prove di linearità / vincenzo accame. 1971

Dagli Archivi del Mart la ricostruzione di Prove di linearità, creata in occasione dell’Esposizione internazionale di poesia visuale tenutasi al Centro Tool di Milano dal 17 al 30 settembre 1971. L’opera di Vincenzo Accame venne proiettata tramite espiscopio durante uno degli eventi multimediali organizzati nel corso della mostra. Conservato nel fondo Carrega all’Archivio del ’900, il rullo-opera è realizzato a tecnica mista.

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al mart, dal 16 giugno, “il segno calligrafico come opera d’arte”

A cura di Nicoletta Boschiero e Duccio Dogheria

Manu propria
Il segno calligrafico come opera d’arte

Casa d’Arte Futurista Depero
16 GIUGNO 2018 / 30 SETTEMBRE 2018

La scrittura come forma pittorica ha assunto una posizione di spicco nelle pratiche artistiche del Novecento. Nella seconda metà del secolo diventano sempre più intense le relazioni tra artisti e poeti, le contaminazioni tra i linguaggi, le stratificazioni di immagini e parole.
Tra operemanifestiedizioni sperimentali e documenti d’archiviola mostra esplora l’uso estetico del segno calligrafico attraverso cinquant’anni di storia dell’arte: dall’esperienza pittorica di Gastone Novelli e Achille Perilli agli alfabeti dipinti di Carla AccardiGiuseppe Capogrossi e Antonio Sanfilippo, fino alle ricerche verbo-visuali di artisti come Ugo Carrega e Ben Vautier.

http://www.mart.tn.it/manupropria

capti visual culture

una collaborazione fra varie università (e l’archivio del Mart) ha reso e sta rendendo disponibili per lettura in rete tante riviste di ricerca – soprattutto verbovisiva – degli anni ’60/’70 e successivi…

ho scoperto questo portale appena il mese scorso, grazie ad un post di Maurizio Spatola.

ecco l’indirizzo:
http://www.capti.it/index.php?ParamCatID=1&lang=IT

e (anche) su facebook:
https://www.facebook.com/Capti-Visual-Culture-323767121141157/

mobile:
https://m.facebook.com/Capti-Visual-Culture-323767121141157/

 (per dire, ho avuto modo di leggere in rete l’intero n. 1 di “Lotta poetica”. straordinariamente attuale, credo – ed è del giugno 1971: http://www.capti.it/index.php?ParamCatID=10&IDFascicolo=25&artgal=6&lang=IT)

La donazione Bentivoglio al MART di Rovereto

A cura di Daniela Ferrari, con la direzione scientifica Gabriella Belli

Mart, Rovereto
dal 19 novembre 2011 ,  al 22 gennaio 2012

All’inizio degli anni Settanta la presenza femminile nel panorama dell’arte era davvero sconfortante. Non per qualità delle opere, ma per consistenza del numero di artiste e per una seria difficoltà di accesso alle esposizioni, alla critica e al mercato.

A quarant’anni di distanza la situazione è radicalmente cambiata, anche in Italia. Una parte del merito spetta sicuramente a Mirella Bentivoglio.

Artista, poetessa e performer di calibro internazionale, Bentivoglio si occupa di poesia visiva a partire dagli anni Sessanta. Come curatrice, ha svolto un ruolo cruciale nell’emancipazione delle donne dai contesti da lei stessa definiti “mostre-ghetto”. Questo a partire dall’Esposizione Internazionale di Operatrici Visuali, affidatale da Ugo Carrega al Centro Tool di Milano nel 1972, e soprattutto in “Materializzazione del linguaggio”, alla Biennale di Venezia del 1978.
Nel corso della sua multiforme attività, è riuscita non solo a valorizzare i lavori di moltissime poetesse-artiste, ma anche a raccogliere una collezione di grande forza e originalità, che offre un panorama completo di tutta l’arte verbovisiva femminile dagli anni Sessanta ai giorni nostri.

Questa collezione, composta di circa 300 opere, è stata ora donata da Mirella Bentivoglio al Mart. Il pubblico potrà ammirarne un’ampia selezione nella mostra “La donazione Bentivoglio”, al Mart di Rovereto dal 19 novembre 2011 al 22 gennaio 2012.

A cura di Daniela Ferrari con la direzione scientifica Gabriella Belli, la mostra testimonia l’assoluta internazionalità delle ricerche verbovisuali, con 19 paesi rappresentati.

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Tutte le informazioni qui:
http://www.mart.trento.it/intranet_newsletter.jsp?ID_LINK=56&id_context=2891&page=13