il palinsesto di enrico capodaglio

È stato recentemente ampliato il sito di Enrico Capodaglio, Palinsestohttp://www.palinsestodeipensieri.it. Gli scritti sono distinti in 23 file, in formato pdf (leggibili online e liberamente scaricabili). L’opera è corredata ora dagli indici. (Ovviamente, all’interno di un singolo file, grazie alla funzione ctrl + f, si possono rintracciare le occorrenze di un autore o di un tema). 

Le pagine sono scandite in sequenze, introdotte da un titolo. Le riflessioni più ampie, che vanno dal settembre 2014 all’agosto 2016, pubblicate ora, sono dedicate a Berlin, Bonnefoy, Canetti, D’Annunzio, Dickens, Fenoglio, Flaubert, Goethe, Kafka, Leopardi, Manzoni, Montale, Nietzsche, Schopenhauer, Stendhal.

è così che si riconosce il padrone

 

Nietzsche l’ha spiegato molto bene: essere forte consiste nell’imporre la propria lingua a qualcuno che non parla questa lingua, oppure, all’interno della stessa lingua, nell’imporre un modo di parlare, dei nomi, delle norme, una retorica. Ed è questa la forza, è così che si riconosce, dice Nietzsche, il padrone, colui che impone il suo modo di parlare, e poiché non vi è lingua senza gerarchie, senza leggi, senza regole, senza normatività, senza grammatica, non vi è lingua senza una forza di legge e, dunque, senza un’imposizione di tipo coloniale.

 Jacques Derrida, in J.D. – Hélène Cixous, La lingua che verrà, a c. di
Marta Segarra, tr. it. Meltemi, Roma 2008, pp. 54-55



Le domande sono allora: nella lingua italiana, nell’organizzazione formale dei testi (per esempio letterari) italiani, chi è il padrone? Cosa troviamo in libreria? In tv e in radio chi parla? Quale lingua parla? Cosa dice? Quali romanzi sono diffusi? Di che tipo? Fatti come? Cosa leggiamo nelle terze pagine, quando ne troviamo? Negli inserti culturali? Di quali autori si fa menzione? Di quali libri? Con quale costanza? Che tipo di poesia domina negli scaffali?

In effetti è tutto molto semplice e trasparente.

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