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“come far fallire una casa editrice”: un talk di valentina presti danisi, il 3 ottobre alle 19 su meet

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la letteratura italiana: più internazionale? (un dossier a cura di laura pugno)

La letteratura italiana sta diventando più internazionale?

https://italiana.esteri.it/italiana/cultura/la-letteratura-italiana-sta-diventando-piu-internazionale/
Un dossier a cura di Laura Pugno

 

<<La letteratura italiana sta diventando più internazionale? Se sì, in che senso, e con quali conseguenze? Se no, per quali ragioni? Sia che si legga questa domanda nel senso della sempre crescente diffusione del libro italiano all’estero, sia che la si interpreti, con diverso sentire, sul versante dell’identità letteraria, nell’epoca della globalizzazione e della digitalizzazione, e in vista degli appuntamenti internazionali del Salone du Livre di Parigi e della Buchmesse di Francoforte che rispettivamente nel 2023 e nel 2024 attendono la nostra editoria, di certo questo è un quesito da porsi, in modo neutro e oggettivo, rispettando tutti i punti di vista. E da porre a chi lavora quotidianamente con il libro italiano: libraie e librai italiani, qui in Germania, Francia e Italia, ma anche scrittori e storici della lingua>>

continua qui

più libri più liberi e la più che ragionevole obiezione dei librai

è necessario che i lettori siano coscienti del danno che la fiera romana dell’editoria, ad inizio dicembre, crea alle librerie e alle loro speranze di lavoro per un periodo che copre circa il 30% delle entrate annuali!  sarebbe sufficiente anticiparla di un mese, ma da anni gli ideatori si rifiutano di spostarla.  si dimenticano dove i loro libri sono visibili per tutti gli altri mesi dell’anno?  l’indifferenza con cui noi librai veniamo trattati dalla filiera è disgustosa.  speriamo che anche i lettori prendano coscienza di tale indifferenza e prendano posizione solidale con la rivolta di noi librai.

Catia Gabrielli / Libreria Fahrenheit (Roma)

https://facebook.com/story.php?story_fbid=2696650620641819&id=100008907226986

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rassegna:

Ilaria Milana (Presidente dell’Associazione Librai Italiani)
https://twitter.com/Ilamila3/status/1379834225055125505

Comunicato ALI:
facebook.com/photo?fbid=10226854262682873&set=a.10200107914080874

La Stampa
Giuseppe Culicchia https://www.lastampa.it/cultura/2021/11/23/news/la-rivolta-dei-librai-romani-contro-piu-libri-piu-liberi-1.40953703

Estratto:
Il comunicato dell’ALI (Associazione Librai Italiani): «Dopo anni che chiedono all’organizzazione della fiera di cambiare le date e non farla nel mese di dicembre, quest’anno i librai romani hanno deciso di non rendersi complici di una manifestazione che, tenendosi nel periodo natalizio, indebolisce la già precaria situazione economica delle librerie»

Artribune
Desirée Maida https://www.artribune.com/editoria/2021/11/roma-fiera-piu-libri-piu-liberi-reazione-librai/

RomaToday
Ylenia Sina https://www.romatoday.it/politica/fiera-editoria-roma-4-8-dicembre-2021.html

RomaCorriere
https://roma.corriere.it/notizie/arte_e_cultura/21_aprile_08/librerie-contro-data-piu-libri-piu-liberi-farla-dicembre-mette-rischio-tenuta-economica-settore-5c5da630-9844-11eb-a699-02d51c5755ff.shtml

Estratto:
Prima di tutto, direi che Roma è l’unica città europea dove si tiene una fiera-mercato editoriale in pieno dicembre. Che cosa ha questo mese in particolare? A ridosso delle festività natalizie i librai realizzano il 30 per cento del loro fatturato annuo, mentre la vendita diretta dei libri in fiera da parte degli editori finisce per erodere gran parte di questo fatturato (Ilaria Milana)

RomaMetropolitanMagazine
Francesca Picano https://roma.metropolitanmagazine.it/i-librai-protestano-e-non-parteciperanno-allevento-piu-libri-piu-liberi/

AdgInforma
Andrea Tirone https://www.adginforma.it/i-librai-romani-boicottano-piu-libri-piu-liberi-la-fiera-a-natale-ci-danneggia/

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Parlare con i muri:
facebook.com/LibrerieDiRoma/posts/3083111248631278

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“prosa in prosa” @ libreria altroquando

(https://www.altroquando.com/, dal 4 novembre 2020)

siamo librai, non simboli

condivido in pieno, e diffondo (anche se libraio non sono più):
http://www.minimaetmoralia.it/wp/librai-non-simboli/

 

un fuori sincrono, forse “il”

Rapido accenno allo strepitoso fuori sincrono della nostra letteratura in versi rispetto ad altri segmenti della produzione di senso (tipo: arte contemporanea, tecnologie) su questo pianeta. In questo frangente storico.

Sembra a me che il flarf irriflesso italiano, il materiale poetico kitsch e gioiosamente assertivo che facebook e i blog immettono in rete – specie sotto lo stendardo populista della chiarezza e della “comunicazione” – gareggino con la politica italiana nel mettersi in luce davanti agli storici (e al boato delle risate) che verranno.

Se in Francia, in Olanda, in Svezia, negli USA o in Inghilterra entriamo in un negozio di telefonini o in una galleria d’arte, e facciamo lo stesso in Italia, possiamo avvertire “tra qui e lì” uno scarto di qualche grado di gusto, un gap di qualche mese in avanti o indietro (senza fissità e certezze da storicisti vecchia maniera).

MA se entriamo in libreria lo scarto diventa di trenta-quarant’anni e più.

Ci sono zone della libreria italiana in sincrono con la libreria straniera (i greci, i latini, l’arte, l’architettura, perfino il romanzo), e zone fuori sincrono (la poesia).

Quelle fuori sincrono da noi sono infinitamente imbarazzanti. E – noto – riguardano precisamente il pubblico dei leggenti, perfino la “classe dei colti”.

Gli altri, i lettori occasionali (che pure hanno in tasca un iPhone complessissimo, e magari al cinema sono abituati a trame intricate con effetti 3D, e se vanno al Pompidou o al MoMa non per forza escono urlando di scandalo) sono esclusi anche dall’accedere a questo fuori sincrono. Addirittura a questo.

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Librerie a Roma ?

Vogliamo parlare delle librerie che hanno chiuso, a Roma, in questi anni recenti?

In meno di dieci anni hanno chiuso Il Manifesto/L’uscita (a via Tomacelli), la Libreria delle donne (l’ultima volta in via dei Fienaroli), Il ferro di cavallo in via di Ripetta (trasferitasi in via del Governo Vecchio, poi chiusa), la Libreria Tor Millina, Vivalibri a Testaccio (ora rilevata da Arion), Babele, Derive, Remainders (in piazza S. Silvestro), Rinascita in via Botteghe Oscure, Bibli (trasferita o in via di trasferimento), Flexi (nel quartiere Monti), Micozzi (vicino piazza Mazzini), a fine 2011 Croce. (L’elenco non è completo).

Inoltre.

Leggo che ora è a rischio Amore e Psiche: http://www.scribd.com/doc/82870971/Amore-Psiche-a-Un-Passo-Dallo-Sfratto

Andiamo a Firmare Contro la Chiusura di Bibli

Andiamo a Firmare Contro la Chiusura di Bibli

https://www.facebook.com/event.php?eid=222938211067791

Dedalus/Pordenonelegge + Internet Slow Book Farm + …

La collaborazione tra Dedalus/Pordenonelegge e Internet Slow Book Farm è operativa, ed è già possibile per tutti acquistare on-line, oltretutto scontati, tutti i libri piazzatisi in classifica .

Il marchio digitale gestito da Transeuropa ha anche aggiunto una “vetrina”/blog, con i libri proposti da un certo numero di editori “di qualità” che in questo modo possono più facilmente raggiungere i lettori.

In numerose librerie ci si prepara a rendere possibile la stessa cosa in forma “fisica”.

Gli organi di informazione nazionali prestano sempre più attenzione a questa idea.