hulk’s toys | tommaso barsali, 7 giugno, roma, macro asilo


a Roma, presso il Macro Asilo (via Nizza 138)
Sala Lettura, il 7 giugno alle ore 16:00

HULK’S TOYS
Tommaso Barsali e il suo progetto su Franco Bellucci

Quello sui giocattoli di “Hulk” vuole essere diverse cose insieme: un progetto sulla vita e sull’arte di Franco Bellucci, resoconto poetico del suo passato e del suo presente e, insieme, esame dell’ambiguità delle sue creazioni in quanto opere d’arte e giocattoli; una ricerca sul valore dell’infanzia; un documento sull’alternativa all’istituzionalizzazione dei problemi di salute mentale.

Ospiti del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, presenteremo il progetto fotografico di Tommaso Barsali (già vincitore nel 2012 della sezione Emerging della Lucie Foundation di Los Angeles) e pubblicato con il titolo “Hulk’s Toys. Le ragioni di Franco” dalla casa editrice Valigie Rosse in occasione del quarantesimo anniversatio della #LeggeBasaglia o legge180.

Norma voluta da Franco Basaglia, illuminato psichiatra e neurologo a cui si deve la moderna la riforma della disciplina psichiatrica in Italia, portò alla chiusura dei manicomi-lager in cui i “matti” venivano rinchiusi senza possibilità di ritorno alla normalità e dove le terapie elettroconvulsivanti erano all’ordine del giorno.

Siete tutti invitati venerdì 7, ore 16:00, alla Sala Lettura del MACRO ASILO, in via Nizza 138, per conosce Franco Bellucci, ex internato nel manicomio di Volterra e favoloso creatore di giocattoli, insieme all’autore e ad Agnese Leo.

facebook.com/events/301284274143759


11 aprile, macro asilo, gabriele perretta: analisi mediale

https://www.museomacro.it/evento/gabriele-perretta-analisi-mediale

SALA LETTURA
11 aprile 2019, h. 18:00

L’analisi del linguaggio artistico, non solo di quello estetico, come proponeva il neoconcettuale storico, ma anche del linguaggio quotidiano, ordinario e della tradizione della Pop Art e del Ready-Made. Si è parlato a questo proposito di un linguistic turn. Già la ricerca sugli old media aveva proposto che l’arte invece di analizzare l’essere, il reale extramentale, esaminasse le categorie logiche del linguaggio umano (non occupandosi più di come stiano le cose, “in sè”, ma di come noi, inevitabilmente, le conosciamo, in base alla nostra soggettività). La medial analysis spinge oltre il progetto concettistico: non si tratta di analizzare una soggettività trascendentale, ma di focalizzare, in maniera più “ipermediale” le modalità del nostro “fare artistico”, quali sono chiaramente testimoniate “dall’effettuale incedere comunicativo”.

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