sunday monday flarfy days

Luca Rizzatello con Ophelia Borghesan, e Nuova Poesia Troll, e il lavoro su facebook di Giulia Felderer, ed Emanuele Kraushaar con la dilettevole saga der cane, insieme ad altri blogger e instagrammer eccetera, che si elencheranno in avvenire oppure no, sono il clima flarf recente della (anti)letteratura italiana. Belle vibbrazzioni. Feels like the bad seeds gammm spread around are blooming —wonder.

[questo post è geolocalizzato IN’S. Nessun piccione è stato brutalmente seviziato per scriverlo, nonostante il telo che copre la moto denoti una inciviltà]

“anachromisms”: copertina

anachromismsCover_

§

immagine di copertina: Elisabetta Tomassini

book design: Janet Holmes

https://ahsahtapress.org/product/anachromisms/

_

quando si dice un sonetto [replica]

http://gammm.org/index.php/2010/03/30/sonnagram-40-k-silem-mohammad-2009/

http://ex-ex-lit.blogspot.it/2013/07/poem-john-crouse.html

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=159122990944999&set=gm.610628722303195

_

pagine estive (o quasi) che vanno bene anche per l’autunno _ (23) lost and found [quarta replica, parziale]

1

[…]

Marcel Duchamp, circa cento anni or sono, non ha fatto – in qualche modo – che dare statuto di “opera” e “iterazione” a quella chiarissima imprevedibilità dell’oggetto estetico che la stessa nascita della fotografia aveva – a sua volta addirittura un secolo prima – materiato in meccanismo. (la nascita di una tecnica attraverso cui il mondo si cattura da sé, ridimensionando il ruolo del gesto intenzionante dell’artista, significherà pure qualcosa. sarà pure segno di qualcosa il fatto che il 1839 dista meno di cinquant’anni dalla terza Critica kantiana).

si intenda “oggetto estetico” come oggetto attivante il gioco di senso-non-senso che è di tutte le percezioni. (non tutto è “estetico” – in questo senso. ma: la fotografia dimostra [= nasce dal fatto] che la sensibilità dell’anthropos, a partire da un dato intreccio di momenti della sua storia, ha iniziato a essere virata verso una quantità prima impensabile di luoghi e oggetti. il “bello” si è disseminato; è diventato una possibilità fotografata, una differenza ormai visibile, come un cursore spostato ovunque: il telemetro dell’obiettivo, il quadrato di legno della ’scena’ da fotografare).

(questo ha a che vedere con la rivoluzione industriale, ovviamente: ma non ne è soltanto e meccanicamente “conseguenza”). (ogni modificazione di linguaggi e percezione retroagisce sulle culture umane, che a loro volta ricodificano e fabbricano stimoli di risposta). Continue reading

quando si dice un sonetto

http://gammm.org/index.php/2010/03/30/sonnagram-40-k-silem-mohammad-2009/

http://ex-ex-lit.blogspot.it/2013/07/poem-john-crouse.html

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=159122990944999&set=gm.610628722303195

_

lost and found (replica) (3) (parziale)

1

[…]

Marcel Duchamp, circa cento anni or sono, non ha fatto – in qualche modo – che dare statuto di “opera” e “iterazione” a quella chiarissima imprevedibilità dell’oggetto estetico che la stessa nascita della fotografia aveva – a sua volta addirittura un secolo prima – materiato in meccanismo. (la nascita di una tecnica attraverso cui il mondo si cattura da sé, ridimensionando il ruolo del gesto intenzionante dell’artista, significherà pure qualcosa. sarà pure segno di qualcosa il fatto che il 1839 dista meno di cinquant’anni dalla terza Critica kantiana).

si intenda “oggetto estetico” come oggetto attivante il gioco di senso-non-senso che è di tutte le percezioni. (non tutto è “estetico” – in questo senso. ma: la fotografia dimostra [= nasce dal fatto] che la sensibilità dell’anthropos, a partire da un dato intreccio di momenti della sua storia, ha iniziato a essere virata verso una quantità prima impensabile di luoghi e oggetti. il “bello” si è disseminato; è diventato una possibilità fotografata, una differenza ormai visibile, come un cursore spostato ovunque: il telemetro dell’obiettivo, il quadrato di legno della ’scena’ da fotografare).

(questo ha a che vedere con la rivoluzione industriale, ovviamente: ma non ne è soltanto e meccanicamente “conseguenza”). (ogni modificazione di linguaggi e percezione retroagisce sulle culture umane, che a loro volta ricodificano e fabbricano stimoli di risposta). Continue reading