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ma no, ma no, ma ni, non è morta, la poesia, su

Man Ray, Paris, mai, 1924

coraggio, editorialisti e notillatori, in rete e fuori, non prendete per forza alla lettera la grigiorosea parola postpoesia: non v’impauri, campioni.

la poesia non defunse, anzi della sua viridescente vis voi siete – è fama – i promoter più scafati e, mi si consenta, fichi.

è stagione, tuttavia, che dai vostri castelli vitivinicolmente muniti oscilliate il benigno capo a far sonare il sì, a testimoniare – intendo – che nelle vostre medesime letture tante tante volte v’è occorso di non incontrare il vocabolo che amate, ossia la non-morta poesì (avvezza a resurgere ogni minuto), bensì qualche altro lemma, diverso, divergente, che magari con la suddetta non aveva accidente alcuno da spartire. (obstupescit reader).

facendo mente locale:

epiphanies (James Joyce, 1900-1904), tender buttons (Gertrude Stein), tropismes (Nathalie Sarraute), notes (Marcel Duchamp), nioques (Francis Ponge, Jean-Marie Gleize), proêmes (Ponge), textes pour rien (Samuel Beckett), antéfixes o dépôts de savoir & de technique (Denis Roche), descrizioni in atto (Roberto Roversi), bricolages (Renato Pedio), domande a risposta multipla (John Ashbery; e cfr. Alejandro Zambra, nel nostro secolo), mobiles o boomerangs (Michel Butor), visas (Vittorio Reta), postkarten (Edoardo Sanguineti), subtotals (Gregory Burnham), films (Corrado Costa), schizografie (Gian Paolo Roffi), drafts (Rachel Blau DuPlessis), esercizi ed epigrammi (Elio Pagliarani), frisbees (Giulia Niccolai), anachronismes (Christophe Tarkos), remarques (Nathalie Quintane), ricognizioni (Riccardo Cavallo), anatre di ghiaccio (Mariano Bàino), lettere nere (Andrea Raos), linee (Florinda Fusco), ossidiane e microtensori e “installances” (M. Giovenale), diphasic rumors (Jon Leon), incidents (Luc Bénazet), united automations (Roberto Cavallera), sentences (Cia Rinne), tracce (Gherardo Bortolotti), prati (Andrea Inglese), defixiones (Daniele Poletti),  avventure minime (Alessandro Broggi), développements (Jérôme Game), conglomerati (Andrea Zanzotto), saturazioni (Simona Menicocci), nughette (Leonardo Canella), sinapsi (Marilina Ciaco), dottrine (Pasquale Polidori), disordini (Fiammetta Cirilli), spostamenti (Carlo Sperduti), spore (Antonio F. Perozzi). E aggiungerei le frecce di Milli Graffi.

veh, quante cose si posson leggere gioendo, senza per questo ammazzare la P maiuscola. come dite? ciò purtuttavia vi noia?

ah ma ecco allora perché Emilio Villa così parsimoniosamente o punto pregiate, e v’irrita.

invece che poesie ha scritto “cause”, “variazioni”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … tutte forme disperse come, già nel 1949, i suoi “sassi nel Tevere”.

è una litofobia, la vostra, ora intendo.

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le “nughette” di leonardo canella: da ricercabo al 2021

http://www.edizioniae.it/catalogo/nughette/

alcune nughette su gammm:
https://gammmorg.files.wordpress.com/2007/02/Gammm_Canella_Nughette.pdf

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contributo in forma di nughette a “esiste la ricerca?” / leonardo canella. 2022

Leonardo Canella

ROMA 16 giugno 2022, Esiste la ricerca?, a cura di Marco Giovenale

1
In questo momento non ho un bastone, e attaccarci al bastone una lingua, all’estremità. E sentire con la lingua all’estremità se c’è della maionese sul tramezzino in fondo alla sala (che non c’è). E’ una riflessione che ho fatto il 16 giugno. Seduto su una sedia per due ore e trentacinque minuti. In prima fila. A Roma.
2
Viale Campo Boario 4a, saletta molto appetitosa, Marco Giovenale che organizza l’incontro Esiste la ricerca? Io sono con la Polly e ci sono 50 persone e c’è caldo ma potrebbe essere peggio. Nel cortile fuori c’è più caldo.
3
Vincenzo, io l’ho riconosciuto dalla voce. Vincenzo Ostuni è un grande e ha la barba. E i capelli ce li ha ancora. Vincenzo Ostuni parla e io lo ascolto, in prima fila. Attaccato al muro della saletta appetitosa (e ho già detto che ci sono 50 persone). E dice la parola politica. Poi la ridice, la dice tre volte. Ed io non so perché. Dice anche letteratura.
4
Marco Giovenale è inquieto e veloce, se lo leggi guizza dappertutto e la scrittura lo segue. Inquieta e veloce. Marco scrive e acchiappa la vita. È gentile ci sono dei posti anche qui davanti, dice. C’è gente per terra. Marco Giovenale legge parole di Renata Morresi e Alessandro Broggi. Io non c’ho capito niente di quello che scrivono Renata Morresi e Alessandro Broggi. Però Marco legge quello che scrivono. E c’è un sacco di silenzio.
6
Francesco Muzzioli non ha tanti capelli come Vincenzo Ostuni. Io lo vedo bene perché sono in prima fila. Ma si vede bene comunque. Francesco Muzzioli dice l’avanguardista per me è l’infiltrato nelle altre linee. Oggi non si può più essere intransigenti. Oggi il termine poesia è pericolosissimo, è aura fritta (calembour). Scrivere poesia contro la poesia, questo può essere. Ma chi ha avuto udienza oggi non l’ha domani. Questo sembra insegnare la storia.
7
Io penso che Francesco Muzzioli ha ragione, anche se poi mica tanto. Anzi, no. Però il bastone con la lingua attaccata all’estremità per sentire la maionese sul tramezzino in fondo alla sala (cfr. supra, punto uno) voglio regalarlo a lui. A Francesco Muzzioli. È il mio modo di dirgli grazie. Con la lingua attaccata all’estremità del bastone che assaggia la maionese del tramezzino in fondo alla sala (che poi non c’è).
8
Ma la frase più bella me l’ha detta Andrea Inglese, dopo che ha baciato la Polly e tanti saluti: ‘Oggi XX mi sta sul cazzo!’. Questa frase è la più forte di tutte e mi si è appiccicata dentro. L’ho scritta nei miei appunti.  Andrea Inglese con la sua piccola valigia blu. Da Parigi. ‘A Leo, invitato a cena per l’anatrona (basta tonno!)’, e mi regala il suo La grande anitra. Con questa dedica. E sono felice. Peccato che il bastone con la lingua attaccata ad una estremità per sentire la maionese del tramezzino in fondo alla sala l’ho regalato a Francesco Muzzioli.
P.S. Oggi 21 giugno ho scritto ad Andrea: la tua frase è la dichiarazione di poetica più importante dell’incontro di Roma.
9
Marco Giovenale chiama Massimiliano Manganelli a parlare. E Massimiliano Manganelli parla. Stiamo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati. Non so se gli altri autori siano interessati all’area di ricerca. Vedi dialogo Pasolini/Sanguineti. Gioco tutto italiano di negare la ricerca in Italia. Vedi caso delle librerie. Io sono sempre seduto in prima fila attaccato al muro con la Polly. Vado anche in bagno.
10
Torna al microfono Vincenzo Ostuni. Io non ho problemi di signorilità, cagare anche su un libro dello ‘Specchio’ Mondadori. Lo posso fare.
11
Chiara Portesine ha dei bei capelli. Parla ed io capisco quello che dice. Chiara Portesine. Critica. La scuola è lontana dalla ricerca. Il gusto si allena. Creare cartografia della ricerca sarebbe utile. Anche l’università sembra lontana dalla ricerca, una pruderie. Scritture teoriche di Guido Guglielmi da riscoprire. Vogliamo intercettare il lettore di oggi o costruirlo?
12
Brava Chiara. Chiara è bravissima. Chiara è giovane. Poi parla Gio Patrizi, nell’Università la ricerca non c’è. Il lettore va costruito. La ricerca in aree interlinguistiche. Con confronti. Vedere fuori dal verbale. Chiara è giovane, è bravissima e fa la critica. Lei.
13
Ecco Stefano Colangelo. Io non so chi è Stefano Colangelo. Stefano Colangelo: se entra la ricerca nelle università non trova interesse. Secondo me manca la teoria che la introduca. La ricerca universitaria è una cosa schifosa.  Il verso nasce in un mondo folclorico, ma oggi non c’è più. È importante creare una finestra teorica. L’avanguardia genera teoria. È questa che serve. È paradossale che Rondoni sia anti accademico. È paradossale. Processualità e relazionalità sono fondamentali. Io devo conoscere Stefano Colangelo, penso.
14.
Luigi Magno. Nelle università francesi si lavora di più sulla ricerca, ci sono centri di ricerca appositi. Luigi Magno ha tanti capelli, non come Francesco Muzzioli (vedi sopra). E dice quello che ha già detto Andrea Inglese quando parla al microfono. Luigi Magno però è breve ma Andrea Inglese lo dice meglio.
15.
Saluto Marco. A Marco voglio bene, è diverso da me. Ed è anche molto simile. Compro dei libri che mi consiglia (Zaffarano, Guatteri, Tarkos). Gli chiedo io di consigliarmi tre libri perché siamo due simili molto diversi.
16
Nel cortiletto d’uscita c’è Andrea Inglese con la valigia piccola blu da Parigi (anche a lui chiedo di consigliarmi tre libri, Totem di Silvia Tripodi, Tarkos e non c’ho voglia adesso di alzarmi dal divano per vedere il terzo). Compro anche un suo testo con interventi di critica (con Paolo Giovannetti). Anche ad Andrea Inglese voglio bene. Andrea Inglese è bravissimo. L’ultima cosa che sento è Andrea che dice alla Polly ‘ciao Polly’.
17
L’incontro di Roma dal titolo Esiste la ricerca?  – organizzato da Marco Giovenale – finisce così.
P.S. Strepitoso Michele Zaffarano. Ascolta e rimane seduto tutto il tempo (però lui su una poltrona e io su una sedia). Anche lui due ore e trentacinque minuti come me. ‘Io non intervengo mai, non dico mai niente’, mi dice. Strepitoso!
Fine.

milano, 19 febbraio: into the word

INTO THE WORD
A cura di Andrea Inglese e Gianluca Codeghini

Sabato 19 febbraio 2022, dalle 16 alle 19, presso
ASSAB ONE – Milano

Carlo Dell’Acqua, Dario Bellini, Alessandro Broggi, Leonardo Canella, Polly & Company, Alessandra Cava, La Centrale Edizioni, Marilina Ciaco & Felice Vino, La Ciecamateria Edizioni, Cobra, Cose Cosmiche, Ermanno Cristini, Alessandra Greco, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese & Gianluca Codeghini, Paola Lenarduzzi, Maurizio Mercuri, Iacopo Ninni & Agnese Leo, Giancarlo Norese, Luca Pancrazzi, Paola Pietronave, Riss(e), Segnature, Antonio Syxty & Lenny, Italo Testa & Cesare Saldicco, Enzo Umbaca.

Prendere la parola sembra un atto istantaneo – si rompe il silenzio, si formula l’enunciato – ma non è un atto automatico, di semplice conferma e rafforzamento di opinioni esistenti, di prontezza e riconoscibilità d’intervento. Ci ricordiamo che cosa ha voluto dire, un tempo, prendere la parola in pubblico, in un confronto democratico? Subentravano tantissimi fattori per comunicare al meglio le proprie idee, ci voleva controllo emotivo, una capacità di tradurre un’intuizione o una riflessione in un discorso efficace e attraverso una forma nuova.

Vogliamo ristabilire un legame tra discorso, pensiero e azione e ridare importanza a quel modo profondamente democratico di prendere la parola, di impegnarsi in essa e in quello che ne resta. Non è una questione di militanza ma di esercizio della parola in ambiti concreti e non predeterminati, un esercizio che va nella direzione di un gioco delle pluralità e poi torna nell’uno al punto tale da lasciare nella memoria il dubbio di aver vissuto tanto un legame di senso quanto un’esperienza di dissenso.

L’evento Into the word s’inserisce nella mostra personale di Gianluca Codeghini a cura di Elio Grazioli dal titolo Il sorriso si ferma quando vuole.

 

ASSABONE
Via privata Assab 1
20132 Milano
info@assab-one.org
www.assab-one.org

leonardo canella, nuova lettura delle “nughette ’17-’20”

Una scelta di letture dal libro di prose Nughette ’17-’20, di Leonardo Canella, pubblicato dalla casa editrice Affinità Elettive, che era già stato al centro del quarto video della sequenza “Un quarto d’ora di ricerca” (https://youtu.be/1v04wbBCBZU). La scheda del libro si può leggere al link http://www.edizioniae.it/catalogo/nughette-17-20/

Questo reading completa e ‘corregge’ quello del “Quarto d’ora”, che era stato imperfetto per imprevedibili problemi di connessione web. Grazie a Leonardo Canella per aver offerto a Slowforward questo ulteriore video.

nioques, frisbees e altre deviazioni / differx. 2021

un cenno ai frisbees, di Giulia Niccolai, è anche nel microsaggio che ho dedicato a Carlo Bordini nel n. 76 del “verri” (giugno 2021).
in quella sede ma anche altrove cerco — come sempre — di spostare la riflessione nella direzione del post che si vede qui di seguito:
https://slowforward.net/2021/06/22/una-nota-di-jean-marie-gleize-a-margine-di-una-recente-lettura-al-cipm/

quando si parla di postpoésie ci si può innanzitutto porre all’esterno del rigido circo dei generi letterari; e inoltre risulta del tutto legittimo parlare di qualcosa che implica e assume non soltanto altri abiti, forme, inflessioni, dimensioni, profili, ma infine identità: altri nomi. e idiomi. (si può e forse si deve dire che la dimensione idiomatica qui sopravanza tutte le altre).

quali sono questi altri nomi? questi oggetti verbali non identificati?

(non dico “nuovi”, dico “altri”). (anche se in Italia tutto sembra voler manifestarsi come nuovo, perché perfino la DC ha fatto in tempo a morire ma le forme dell’assertività letteraria ancora reggono).

un elenco di questi luoghi non assertivi, o anassertivi, può comprendere le seguenti “entità idiomatiche”: 

epiphanies (James Joyce, 1900-1904), tender buttons (Gertrude Stein), tropismes (Nathalie Sarraute), notes (Marcel Duchamp), nioques (Francis Ponge, Jean-Marie Gleize), proêmes (Ponge), textes pour rien (Samuel Beckett), antéfixes o dépôts de savoir & de technique (Denis Roche), descrizioni in atto (Roberto Roversi), bricolages (Renato Pedio), domande a risposta multipla (John Ashbery; e cfr. Alejandro Zambra, nel nostro secolo), mobiles o boomerangs (Michel Butor), visas (Vittorio Reta), postkarten (Edoardo Sanguineti), subtotals (Gregory Burnham), films (Corrado Costa), schizografie (Gian Paolo Roffi), drafts (Rachel Blau DuPlessis), esercizi ed epigrammi (Elio Pagliarani), frisbees (Giulia Niccolai), anachronismes (Christophe Tarkos), remarques (Nathalie Quintane), ricognizioni (Riccardo Cavallo), anatre di ghiaccio (Mariano Bàino), lettere nere (Andrea Raos), linee (Florinda Fusco), ossidiane e microtensori e “installances” (M. Giovenale), diphasic rumors (Jon Leon), incidents (Luc Bénazet), united automations (Roberto Cavallera), sentences (Cia Rinne), tracce (Gherardo Bortolotti), prati (Andrea Inglese), defixiones (Daniele Poletti), avventure minime (Alessandro Broggi), développements (Jérôme Game), conglomerati (Andrea Zanzotto), saturazioni (Simona Menicocci), nughette (Leonardo Canella), sinapsi (Marilina Ciaco), dottrine (Pasquale Polidori), disordini (Fiammetta Cirilli), spostamenti (Carlo Sperduti), spore (Antonio F. Perozzi). E aggiungerei le frecce di Milli Graffi.

e l’elenco potrebbe continuare con un gran numero di altri esempi di postpoésie o di strutture leggere a righe indifferentemente integre o spezzate — o variamente disseminate sulla pagina.

senza contare le infinite modalità (perlopiù elencative) messe su pagina da Perec (le cartoline e le passeggiate raccolte nell’Infra-ordinaire, o le stringhe di Je me souviens). durante una conversazione, tempo fa Luigi Magno ha suggerito di pensare alle stesse cancellature di Isgrò come a dispositivi di questo tipo, oltretutto in forma di ponte fra la scrittura e l’arte. per tacere, in tal senso, delle innumerevoli soluzioni disseminate nel tempo da Emilio Villa: “cause”, “variazioni”, “madrigali”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … (tutte forme disperse come, già nel 1949, “i sassi nel Tevere”).

oggi, 18 giugno, ‘un quarto d’ora di ricerca’: leonardo canella e le “nughette ’17-’20”

 

OGGI, venerdì 18 giugno, alle ore 17:30, per il quarto appuntamento di ‘Un quarto d’ora di ricerca’, lettura da

NUGHETTE ’17-’20. CON ANTOLOGIA  
di Leonardo Canella

(Affinità Elettive Edizioni)

e dialogo con Marco Giovenale

L’incontro si svolge unicamente sul canale youtube https://www.youtube.com/channel/UCF4pbAEEAcjwznYErB-SUvg

(Appena concluso, verrà reso disponibile anche su facebook e sul sito slowforward.net)

Scheda del libro (e informazioni per chi volesse acquistarlo): http://www.edizioniae.it/catalogo/nughette-17-20/

evento facebook: https://fb.me/e/2gruDV3ej

Le nughette sono componimenti brevi che uniscono prosa e poesia, ‘fiori’ il cui nettare raccoglie spunti delle ricerche letterarie d’avanguardia e della realtà che ci circonda. Ne viene fuori un canzoniere sui generis in cui domina un’ironia pungente, per ottenere la quale Canella sceglie per sé una presenza ‘in minore’, da falso ingenuo, con cui stuzzica il proprio inconscio e crea una insolita ‘autobiografia’. Ne nascono delle ‘scintille’, le nughette appunto, presentate la prima volta in pubblico a RicercaBO 2013. Laboratorio di nuove scritture ottenendo un buon successo. Il volume, elegante, si segnala anche per l’approfondita postfazione di Andrea Inglese, il quale scrive: “Canella ha creato una chimera, un ibrido mostruoso, ossia un genere individuale, le nughette appunto, come già fecero illustri predecessori novecenteschi…Si apre questo libro […] non per andare alla ricerca di qualche pensiero sublime, ma per girovagare in una successione di ‘camere delle meraviglie’, dove sono allestite scorie ideologiche dell’epoca e pulsioni umane fondamentali”. Correda il libro una ricca antologia di nughette pubblicate in precedenza.

*

Leonardo Canella (1971) è autore di due saggi d’arte (2005 e 2008). Le Nughette sono state presentate la prima volta a RicercaBO 2013 – Laboratorio di nuove scritture. Nel 2014 è uscito il volume Nughette (Guaraldi, prefazione di Renato Barilli), nel 2017 Nuove nughette (Prufrock). L’autore è anche pittore. Chi vuole leggere alcuni testi può trovarne all’indirizzo https://www.ilcucchiaionellorecchio.it/category/autori/leo-canella/ _

venerdì 18 giugno, quarto appuntamento con ‘un quarto d’ora di ricerca’: leonardo canella e le “nughette ’17-’20”

Venerdì 18 giugno, alle ore 17:30,
per il quarto appuntamento di ‘Un quarto d’ora di ricerca’, lettura da

NUGHETTE ’17-’20. CON ANTOLOGIA
di Leonardo Canella

(Affinità Elettive Edizioni)

e
dialogo con Marco Giovenale

L’incontro si svolge unicamente sul canale youtube
https://www.youtube.com/channel/UCF4pbAEEAcjwznYErB-SUvg

(Appena concluso, verrà reso disponibile anche su facebook e sul sito slowforward.net)

Scheda del libro (e informazioni per chi volesse acquistarlo): http://www.edizioniae.it/catalogo/nughette-17-20/

evento facebook: https://fb.me/e/2gruDV3ej

Le nughette sono componimenti brevi che uniscono prosa e poesia, ‘fiori’ il cui nettare raccoglie spunti delle ricerche letterarie d’avanguardia e della realtà che ci circonda. Ne viene fuori un canzoniere sui generis in cui domina un’ironia pungente, per ottenere la quale Canella sceglie per sé una presenza ‘in minore’, da falso ingenuo, con cui stuzzica il proprio inconscio e crea una insolita ‘autobiografia’. Ne nascono delle ‘scintille’, le nughette appunto, presentate la prima volta in pubblico a RicercaBO 2013. Laboratorio di nuove scritture ottenendo un buon successo. Il volume, elegante, si segnala anche per l’approfondita postfazione di Andrea Inglese, il quale scrive: “Canella ha creato una chimera, un ibrido mostruoso, ossia un genere individuale, le nughette appunto, come già fecero illustri predecessori novecenteschi…Si apre questo libro […] non per andare alla ricerca di qualche pensiero sublime, ma per girovagare in una successione di ‘camere delle meraviglie’, dove sono allestite scorie ideologiche dell’epoca e pulsioni umane fondamentali”. Correda il libro una ricca antologia di nughette pubblicate in precedenza.

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Leonardo Canella (1971) è autore di due saggi d’arte (2005 e 2008). Le Nughette sono state presentate la prima volta a RicercaBO 2013 – Laboratorio di nuove scritture. Nel 2014 è uscito il volume Nughette (Guaraldi, prefazione di Renato Barilli), nel 2017 Nuove nughette (Prufrock). L’autore è anche pittore.

le nuove “nughette” di leonardo canella

Esce per AE (le edizioni Affinità Elettive) un nuovo volume di Leonardo Canella, Nughette ’17-’20. Nella linea delle sue precedenti, anche queste nughette sono brevi testi che sarei tentato di definire “prose in prosa”. Andrea Inglese ne dà una selezione oggi su Nazione indiana: https://www.nazioneindiana.com/2021/04/03/le-wunderkammer-di-una-civilta-idiota/.

Nel post si può leggere anche la postfazione di Inglese al libro, che a me sembra non solo un saggio pertinente sul libro, ma su molti altri testi (o tentazioni di testi) della costellazione della ricerca letteraria recente. Oltre che una annotazione sostenuta da ragioni direi solide, rivolta alla poesia che si dice contemporanea, e a quella frazione maggioritaria di poesia che si può volendo definire lirica.

Le prime nughette di Canella (ne scrive dal 2003) hanno fatto la loro apparizione a RicercaBo a fine novembre 2013, e qui se ne può apprezzare il video: Continua a leggere

una nota per “quasi tutti” (miraggi edizioni, 2018) / leonardo canella. 2020

C’è un carattere performativo fortissimo in Quasi tutti. Microtensori e prosa in prosa 2008-2010-2018  di Marco Giovenale. I testi presenti sono un campo in cui senti un ago che ti stuzzica la mente, e ti sembra di avere davanti una storia conosciuta (dove? tv telefono internet strada?), o un elenco iniziato a metà e non finito. O un pezzo di vita parlata o chattata. Con titoli che sono segnali con indicazioni sbagliate. Ma non sempre. E se non ci sono dei titoli, ci sono dei numeri. O semplici X. O nulla. E poi sulla pagina spazi bianchi dopo poche righe. O molte. Sicuramente quasi poche, quasi molte. Come vuole il titolo della raccolta. Continua a leggere

23 novembre, bologna: presentazione di “nuove nughette”, di leonardo canella

Giovedì 23 novembre, ore 18:00
La Confraternita dell’Uva (Via Cartoleria, 20/B – Bologna)

​​Presentazione di ​​

Nuove nughette
di Leonardo Canella

Edizioni Prufrock spa

Sarà presente l’autore.

​Interventi critici di Renato Barilli

Nuove nughette è il seguito di Nughette (Guaraldi, 2014), un insieme di brevi componimenti in prosa di successo in cui la trama collassa e la parola emerge più densa, stratificata con richiami al mondo di un’oralità antica che crea una nuova e paradossale mitologia del quotidiano. L’inconscio dell’autore viene stuzzicato, sollecitato e ne fuoriesce un alter ego, Canella di nome anche lui, che colloquia sul filo del nonsense con la sua amata, la mitica Polly tettinedorate, provoca la morte di un amico per mangiare le pesche sciroppate dello studio di Bruno Vespa e diventare finalmente famoso alla tv, cerca il senso della ricerca letteraria degli ultimi anni in un brufolo che scoppia nel racconto di uno scrittore impegnato. Il tutto tenuto insieme da una sottile ironia declinata in sfumature di diversa intensità. Canella, in queste Nuove nughette, ci introduce così in un mondo di piccole ossessioni, di allucinazioni in cui il lettore attento non mancherà di riconoscere molto di sé.

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Leonardo Canella (1971) è autore di due saggi d’arte (Pendragon 2005 e 2008) e di Nughette (Guaraldi 2014, prefazione di Renato Barilli. Anche in eBook). Le nughette sono state presentate per la prima volta a RicercaBO 2013. Laboratorio di nuove scritture e hanno ricevuto un’ottima accoglienza (cfr. http://www.ricercabo.it e YouTube). L’autore è anche pittore.

oggi: le “nuove nughette” di leonardo canella a roma (libreria tic)

OGGI, giovedì 26 ​ottobre, ​​ore 18​:30
Libreria Tic (Via A. Bertani, 9 – Roma)

​​Presentazione di ​​

Nuove nughette
di Leonardo Canella

Edizioni Prufrock spa

Sarà presente l’autore.

​Interventi critici di Marco Giovenale​.​

​https://www.facebook.com/events/130040637595983/​

Nuove nughette è il seguito di Nughette (Guaraldi, 2014), un insieme di brevi componimenti in prosa di successo in cui la trama collassa e la parola emerge più densa, stratificata con richiami al mondo di un’oralità antica che crea una nuova e paradossale mitologia del quotidiano. L’inconscio dell’autore viene stuzzicato, sollecitato e ne fuoriesce un alter ego, Canella di nome anche lui, che colloquia sul filo del nonsense con la sua amata, la mitica Polly tettinedorate, provoca la morte di un amico per mangiare le pesche sciroppate dello studio di Bruno Vespa e diventare finalmente famoso alla tv, cerca il senso della ricerca letteraria degli ultimi anni in un brufolo che scoppia nel racconto di uno scrittore impegnato. Il tutto tenuto insieme da una sottile ironia declinata in sfumature di diversa intensità. Canella, in queste Nuove nughette, ci introduce così in un mondo di piccole ossessioni, di allucinazioni in cui il lettore attento non mancherà di riconoscere molto di sé.

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Leonardo Canella (1971) è autore di due saggi d’arte (Pendragon 2005 e 2008) e di Nughette (Guaraldi 2014, prefazione di Renato Barilli. Anche in eBook). Le nughette sono state presentate per la prima volta a RicercaBO 2013. Laboratorio di nuove scritture e hanno ricevuto un’ottima accoglienza (cfr. http://www.ricercabo.it e YouTube). L’autore è anche pittore.

 

“nuove nughette”, di leonardo canella: presentazione a roma (libreria tic) il 26 ottobre

Giovedì 26 ​ottobre, ​​ore 18​:30
Libreria Tic (Via A. Bertani, 9 – Roma)

​​Presentazione di ​​

Nuove nughette
di Leonardo Canella

Edizioni Prufrock spa

Sarà presente l’autore.

​Interventi critici di Marco Giovenale​.​

​https://www.facebook.com/events/130040637595983/​

Nuove nughette è il seguito di Nughette (Guaraldi, 2014), un insieme di brevi componimenti in prosa di successo in cui la trama collassa e la parola emerge più densa, stratificata con richiami al mondo di un’oralità antica che crea una nuova e paradossale mitologia del quotidiano. L’inconscio dell’autore viene stuzzicato, sollecitato e ne fuoriesce un alter ego, Canella di nome anche lui, che colloquia sul filo del nonsense con la sua amata, la mitica Polly tettinedorate, provoca la morte di un amico per mangiare le pesche sciroppate dello studio di Bruno Vespa e diventare finalmente famoso alla tv, cerca il senso della ricerca letteraria degli ultimi anni in un brufolo che scoppia nel racconto di uno scrittore impegnato. Il tutto tenuto insieme da una sottile ironia declinata in sfumature di diversa intensità. Canella, in queste Nuove nughette, ci introduce così in un mondo di piccole ossessioni, di allucinazioni in cui il lettore attento non mancherà di riconoscere molto di sé.

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Leonardo Canella (1971) è autore di due saggi d’arte (Pendragon 2005 e 2008) e di Nughette (Guaraldi 2014, prefazione di Renato Barilli. Anche in eBook). Le nughette sono state presentate per la prima volta a RicercaBO 2013. Laboratorio di nuove scritture e hanno ricevuto un’ottima accoglienza (cfr. http://www.ricercabo.it e YouTube). L’autore è anche pittore.

 

oggi a bologna: “riassunto di ottobre”, secondo anno

https://www.facebook.com/events/302380626907291/

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orari:

Apertura salone primo piano, ore 10:30

Letture testi INEDITI ore 11

Pausa 13:30 – 15.30 circa

Letture EDITI ore 16 – 20:30

Conclusione 20:30 – 21