Archivi tag: inaugurazione

mirella bentivoglio: “simbolo come struttura 1984/2022” – @ tralevolte, roma, dal 7 novembre

MirellaXcento

Mirella Bentivoglio: simbolo come struttura 1984/2022

Dall’archivio fotografico di Corinto Marianelli

a cura di Manuela De Leonardis

inaugurazione @
associazione TRAleVOLTE
piazza di Porta San Giovanni 10
lunedì 7 novembre, alle ore 18:00

cliccare per ingrandire

La mostra sarà visibile fino al 25 novembre 2022 ore 17-20 dal lunedì al venerdì
http://www.tralevolte.org

Comunicato stampa completo: qui

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27 settembre, inaugurazione della biblioteca totiana, ad alatri

da un post di Giovanni Fontana

TAGLIO DEL NASTRO.
Pia Abelli Toti inaugura la Biblioteca Totiana.
Associazione Gottifredo
Alatri, 27 settembre 2022.

Alle biblioteche storiche della città si aggiunge adesso quella che conserva libri e documenti di Gianni Toti e Marinka Dallos, donati all’Associazione Gottifredo da Pia Abelli Toti.

La foto di Pia Abelli è di Angelo Astrei.
Gli altri scatti sono di Giovanni Fontana.

collage, todi: inaugurazione di “dark is a color”

Sabato 10 settembre dalle ore 11:00 alle ore 19:00 si inaugura a Todi negli spazi di CollAge la mostra DARK IS A COLOR.

Una selezione di opere di autori e anni diversi, da Alberto Burri e Mimmo Rotella degli anni ’50 alla giovane Elisa Garrafa del 2022, passando per Paolo Canevari, Bruno Ceccobelli, Giacinto Cerone, Gianni Dessì, Alberto Di Fabio, Marino Ficola, Giosetta Fioroni, Andrea Fogli, Giuseppe Gallo, Eliseo Mattiacci, Maurizio Mochetti, Elisa Montessori, Nunzio, Laura Palmieri, Alice Paltrinieri, Claudia Peill, Leonardo Petrucci, Angela Piga, Cristiano Pintaldi e Piero Pizzi Cannella.

I lavori di questi artisti, per quanto eterogenei e ben caratterizzati nelle proprie identità formali, sono accomunati da un approccio dal sapore minimale in grado di restituire in forma visiva un’atmosfera rarefatta, intimista e con sfumature di natura concettuale.

La mostra sarà visibile fino a sabato 26 novembre compreso.

CollAge – Collection Storage
Via del Duomo, 12/14/15/16 – Todi

Orari di apertura

Dall’11 settembre al 1 ottobre 2022:
Venerdì 15:00 – 19:00
Sabato 10:30 – 12:30 / 15.00 – 19:00
Domenica 10:30 – 13:00

Dal 2 ottobre al 26 novembre 2022:
Sabato 10:30 – 12:30 / 15.00 – 19:00

collage.todi@gmail.com

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“l’inattuale”: mostra al centro luigi di sarro, dal 26 aprile


L’INATTUALE
A cura di
Simone Azzoni
@ CENTRO LUIGI DI SARRO
Via Paolo Emilio 28
00192, Roma
IN MOSTRA:
Enrico Fedrigoli e
Fabio Moscatelli

E DALL’ARCHIVIO DEL
CENTRO LUIGI DI SARRO:
Jacopo Benci, Paola Binante,
Carla Cacianti, Karmen Corak,
Ada De Pirro, Xavier Martel,
Pietrantonio P. D’Errico,
Sergio Pucci, Yannick Vigouroux

DAL 26 APRILE
AL 14 MAGGIO 2022

VERNISSAGE
26 APRILE ORE 18:00

Orari: dal martedì al sabato dalle 16 alle 19 o su appuntamento, tel.: 06 3243513
www.centroluigidisarro.it

richard aldrich @ fondazione giuliani: “an exploration of how time only exists in half steps”

oggi, 21 marzo, a roma, alla galleria d’arte moderna: “primum vivere”, ritratti fotografici di poeti, di enzo eric toccaceli

21 marzo, roma, galleria d’arte moderna: “primum vivere”, ritratti di poeti, di enzo eric toccaceli

promemoria: oggi, 15 febbraio: “luogo spaesato”, mostra di tommaso cascella

dalle ore 18:00

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roma, 15 febbraio: “luogo spaesato”, mostra di tommaso cascella

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dal 17 dicembre a roma: giuseppe penone a villa medici

Giuseppe Penone a Villa Medici

17 dicembre 2021 – 27 febbraio 2022

Art Club #34
Curatore: Pier Paolo Pancotto
Inaugurazione giovedì 16 dicembre alle 19:00

(ingresso libero, prenotazione consigliata)

Dopo la grande mostra personale organizzata nel 2008 da Richard Peduzzi, Giuseppe Penone torna oggi a Villa Medici con un progetto ideato appositamente per le stanze storiche del cardinale Ferdinando de’ Medici. Dal 16 dicembre 2021 al 27 febbraio 2022; l’artista presenta quattro opere emblematiche della propria poetica: Vaso (1986) in ceramica e gesso, Il vuoto del vaso (2005) in terracotta bianca e radiografie, e Avvolgere la terra – vaso (2005) in terracotta bianca e gesso, il video Ephemeris (2016) e cinque sculture in terracotta e bronzo dal titolo Terra su terra – bacile (2005).

Mentre l’esposizione del 2008 era presentata negli spazi più emblematici e maestosi di Villa Medici, l’artista occupa questa volta un luogo dal carattere più intimo: le stanze private del Cardinale Ferdinando de’ Medici (la stanza degli Elementi, la stanza delle Muse, la stanza degli Amori di Giove). Per questo progetto, Giuseppe Penone cerca di mettere in valore la singolarità degli spazi presentando tre opere che mettono in discussione il materiale e il concetto di scultura. Ne è un esempio l’opera Vaso, composta di una ciotola di ceramica che ospita un vaso di gesso la cui silhouette destrutturata porta l’impronta delle mani dell’artista, facendo eco alle funzioni private, quasi domestiche, del luogo che lo ospita. L’impronta dell’artista si trova anche nell’opera Il vuoto del vaso, una composizione formata da un vaso incorniciato da tre radiografie di mani, che gioca sulla materialità delle forme e sulla loro percezione visiva. Infine, l’incontro tra gesto e materia si ritrova nella terza opera, Avvolgere la terra – vaso (2005), realizzata in terracotta, sintesi di una forma universale che sottolinea il complesso legame tra uomo e natura. La terracotta è il materiale di cui è composto anche il vaso al centro del video Ephemeris, appartenente all’omonimo ciclo del 2016, come pure dei bacili sorretti da basi di bronzo ispirate, anch’esse, a elementi vegetali nella serie Terra su terra – bacile (2005).

Progetto presentato con il sostegno della galleria GAGOSIAN.

roma, 11-22 dicembre: mostra di ferruccio de filippi

Ferruccio De Filippi è uno dei principali interpreti dell’arte concettuale a Roma, partecipe delle rassegne internazionali quali la VIII Biennale di Parigi e “Italy two. Art around ’70” al Museum of the Philadelphia Civic Center. Ha attraversato gli anni Settanta dando vita a un percorso personale il cui perno cruciale è il disegno, intrapreso nella pratica quotidiana. Qui saranno esposti dipinti finora meno noti, degli anni Ottanta e Novanta.

porta portese @ spaziomensa, via salaria, roma

PORTA PORTESE
a cura di Gaia Bobò

SPAZIOMENSA
Via Salaria, 971, Roma

27 novembre – 18 dicembre 2021

Inaugurazione: sabato 27 novembre , ore 17.00 – 21.00

info: https://segnonline.it/events/gaia-bobo-porta-portese/

anticipazioncina: emilio villa per tre (paragrafi)

Anche se il primo testo o paragrafo sembra in apparenza non riguardare direttamente Emilio Villa, io nel breve intervento di domani alla biblioteca Mozzi Borgetti in occasione della mostra villiana partirò proprio da qui: slowforward.net/2021/06/23/nioques-frisbees-e-altre-deviazioni-differx-2021/.

Il testo altro, o secondo paragrafo, è lo snodo che permette di iniziare ad annettere il lavoro di Villa a una sfera ontologica, non metafisica: slowforward.net/2021/09/28/segni-glifi-tracce-lovunque-di-emilio-villa/

Quindi il terzo paragrafo, che dirò domani e non anticipo, spiegherà come i due precedenti si integrino. E avanzerà qualche ipotesi su EV, in generale.

dal 10 ottobre: marco ferri @ galleria/edizioni cervo volante (con testi di elio grasso)

Domenica 10 ottobre, dalle ore 17
a Bassano in Teverina

MARCO FERRI, A placarsi occorrono anni
Quaderno n°5 delle pubblicazioni del Cervo Volante con interventi poetici di Elio Grasso
Galleria / Edizioni Cervo Volante Via delle Fonti – Borgo antico di Bassano in Teverina (Orte)

C’è tutta una letteratura intorno ai “cold case” che sono quelle indagini sui delitti archiviati, sui fattacci dei quali si sono persi i fili e non si è mai venuti a capo. Marco Ferri, in questa mostra, ci fa vedere il paziente lavoro nella raccolta dei reperti, nel riesaminarne le tracce e ritrovarne le dinamiche. Una indagine dove il “fattaccio” era la poesia smarrita o addirittura uccisa. Il poliziotto/poeta Ferri ci mostra una pittura grattata via dal tempo, evidenzia dei segni misteriosi, raccoglie prove per ritrovare la storia, ricostruisce il diario di bordo dai relitti lasciati dal mare. Quello che a noi sembrava un pezzetto di carta, in realtà, è la mappa del tesoro. In molti suoi quadri ci sono dei fili che si inseguono e, a guardar bene, disegnano le traiettorie per ritrovarci e per scoprire l’oro alchemico. Le sue opere hanno colori vivaci ma consunti, sfiniti dal tempo. Nell’armonia di certe sue epifanie si insinua il memento mori con la “precarietà” di tanti suoi lavori. Ferri ricorda Morandi con le sue bottiglie polverose. Anche lui fermava l’istante di luce, il baluginio filtrato dalla persiana dello studio e Marco Ferri, come il maestro bolognese, dipinge le sue “nature morte” con un gesto intimo e amoroso, un fare di gioiosa nostalghia, una saudade colorata per risolvere i vecchi casi della vita.

T.C.

La galleria è aperta sabato e domenica dalle 11 alle 19

dal 9 ottobre: emilio villa @ biblioteca mozzi borgetti (macerata)

da: facebook.com/events/633718330951908

charta tunc cantat, nec indormir illa,
crepitat charta
E.Villa

Presentare a Macerata una mostra su Emilio Villa e colmare le antiche teche della Biblioteca “Mozzi Borgetti” di curiosi oggetti poetici, libri d’artista unici e perlopiù introvabili, e rare carte manoscritte, sparse e disperse nella caosmologia villiana, significa riscoprire e, almeno in parte, ‘restituire’ una delle più prolifiche e singolari esperienze che questa città abbia mai ospitato in fatto di ricerca poetica e sperimentazione artistica. Quando, nel bel mezzo degli anni Sessanta, Villa entra in relazione con diversi artisti marchigiani, tra cui i maceratesi Silvio Craia e Giorgio Cegna, si trova subito coinvolto nella coraggiosa quanto prestigiosa attività dell’editrice “Foglio OG” di Macerata (futura “Nuova Foglio” di Pollenza), ideandone e dirigendone le più irregolari imprese editoriali fino all’inizio degli anni Settanta.

Da questa straordinaria stagione provengono i libri sulle celebri “Idrologie” (sfere testuali di plastica trasparente contenenti acqua e firmati Villa, Craia, Cegna); i titoli perduti della fantomatica collana “Lapsus”, diretta dallo stesso Villa (che riunisce autori quali Claudio Parmiggiani, Corrado Costa, Giulio Turcato ecc.); l’inudibile disco in cartone intitolato “DISCOrso”, realizzato anch’esso insieme a Craia e Cegna; il fuori-formato “Green”, opera-libro polimaterica, tesa alla ricerca di una estrema concrezione testuale su materiali poveri; o ancora il cibernetico “Brunt H Options 17 eschatological madrigals captured by a sweetromantic cybernetogamig vampire, by villadrome”, realizzato in pochi esemplari unici con varianti e interventi a mano su copertina e testo. Queste opere, insieme a molte altre pubblicate in Italia e all’estero dagli anni Sessanta ad oggi, a manifesti in copia unica e a ‘crepitanti’ fogli manoscritti, saranno esposte come tracce da seguire – come sonde – per immergersi nella straripante ricerca di Emilio Villa (1914-2003), poeta, scrittore, promotore d’arte, traduttore e biblista, universalmente riconosciuto come uno dei massimi rappresentanti della cultura europea del secondo Novecento. Geniale e polimorfo interprete di una «avanguardia permanente», per tutta una vita non smise mai di interrogarsi – di interrogare gli abissi del segno e della forma – attraversando, da «clandestino», le vertigini e i labirinti della parola poetica e dell’arte, nel tentativo – ininterrotto – di rigenerarle, di ‘riformularle’ ad «immaginazione di un dopo, di un più in là del mondo».

La mostra, a cura dell’A.P.S. “Nie Wiem” di Ancona e della libreria Catap di Macerata, è stata realizzata con il sostegno e la collaborazione della Regione Marche.

curatore:
Andrea Balietti (libreria Catap)
organizzatori: Fabio Orecchini (casa editrice Argolibri) e Virgilio Gobbi (libreria Catap)
comunicazione / progetto grafico: Francesca Torelli
ufficio stampa: Valerio Cuccaroni (casa editrice Argolibri)
catalogo: “Crepita la carta. Libri e vertigini di Emilio Villa” a cura di Andrea Balietti e Giorgiomaria Cornelio, ideato da Lucamatteo Rossi

PROGRAMMA

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