oggi, 23 novembre, alla libreria empiria (roma): “non si vorrebbe mai finire”, materiali sonori di luca venitucci per le poesie di carlo bordini

a Roma, OGGI, 23 novembre 2018, alle ore 18:30 @ Empirìa, Via Baccina 79 – Roma

“Non si vorrebbe mai finire”

Un concerto di composizioni originali e improvvisazioni estemporanee ispirato alle poesie di Carlo Bordini

Luca Venitucci: ideazione, fisarmonica e voce

Con la sua poesia, Carlo Bordini riesce a dare corpo ad una dimensione insieme quotidiana ed abissale, perpetuamente al confine tra dicibile e indicibile, nella quale la massima familiarità si unisce ad un senso di perdita, vertigine, intensa fragilità. In questa performance musicale si prova ad evocare una medesima dimensione a partire dall’interazione tra musica e lettura, tentando di fare in modo che tra testo e suono si generi un contrappunto estemporaneo, irrisolto, sospeso fra consonanza e dissonanza, in cui la parola poetica si trasformi in ritmo musicale e intenzione melodica.

https://www.facebook.com/events/976712019180135/

Empirìa, Via Baccina 79 – Roma
Tel. 06 6994 0850
La performance avrà inizio alle ore 18:30.

 

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libreria empiria (roma), 23 novembre: “non si vorrebbe mai finire”, materiali sonori di luca venitucci per le poesie di carlo bordini

Roma, 23 novembre 2018, alle ore 18:30 @ Empirìa, Via Baccina 79 – Roma

“Non si vorrebbe mai finire”

Un concerto di composizioni originali e improvvisazioni estemporanee ispirato alle poesie di Carlo Bordini

Luca Venitucci: ideazione, fisarmonica e voce

Con la sua poesia, Carlo Bordini riesce a dare corpo ad una dimensione insieme quotidiana ed abissale, perpetuamente al confine tra dicibile e indicibile, nella quale la massima familiarità si unisce ad un senso di perdita, vertigine, intensa fragilità. In questa performance musicale si prova ad evocare una medesima dimensione a partire dall’interazione tra musica e lettura, tentando di fare in modo che tra testo e suono si generi un contrappunto estemporaneo, irrisolto, sospeso fra consonanza e dissonanza, in cui la parola poetica si trasformi in ritmo musicale e intenzione melodica.

https://www.facebook.com/events/976712019180135/

Empirìa, Via Baccina 79 – Roma
Tel. 06 6994 0850
La performance avrà inizio alle ore 18:30.

 

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roma, via dei faggi, 21 ottobre: doppio concerto al b-folk

B-FOLK – Domenica 21 Ottobre
DOPPIO CONCERTO

https://www.facebook.com/events/969111113290966/

Giacomo Salis – Paolo Sanna percussioni
+ Luca Venitucci fisarmonica, piccoli strumenti, oggetti
Il duo percussionistico di Giacomo Salis e Paolo Sanna, dedito all’improvvisazione libera ed alla sperimentazione su suono, silenzio e rumore, anche mediante l’uso di preparazioni e tecniche estese, incontra sul palco del B-Folk il fisarmonicista e polistrumentista Luca Venitucci, attivo in ambiti affini sia come solista che come componente di diverse formazioni stabili, la più longeva delle quali è il trio Ossatura, di cui è stato co-fondatore insieme a Fabrizio Spera e ad Elio Martusciello.

Sharif Sehnaoui chitarra – Tony Elieh basso
+ Fabrizio Spera batteria

Tony Elieh & Sharif Sehnaoui sono fra i maggiori esponenti della scena sperimentale libanese. Insieme collaborano a diversi progetti fra cui il super-gruppo Karkhana e una serie di trii con diversi batteristi, fra questi Tony Buck (The Necks) Davide Zolli, Julian Sartorius… La collaborazione tra Sehnaoui e Spera risale al 2006 e negli anni si è rinnovata periodicamente in formazioni diverse e con concerti in Italia, Libano, Stati Uniti e Scandinavia.

oggi, allo studio campo boario: “glossopetrae”, di simona menicocci, con interventi sonori di luca venitucci

a Roma, OGGI, sabato 4 marzo 2017, alle ore 19:00
presso lo Studio Campo Boario
(viale del Campo Boario 4a)

prima lettura da

glossopetrae / tonguestones

di
Simona Menicocci

IkonaLíber, collana Syn, 2017
http://www.ikona.net/simona-menicocci-glossopetrae-tonguestones/

e

interventi sonori di
Luca Venitucci

https://www.facebook.com/events/382949768746697/

*

Le pietre di lingua, pietre di linguaggio, di parole, di idiomi, e le glosse, le liste, gli schemi, danno in questo libro origine a più reti di legami, e a strati – in termini davvero quasi geologici – di significato. Se ne possono elencare almeno tre:
• Le stratificazioni del dolore, riportato in segni sovrascritti, cancellati, ripresi, schiacciati dal gravare di altri segni aggiunti.
• Le lingue e le ‘cose’ e dunque le identità scomparse, o in via di sparizione, di etnie e popoli – sottoposti al ‘principio di sovrapposizione della vivenza’ – di cui affiorano fitti elenchi, monoliti di nomi stupefacenti.
• Le allegorie del pensiero e del peso delle parole, che è inevitabile siano pietre (in termini etici, di responsabilità verso il mondo oggettivo nominato, convocato nel ventaglio di possibilità aperto sempre dalla sintassi, anche quella comune, condivisa).
Sintassi. Chiave del discorso: discorso interrotto, non comune, in verità, separato, minato/sommerso (non salvifico) del libro.

§

“glossopetra” è il nome usato da Plinio per indicare le aeroliti (meteoriti) a forma allungata, che si riteneva cadessero nelle notti senza luna e avessero la proprietà, se usate come amuleti, di ridare la memoria. Con lo stesso nome si indicarono anche diversi fossili. N. Stenone (1669) dimostrò che le glossopetrae melitenses (trovate a Malta) sono denti di squali fossili

[http://www.treccani.it/enciclopedia/glossopetra/]

 

4 marzo, roma, studio campo boario: “glossopetrae”, di simona menicocci, con interventi sonori di luca venitucci

Roma, sabato 4 marzo 2017, alle ore 19:00
presso lo Studio Campo Boario
(viale del Campo Boario 4a)

prima lettura da

glossopetrae / tonguestones

di
Simona Menicocci

IkonaLíber, collana Syn, 2017
http://www.ikona.net/simona-menicocci-glossopetrae-tonguestones/

e

interventi sonori di
Luca Venitucci

https://www.facebook.com/events/382949768746697/

*

Le pietre di lingua, pietre di linguaggio, di parole, di idiomi, e le glosse, le liste, gli schemi, danno in questo libro origine a più reti di legami, e a strati – in termini davvero quasi geologici – di significato. Se ne possono elencare almeno tre:
• Le stratificazioni del dolore, riportato in segni sovrascritti, cancellati, ripresi, schiacciati dal gravare di altri segni aggiunti.
• Le lingue e le ‘cose’ e dunque le identità scomparse, o in via di sparizione, di etnie e popoli – sottoposti al ‘principio di sovrapposizione della vivenza’ – di cui affiorano fitti elenchi, monoliti di nomi stupefacenti.
• Le allegorie del pensiero e del peso delle parole, che è inevitabile siano pietre (in termini etici, di responsabilità verso il mondo oggettivo nominato, convocato nel ventaglio di possibilità aperto sempre dalla sintassi, anche quella comune, condivisa).
Sintassi. Chiave del discorso: discorso interrotto, non comune, in verità, separato, minato/sommerso (non salvifico) del libro.

§

“glossopetra” è il nome usato da Plinio per indicare le aeroliti (meteoriti) a forma allungata, che si riteneva cadessero nelle notti senza luna e avessero la proprietà, se usate come amuleti, di ridare la memoria. Con lo stesso nome si indicarono anche diversi fossili. N. Stenone (1669) dimostrò che le glossopetrae melitenses (trovate a Malta) sono denti di squali fossili

[http://www.treccani.it/enciclopedia/glossopetra/]

 

“narrenschiff”: curran, neto, bellatalla, ariano (un video)



Estratto dal concerto del 27 marzo 2013: Roma, Teatro Tor di Nona
Alvin Curran / tastiera elettronica
Alipio C. Neto / sassofono tenore e soprano curvo
Roberto Bellatalla / contrabbasso
Marco Ariano / batteria, percussioni

https://slowforward.wordpress.com/2013/03/23/narrenschiff-curran-neto-bellatalla-ariano-_-il-27-marzo-al-tor-di-nona_-h-2130/