Tag Archives: microracconto

oggi, 4 giugno, alle 11, a plautilla (roma): quattro progetti in dialogo @ monteverdelegge

Plautilla (Roma, via Colautti 28-30), OGGI, sabato 4 giugno 2016, alle ore 11, quattro progetti diversi e in qualche modo simili, ossia collane o case editrici fortemente indipendenti da costrizioni rigide di genere e da inseguimenti di mode, si presentano e rispondono alle domande e alle curiosità dei lettori.

L’incontro fa parte del ciclo “Autoritratto di editore”, organizzato da Monteverdelegge (https://www.facebook.com/monteverdelegge.plautilla/)

Saranno presenti

per la collana Benway Series
(https://benwayseries.wordpress.com)
Giulio Marzaioli, Michele Zaffarano

per la collana ChapBook dell’editore Arcipelago
(http://gammm.org/index.php/chap)
Michele Zaffarano

 per la casa editrice Gorilla Sapiens
(http://www.gorillasapiensedizioni.com)
Valentina Presti

per la casa editrice IkonaLíber
(http://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber)
Fabrizio M. Rossi

su facebook:
https://www.facebook.com/events/1000553699981137/

***

http://mvl-monteverdelegge.blogspot.it/p/blog-page_12.html

Plautilla è una bibliolibreria gratuita: i libri, donati da persone che li hanno letti e amati, vengono messi a disposizione di altri lettori che scelgono liberamente se riportarli o tenerli.

Plautilla è nata per iniziativa dell’associazione Monteverdelegge e del Centro Diurno Giovagnoli (DSM ASL Roma D) sulla scia di esperienze avviate con successo a Baltimora e Madrid.

PLAUTILLA, via Colautti 28-30, Roma

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4 giugno, ore 11, plautilla (roma): quattro progetti in dialogo @ monteverdelegge

Plautilla (Roma, via Colautti 28-30), la mattina di sabato 4 giugno 2016, alle ore 11, quattro progetti diversi e in qualche modo simili, ossia collane o case editrici fortemente indipendenti da costrizioni rigide di genere e da inseguimenti di mode, si presentano e rispondono alle domande e alle curiosità dei lettori.

L’incontro fa parte del ciclo “Autoritratto di editore”, organizzato da Monteverdelegge (https://www.facebook.com/monteverdelegge.plautilla/)

Saranno presenti

per la collana Benway Series
(https://benwayseries.wordpress.com)
Giulio Marzaioli, Michele Zaffarano

per la collana ChapBook dell’editore Arcipelago
(http://gammm.org/index.php/chap)
Michele Zaffarano

 per la casa editrice Gorilla Sapiens
(http://www.gorillasapiensedizioni.com)
Valentina Presti

per la casa editrice IkonaLíber
(http://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber)
Fabrizio M. Rossi

su facebook:
https://www.facebook.com/events/1000553699981137/

***

http://mvl-monteverdelegge.blogspot.it/p/blog-page_12.html

Plautilla è una bibliolibreria gratuita: i libri, donati da persone che li hanno letti e amati, vengono messi a disposizione di altri lettori che scelgono liberamente se riportarli o tenerli.

Plautilla è nata per iniziativa dell’associazione Monteverdelegge e del Centro Diurno Giovagnoli (DSM ASL Roma D) sulla scia di esperienze avviate con successo a Baltimora e Madrid.

PLAUTILLA, via Colautti 28-30, Roma

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[replica] _ spettri che parlano

La letteratura, come la politica, conta più corpi di quanti ne identifichi l’ordine poliziesco. Tutte e due includono nelle loro invenzioni dei quasi-corpi che non sono che “spettri” per lo sguardo dell’ordine dominante del visibile.

Jacques Rancière, Ai bordi del politico
(1998, tr. it. Cronopio, Napoli 2011, p. 16)

C’è un elemento, carattere o segnale politico nelle scritture? In alcune scritture? Diremmo che affiora o si nasconde sempre in tutte, e che sta in qualsiasi articolazione del linguaggio. Ma si tratterà solo di un carattere frontale, esplicitante, della pagina? Un carattere assertivo? Non si incarnerà piuttosto, tale carattere, in strategie formali diverse, in tracce diverse, e differenti aperture al lettore?

            Vorrei suggerirlo. Vorrei anche solo accennare al proficuo scompiglio portato nell’«ordine dominante del visibile» da quei graffi e grafie che abitano fuori dal vocabolario del dominio (assertivo), e fuori dall’incasellamento matematico e poliziesco nei generi letterari. Vorrei dunque, magari in parentesi, lateralmente, anche solo installare una freccia che indica alcune scritture degenerate. (Come di un frumento, anche, si dice che può essere deglutinato, privato di un coesivo che si rivela non essere unico né indispensabile).

                Chi ha ancora bisogno di rastrellare e tenere sotto controllo ogni possibile emissione di nuove pagine entro il recinto di un centro di permanenza temporanea, in attesa di smistarle nei campi dei generi letterari, inizia solitamente col catalogarle secondo quei parametri con i quali ha pacificamente o conflittualmente già fatto i suoi conti. Ne parlerà dunque come di “poesia”, decapitando ogni differenza; oppure ne parlerà come di testi che vengono dal periodo/eredità delle “avanguardie” o delle “nuove avanguardie”. Dirà: a volte sembrano tali, ‘ergo’ sono tali.

                A nessuno pare venir in mente che Continue reading

spettri che parlano

La letteratura, come la politica, conta più corpi di quanti ne identifichi l’ordine poliziesco. Tutte e due includono nelle loro invenzioni dei quasi-corpi che non sono che “spettri” per lo sguardo dell’ordine dominante del visibile.

Jacques Rancière, Ai bordi del politico
(1998, tr. it. Cronopio, Napoli 2011, p. 16)

C’è un elemento, carattere o segnale politico nelle scritture? In alcune scritture? Diremmo che affiora o si nasconde sempre in tutte, e che sta in qualsiasi articolazione del linguaggio. Ma si tratterà solo di un carattere frontale, esplicitante, della pagina? Un carattere assertivo? Non si incarnerà piuttosto, tale carattere, in strategie formali diverse, in tracce diverse, e differenti aperture al lettore?

            Vorrei suggerirlo. Vorrei anche solo accennare al proficuo scompiglio portato nell’«ordine dominante del visibile» da quei graffi e grafie che abitano fuori dal vocabolario del dominio (assertivo), e fuori dall’incasellamento matematico e poliziesco nei generi letterari. Vorrei dunque, magari in parentesi, lateralmente, anche solo installare una freccia che indica alcune scritture degenerate. (Come di un frumento, anche, si dice che può essere deglutinato, privato di un coesivo che si rivela non essere unico né indispensabile).

                Chi ha ancora bisogno di rastrellare e tenere sotto controllo ogni possibile emissione di nuove pagine entro il recinto di un centro di permanenza temporanea, in attesa di smistarle nei campi dei generi letterari, inizia solitamente col catalogarle secondo quei parametri con i quali ha pacificamente o conflittualmente già fatto i suoi conti. Ne parlerà dunque come di “poesia”, decapitando ogni differenza; oppure ne parlerà come di testi che vengono dal periodo/eredità delle “avanguardie” o delle “nuove avanguardie”. Dirà: a volte sembrano tali, ‘ergo’ sono tali.

                A nessuno pare venir in mente che Continue reading