pagine che oscillano tra found e sought (la serie enhance è evidentemente flarf):
http://coupremine.blogspot.it/2007/08/marco-giovenale.html
http://www.lulu.com/items/volume_64/6596000/6596742/1/print/CDK.PDF
http://zswound.blogspot.it/2007/02/marco-giovenale-assume-that.html
http://www.coconutpoetry.org/giovenale1.htm
fhttp://www.shampoopoetry.com/ShampooThirtyone/giovenale.html

questo è glitch:
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/10/the-glitched-godard-series-04-differx.html (evidentemente: su video)
http://eexxiitt.blogspot.it/2012/09/per-non-lasciarvi-soli-in-questi-giorni.html (evidentemente: su testo)

queste sono scritture asemantiche, asemic writing (che NON sono leggibili in senso alfabetico-testuale-letterario, piuttosto si può dire che afferiscono all’area della grafica, volendo):
http://www.redfoxpress.com/dada-giovenale.html
http://sleepingfish.net/N/09.01.20.htm
http://thenewpostliterate.blogspot.it/2013/07/glyphicle-from-marco-giovenale.html

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iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #4: qualche cenno a cosa (talvolta) si fa quando si fa ricerca

a2Gioco (e) radar, a cura di MG

INDICE DEGLI INTERVENTI

Un’introduzione a Gioco (e) radar, 11 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/11/unintroduzione-gioco-radar/

Gioco (e) radar #01: Kenneth Goldsmith, 18 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/18/gioco-radar-01-kenneth-goldsmith/

Gioco (e) radar #02: Prime critiche (?), 25 gen. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/01/25/gioco-e-radar-02-prime-critiche/

Gioco (e) radar #03: Glitch, alterazioni, disfunzioni [prima parte], 1 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/01/gioco-e-radar-03-glitch-alterazioni-disfunzioni-prima-parte/

Gioco (e) radar #04: Glitch, alterazioni, disfunzioni [seconda parte: addenda politici], feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/08/gioco-e-radar-04-glitch-alterazioni-disfunzioni-seconda-parte-addenda-politici/

Gioco (e) radar #05: Asemic writing, 18 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/15/gioco-e-radar-05-asemic-writing/

Gioco (e) radar #06: Elencazioni, non narrazioni, 22 feb. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/02/22/gioco-e-radar-06-elencazioni-non-narrazioni/

Gioco (e) radar #07: Lo spazio si verbalizza, 1 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/01/gioco-e-radar-07-lo-spazio-si-verbalizza/

Gioco (e) radar #08: Loose writing, 8 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/08/gioco-e-radar-08-loose-writing/

Gioco (e) radar #09: Scritture installative [prima parte], 15 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/15/gioco-e-radar-09-scritture-installative-prima-parte/

Gioco (e) radar #10: Scritture installative [seconda parte], 22 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/22/gioco-e-radar-10-scritture-installative-seconda-parte/

Gioco (e) radar #11: Interruzioni / arresti [Due note sui Saggi di letteratura arrestata (Essais de littérature arrêtée) di Denis Roche], 29 mar. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/03/29/gioco-e-radar-11-interruzioni-arresti-due-note-sui-saggi-di-letteratura-arrestata-essais-de-litterature-arretee-di-denis-roche/

Gioco (e) radar #12: La frase nuova, 5 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/05/gioco-e-radar-12-la-frase-nuova/

Gioco (e) radar #13: Cambio di paradigma. Alcune annotazioni, 12 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/12/gioco-e-radar-13-cambio-di-paradigma-alcune-annotazioni/

Gioco (e) radar #14: Indeterminazioni e prose di due autori (in)attuali [Prima parte: Hofmannsthal], 19 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/19/gioco-e-radar-14-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-prima-parte-hofmannsthal/

Gioco (e) radar #15: Indeterminazioni e prose di due autori (in)attuali [Seconda parte: Joyce], 26 apr. 2015:
http://www.alfabeta2.it/2015/04/26/gioco-e-radar-15-indeterminazioni-e-prose-di-due-autori-inattuali-seconda-parte-joyce/

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iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #3: un buon taglio di (ro)manzo

Sempre (e sempre inutilmente) fu detto: mi occupo principalmente e direi molto energicamente di prosa breve. Moltissima. Invece leggo romanzi oculatamente, selezionando, e di testa mia: mi piacciono alcuni e non altri romanzi. In ogni caso non realizzo una storiografia del clima recentissimo (anzi sollecito altri a farla, da qualche manciata di anni). Tantomeno categorizzo in tema di romanzo.

Non avendo io proposto categorie critiche (nonostante in questi giorni recenti il termine “categoria” ricorra nei post qua e là come “puffo” e “puffare” nelle strisce di Peyo), lascio più che volentieri il compito ad altri.

In riferimento poi a “Dell’opera disfatta” (2005, e 2007 in http://gammm.org/index.php/2007/05/02/opera-disfatta/), non è inutile citare la parentesi che ‘spiega’ il titolo: “righe, ingenue e iniziali, contro serialità e romanzo-tipo”.

*

Intervengo sull’estraneità che terrebbe su trincee opposte & ostili romanzieri e poeti. Evviva: combattiamola, abbattiamola. Ottimo tuttavia sarebbe che, tra fior di romanzieri, una buona felicissima falce portasse prima via una percentuale assai alta di materiali (come del resto sarebbe bello accadesse in poesia). Non accade, ovviamente. (E tutti lo sanno, e sanno anche perché: altrettanto ovviamente). Non sarà che spesso i due versanti non si parlano perché i più esigenti dell’una e dell’altra schiera devono imbottirsi di Plasil per poter passare senza conati davanti allo scaffale non di pertinenza?

Ma vado oltre. Non da oggi vedo una costante, continua (sarò ipersensibile) tensione e tentazione a tirare ‘tutta’ la prosa e la prosa breve dentro la forma estesa (anche non romanzesca, anche romanzesca esplosa, digressiva, geniale o quel che si vuole: bella, insomma, non “romanzo-tipo”). Tutto deve o può finirci dentro: e se non vuole, dovrebbe volere. Discolo chi non cede. Chi non ci crede.

Bon. Ovvio che il romanzo – nelle mani giuste – HA capacità onnivora e plasticità. Ha denti buoni e fame secolare. Ma troverei perlomeno razionale giudicare legittima anche l’esistenza di forme di vita caparbiamente refrattarie a lasciarsi mangiare.

Proprio altre specie viventi. ALTRE. (Non ‘poi comunque romanzabili’. Proprio altre).

Possibile che debba essere tutt’ora tanto scandalosa la persistenza della prosa breve ‘come prosa breve’ e stop?

Certo aggiungo: sarei anzi sono ‘felice’ che la persistenza e resistenza della prosa breve metta di malumore molti. (Ma sarà così?).

Ben felice, sono, che la ricomprensione di frammenti in romanzo non stia proprio nemmeno nell’anticamera del cervello di dozzine o centinaia di autori, e che questo risulti – proprio a dir poco, assai poco – motivo di scandalo & materia di riflessione. (Via un tocco di originalità lessicale, veh).

iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #2: cambio di paradigma

È assurdo e impreciso dare la questione o ipotesi (fino a un certo punto e tempo collettiva, condivisa) del “cambio di paradigma” come posta da me in quanto etichetta per discernere stili letterari. Se da una parte è proprio al superamento del ‘focus’ sugli stili (e sui tropi, sulle retoriche, sui generi) che sembrerebbe rivolgersi tanta parte del mutamento ormai in atto da mezzo secolo nel mondo, dall’altra va detto che stringere il campo sulla sola scrittura è una limitazione fin dall’inizio (da me e certo da tutti, direi) intesa come tale.

Qui, http://www.nazioneindiana.com/2010/10/21/cambio-di-paradigma/, proprio in incipit, il “Quando” è limitazione ‘intenzionale’ di area: “Quando si parla di ‘cambio di paradigma’, in riferimento alla scrittura o ad alcune scritture di ricerca degli ultimi decenni e segnatamente a quelle degli ultimi quindici-venti anni, specie in Francia e Stati Uniti e perfino in Italia […]” etc.

Quella che è un’esplicita limitazione diventa l’esplicitazione di un illimite in altri miei pezzi che chiariscono infatti – anche un po’ enfaticamente e ingenuamente – che “cambio di paradigma” è da intendersi in senso ampio, non limitato, e insomma culturale (antropologico), non solo letterario: ma (attenzione) secondo un’idea di “intreccio di somiglianze e differenze” che sta alla base anche delle interpretazioni che Emilio Garroni o Gilles Deleuze hanno dato del pensiero rivoluzionario di Kant, in tema di PERCEZIONE. Non si fissa dunque lo sguardo *solo* sulla storia (come determinante le pecezioni), ma su un intreccio di percezione e storia. In ciò sta una differenza radicale con ogni semplificazione meramente analitica e storicista – specie in tema di postmoderno.

Cfr. testi come “1870” (ne “l’immaginazione”, marzo-aprile 2012, nella rubrica ‘gammmatica’) o “Scritture di ricerca: dopo il paradigma” (http://puntocritico.eu/?p=4397, 2012), oppure “Mimesi/Benjamin” (http://puntocritico.eu/?p=4446), ma soprattutto “Riambientarsi (ma anche difendersi)” (http://puntocritico.eu/?p=4660).

iterati e iterati (e iterati) cicalini e sussidi, #1: installazione vs performance

La contrapposizione tra installazione e performance, accennata nel 2006 proprio alla nascita di gammm dall’intervento a due mani di Gherardo Bortolotti e mio (“Tre paragrafi su scritture recenti”: http://gammm.org/index.php/2006/07/16/tre-paragrafi-gbortolotti-mgiovenale/), aveva forse in mente anche ‘luoghi’ (non ancora resi comuni, al tempo) proprio vertiginosamente installativi. Proprio installativi. NON performativi: materiali NON PERFORMABILI. (Se non con demenziale fatica).

Non mi diffondo in esempi (che tra l’altro gammm ha seguìto meno di quanto si ripromettesse, ahi) ma offro due link ad articoli fittissimi di esempi, che chiariranno forse meno vagamente i termini e il senso dell’opposizione:

“Scritture installative [prima parte]”
(http://www.alfabeta2.it/2015/03/15/gioco-e-radar-09-scritture-installative-prima-parte/)
e
“Scritture installative [seconda parte]”
(http://www.alfabeta2.it/2015/03/22/gioco-e-radar-10-scritture-installative-seconda-parte/)

Volendo, aggiungo qualche esempio di testo installativo duro e puro:

http://coldfrontmag.com/jatte-by-charles-bernstein/
(Charles Bernstein, 2008-2009 / 2014)

http://vuggbooks.randomflux.info/ganick/z-existence8.pdf
(Peter Ganick, non ricordo l’anno)

http://issuu.com/garybarwin/docs/nasa_jpg_earth_view_from_the_top
(Gary Barwin, 2014)

(Ma, per dire, consideriamo Holger Friese: https://slowforward.wordpress.com/2013/03/04/ot-pdf-2000-by-holger-friese/)

Ciò detto, rammento anche la mia idea e pratica di “installance”, che lega (magari con un tot di deprimente naïveté) i due vocaboli. Un About in inglese che ho ripostato in Slow spiega cos’è un’installance (il pezzo è un relitto dal blog installance.blogspot.com, 2010-2015, ora offline per tristi motivi di cookie): https://goo.gl/jLCEfH; e cfr. anche “Note sul concetto di installance”,https://goo.gl/XOEfUT

E ancora e ancora: sulla performatività e sullo “spettacolo” ho riflettuto in riferimento a quanto vado facendo da diversi anni. Soprattutto in merito alle (direi quasi tarkosiane) prose di “Oggettistica”, mettendomi spero profittevolmente ma pure parzialmente in crisi in questo post, “Draft e notille su alcune scritture di ricerca”, ospitato da Portbou: https://blogportbou.wordpress.com/2013/05/15/draft-e-notille-su-alcune-scritture-di-ricerca/ (se ne legga in particolare il primo paragrafo: “In termini di lettura in pubblico”).

[r] _ jim leftwich’s works : a few links

– http://vuggbooks.randomflux.info/leftwich/fall2001.pdf
 http://vuggbooks.randomflux.info/leftwich/dirtglyphs.pdf
– http://www.scribd.com/doc/32937210/a-dictionary
– 
http://vuggbooks.randomflux.info/leftwich/DEATHTEXTBOOK9.pdf
– https://slowforward.wordpress.com/2013/10/23/six-months-aint-no-sentence_-by-jim-leftwich-differxhost-box/

– http://thomaslowetaylor.blogspot.it/
– http://www.thepedestalmagazine.com/gallery.php?item=10705
– http://www.logolalia.com/mailart/archives/cat_leftwich_jim.html
– http://www.thing.net/~grist/l&d/biennial/b-lw.htm
– http://www.thing.net/~grist/cyano/gloss4ht/glo4c.htm
– http://smnotm.blogspot.it/2007_08_01_archive.html
– http://www.spidertangle.net/the_book/leftwich.html
 http://wikitextsimagespoems.pbworks.com/w/page/14729258/FrontPage

some collab works:

– http://www.madhattersreview.com/issue12/feature_ussr_nikonova2.shtml
 http://the-otolith.blogspot.it/2011/09/jim-leftwich-and-marton-koppany.html
– http://mdrzine.livejournal.com/196423.html
– http://9thstlab.blogspot.it/2007/01/collages-with-leftwich.html
– http://visualpoetrymailartexhibit.blogspot.it/2010/07/collaborative-vispo-by-jim-leftwich-and_22.html
– http://vispostock.blogspot.it/2007/09/with-jim-leftwich.html
– http://vispostock.blogspot.it/2007/08/with-jim-leftwich.html
– http://vispostock.blogspot.it/2007/08/with-jim-leftiwch.html
– http://vispostock.blogspot.it/2007/08/with-jim-leftwich-other-versions.html
– http://vispostock.blogspot.it/2007/08/twelve-pieces-img-and-elab-jim-leftwich.html
– http://vispostock.blogspot.it/2007/08/blog-post.html
– http://visualpoetrymailartexhibit.blogspot.it/2010/07/collaborative-vispo-by-jim-leftwich.html
– http://wikitextsimagespoems.pbworks.com/w/page/14729256/collaborations
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[replica] _ link per leggere alcuni autori francesi

Collobert: in Nazione indiana

Blaine, Deluy, Ponge, Suchère + testi di L.Magno e A.Inglese: alfabeta2 n. 24

Alferi, Cadiot, Espitallier, Game, Gleize, Hanna, Tarkos: in Itinera

Quintane: in Nazione indiana

Houser: in Nazione indiana, qui e qui

Viton: in Nazione indiana

Hocquard, Portugal, Tarkos: in Nazione indiana

Dubois, Suchère: in Nazione indiana

e ovviamente su gammm

(una selezione di link qui)

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