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“prosa in prosa” @ libreria altroquando

(https://www.altroquando.com/, dal 4 novembre 2020)

siamo librai, non simboli

condivido in pieno, e diffondo (anche se libraio non sono più):
http://www.minimaetmoralia.it/wp/librai-non-simboli/

 

un fuori sincrono, forse “il”

Rapido accenno allo strepitoso fuori sincrono della nostra letteratura in versi rispetto ad altri segmenti della produzione di senso (tipo: arte contemporanea, tecnologie) su questo pianeta. In questo frangente storico.

Sembra a me che il flarf irriflesso italiano, il materiale poetico kitsch e gioiosamente assertivo che facebook e i blog immettono in rete – specie sotto lo stendardo populista della chiarezza e della “comunicazione” – gareggino con la politica italiana nel mettersi in luce davanti agli storici (e al boato delle risate) che verranno.

Se in Francia, in Olanda, in Svezia, negli USA o in Inghilterra entriamo in un negozio di telefonini o in una galleria d’arte, e facciamo lo stesso in Italia, possiamo avvertire “tra qui e lì” uno scarto di qualche grado di gusto, un gap di qualche mese in avanti o indietro (senza fissità e certezze da storicisti vecchia maniera).

MA se entriamo in libreria lo scarto diventa di trenta-quarant’anni e più.

Ci sono zone della libreria italiana in sincrono con la libreria straniera (i greci, i latini, l’arte, l’architettura, perfino il romanzo), e zone fuori sincrono (la poesia).

Quelle fuori sincrono da noi sono infinitamente imbarazzanti. E – noto – riguardano precisamente il pubblico dei leggenti, perfino la “classe dei colti”.

Gli altri, i lettori occasionali (che pure hanno in tasca un iPhone complessissimo, e magari al cinema sono abituati a trame intricate con effetti 3D, e se vanno al Pompidou o al MoMa non per forza escono urlando di scandalo) sono esclusi anche dall’accedere a questo fuori sincrono. Addirittura a questo.

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Librerie a Roma ?

Vogliamo parlare delle librerie che hanno chiuso, a Roma, in questi anni recenti?

In meno di dieci anni hanno chiuso Il Manifesto/L’uscita (a via Tomacelli), la Libreria delle donne (l’ultima volta in via dei Fienaroli), Il ferro di cavallo in via di Ripetta (trasferitasi in via del Governo Vecchio, poi chiusa), la Libreria Tor Millina, Vivalibri a Testaccio (ora rilevata da Arion), Babele, Derive, Remainders (in piazza S. Silvestro), Rinascita in via Botteghe Oscure, Bibli (trasferita o in via di trasferimento), Flexi (nel quartiere Monti), Micozzi (vicino piazza Mazzini), a fine 2011 Croce. (L’elenco non è completo).

Inoltre.

Leggo che ora è a rischio Amore e Psiche: http://www.scribd.com/doc/82870971/Amore-Psiche-a-Un-Passo-Dallo-Sfratto

Andiamo a Firmare Contro la Chiusura di Bibli

Andiamo a Firmare Contro la Chiusura di Bibli

https://www.facebook.com/event.php?eid=222938211067791

Dedalus/Pordenonelegge + Internet Slow Book Farm + …

La collaborazione tra Dedalus/Pordenonelegge e Internet Slow Book Farm è operativa, ed è già possibile per tutti acquistare on-line, oltretutto scontati, tutti i libri piazzatisi in classifica .

Il marchio digitale gestito da Transeuropa ha anche aggiunto una “vetrina”/blog, con i libri proposti da un certo numero di editori “di qualità” che in questo modo possono più facilmente raggiungere i lettori.

In numerose librerie ci si prepara a rendere possibile la stessa cosa in forma “fisica”.

Gli organi di informazione nazionali prestano sempre più attenzione a questa idea.